<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886</id><updated>2011-08-16T09:53:05.530+02:00</updated><category term='Jugoslavia'/><category term='Matematica'/><category term='Lodigiano'/><category term='Ambiente'/><category term='Resistenza'/><category term='Questione ebraica'/><category term='Austria'/><category term='Governo'/><category term='Poesia'/><category term='Animali'/><category term='Agricoltura'/><category term='Simboli'/><category term='Balcani'/><category term='Costituzione'/><category term='Editoriali'/><category term='Sindacato'/><category term='Terrorismo'/><category term='Comunismo'/><category term='Brembio'/><category term='Massoneria'/><category term='Diritti umani'/><category term='Tradizioni'/><category term='Libri'/><category term='Fascismo'/><category term='Slovenia'/><category term='Annunci'/><category term='Storia'/><category term='Socialismo'/><category term='Saint Christo en Jarez'/><category term='Salute'/><category term='Solidarietà'/><category term='Internet'/><category term='Immigrazione'/><category term='Istria'/><category term='Finanza'/><category term='Teorie della cospirazione'/><category term='Foibe'/><category term='Curiosità'/><category term='Lobby'/><category term='Carinzia'/><category term='Letteratura'/><category term='Alpe Adria'/><category term='Intelligence'/><category term='Scienza'/><category term='Veneto'/><category term='Parlamento'/><category term='Sondaggi'/><category term='Regione Friuli Venezia Giulia'/><category term='Padania'/><category term='Referendum'/><category term='Europa'/><category term='Cultura'/><category term='Asburgo'/><category term='Globalizzazione'/><category term='Lombardia'/><category term='Trieste'/><category term='Società'/><category term='Satira'/><category term='Federalismo'/><category term='Politica'/><category term='Beni culturali'/><category term='Utopie'/><category term='Italia'/><category term='Media'/><category term='Croazia'/><category term='Attualità'/><title type='text'>il Litorale</title><subtitle type='html'>Appunti di storia, politica, letteratura ed attualità triestina e istriana, con divagazioni e corrispondenze e rassegna stampa su fatti ed eventi in altre terre dell'Austria Felix e altrove</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>971</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-3592842196952385341</id><published>2010-10-29T12:50:00.003+02:00</published><updated>2010-10-29T13:05:00.001+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sondaggi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Media'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Inaffondabile</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Il centocinquantenario dell'unità massonica d'Italia incombe e Berlusconi è ancora là, l'ex piduista, sì, ma il «traditore» che incarna l'anti «stato massonico» per eccellenza. Fallito ogni attacco al governo, «ci risiamo con la gnocca», come scrive venerdì 29 Belpietro su &lt;em&gt;Libero&lt;/em&gt;, aggiungendo: «Ci avevano già provato nell'estate del 2008, facendo trapelare le intercettazioni telefoniche tra il presidente del Consiglio e il direttore delle finction della Rai. Poi ci hanno ritentato lo scorso anno, prima con Noemi Letizia e in seguito con Patrizia D'Addario. Ora spunta Ruby, l'avvenente 17enne marocchina che avrebbe partecipato ad almeno tre cene ad Arcore, presente Silvio Berlusconi e altri personaggi, molti dei quali di sesso femminile. Ma per scoprire che al Cavaliere piacciono le donne non c'era bisogno di aspettare l'ultima rivelazione». Ogni piede di porco va bene pur di scardinare Palazzo Chigi e mandarlo a casa. Ormai lo si è capito bene, gl'italiani tutti lo hanno capito bene, anche se molti si turano il naso di fronte al verminaio di una fronda che pur di riprendersi il potere è disponibile e disposta a mandare a ramengo il Paese. E che l'Italia abbia ormai capito il gioco, lo stanno a dimostrare i sondaggi, che a fronte d'ogni bieco sforzo di screditare il premier, non mostrano di dare fede all'antiberlusconismo viscerale e ai barbari oppositori che tentano di mettere a ferro e fuoco Arcore. Non c'è alternativa insomma con buona pace del cabarettista da Bettola Bersani e degli altri comici democratici.&lt;br /&gt;L'ultimo sondaggio Ipsos fatto il 25 ottobre per la puntata di Ballarò del 26 ottobre 2010 e che riguardava i leaders, l'azione di governo, la giustizia, l'emergenza rifiuti e le dichiarazioni di Marchionne, è implacabile: non c'è alternativa oggi al Cavaliere. La «cricca» massonica trasversale deve farsene una ragione e festeggiare il centocinquantesimo della sua «unità» del Paese con Berlusconi premier e la Lega al governo.&lt;br /&gt;Ma vediamo alcuni aspetti del sondaggio che sono degni di attenzione e di riflessione, cominciando con il dato di quanti, in caso di nuove elezioni a breve, si dichiarano indecisi o per l'astensione o non indicano alcuna preferenza, un dato significativo, il 42,5%, che dimostra chiaramente che, se dubbi vi sono verso la maggioranza, ormai è ben chiaro anche che «il re è nudo» per quanto riguarda l'opposizione scalcagnata del Pd. Anzi il dato relativo ai &lt;em&gt;democrat&lt;/em&gt; è allarmante, 24,2%, il minimo storico. Ma anche gli altri dati sulla sinistra e su forze d'opposizione populista come l'Italia dei valori e il Movimento 5 stelle di Grillo contribuiscono ad affondare la gioiosa macchina da guerra di Bersani: Sinistra europea, cioè Rifondazione e Comunisti italiani, 2,3%; Sinistra e libertà di Vendola 6,1%; Di Pietro con il suo Idv 8,3%; Grillo e il suo movimento 3,7%. Tutti insieme fanno un bel 20,4%. Se questo non significa il fallimento della segreteria Bersani, cos'altro dovrebbe decretarlo. E non è un caso che annaspando per non affogare definitivamente i &lt;em&gt;democrat&lt;/em&gt; invochino un ribaltamento che darebbe loro un'illusoria possibilità di rimettersi in carreggiata nella corsa al consenso; seppure ci si dovrebbe spiegare come possa produrre consenso una sorta di colpo di stato contro l'espressione della volontà popolare quale sarebbe un governo tecnico.&lt;br /&gt;Il sondaggio dà un costante 6,0% all'Udc e attesta Futuro e libertà sul 5,3%. C'è però da chiedersi se quest'ultimo dato rimarrebbe tale a fronte di uno spostamento dei finiani con un'alleanza «impossibile» con i &lt;em&gt;democrat&lt;/em&gt;. Non parliamo poi di «terzo polo», che è solo una finzione parlamentare, in quanto Rutelli e la sua Alleanza è «non pervenuta», raggruppata com'è nel sondaggio in quel 2,5% di «altri».&lt;br /&gt;Insomma, un'unica chance elettorale potrebbe venire da una neo fantomatica Unione, fantomatica perché se messa in piedi sarebbe da parte del Pd un rimangiarsi oceani di parole. Cioè lo sputtanamento definitivo della scelta veltroniana e, dunque, la sconfessione della creazione del partito «nuovo».&lt;br /&gt;La destra: Pdl al 29%, lo è da un po', dunque nulla di nuovo; Lega 11,3%; La Destra 1,3%. Insieme 41,6%, poco più del doppio del consenso del Pd.&lt;br /&gt;Il sondaggio Ipsos poi esprime il gradimento per i leaders politici che qui mostriamo più significativamente usando come indicatore non la percentuale ma il rapporto tra voti positivi e negativi: Napolitano 4,82; Tremonti 1,16; Vendola 1,13; Fini 0,94; Bersani 0,84; Beppe Grillo 0,74, Berlusconi 0,69; Casini 0,67; Schifani 0,63; Di Pietro 0,59; Bossi 0,42. Fornisce anche il gradimento per alcuni leader non politici: Luca Cordero di Montezemolo 1,19; Marcegaglia 1,36; Draghi 1,79; Marchionne 0,75. Stante i dati del gradimento, può venire il sospetto di trovarsi di fronte ad un campione orientato a sinistra, come le solite liti tra esponenti del centrodestra e Pagnoncelli suggeriscono. Ma se così fosse, il dato «guadagnato» dai &lt;em&gt;democrat&lt;/em&gt; sarebbe ancor più allarmante e disastroso.&lt;br /&gt;La cosa curiosa del sondaggio sono le domande specifiche, ad esempio quelle sull'attività del governo. Secondo la Ipsos che chiede: «Ad oltre due anni dal suo insediamento, lei personalmente direbbe che complessivamente il governo Berlusconi l'abbia...», i delusi sarebbero il 54%, i soddisfatti solo il 16%, mentre quanti ritengono che sia ancora presto per giudicare il 25%. Eppure nonostante queste dichiarazioni lo stesso campione dà ancora a Berlusconi i numeri per uscire vincente da eventuali elezioni a breve. Lo stesso per la domanda: «Nei giorni scorsi il ministro Tremonti ha annunciato la messa a punto di una profonda riforma fiscale. Lei personalmente pensa che il Governo riuscirà a portarla a termine entro il 2013, alla scadenza della legislatura?», il 26% ha risposto sì, il 65% ha risposto no, e nonostante questa manifesta sfiducia nella capacità del governo lo stesso campione dà i numeri a Berlusconi per governare. Misteri dei sondaggi.&lt;br /&gt;Ma non solo, la Ipsos su indicazione di Ballarò chiede al campione: «Parliamo ora del cosiddetto Lodo Alfano Bis. Lei personalmente ritiene che questo Lodo sia...» e solo il 14% ritiene che sia «un provvedimento necessario: è importante tutelare il Presidente del Consiglio da ogni possibile forma di persecuzione da parte della magistratura», mentre il 25% lo ritiene «una perdita di tempo: toglie risorse ed energie alla risoluzione dei veri problemi del Paese»; ma ben il 53% lo dichiara «una vergogna: l'ennesima legge ad personam per togliere Berlusconi dai suoi guai giudiziari». Eppure lo stesso campione offre a Silvio Berlusconi la possibilità di tornare a fare il premier in caso di elezioni a breve. Un paradosso evidenziato anche dalla seconda domanda: «Per uscire una volta per tutte dalla questione giustizia, secondo lei in questa situazione...», il 64%, infatti, ritiene che «Berlusconi dovrebbe rinunciare a ogni possibile scudo e accettare di celebrare i processi che lo vedono coinvolto dimostrando la sua piena innocenza», mentre solo il 27% ritiene che «si dovrebbe approvare una legge specifica che consenta a Berlusconi di rimandare i processi che lo vedono coinvolto al termine del suo mandato di Premier». Eppure, pur avendo la possibilità di dichiarare con l'intenzione di voto la volontà di mandarlo a casa a farsi processare, lo stesso campione dà i numeri per continuare a tenerlo al governo.&lt;br /&gt;Un'ultima domanda riguardava il caso Marchionne e Fiat ed il 60% del campione ha detto di non credere che senza l'Italia i conti della Fiat sarebbero decisamente più positivi. Scontato, ma più interessante la domanda successiva sul «ritardo» dell'Italia: la metà del campione 50% ha dichiarato di ritenere che la politica italiana degli ultimi anni ha protetto le categorie meno efficienti per un vantaggio politico, il 16% che i sindacati sono ancora troppo ideologizzati, il 14% che gli imprenditori non hanno investito per migliorarla. Per l'80% del campione, insomma, l'intera classe dirigente della nazione è da buttare a mare. Confortante. Buon centocinquantenario.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-3592842196952385341?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/3592842196952385341/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=3592842196952385341' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/3592842196952385341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/3592842196952385341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/10/inaffondabile.html' title='Inaffondabile'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-1179961648100215041</id><published>2010-10-09T17:10:00.002+02:00</published><updated>2010-10-09T18:16:32.842+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lodigiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Il finiano</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si è sottolineato più volte che oggi Futuro e Libertà rappresenta una forza parlamentare, ma non ancora una forza elettorale. Il distinguo non è cosa di poco conto, e seppure molti generosi sondaggi tendono ad accreditare al «futurismo» di Fini una valenza nel territorio tanto da attribuirgli qualcosina più del 7 per cento nelle intenzioni di voto dei campioni intervistati, questo non pare credibile, e per una serie di motivi, dal finanziamento del futuro partito alle prese di posizione locali a favore in ambito del Pdl, e relative scissioni, generalmente inesistenti. Tra parlamentari navigati, insomma, la «secessione» ci può stare, tanto sono abituati a restare a galla comunque vada; non così a livello periferico dove sembra piuttosto valere il buon detto antico «chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa cosa lascia, non cosa trova», o ancora «meglio un uovo oggi che una gallina domani» tutta da inventare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Lodigiano ne è un esempio. Qui il futurista partito di Fini si incarna in una persona sola, Matteo Papagni, «il» finiano, messo fuori nei giorni scorsi dal Popolo della libertà di Lodi. Giancarlo Regali, il vice-coordinatore del Pdl, a nome dei vertici del partito riunitisi mercoledì 6, ha comunicato alla stampa che: «Vista la nascita del gruppo e visto che Papagni riconferma l'adesione a questo gruppo, pur nella legittimità di tale scelta, il direttivo provinciale reputa per coerenza politica l'impossibilità che prosegua l'attività di consigliere comunale appartenente al Pdl». Naturalmente il tono potrebbe indicare che per «coerenza politica» il consigliere dovrebbe dimettersi e lasciare il posto ad altro eletto nell'ambito del Pdl, ma poiché così non sono solite andare le cose, Papagni lascerà il gruppo consiliare per aderire ad altro o al gruppo misto, a seconda di ciò che prevede il regolamento del consiglio comunale di Lodi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Greta Boni, sulle colonne del &lt;i&gt;Cittadino&lt;/i&gt;, ci racconta che Matteo Papagni, l'espulso, non ha molto gradito il modo in cui è stato cacciato, soprattutto l'apprendere la notizia della sua espulsione parlando col capogruppo consiliare del Pdl, Sergio Tadi: «Questo è il livello di democrazia all'interno del Pdl, credo che in una situazione come questa sia necessario prima di tutto interpellare le persone coinvolte, cercando di capire le loro mptivazioni, dando la possibilità di replicare, anche perché Futuro e libertà è un partito che si sta ancora costituendo. È un'espulsione degna di un partito sovietico, mi chiedo come mai a livello nazionale non vengano espulsi corruttori e mafiosi e si preferisca espellere me».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La stessa Boni aggiunge che all'interno del Pdl più di una persona ha accolto con soddisfazione la decisione del direttivo. La base lodigiana è compatta e quanti arrivano dalle file di An sono tutti ormai «larussiani»; per loro il ministro della difesa è considerato il vero punto di riferimento. Regali, che, dice la Boni, ha augurato con ironia al «cacciato» una «fulgida carriera politica», ha commentato: «C'è ancora il pericolo di andare a elezioni, tutto dipenderà da come si comporterà Fli. Con amarezza devo stigmatizzare il comportamento di Fini, non per il "caso Montecarlo", bensì per il voltagabbana politico: ci ha traghettati nel Pdl, poi ha voluto fare il presidente della Camera, perdendo quel peso politico che in quel momento era fondamentale per tutti gli ex An. Se si andrà al voto e Fini correrà da solo, alleandosi con il terzo polo, mi auguro che i cittadini non siano miopi».&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-1179961648100215041?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/1179961648100215041/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=1179961648100215041' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/1179961648100215041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/1179961648100215041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/10/il-finiano.html' title='Il finiano'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-451329115292373904</id><published>2010-10-08T17:28:00.004+02:00</published><updated>2010-10-08T19:25:07.995+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parlamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Il bersaglio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scriveva giovedì 7 Nicola Porro in un suo commento su &lt;i&gt;Il Giornale&lt;/i&gt;, evidenziando come per l'opposizione il problema non sia in realtà la legge elettorale, ma Berlusconi, e come sia proprio lui il bersaglio di tutta l'operazione: «L'attuale legge elettorale è chiaramente una schifezza. Come a detta di molti lo era la precedente, il Matarellum.  E come lo era evidentemente quella che gli italiani hanno cancellato con i forconi grazie ai referendum di Mario Segni. Le leggi elettorali in Italia sono come gli abiti del sarto: con il passare del tempo diventano stretti, inadeguati. Se non vogliamo prenderci per i fondelli c'è un solo sistema, molto soggettivo, per definire una buona legge elettorale in Italia: sono ottime quelle regole del gioco che ci permettono di giocare. Il punto è che ogni giocatore ha la sua prospettiva, i suoi voti e le sue diverse convenienze». Il punto è tutto qua. Come osserva Porro: «Dal punto di vista logico una legge elettorale si muove in un pendolo tra stabilità e rappresentanza. Nel mezzo centinaia di piccoli accorgimenti tecnici possono favorire gli interessi degli uni e degli altri».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Porro nella sua nota evidenzia alcune questioni sulle quali è buona cosa riflettere, cominciando dall'anomalia italiana rispetto al resto dell'occidente democratico ed in particolare del mondo anglosassone. Il vicedirettore del Giornale fa alcuni esempi: «In Inghilterra i liberali hanno recentemente conquistato un mucchio di voti: non a sufficienza per governare, ma indispensabili per eleggere un premier. Nessuno ha chiesto di cambiare le regole del gioco: i partiti si sono adeguati alle regole».  Secondo esempio: «Negli Stati Uniti neanche il caos che ha portato alla vittoria di George W. Bush, ha portato alla modifica del complesso sistema elettorale. E tanto meno lo richiede quel grande centro che secondo i sondaggi a stelle e strisce cresce di giorno in giorno fino a toccare punte del 30 per cento». Inghilterra, America... già ma noi siamo italiani e così è che oggi tutti, tranne Silvio Berlusconi e la Lega, chiedono il superamento dell'attuale legge elettorale. Dice Porro: «La questione è diventata talmente vitale che si potrebbe creare un'assurda coalizione di volonterosi che non si sa in virtù di quale improvvisa forza (se non la comune antipatia per il Cav) troverebbe un accordo sulla liquida materia elettorale». Del resto, aggiunge Porro, i motivi per buttare nel cestino la «porcata» di Calderoli sono molti, dalla facoltà non data agli elettori di indicare nominativamente chi eleggere, al premio di maggioranza che molti contestano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricorda Porro nel suo pezzo che «l'attuale sistema elettorale non è stato realizzato un secolo fa: ma votato esattamente dagli stessi partecipanti del Parlamento di oggi. A cambiare il Mattarellum (la legge che nacque sulle macerie dei referendum Segni) fu la Casa della Libertà, che oltre a Lega e Forza Italia, aveva al suo interno anche Alleanza Nazionale e Udc. Cosa ha fatto cambiare idea ai rappresentanti finiani e di Casini se non la circostanza di non essere oggi più alleati con Berlusconi?», in tutta evidenza. E Porro aggiunge scoprendo il punto dolente d'ogni opposizione presente e futura: «Fuor di ogni ipocrisia si dica dunque la verità: cambiamo questa brutta legge elettorale che abbiamo contribuito a votare in modo tale da ridurre il peso della coalizione berlusconiana alle prossime elezioni. Poche palle, &lt;i&gt;please&lt;/i&gt;». Papale papale: «La nuova legge non sarà in questa prospettiva migliore, ma solo Berlusconi &lt;i&gt;free&lt;/i&gt;», sottolinea Porro, ma è cosa evidente a ogni benpensante a fronte della questione così come viene posta oggi dall'opposizione e dai futuristi in quanto tali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Porro ricorda infine qualcosa che in questi giorni non si sente proprio ricordare: «Un tentativo di modificare il Porcellum c'è stato: i referendum del professor Guzzetta. Un po' come quelli di Segni avrebbero rimesso in discussione l'impianto della legge. Pensate un po' da Franceschini, all'epoca numero uno del Pd, a D'Alema, a Brunetta e Prestigiacomo erano tutti d'accordo nel referendum. Che spostava il premio di maggioranza al partito più votato e aboliva le candidature multiple. Eppure solo il 25 per cento degli italiani andò a votare: una percentuale così bassa da annullare l'esito della consultazione». Un'altra palla che si sente spesso da chi vorrebbe di nuovo la gente con i forconi in piazza è così svelata. Osserva Porro: «Anche qui fuori di ipocrisia. Se oggi qualcuno dice che il tema della legge elettorale è tema sentito e fondamentale del sentire del paese, deve farsi quattro calcoli con l'entusiasmo scarsissimo, con cui, fu celebrato il referendum solo un paio di anni fa». Insomma, in giro c'è  chi propaganda bugie sapendo di mentire e confidando sulla distrazione degli italiani e su militanti ciechi e sordi ad ogni ragione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Regolamentare la materia elettorale significa decidere un insieme di regole che possono fondarsi su infinite soluzioni, che possono variare dal favorire la massima rappresentatività col proporzionale perfetto al puntare sulla massima stabilità con il premio di maggioranza. Bisogna, però fare i conti con la realtà. Dice a conclusione del suo commento Porro: «Difficile pensare che un Parlamento da Fini a D'Alema riesca a mettersi d'accordo sul dettaglio delle regole». Già, ed è evidente pure che «su una cosa possono trovare un accordo: come far fuori Berlusconi». Quindi? «Ma allora ditelo e non prendiamoci per i fondelli». Ottimo invito, ma l'onestà intellettuale purtroppo non è merce che ha un mercato oggi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-451329115292373904?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/451329115292373904/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=451329115292373904' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/451329115292373904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/451329115292373904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/10/il-bersaglio.html' title='Il bersaglio'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-4585512165749289510</id><published>2010-10-08T13:09:00.005+02:00</published><updated>2010-10-08T15:59:47.125+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parlamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Guance rosse</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sul &lt;i&gt;Manifesto&lt;/i&gt;, martedì 5 è comparsa una intervista ad Antonio Di Pietro, leader dell'Idv. Due aspetti la rendono interessante per la riflessione politica. Innanzitutto il netto giudizio sulla legge elettorale e sulla sua manfrina tenuta viva dal Partito democratico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dice Di Pietro: «Mettiamo una cosa in chiaro: io a quel tavolo non mi sono seduto», intendendo il tavolo virtuale attorno al quale si starebbe coagulando una maggioranza su una legge elettorale da proporre in sostituzione della «porcata» di Calderoli. E spiega: «Per una ragione: temo che la nuova legge elettorale sia una scusa per procrastinare per i prossimi tre anni un governo non eletto». Più chiaro di così, Di Pietro svela gli altarini di Bersani e della sua cricca incapace di attirare quel consenso che sarebbe necessario in caso di elezioni per ribaltare la maggioranza al governo. Insomma governare «per grazia divina» o, per non mescolare il sacro col profano, per grazia del «compagno» Napolitano. Speranza spesso tradita, che mostra un pensiero distorto sulla presidenza della Repubblica non quale garante di tutti, ma degli affini. Un pensiero purtroppo che, mutatis mutandis, si ritrova nella forza egemone del centrosinistra ad ogni livello amministrativo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E perché non vi siano fraintendimenti Di Pietro specifica: «Sono favorevole alla modifica della legge elettorale, e a farlo in questa legislatura, se ce ne sono le condizioni. E se la legge proposta non è peggio di quella attuale». Già, nessuno lo dice, ma c'è anche questo pericolo da non trascurare. E sottolinea le condizioni: «Se cadesse Berlusconi, e se dovesse nascere una nuova maggioranza con questo solo scopo tecnico. Ma sia chiaro: un governo a tempo, 90 giorni, con la garanzia del capo dello stato».  E non solo questo: «Alleanza [con i finiani]? Per noi non c'è nessuna alleanza. Io in questo governo non ci andrei. Non tradisco i miei elettori». Rispetto dell'elettorato, dunque, in Di Pietro ed idee chiare se votarla o no: «Sono pronto a valutare in parlamento l'eventuale proposta. Se vogliono i nostri voti, il premier incaricato deve prima dire quale legge vuole fare. A scatola chiusa non votiamo niente. Tanto senza i nostri voti una nuova maggioranza in parlamento non c'è». Una evidente raccomandata con ricevuta di ritorno per Bersani e la sua mania di egemonismo nel centrosinistra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La giornalista del &lt;i&gt;Manifesto&lt;/i&gt;, Daniela Preziosi, a questo punto, chiede a Di Pietro se un ritorno al mattarellum potrebbe essere una possibile soluzione del problema sollevato dai &lt;i&gt;democrat&lt;/i&gt;: «Può essere una soluzione, è meglio del porcellum. Noi preferiamo il maggioritario a doppio turno, ma ci rendiamo conto che è un'idea minoritaria. Così come il proporzionale alla tedesca. Ma siccome li conosco, aspetto la proposta concreta. E prima di dire sì ci penserò due volte». Tanto per ribadire il concetto indirettamente, che Fini può sì disarcionare il Cavaliere, ma che Bersani dia per scontato da Di Pietro un massonico «obbedisco» come quello di Garibaldi, passato alla storia, ce ne corre, e tanto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La seconda questione rilevante riguarda l'Udc, il partito di Casini. Introdotta da questa considerazione della giornalista: «L'Udc continua a dire che lei è funzionale a Berlusconi», con la risposta di Di Pietro: «È la volpe che non arriva all'uva». Per il leader dell'Idv, l'ipotesi di una alleanza con l'Udc «è una discussione inutile». E spiega: «Bersani mi ascolti: quelli dell'Udc a tutto pensano tranne che al Pd. Il Pd corre appresso alla luna. Io con loro non voglio fare la figura del beccamorto che corre dietro a una bella donna. Il Pd non sa quale erba del prato brucare: se la nostra o quella dell'Udc. Farà la fine dell'asino di Buridano. Morirà di fame».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Interloquendo con la giornalista, Di Pietro esprime il suo giudizio su molti temi riguardanti l'Udc, da Cuffaro, alla Sicilia, all'alleanza «modello Marche» che piace ad Enrico Letta. Così Di Pietro: «Guardi, Cuffaro mi ha fatto una causa civile perché ho detto che lui ha qualche problema con la mafia. Oggi l'Udc si è liberata di questo problema. Domani chissà. Anche perché ha scaricato Cuffaro, ma si è alleato con altri non da meno. Voglio dire Lombardo. Lombardo sta con loro [il Pd] in Sicilia e con Berlusconi a Roma. Bella roba. [E sulle Marche, l'alleanza Pd, Udc, Idv:]  è una storia incredibile. Se non ci sto mi dite che faccio perdere il centrosinistra. Se ci sto mi dite che sto con l'Udc. Nelle Marche non volevamo stare con questi. Poi il Pd ha insistito e abbiamo raggiunto questo lodo: il rapporto con l'Udc se lo gestisce il presidente della regione, noi con loro neanche un caffè. Per evitare di consegnare un'altra regione al Pdl, vedi Calabria». E quanto all'ipotesi di fare del modello Marche un modello nazionale: «Credo di no. L'Udc ormai sta facendo un'operazione al termine della quale il Pd rischia di sparire. Creerà il terzo polo, gli ex dc romperanno». E aggiunge poi che quelli che oggi nel Pd vogliono l'alleanza solo con Casini, come Letta, Boccia, Fioroni e parecchi altri, alla fine confluiranno nel terzo polo. Requiem, dunque, per il partito &lt;i&gt;democrat&lt;/i&gt;. Del resto, parlando poi del popolo viola, tra l'altro dice: «C'è una prateria di elettori in fuga dai partiti tradizionali. Ce n'è per tutti. Tranne che per il Pd, se continua così». E per chi non avesse orecchie per intendere, un'ultima ripetizione, non si sa mai che suoni la sveglia: «Questa [l'accusa di forzare il popolo viola verso l'Idv] è come la Bresso che dice: ho perso perché i grillini non mi hanno votato. Ma se dopo cinque anni fai scappare gli elettori, guardati allo specchio e prenditi a schiaffi». Già, qualche guancia rossa in giro non guasterebbe.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-4585512165749289510?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/4585512165749289510/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=4585512165749289510' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/4585512165749289510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/4585512165749289510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/10/guance-rosse.html' title='Guance rosse'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-38693642887236262</id><published>2010-10-04T22:05:00.004+02:00</published><updated>2010-10-04T22:46:06.274+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parlamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Confutatio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Domani sarà il tempo di valutare i nuovi rilanci in un dibattito infinito. Un ultimo spazio al dibattito sulla fiducia, comunque, va riservato per raccogliere ciò che non sempre trova spazio sui giornali di gossip politico antiberlusconiano e cioè le ragioni della controparte. Mal si comprende perché ad esso non si dà analogo risalto, per far meglio comprendere, per far riflettere il lettore sulla realtà «reale» e non virtuale. Perché spesso, troppo spesso si preferisce disegnare un mondo virtuale dove Berlusconi è il male e gli altri sono gli «angeli» del bene. Tanto angeli che, chissà perché, quando riescono a governare fanno più danno, molto di più di quanto sia imputato quotidianamente al Cavaliere in una sorta di unisono senza sfumature: «Silvius delendus est».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A stretto giro di posta, per così dire, intervenendo dopo al segretario &lt;i&gt;democrat&lt;/i&gt; Bersani risponde, nella sua dichiarazione di voto per conto del Pdl, Fabrizio Cicchitto. E non è tenero: «Signor Presidente, onorevoli colleghi, sgombriamo subito il campo da due questioni. Le elezioni, dopo quelle del 2006, sono state rifatte nel 2008 perché voi del centrosinistra siete implosi ed esplosi e ci avete lasciato varie eredità, fra cui Napoli. Quindi, non potete dare lezioni se non su un punto, che riconosciamo: che bisogna fare ogni sforzo per non essere simili a voi. Se lo diventiamo, cominciano i guai. E, paradossalmente, anche in questi giorni di travaglio del centrodestra il centrosinistra si è diviso, e in modo profondo, addirittura sul piano strategico. Altro che pagine vecchie e pagine nuove! Allo stato il centrosinistra non è un'alternativa. Spera solo di poter usufruire di una insperata opportunità in seguito a errori o a divisioni intervenute nel centrodestra e questo deve servire di lezione a tutti noi».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E continua: «Il centrosinistra non può darci lezioni neanche su un altro piano, quando parla di compravendita dei parlamentari. Gli onorevoli Franceschini, Letta e Bersani sono come gli smemorati di Collegno: dimenticano quello che avvenne nella parte finale della legislatura 1996-2001, quando cadde il Governo Prodi e si diede vita al Governo presieduto dal primo comunista o post comunista nella storia del nostro Paese, l'onorevole D'Alema. Quell'avvenimento nacque in seguito al passaggio al centrosinistra di circa trenta deputati e senatori eletti nelle liste del centrodestra. Una parte di coloro, onorevole Bersani, venne ricompensata con cariche di ministri e di sottosegretari. Allora anche in quel caso ci fu un indegno mercato e una compravendita di deputati? Al contrario, a suo tempo la manovra fu esaltata come una grande operazione politica. Siamo, come al solito, sul terreno dell'esercizio più sfacciato dei due pesi e delle due misure, cosa che ostacola anche ogni serio confronto politico e programmatico. Noi, invece, ci siamo presentati in questo confronto in modo costruttivo e, se qualcuno vuole mandarla in barzelletta, credo che i telespettatori potranno misurare la serietà delle forze in campo».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Appunto, Cicchitto coglie che basta un solo cabarettista, Bersani. Seguirlo su quella strada significherebbe dargli un'importanza immeritata: «Sulla base del discorso fatto oggi dal Presidente Berlusconi, che ha parlato al Parlamento e al Paese e ha identificato alcuni nodi politico-programmatici essenziali, noi siamo impegnati ad assicurare la governabilità in un momento assai difficile per l'economia mondiale, una governabilità finalizzata alla modernizzazione della società e dello Stato. In questo senso raccogliamo anche in termini positivi gli appelli che vengono dalla Chiesa e dal mondo industriale. Il Presidente Berlusconi ha parlato anche sulla base del fatto che in questi due anni, e anche in questi ultimi mesi, il Governo ha lavorato molto intensamente. Ricordiamo la messa in sicurezza dei conti dello Stato, le prime modifiche al mercato del lavoro, gli interventi di emergenza in Campania ed in Abruzzo, il federalismo fiscale, la riforma della scuola e dell'università. Non è colpa del Ministro Gelmini se gli avete lasciato un'eredità disastrosa innanzitutto sul terreno dell'assunzione dei precari».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E centra la questione, che affossa, questa sì, il «meraviglioso» rimbrottare di Bersani: «Onorevole Bersani, mi sembra che in tutti i suoi interventi in questo Parlamento lei si dimentichi di un piccolo dato, di un piccolo elemento che purtroppo ha caratterizzato la vita politica, economica e sociale di questo Paese, ossia il fatto che noi abbiamo vissuto ben due crisi economiche e finanziarie internazionali, prima quella degli Stati Uniti e poi quella derivante dalla Grecia. Questo ci ha creato dei problemi, ha creato dei problemi ad un Paese con questo debito pubblico. E se noi avessimo seguito la vostra strada, che era quella di fare un punto di PIL in debito, oggi saremmo vicini alla Grecia e non in una situazione di difesa dell'economia del nostro Paese. Tutto ciò ed i valori politici che hanno unificato il centrodestra e che ci hanno consentito di vincere per la terza volta le elezioni giustificano adesso il tentativo di superare polemiche e contraddizioni, di governare per altri tre anni in presenza delle difficoltà economiche internazionali e di problemi interni che, come la bassa crescita, la bassa produttività, la stessa alta pressione fiscale, non sono responsabilità dell'attuale Governo ma, se andiamo a vedere le cifre, sono storicamente punti critici del sistema economico italiano fin dagli anni Novanta, peggiorati da alcune finanziarie (come quella famosa del Governo Amato) e che richiedono, quindi, un impegno di medio-lungo periodo per essere affrontati e superati».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E quindi passa alla questione della tanto strumentalizzata crisi del centrodestra: «Abbiamo allora il diritto-dovere di fare ogni tentativo anche per superare contraddizioni e polemiche interne al centrodestra. Il Presidente Berlusconi ha rilevato che "in questi giorni l'immagine che dà di sé la politica è molto peggio del teatrino di sempre". Anche il centrodestra, purtroppo, in alcuni momenti è stato coinvolto in questa realtà negativa. Oggi il senso di questo dibattito è quello di fare ogni sforzo per superare questa situazione e ciò può avvenire a condizione che ci sia il concorso di tutti. Ho ascoltato con attenzione gli interventi dell'onorevole Moffa e dell'onorevole Bocchino. Mi auguro che il senso politico non solo del voto di Futuro e Libertà, ma anche dei loro interventi, sia il seguente: la fine di ogni guerriglia mediatica, l'esclusione di un disegno di logoramento e, invece, l'impegno comune per tre anni per un Governo riformatore. Su questo terreno si misura l'intelligenza, onorevole Bocchino, e la maturità del centrodestra».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È quindi la volta di confutare la tesi che &lt;i&gt;democrat&lt;/i&gt; e altri stanno portando avanti sulla legge elettorale: «Il senso dell'intervento del Presidente Berlusconi è, quindi, quello di reagire ad ogni deriva distruttiva e di tutelare il voto del 2008 che ha espresso in modo inequivocabile una maggioranza costituita dal Popolo della Libertà, della Lega Nord Padania e da altri gruppi e forze politiche. A nostro avviso, il riferimento alla sovranità popolare è essenziale: da tempo si è aperta una fase che attribuisce ex ante al popolo, al momento delle elezioni, il potere di decidere chi è il Presidente del Consiglio e la coalizione che governa, e non ex post, dopo le elezioni, ai partiti la facoltà di poter combinare gli equilibri di Governo indipendentemente dalla volontà popolare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Voi dite che questa legge elettorale impedisce all'elettore di scegliere il deputato dando tutto il potere alle segreterie dei partiti. A parte il fatto che nel sistema uninominale questo potere, al di là delle ipocrisie, rimane totalmente nelle mani dei partiti attraverso la dislocazione dei candidati nei collegi buoni e in quelli cattivi (che sono largamente conosciuti da ogni singolo schieramento, a parte un numero limitato di collegi marginali), voi in effetti, puntando ad eliminare il premio di maggioranza, volete togliere ai cittadini proprio il potere fondamentale di scegliere il Presidente del Consiglio e il Governo. Questo è lo scettro che va mantenuto al popolo!». In realtà, l'unica soluzione nel senso indicato dalle opposizioni sarebbe il ritorno al proporzionale, ma al di là dei dubbi sulla governabilità, mancando il «voto utile», sbriciolerebbe il Partito democratico, ridando a sinistra voce a tutti quelli che Veltroni con la sua scelta ha zittito, cacciandoli dal Parlamento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un accenno Cicchitto lo dedica a Casini: «Onorevole Casini, oggi non è in crisi il bipolarismo fisiologico, ma un bipolarismo selvaggio fondato sulla demonizzazione dell'avversario. Vorrei ricordare all'onorevole Bocchino che garantismo e legalità non sono alternativi, ma debbono essere le due facce della stessa medaglia. Infatti, l'utilizzo politico della giustizia è una delle forme più gravi di illegalità perché è prodotta dalla faziosità di una parte dei magistrati». E quindi passa alla conclusione: «Di conseguenza, per concludere, il nostro obiettivo è positivo e costruttivo da tutti i punti di vista: da quello dell'attività di Governo testimoniata dall'introduzione e dalla replica del Presidente Berlusconi, da quello del miglioramento dei rapporti nel centrodestra e anche da quello - se ci fosse una qualche disponibilità dell'altra parte - del confronto con le forze dell'opposizione: non a caso il Presidente del Consiglio ha evocato i temi della riforma costituzionale. Facciamo tutto questo senza alcun complesso di inferiorità, né nei confronti delle mistificazioni e delle demonizzazioni della sinistra, né nei confronti dell'eventuale ripresa di guerriglia mediatica. Infatti, noi abbiamo piena consapevolezza di dover rispondere in primo luogo al popolo di centrodestra che ci ha sostenuto e votato in ben tre elezioni: quelle nazionali, europee e regionali. A quel popolo, da questa tribuna parlamentare, inviamo il nostro saluto».&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-38693642887236262?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/38693642887236262/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=38693642887236262' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/38693642887236262'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/38693642887236262'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/10/confutatio.html' title='Confutatio'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-6090654128149573010</id><published>2010-10-03T19:28:00.008+02:00</published><updated>2010-10-04T10:34:03.194+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parlamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Dieci minuti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Molti interventi nel corso del dibattito parlamentare alla Camera dei deputati, sulla fiducia a Silvio Berlusconi, contengono punti rimarchevoli o da bloc-notes  «a futura memoria», ed un giretto con gli occhi sul testo stenografico della seduta, facilmente reperibile sul sito di Montecitorio, può essere cosa utile per chi ama l'informazione di prima mano. Qui mi soffermo invece sulla dichiarazione di voto del segretario &lt;i&gt;democrat&lt;/i&gt; Pierluigi Bersani che &lt;i&gt;l'Unità&lt;/i&gt; così ha definito in un suo pezzo: «Dieci minuti di intervento per demolire il fantastico mondo berlusconiano», descrivendo un Berlusconi che «ascolta e scuote la testa, sorride, cerca la complicità di Tremonti» e regalando una chicca ai golosi lettori militanti da succhiare nei chiari di luna del partito: «Compiono tutti e due gli anni ma è Bersani a fare la festa al premier». Davvero? In fin dei conti una dichiarazione di voto è incontestabile, si può dire tutto ed il contrario di tutto per giustificare un sì, un no o l'astensione. E dunque?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bersani comincia così: «Signor Presidente del Consiglio, è la seconda volta in ventotto mesi che lei interviene alla Camera. La prima volta fu per l'insediamento, e concluse allora il suo discorso con uno squillante "viva il Parlamento". Da allora, qui, non l'abbiamo più sentita, ci ha mandato 36 voti di fiducia e 54 decreti. Abbiamo vissuto in questi due anni l'epoca gloriosa del &lt;i&gt;ghe pensi mi&lt;/i&gt;, con risultati che sono sotto gli occhi». Così, con una battuta il segretario con tutto il gusto della battuta piacentina apre il confronto, se sia più efficace il «bagaglino» di Berlusconi o il suo «zelig» o meglio il «vergassolino», che fa più tendenza e sinistra nel contempo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Continua Bersani: «Lei, allora, fece una promessa fondamentale in quel discorso, anche se - come ha ricordato - aveva chiaro che avevamo la crisi davanti. La promessa era: crescita. Pronunciò una ventina di volte la parola crescita. Vorrei informare che noi abbiamo avuto il calo più grande nella storia del dopoguerra, nella crisi, quasi doppio rispetto agli altri principali Paesi europei». Ma il «Ma non è vero!» del premier di rimando non è raccolto dal cronista che abbagliato dalla battuta del «&lt;i&gt;ghe pensi mi&lt;/i&gt;» va per la tangente sintetizzando così quanto riporterò dopo, cioè la demolizione dell'«epoca gloriosa» che «doveva portare crescita economica e ha invece prodotto maggiore disoccupazione, "i cinque punti di ribollita" che dovrebbero rilanciare l'azione di governo ma nena che lambiscono "l'Italia quella vera", "le promesse che marciano sulla Salerno-Reggio Calabria" e le "rivendicazioni di un ruolo internazionale": "Chieda il Nobel per la pace!", ironizza alla fine Bersani tra gli applausi dei deputati dell'opposizione». E, quindi, la macchietta già ricordata per far sorridere il lettore-militante, per rasserenarlo e confortarlo semmai stesse meditando sul nulla del proprio partito: «E Berlusconi per tutto il tempo annuisce ridendo, oppure scuote la testa, o sorride, dà di gomito al vicino di banco Tremonti e con le mani giunte fa come per dire: ma che va dicendo?». Appunto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma vediamo l'originale, che spiega meglio. Dice Bersani continuando: «Il fatto nuovo che vorrei farle considerare è che ci stiamo staccando - per la prima volta nella nostra storia recente - dal gruppo di testa dei Paesi europei. Come si fa a prendere sul serio quello che è venuto a raccontarci oggi? Mi lasci dire, un discorso molto debole, pieno di promesse risapute, e non c'era un fatto nuovo del suo discorso. Promesse che non arrivano mai, promesse che marciano sulla Salerno-Reggio Calabria; ricordo che nel 2001 ci sarebbero voluti tre mesi per farla partire, poi ci disse che sarebbe partita nel 2006, impariamo adesso che parte nel 2013: ci tenga aggiornati!». E ancora: «Altre promesse: abbassiamo le tasse, il federalismo risolverà tutto, facciamo un bel piano per il sud - con tanto di banca - qualche minaccia alla magistratura e qualche risaputa rivendicazione di un ruolo internazionale. Chieda il Nobel per la pace! Credo che siamo a un passo da questa richiesta». Ma Bersani è consapevole che con le battute si fa cabaret non politica e, dunque abbozza un'analisi: «Al di là delle battute, qual è il punto di fondo? Il punto di fondo è che nelle sue parole non c'è comprensione della situazione di questo Paese. Non c'è l'Italia, quella vera. Gli italiani sono arrabbiati, sono scontenti, c'è sbandamento, incertezza, e tanti vivono un vero dramma. Attenzione, le tensioni sociali si acuiscono, e abbiamo un Governo che spesso accende i fuochi, invece di spegnerli. Il punto che sta sotto a tutto questo, signor Presidente, ve lo diciamo da due anni: non c'è abbastanza lavoro in questo Paese. Ci vuole più lavoro in questo Paese».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E si sa che di economia Bersani ne mastica e quindi ecco forse la parte più credibile dell'intervento: «L'economia è troppo bassa in questo Paese. Come dobbiamo dirvelo? Non terrete a posto i conti con un'economia così bassa, come dobbiamo dirvelo? I redditi e i risparmi si stanno assottigliando, non c'è dubbio. Il sud si allontana. Adesso andate a fare promesse, dopo che l'avete massacrato, e devo sentire qui che rimettono il credito d'imposta, che verrà adottato il prestito d'onore. Questo già c'era, ma l'avete tolto! Suvvia, orsù. Perché venite a dirci queste cose? Ascoltate le piccole imprese. Queste vi diranno che c'è meno lavoro, meno credito, molte chiacchiere e più burocrazia di prima. Questo è quanto vi diranno le piccole imprese. Lasciamo stare gli altri discorsi. Avete, invece, nozione di come è messa, in queste settimane, la scuola italiana? Di come sono messe le università, in concreto? Avete nozione della situazione dei ricercatori e degli insegnanti? Ne avete nozione in concreto? Sapete quanti servizi salteranno dal prossimo gennaio per il drammatico taglio che avete imposto agli enti locali? Sapete che i costi delle mense sono già raddoppiati? Questo lo sapete o non lo sapete? Poi parlate di sicurezza. Sapete cosa stanno pensando gli operatori della sicurezza, quelli che vanno a fare le operazioni di cui poi voi vi vantate? Cosa stanno pensando? Dite di andare a prendere risorse dal Fondo per i sequestri ma questo vale il 10 per cento di quello che gli avete tagliato. Signor Presidente del Consiglio, non raccontiamoci più delle cose simili ma guardiamo in faccia questo problema. Vi è un Paese reale, in carne e ossa, che non vuole più chiacchiere ma vuole qualcosa di concreto».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bene, finalmente dal Pd, sembra, un riconoscimento che c'è la necessità di smetterla con l'antiberlusconismo a priori e di passare dalle parole ai fatti. Anche se quel «guardiamo in faccia» smorza un po' l'effetto. «Guardiamo», non pare sinonimo di «facciamo», ma al più di «discutiamo», unica cosa che sembra il centro sinistra sappia fare. Tavoli e tavolini per evocare i problemi, ma a contribuire a risolverli ne passa e come se ne passa di acqua sotto tutti i ponti d'Italia. Poche idee, perché buttarle rischiando di regalarle al «nemico»? E così il massimo che Bersani tira fuori dal cilindro è il fantasma di Visco: «Allora, vogliamo varare una riforma fiscale? Noi abbiamo una proposta, vi va bene? Abbiamo una proposta per scaricare il peso fiscale dal lavoro, dalle imprese e dalle famiglie e per caricarlo su evasione e rendite. E poi basta con i condoni! Vogliamo discuterne?». Discuterne, appunto. Che altro?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Vogliamo discutere di politica industriale, di politica per le tecnologie e la banda larga, di politiche per l'efficienza energetica, di politiche per un'edilizia in grado di far risparmiare energia? Abbiamo proposte e sono proposte che possono dare un po' di lavoro. Vogliamo discutere del fatto di alleggerire un pochino gli enti locali consentendo loro di avere un po' di cantieri e di lavoro e di reggere i servizi fondamentali? Ci dite di non venire a parlare dei soldi. Non potete permettervi di venirci a dire qualcosa sulla questione dei conti pubblici perché li avete solo fatti "sballare", dal 1994 ad oggi, mentre noi li abbiamo sempre e solo corretti. È offensivo che veniate a dirci questa cosa. È offensivo! Vi spieghiamo noi dove prendere i soldi, ve lo diciamo noi». Ma perché allora non dirlo a tutti in diretta televisiva? O c'è bisogno di un tavolino? Gran brutta bestia la retorica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Già. E la polemica sterile e le battute riprendono il sopravvento: «Si è detto "Governo del fare". Ma del fare che cosa? Abbia pazienza, signor Presidente del Consiglio, ma sono 10 anni che governate con la Lega, 7 anni negli ultimi 9. Insomma, volete farci il riassunto? E non in cinque punti di ribollita. Tre, due o un punto. Su cosa è migliorata l'Italia: ditemi almeno un punto. Il fisco? La burocrazia? Il lavoro? In cosa è migliorato questo Paese? Andiamo al riassunto, andiamo al riassunto. Se poi non succede mai niente di concreto non potrà sempre essere colpa del nemico. Una volta l'opposizione, poi i magistrati, i comunisti, i rom, la Corte costituzionale. Ma quanti anni volete governare perché sia colpa vostra? Volete governare per 80 anni? Quanto volete governare?». E poi una frase da annotare: «Il Paese ha bisogno di fatti veri e non di propagande di miracoli». Troppo facile ribattere che l'Italia non ha bisogno neppure di propagande di catastrofi. L'antiberlusconismo, come qualcos'altro nella tradizione popolare, evidentemente rende ciechi. È pura autoreferenzialità, quel desiderio d'essere avanguardia deluso dalla storia, trasformato in un destino di retroguardia senza appello.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;No, Bersani non è l'alternativa. Non lo è neppure quando pensando di fare il faceto dice: «Mi spieghi il misterioso motivo per cui lei, signor Presidente del Consiglio, non va a Napoli o non lo cita neanche. Io ci vado domani. Vogliamo andare insieme a vedere dove è il miracolo dei rifiuti? Vogliamo andare insieme a L'Aquila per vedere a che punto si trova il programma di ricostruzione? Adesso ci stiamo andando noi. Venga anche lei a farsi un giro». Come se il suo giro, quello di Bersani,  fosse taumaturgico. Manca sempre il dopo. Ed è questo che rende le sue querimonie vuote. Desolatamente vuote. Senza Berlusconi e l'antiberlusconismo che riempie le sue giornate politiche, Bersani e il suo partito sparirebbe, perché non avrebbe ragione di esistere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché si torna sempre lì: «L'onorevole Barbareschi, nel suo intervento bello e onesto, si chiedeva qual è il punto della vostra crisi politica. È la distanza tra le parole e i fatti. Questo è il punto. Signor Presidente, lei arrivò con un sogno, lanciò un sogno. Poi il sogno è diventato una favola, ma la favola si è dispersa in mille bolle di sapone, se lo lasci dire. È questa la percezione che ha il Paese. E, allora, lei fa dire ai suoi telegiornali che è l'uomo del fare e non del teatrino della politica. Guardi, lei è l'impresario di questo teatrino qui!».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E finisce col dichiarare inconsciamente ed indirettamente la propria impotenza politica: «La politica da quindici anni sta facendo il girotondo attorno a lei, alle sue questioni, e se lei, come si è visto questa estate, indica con il dito un malcapitato, quello lì va alla gogna per colpe che a lei sarebbero (e sono) mille e diecimila volte perdonate; questo non è accettabile. I deputati vanno e vengono, lo ribadisco, perché c'è un limite a tutto. I deputati vanno e vengono; noi viviamo ormai nei paradisi fiscali della politica, le carriere sono al portatore, le leggi sono al portatore. Cara Lega, lasciamo stare, quando vi siete stancati di osannare i vostri Ministri, volete spiegarmi per quale diavolo di motivo avete votato tutte le leggi che hanno favorito la cricca? Se le è fatte lei, la cricca, queste leggi! Me lo dite perché? Avanti, noi non ci arrendiamo. Voi oggi mettete una fiducia per debolezza; per debolezza la mettete, perché nessuno vuole in mano il cerino. Nessuno vuole in mano il cerino acceso della crisi, questa è la fiducia del cerino, parliamoci chiaro. Questa qui è la fiducia del cerino. Non potrete promettere più stabilità e più governabilità a un Governo che non sia peggio del peggio che abbiamo visto fin qui, non è possibile».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E finisce con un'apoteosi di confusa coscienza di sé, di rimprovero per l'inefficienza altrui che scopre la propria, di speranza di contare qualcosa domani: «Ci vuole un passaggio che ci porti a un nuovo confronto elettorale, con regole elettorali più civili e con progetti nuovi. Lo sentiamo anche noi, intendiamoci; anche noi abbiamo alle spalle qualche errore; anche noi dobbiamo caricarci di un progetto nuovo per il Paese, ma voi non potete traccheggiare, il Paese non può aspettare. E non veniteci a dire che abbiamo paura delle elezioni: ve le siete rimesse in tasca voi le elezioni, non noi, attenzione! Noi abbiamo da presentare un progetto al Paese. Oggi qui non si apre una pagina nuova; qui si comincia a chiudere una pagina vecchia. La pagina nuova la apriamo noi, noi la apriamo!». Una pagina bianca. Per scriverci cosa? E quando? &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-6090654128149573010?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/6090654128149573010/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=6090654128149573010' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/6090654128149573010'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/6090654128149573010'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/10/dieci-minuti.html' title='Dieci minuti'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-5589128876252204081</id><published>2010-10-03T13:30:00.005+02:00</published><updated>2010-10-03T14:34:11.217+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parlamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>La trave</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Immediatamente dopo la Bindi, di cui ho riportato l'intervento, chiosandolo, nel post precedente, è stato il turno dell'on. Giuliano Cazzola del Pdl, pubblicista, dirigente generale dello Stato e professore a contratto di diritto della previdenza sociale presso la facoltà di giurisprudenza dell'università degli studi di Bologna. Il discorso di Cazzola fa da contraltare a quello della presidentessa dei &lt;i&gt;democrat&lt;/i&gt;, che assume proprio a metà intervento, vicepresidente, la presidenza dell'assemblea. «Signor Presidente, ascoltando le comunicazioni del Presidente del Consiglio mi è tornata alla memoria una frase di un autore molto in voga quando ero giovane, ora caduto in disgrazia insieme al mondo politico e culturale cui apparteneva. Mi riferisco a Bertolt Brecht il quale scrisse, in una delle sue opere: abbiamo scalato le grandi montagne, ora dobbiamo percorrere le grandi pianure. Anche il Governo, signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, può legittimamente guardarsi indietro le spalle e valutare, con un misto di soddisfazione e di sollievo per gli scampati pericoli, il percorso compiuto nello scalare le grandi montagne della crisi. Certo, si può sempre fare meglio e di più; certo i problemi che abbiamo davanti sono seri e complessi e lei, signor Presidente del Consiglio, ha fatto bene a non sottovalutarli». Comincia così il deputato del Pdl che spiega subito con pacatezza cosa è stato fatto, e che val la pena di riportare perché di solito, i fatti, sono quelle cose che si perdono tra le righe a stampa dei giornali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dice Cazzola: «Tanto è stato fatto: nel 2010 il PIL è tornato a crescere, la forza trainante è costituita dalle esportazioni che crescono del 7,4 per cento, a fronte di un crollo cumulato del 22,3 per cento nel biennio 2008-2009; gli investimenti sono cresciuti del 2,7 per cento, a fronte di una diminuzione cumulata nel biennio precedente del 15,6 per cento; l'inflazione resta bassa e l'Italia rimane la quinta potenza industriale del mondo (la seconda in Europa), mentre Paesi più blasonati del nostro sono scesi nella classifica. Siamo esportatori netti di tecnologia; il nostro primo partner è la Francia, il secondo la Germania e il terzo il Belgio, poi vengono gli Stati Uniti d'America ed altri Paesi sviluppati, a prova della qualità dei nostri contenuti tecnologici». Così, giusto per rincuorare un po' tutti dopo l'apocalisse bindiana che lo aveva preceduto. Anche sull'immigrazione: «A proposto di immigrazione, onorevole Bindi, questo Paese probabilmente ha respinto immigrati clandestini attraverso le scelte che sono state compiute, però, nel corso del 2010, ha dato lavoro, secondo le statistiche ufficiali, a 181 mila nuovi lavoratori stranieri che hanno trovato qui da occuparsi regolarmente e da lavorare onestamente».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E quanto alla crisi sociale ecco la risposta: «Ho molto apprezzato, poi, che, nelle sue comunicazioni, il Presidente del Consiglio abbia voluto dare a Cesare solo quello che è di Cesare: riconoscere i meriti del Governo, senza dimenticare il contributo che è venuto dalla società, dalle istituzioni economiche e sociali. I Governi non sono onnipotenti, la politica può fare tanto, ma non può fare tutto. In Italia, ha tenuto la coesione sociale e - lo dico sempre all'onorevole Bindi - basta leggere il piano triennale del Ministro Sacconi, presentato a metà di luglio, per individuare quali sono le modalità, quali sono gli strumenti, per rifinanziare gli ammortizzatori sociali negli anni che verranno. Ma non c'è solo questo, per quanto riguarda la coesione sociale: nel primo anno di applicazione dell'Accordo quadro del 22 gennaio 2009, fortemente sollecitato e voluto dal Governo, sono stati rinnovati 29 contratti nazionali in modo unitario, con la sola eccezione dei metalmeccanici, tutti prima della scadenza e praticamente con una conflittualità molto bassa se non addirittura senza scioperi. È stato, quindi, difeso il salario reale di alcuni milioni di lavoratori senza la violazione dei diritti, senza le rinunce che sono state presenti e imposte in altri Paesi». Non solo, ma: «Questa coesione sociale si è riscontrata anche nelle misure con cui sono stati predisposti nuovi ammortizzatori sociali resi flessibili e fungibili per via amministrativa. A questo proposito, mi sia consentito di citare solo due dati: nel 2009, su 918 milioni di ore autorizzate di cassa integrazione - utilizzate, però, in misura del 50-60 per cento - 400 milioni di ore sono state riconosciute ad imprese e a lavoratori che non ne avevano mai beneficiato perché esclusi dalla normativa vigente, che prevede una copertura solo per meno della metà della forza lavoro del nostro Paese. Non abbiamo solo fatto fronte all'emergenza, come tutti riconoscono ormai al Governo; nei due anni che abbiamo alle spalle sono state realizzate importanti riforme, camminando sempre sul filo del rasoio della messa in sicurezza dei conti pubblici».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Naturalmente Cazzola non nasconde le difficoltà: «Certo, tutti i Paesi hanno visto aumentare il debito pubblico, in una situazione di grande difficoltà come quella che abbiamo attraversato nei due anni che abbiamo alle spalle, come pure tutti i Paesi hanno visto crescere i deficit e il nostro è cresciuto sicuramente, ma meno di altri Paesi. Cito la riforma del pubblico impiego, gli interventi sulle pensioni, con misure che vengono apprezzate in sede europea, e gli interventi in tema di pensioni - si veda che cosa è successo in Grecia e cosa sta succedendo in Francia - i quali sono sempre delicati. Da noi queste riforme sono avvenute senza un minuto di sciopero, a prova del fatto che i lavoratori e i cittadini sono spesso più maturi e consapevoli di coloro che pretendono di rappresentarli».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E chiude con un quadro ben diverso rispetto a quello delineato da chi l'aveva preceduto al microfono: «Altre riforme sono in dirittura d'arrivo in materia di lavoro: arriverà alla Camera fra pochi giorni il collegato lavoro, puntualmente rivisitato sulla base delle indicazioni contenute nel messaggio alle Camere del Presidente della Repubblica. Quel provvedimento non contiene solo due norme di delega importanti in materia di lavori usuranti ed ammortizzatori sociali, ma consentirà di avere anche in Italia un sistema di composizione stragiudiziale delle controversie di lavoro, la cui sottoscrizione, pienamente rispettosa della volontà dei lavoratori, è iscritta in un contesto di negoziato fra le parti sociali. Già, le parti sociali: tutte le iniziative fin qui citate hanno corrisposto ad un rapporto di collaborazione con la quasi totalità delle forze sociali. Vi sono state solo delle autoesclusioni, mai delle discriminazioni. A Genova, al convegno della Confindustria, è successo un fatto nuovo: un'apertura importante alla CGIL per definire un patto sociale che coinvolga tutte le organizzazioni sindacali. Noi non solo apprezziamo questa scelta, ma ci auguriamo che abbia successo. Anzi, vorrei suggerire al Presidente Berlusconi di mettere a disposizione il terzo piano di palazzo Chigi affinché questi incontri abbiano luogo e abbiano successo. Questa e tante altre cose si potrebbero dire, queste sono le valutazioni che inducono il Popolo della Libertà ad incoraggiare il Governo ad andare avanti fino alla fine della legislatura, nel rispetto del mandato ricevuto dagli elettori».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E quanto ai transfughi, «Vedremo nel voto quanti sono i deputati che si aggiungono alla maggioranza», non manca di osservare un dato di fatto, storico, che il centrosinistra evidentemente ha rimosso: «Voglio solo ricordare una cosa, visto che l'onorevole Bindi ha voluto citare con biasimo questo dato di fatto: quando il partito di Rifondazione Comunista tolse la fiducia al primo Governo Prodi - un grande Governo, che aveva fatto bene nell'interesse del Paese e che aveva fatto riforme importanti, che credo sia leale riconoscere - vi fu un passaggio di parlamentari dalla loro opposizione alla maggioranza che compensò quel vuoto che era venuto a determinarsi a sinistra di quella coalizione; quindi, Massimo D'Alema poté ottenere la fiducia ed andare avanti con il suo Governo. Dunque, nessuno guardi alla pagliuzza che è negli occhi altrui, dimenticando la trave che è nei suoi».&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-5589128876252204081?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/5589128876252204081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=5589128876252204081' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/5589128876252204081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/5589128876252204081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/10/la-trave.html' title='La trave'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-817965921275435332</id><published>2010-10-03T11:34:00.005+02:00</published><updated>2010-10-03T15:28:06.133+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parlamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>La volpe e l'uva</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora che si è superata la boa della fiducia, si possono analizzare le dichiarazioni di quei giorni con il distacco necessario per capire l'evento. O meglio per capire i protagonisti, il loro spessore salvifico per questo paese che, nonostante cassandre e uccelli del malaugurio variopinti, continua a navigare imperterrito tra i marosi d'un epoca globale di vacche magre. E a proposito di pingitori di apocalissi intendo qui ripercorrere l'intervento della &lt;i&gt;pasionaria&lt;/i&gt; Rosy Bindi, alle cronache oggi più per una barzelletta che per le sue appassionate quanto catastrofiche descrizioni di un Italia sull'orlo di un abisso senza fondo. Che a toccarsi non si fa peccato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Già l'incipit prometteva bene, si fa per dire ovviamente: «Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, colleghe e colleghi, il Governo e la maggioranza ci avevano promesso un gesto di chiarezza. Ne dubitavamo ma oggi ne abbiamo avuto la certezza: questo non è un gesto di chiarezza ma l'ennesima prova della debolezza di questo Governo e di questa maggioranza. Questa fiducia è il frutto di una malriuscita manovra trasformistica, con la quale la si voleva evitare, ma nasconde sotto il tappeto della fiducia la debolezza e l'inaffidabilità di tutta la maggioranza e di tutto il Governo. Lo sfregio della legalità e la questione morale sono la cifra di un voto, che forse darà un po' di respiro all'Esecutivo ma di certo toglierà altro ossigeno ad un Paese sfibrato». È il preannuncio dell'apocalisse che verrà descritta dopo aver fantasticato, con una sorta di isterismo che traspare anche dalle righe dello stenografico, una situazione della compagine di maggioranza alla canna del gas, irreale, soprattutto se propagandata da chi, quanto ad alternativa, è presidente del nulla.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Così la Bindi: «La crisi politica è sotto gli occhi di tutti da tempo, ma avete avuto paura di affrontarne le conseguenze. Per settimane avete agitato la minaccia del ricorso alle urne e le elezioni sono state invocate in modo persino irrispettoso nei confronti delle prerogative costituzionali del Presidente della Repubblica. Oggi abbiamo capito che si trattava di una finta, come è una finzione la fiducia che chiedete oggi: il Presidente del Consiglio, soprattutto, ha bisogno di andare ancora avanti perché l'impianto legislativo costruito per i suoi interessi non è ancora completo». È l'ira di Achille, senza essere Achille. Un risputare continuo di argomentazioni trite e ritrite che hanno dimostrato più e più volte la loro inutilità pratica, livorose quanto impotenti. E continua: «Provate a tappare la falla: mettete a tacere il dissenso interno e una "pezza" sui vostri rancori e reciproci sospetti. Abbiate però il pudore di non chiamarla stabilità, e neppure un modo serio ed autorevole di governare. Siamo all'ennesima dimostrazione della vostra debolezza, la prova che non avete un progetto condiviso, che state insieme solo in virtù di un patto di potere realizzato grazie ad una legge elettorale incostituzionale. Non si è semplificato alcun sistema politico, caro Presidente del Consiglio: abbiamo solo assistito ad un bipolarismo coatto, di cui oggi pagate le conseguenze. Questa legge ha portato in Parlamento dei nominati, sottraendo ai cittadini il diritto di eleggere i propri rappresentanti, producendo coalizioni disomogenee e minoritarie. E per quello a cui abbiamo assistito, alla compravendita dei parlamentari (altro che appello ai moderati), che giustamente il segretario del mio partito ha definito un sintomo di corruzione, avete dimostrato anche che questa legge non mette assolutamente al sicuro dal ribaltone: avete tentato di farlo, e non vi è riuscito». Quel definire «bipolarismo coatto» la risposta data alla semplificazione imposta da Veltroni per togliersi dai marroni la sinistra radicale è la cifra del livore: l'aver «rubato» la vittoria elettorale all'Obama nostrano. Imperdonabile. Soprattutto imperdonabile perché la scelta berlusconiana di «vincere facile» ha affondato la zattera del Pd, partito democratico-cristiano, sognato dalla Bindi e compagnia bella, nel guado fangoso senza domani dove i diesse sguazzano da tempo incapaci ad uscirne. La rabbia per non essere capace d'un gesto come quello di Rutelli, o della Binetti: giocarsi l'ingiocabile. La marginalità utile. E dimenticando Prodi, minoranza nel paese, maggioranza al governo, miseramente poi caduta, oppure freudianamente evocandolo, attribuendo a Berlusconi la sua debolezza: «Il vostro vantaggio è frutto solo di un premio di maggioranza, attribuito da questa legge incostituzionale, mentre siete sempre di più minoranza nel Paese: lo ha dimostrato la Confindustria in questi giorni, il sindacato, lo dimostrano le università in subbuglio, e persino la Chiesa, nei confronti della quale non sono serviti i proclami di questi anni, ripetuti in Aula anche questa mattina».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ed ecco il tempo dell'Apocalisse Italia s.p.a.: «Chiarezza non era possibile, forse un po' di onestà sì. Presidente, se lo lasci chiedere: lei crede davvero che si possa pensare che in questi due anni avete ottenuto dei risultati? Non avete avuto una sola idea per lo sviluppo e la crescita, la più grave recessione mondiale del dopoguerra è stata affrontata con un misto di cinismo e di sufficienza; si è allargato il divario tra il nostro Paese e i Paesi più forti dell'Europa. Perché mai dovremmo paragonarci alla Grecia, e non alla Germania o alla Francia, o ai Paesi forti, con i quali abbiamo sempre condiviso la crescita dell'Europa? Non ci accontentiamo di non essere diventati la Grecia; anche perché non siamo sicuri di non diventarlo a breve, se le cose continuano così. Il debito pubblico è cresciuto: ve l'abbiamo lasciato al 105 per cento, oggi non ha avuto il coraggio di dire che è al 118 per cento. Questi sono i dati. Con il debito pubblico che aumenta si annuncia un nuovo autunno di cassa integrazione e di disoccupazione, e non abbiamo sentito come intenderete finanziare ancora gli ammortizzatori sociali. Ormai la disoccupazione sta diventando un fatto strutturale, e lo è soprattutto per i giovani e per i giovani del Mezzogiorno: abbiamo bruciato un'intera generazione, e ci prepariamo a bruciarne un'altra. Il lavoro per donne è quasi impossibile in questo Paese. Oggi sentiamo riparlare di quoziente familiare: sì, ne abbiamo sentito riparlare, ma non ho ancora capito come verrà finanziato, perché non ce l'ha detto, Presidente. Possiamo discutere sulle forme di vantaggio fiscale alle famiglie. Questa non ci ha mai convinto, ma avremmo voluto sentire il modo con il quale verrà finanziata. Avete compromesso in questi anni il futuro dei nostri ragazzi: la scuola italiana è stata impoverita ed umiliata, e le università sono al collasso. Per fortuna, oggi ci ha risparmiato il capitolo sulle emergenze, perché sarei stata curiosa di sentire che cosa avrebbe detto dei rifiuti di Napoli e della ricostruzione de L'Aquila: l'emblema della politica del fare, che in realtà è diventata la prova della chiacchiera, della propaganda e della scorribanda vergognosa di chi ha praticato la corruzione sopra i disastri delle persone. Avete assecondato le paure e alimentato le divisioni sociali e territoriali». Mamma mia. Qualcuno diceva «I have a dream» e radunava folle. Ma qui siamo ad un «I have a nightmare» che non porta lontano, ad un 25 per cento mantenuto da uno zoccolo duro che non si è ancora tolto gli occhiali del Pci.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E non finisce qui la Bindi, ma continua quella che ritiene la demolizione del satana di Arcore, con l'immigrazione: «Non ci si venga a fare il bilancio sull'immigrazione clandestina citando solo gli sbarchi nei porti della Sicilia, non citando quello che sta succedendo in altri porti, non citando quello che succede alle altre frontiere del Paese. E soprattutto non ci si dimentichi mai di dire che cosa ci è costato in termini di credibilità internazionale e che cosa ci è costato e costa in termini di vite umane, con tutte quelle persone che muoiono adesso in un'altra parte del Mediterraneo e sicuramente nel deserto ai confini con la Libia. Questa è la situazione». E continuerebbe se i tempi alla Camera non fossero ristretti. Così si avvia alle conclusioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«C'è un bilancio fallimentare, e adesso si viene qui e si propongono cinque punti. Mi chiedo se la Lega si accontenti dell'ennesima definizione del federalismo. Perché mai, Presidente, si è dimenticato di chiedere al Ministro dell'economia e delle finanze i conti per attuare il federalismo fiscale? Ancora una volta abbiamo sentito interloquire con Cattaneo. Certo ci fa piacere. Ricordiamo che noi abbiamo modificato il Titolo V della Costituzione, ma dove sono i conti per attuare un federalismo fiscale che faccia pagare la siringa nello stesso modo in Calabria e in Lombardia ma assicuri i servizi essenziali di assistenza a tutto il popolo italiano? Possiamo credere che quei 100 miliardi del Mezzogiorno, che continuano a ballare di mese in mese, possano andare a realizzare un'infrastrutturazione della quale abbiamo sentito ancora una volta un lungo elenco senza un affidamento vero di capitoli di finanziamento?». C'è, a questo punto, veramente da chiedersi cosa s'aspettasse la Bindi da Berlusconi, perché prosegue: «Questa è la situazione, signor Presidente, e ci dispiace dover constatare che assistiamo all'ennesima perdita di opportunità». Opportunità? Già, opportunità: «Il suo discorso non può servire al rilancio né del Governo, né della maggioranza, men che meno del Paese, e soprattutto non copre quello spettacolo desolante al quale abbiamo assistito in questi mesi». E proprio vero che chi esiste per le parole fa delle parole il suo mondo. Il fare, i fatti è altro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E tanto per concludere in uno scenario così delineato un pizzico di moralismo non guasta, e allora ecco la citazione: «Voglio ricordare le parole del cardinal Bagnasco: discordie personali, diventate presto pubbliche, sono andate assumendo il contorno di conflitti apparentemente insanabili, diventati a loro volta pretesto per bloccare i pensieri di un'intera nazione, quasi non ci fossero altre preoccupazioni ed altri affanni». Tutto bello. Se si fosse campioni di una reale alternativa, si avesse «a dream», non si fosse dimostratrici di un «nightmarish habit of mind».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E chiude: «Questa è la situazione: un Paese incapace di uscire dalla sua situazione perché ha un Governo che non lo sa governare, che è fermo sugli affari propri. Penso, signor Presidente, che lei debba prendere atto che la fiducia che gli verrà rinnovata tra qualche ora è una fiducia «finta». Si dimetta, passi la mano ad un Governo di transizione che dia al Paese una nuova legge elettorale, e in primavera si vada a votare perché l'Italia ha bisogno di essere governata da un'alternativa democratica e autenticamente riformista». Conclusione scontata ma semplicemente politicamente ridicola. E il tragico è il non accorgersene. E poi, quella «fiducia "finta"», suvvia! La raccontava secoli fa Esopo la storiella. La volpe e l'uva.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-817965921275435332?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/817965921275435332/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=817965921275435332' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/817965921275435332'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/817965921275435332'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/10/la-volpe-e-luva.html' title='La volpe e l&apos;uva'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-3510907505466142426</id><published>2010-10-02T17:51:00.006+02:00</published><updated>2010-10-02T21:45:15.427+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simboli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Padania'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Curiosità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Satira'/><title type='text'>SPQR</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Al tempo del fascismo, quando il mito di Roma imperiale veniva quotidianamente iniettato ai cittadini, circolava un gioco di parole sull'acronimo SPQR: "Sapete Podestà Quanto Rubate"? con la risposta "Rubo Quanto Posso Signori" (RQPS), gioco che sembra delineare un antico e italico vizio dei reggitori la cosa pubblica»; comincia così un articolo di Roberto Ciambetti su &lt;i&gt;La Padania&lt;/i&gt;, in cui si commenta il putiferio scatenato ad arte, proteste, richieste di dimissioni e quant'altro, su una battuta di Umberto Bossi, che - dicono - citasse Asterix «interpretandolo bossianamente» o Boldi, ma è vecchia parodia come il cucco. Personalmente ho ricordi, di scolaro delle medie del buon tempo antico, di quel straziare Senatus Populusque Romanus in Sono Porci Questi Romani o altre varianti più «raffinate» come Stolto Popolo Quello Romano, per non dire di peggio con cui si giocava a chi ne trovava una nuova, magari sconfinando in altri campi, da quello proprio non femminista allo scherzare con fanti e santi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma l'articolo nel nostro non è un dotto saggio. Qui si rivendica, signori miei. Ciambetti si chiede perché invece «nessuno protesta, alza la voce, s'indigna se Roma organizza in contemporanea a quella di Venezia una mostra cinematografica, oppure se propone di fissare un circuito automobilistico di Formula 1 in alternativa a Monza». E si chiede: «Cosa sarebbe successo in Francia se Parigi si fosse messa in testa di organizzare una mostra cinematografica internazionale alternativa in contemporanea a quella di Cannes? Cosa avrebbe detto l'opinione pubblica francese se Parigi avesse proposto un circuito cittadino alternativo al famoso Circuit de la Sarthe di Le Mans?». Ma se la Francia non basta, ecco anche la Germania, dove «nessuno si sogna di avanzare l'ipotesi di sostituire Berlino all'alternanza Hockenheim-Nürburgring per il Gran premio di Formula 1 o di proporre tra il 10 e il 20 febbraio del prossimo anno un festival internazionale cinematografico in contemporanea al Filmfestspiele di Berlino giunto alla sua 61esima edizione». E ancora, dice Ciambetti, «nessuno a vienna si sogna di far concorrenza al Salzburger Festspiele».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto questo per confermare che il giudizio è sempre quello: Roma ladrona. «Venezia studia l'opportunità di proporsi come candidata ai giochi Olimpici? Ecco salta fuori la candidatura di Roma», per non dire del progetto di scippare Monza del gran premio. Insomma, dice il notista, c'è da chiedersi se veramente Sapiens Populus Quaerit Romam o non piuttosto uno Stultus Populus Quaerit Romam. E a proposito di amore, ricorda come nella tifoseria romanista si sia ideata una variante che può apparire bellissima, dice, di SPQR: Senza Padroni Quindi Romanisti. Ma c'è l'aggiunta: «Peccato che la proprietà della squadra di calcio sia dell'Unicredit che con i soldi delle nostre Fondazioni, ha comprato Borriello e Burdisso: "Stiamo investendo per far sognare tifosi e città" così rispose il vice ad di Unicredit, Paolo Fiorentino commentando quell'acquisto». E Ciambetti chiude con un'ironia che non si coglie immediatamente: «E allora, per dirla con Obelix, forse è proprio vero "Sono Pazzi Questi Romani"!». Cioè, chiamali pazzi! E dai, non piangiamoci addosso. Non facciamoci riconoscere. Stampa Padana Quanto Ruga!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-3510907505466142426?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/3510907505466142426/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=3510907505466142426' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/3510907505466142426'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/3510907505466142426'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/10/spqr.html' title='SPQR'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-4351992930976632677</id><published>2010-10-01T17:15:00.005+02:00</published><updated>2010-10-01T21:13:02.186+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parlamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Avanti!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dalla due giorni della fiducia è uscita sconfitta la &lt;i&gt;posse&lt;/i&gt; contro il Cavaliere. Chi contava di disarcionarlo usando Fini come lancia è rimasto deluso. Va detto per sgombrare ogni dubbio, di quelli che ancora oggi molta carta stampata continua a «vomitare» come se non fosse successo nulla. Quanto durerà il governo ancora o se si andrà alle elezioni in primavera, questi sono problemi altri, che non devono distogliere la riflessione sul fatto stabilito dal voto alla Camera e da quello, il giorno dopo, al Senato. Che cioè al governo Berlusconi ora e ad un governo Berlusconi domani, se si andasse alle elezioni anticipate, non c'è alternativa, anche ma non soprattutto perché i suoi avversari, i tanti Di Pietro, i tanti Bersani e i tanti Casini, sono nient'altro che una colorata armata Brancaleone, non certo una macchina da guerra, né tanto meno gioiosa visti gli isterismi esternati negli interventi in Parlamento, dopo aver capito che il principe nero «straniero» era tutt'altro che il messia strombazzato ai militanti rincoglioniti da una propaganda asfissiante della propria certa vittoria, la sconfitta del Caimano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Diciamocelo: la scelta di continuare a dipingere un governo in piena crisi non fa che rafforzare la sensazione che sia solo un machiavello per nascondere la pochezza politica in termini di idee e di progetto da parte di un'opposizione «che non c'è» di cui si è prodi bravi, scudieri e palafrenieri. Non c'è niente di più aleatorio dei numeri, ma se si smette per un momento l'abitudine mentale di scambiare i propri desiderata per realtà, non si può non riconoscere un dato indubitabile, che cioè, alla Camera il governo ha finito col portare a casa più voti di quelli incassati il giorno del suo insediamento e che la differenza tra sì e no al Senato è ben ampia, 45 voti, un risultato quest'ultimo, come osserva Mario Sechi sul &lt;i&gt;Tempo&lt;/i&gt;, che azzera qualsiasi possibilità di ribaltone. Siamo ben lontani, per dirla con Sechi, dal governo Prodi, quando «il Professore dipendeva dal voto dei senatori a vita e dalle bizze caudillesche del senatore italo-argentino Domenico Pallaro».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bossi e Berlusconi, dunque, hanno oggi i numeri per continuare a governare e, ciò che forse più conta hanno i numeri per andare dritti alle elezioni in caso di pesanti intoppi lungo la strada nel prosieguo della legislatura da parte dei finiani. Questa è una corretta lettura dei fatti, dopodiché ci si può buttare a fare la curva sud, come l'opposizione finora ha fatto, sognando l'Ibrahimovic di turno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Su Libero Belpietro ha scritto: «Non so voi, ma io ho la sensazione che anche questa volta, nella fretta di dare il benservito al Cavaliere, qualcuno abbia fatto i conti senza l'oste, che in questo caso sono gli elettori». E a sostegno riporta un sondaggio di Piepoli, «sondaggista non tenero con il presidente del Consiglio», che «in caso di elezioni, dava per scontata la vittoria del Pdl e della Lega, la disfatta del Pd e cifre da sopravvivenza per il centrino di Fini, Casini e Cicciobelli vari». Ora che si è messa una pietra tombale sul «ribaltone tecnico» c'è veramente il «rischio» che si arrivi alla fine naturale della legislatura. In fin dei conti a Fini può bastare il risultato minimo ottenuto, quello di aver dimostrato di essere oggi una forza «parlamentare», ma è troppo politico navigato per riconoscere ai suoi pasdaran di essere pure una forza «elettorale». Fini, insomma, necessita di tempo per non sparire dalla scena politica e porre le fondamenta del suo nuovo partito, quando deciderà di fondarlo. Oltretutto il ruolo istituzionale non lo aiuta. E, dunque, la sua è quella che Vittorio Feltri chiama una condanna a stare insieme a Berlusconi, più a lungo possibile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La delusione del popolo &lt;i&gt;democrat&lt;/i&gt;, che già sognava il suo bel governicchio tecnico con la benedizione di Napolitano, è tutta racchiusa ed evidenziata nelle parole che Mario Adinolfi affidava a Twitter poco dopo le sedici del giorno del voto alla Camera: «Adesso di Fini non parlateci più». Che dire poi dell'isterismo che traspare da queste dichiarazioni di Dario Franceschini a commento del discorso del premier, rilasciate alla stampa e riportate anche sul suo blog: «È il discorso tragicomico di un uomo che ha fallito come capo del governo e come capo del suo partito. Dopo due anni in cui ha mostrato la sua natura da Mr Hyde, tenta di rimettersi il volto del dott. Jekill che aveva usato all'inizio della legislatura. Ma la natura è più forte di lui quindi questa immagine durerà poche ore. Il resto è soltanto un elenco di promesse come se arrivasse dalla Luna: tutto proiettato sul futuro vista l'impossibilità di rivendicare risultati. Aggiungo che i numeri di oggi pomeriggio dimostreranno che con questo discorso inizia una seconda parte della legislatura in cui il suo governicchio sarà nelle mani di Fini e del suo gruppo parlamentare». Più un pio desiderio che una previsione ponderata d'uno scenario, perché come stringatamente ha evidenziato Bossi: «I finiani sono indispensabili sulla carta, ma hanno paura di andare al voto», e si sa, la paura fa novanta. Almeno per il momento, tant'è che ci viene detto dal capogruppo filino al Senato Viespoli che il nuovo partito non nasce martedì - come pareva d'aver sentito dire da Fini - ma al massimo prenderà forma «un coordinamento politico-culturale».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certo, non ci rimane che aspettarci, visto il nulla propositivo, che il nostro quotidiano andar per rassegne stampa sia infarcito, così come la visione dei tg, sempre più di «scoop» su dichiarazioni «imbarazzanti» come quella di Bossi subito cavalcata - per poi cogliere al volo le scuse per non offrire un casus belli al Cavaliere per buttarsi subito sulla strada delle urne - o il video rubato, lo «scandalo» che nulla aggiunge a ciò che è stato già detto da Berlusconi in diverse occasioni. Tutto condito con i frizzi di Bersani, tipo «l'epoca gloriosa del &lt;i&gt;ghe pensi mi&lt;/i&gt;» o «i cinque punti di ribollita» o «la fiducia del cerino», per dirne qualcuno, e frasi: «Non veniteci a dire che abbiamo paura delle elezioni, ve le siete rimesse in tasca voi le elezioni, non noi, attenzione» o il massimo: «Oggi qui non si apre una pagina nuova, qui si comincia a chiudere una pagina vecchia. La pagina nuova la apriamo noi», peccato che il segretario non abbia aggiunto quando, una data, lasciando così solo la speranza a noi mortali di partecipare un giorno all'evento. forse.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-4351992930976632677?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/4351992930976632677/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=4351992930976632677' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/4351992930976632677'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/4351992930976632677'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/10/avanti.html' title='Avanti!'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-5111948949955539388</id><published>2010-09-29T14:45:00.003+02:00</published><updated>2010-09-29T15:36:53.640+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Europa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Agricoltura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Regione Friuli Venezia Giulia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Fermati gli ogm</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Federica Ferrario, responsabile della Campagna OGM di GreenPeace Italia, ha rilasciato martedì un comunicato stampa in cui con piena soddisfazione annuncia: «Ce l’abbiamo fatta, abbiamo fermato gli OGM».  Nel comunicato si spiega che il Gip di Pordenone ha stabilito una multa di 25mila euro per Giorgio Fidenato – l’agricoltore friulano che ha piantato illegalmente mais OGM – e la distruzione del campo OGM di Fanna. «Dopo le denunce, le analisi di laboratorio, i nostri attivisti in azione per fermare la contaminazione, finalmente oggi si riporta la legalità in Friuli e si mettono le basi per porre fine a questa irresponsabile e assurda illegalità, che durava ormai da mesi», dichiara la Ferrario.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La vicenda aveva avuto inizio ad aprile, quando, in Friuli, un agricoltore, Giorgio Fidenato appunto, si era autodenunciato per aver seminato, a suo dire, sei piante di mais OGM. In realtà sono stati seminati due interi campi, tutto con mais OGM illegale. Ci è voluta un’intensa campagna di Greenpeace e delle associazioni che hanno a cuore l'agroalimentare italiano per smuovere le autorità e spingere i politici a prendere posizione. Alla fine l’obiettivo è stato raggiunto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Il sistema agricolo italiano, che si regge su piccole coltivazioni di qualità, verrebbe messo completamente in ginocchio da un via libera agli OGM. Abbiamo quindi deciso di organizzare un convegno nell'ambito della Fiera del Riso di Isola della Scala, nel veronese, per riflettere sull'importanza di salvaguardare l'agricoltura italiana, a cominciare dal riso», annuncia Greenpeace, sottolineando che: «Anche a livello europeo c'è molta strada da fare per prevenire la contaminazione transgenica, ed è indispensabile migliorare la procedura per la valutazione sulla sicurezza degli OGM, ancora insufficiente». E l'associazione ha avviato una raccolta di firme: «Raccogliendo un milione di firme, i cittadini europei possono chiedere ufficialmente alla Commissione europea un futuro libero da OGM. Ci siamo quasi. Manca pochissimo al milione». &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il testo dell'appello al Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso è: «Ci appelliamo a lei per porre una moratoria all'introduzione degli OGM in Europa e creare un ente scientifico, etico indipendente che svolga ricerche sull'impatto degli OGM e ne determini la regolamentazione». Per firmare, &lt;a href="http://www.greenpeace.org/GEpetition"&gt;cliccare qui&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-5111948949955539388?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/5111948949955539388/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=5111948949955539388' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/5111948949955539388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/5111948949955539388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/09/fermati-gli-ogm.html' title='Fermati gli ogm'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-8662235512074901192</id><published>2010-09-27T09:18:00.008+02:00</published><updated>2010-09-27T12:12:59.583+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Europa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Dubbi sull'Iter</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Jacques Foos, professore onorario al Conservatoire national des Arts et Métiers, in un articolo su &lt;i&gt;L'Expansion.com&lt;/i&gt; evidenzia i dubbi sul progetto internazionale ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor) partendo dalle affermazioni del premio Nobel Georges Charpak che a sorpresa tirano in ballo la pertinenza del progetto che cerca di realizzare la fusione nucleare controllata, portato avanti da équipe internazionali di ricercatori. Gli interrogativi nascono dal fatto che certi presunti vantaggi della fusione non appaiono oggi così evidenti mentre invece le difficoltà tecniche rendono il costo molto gravoso e i ritardi d'una sua realizzazione considerevoli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I sostenitori della fusione usano come argomento il fatto che essa non produce scorie come la fissione classica. Ma il processo libera del trizio che è un elemento radioattivo difficile da confinare per la sua piccola massa col conseguente rischio di ritrovarne nell'ambiente quantità non trascurabili. Inoltre le reazioni di fusione producono neutroni molto energetici che inducono radioattività in tutti i materiali della struttura e all'interno del perimetro del reattore, cosa che praticamente non succede negli attuali reattori. In termini di radioattività creata, si può dire che per kilowattore prodotto ci saranno altrettanti becquerel creati che per la fissione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Altro argomento: la fusione è una fonte di energia inesauribile. Tuttavia, il reattore a fusione necessita per il suo funzionamento di importanti quantità di litio, che è un metallo relativamente raro. E soprattutto l'argomento non è oggi più sostenibile con l'avvento, ormai molto vicino, dei reattori della quarta generazione, in particolare dei reattori a neutroni rapidi che fanno del combustibile classico, uranio e plutonio, una sorgente d'energia per parecchi millenni. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci si può, dunque, legittimamente interrogare, dice Foos, su un progetto, stante il suo costo nel passato, quest'anno, dai 6 ai 16 miliardi di euro. Il 45% per cento di questo importo è a carico dell'Europa, sebbene dovrebbe essere visto come un progetto internazionale in un senso più ampio, in quanto se il progetto avrà successo, è certo che delle ricadute tecnologiche ne avrà giovamento il mondo intero, sia che l'abbia o no finanziato. E, dunque, dice Foos, sarebbe logico che tutti paghino «per vedere», cosa che oggi non avviene, mentre alcuni, tra cui la Francia, pagano un tributo molto pesante. E niente indica che tale budget non sia rivisto vero l'alto in avvenire, essendo negli ultimi anni quasi triplicato. E visti i ritardi, il combustibile non sarà caricato prima del 2026, Foos si chiede quanti di quelli che oggi partecipano nell'esperimento, saranno presenti alla prima prova.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certamente la realizzazione della fusione è una sfida formidabile per gli scienziati. La storia della fusione è vecchia come l'universo, dato che le prime reazioni nucleari ebbero inizio un milionesimo di secondo dopo il Big Bang. Ancora oggi il 80% delle stelle dell'universo brillano per reazioni di fusione, come il Sole che consuma 460 milioni di tonnellate di idrogeno al secondo per una potenza dissipata di 4 miliardi di miliardi di kW. Le reazioni di fusione, poi, producono una maggiore quantità di energia, 7 volte di più delle reazioni di fissione utilizzate nei reattori nucleari. Tuttavia, perché i nuclei atomici si possano fondere, sono necessarie temperature dell'ordine del miliardo di gradi, temperature che si trovano naturalmente all'interno delle stelle. Altra questione è se l'uomo vuole ricreare tali condizioni e soprattutto controllare la reazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il primo uso che fu fatto della fusione, è stato quello militare con la costruzione di una bomba. Un uso che non prevede il controllo della reazione. Inoltre per ottenere la temperatura necessaria si utilizza una bomba A classica a fissione. Il controllo della reazione è molto più complicato, in quanto la fusione risulta essere un modo di produrre un'energia gigantesca all'interno di materiali che allo stato solido non sopportano temperature superiori a qualche migliaio di gradi. Da qui l'idea di confinare il plasma caldo con campi magnetici. I primi esperimenti furono fatti negli Usa nel 1938 e i primi reattori sperimentali, i tokamak, furono sviluppati nel decennio 1958-1968, e sono funzionanti in diversi paesi. Il progetto ITER non è un altro prototipo, dovrebbe dimostrare la fattibilità industriale di un reattore a fusione. &lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; "&gt;Per questo, deve riuscire a produrre più energia di quella che è necessaria per realizzare il processo di fusione e a controllare questo processo per un periodo di circa 5 minuti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-8662235512074901192?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/8662235512074901192/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=8662235512074901192' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/8662235512074901192'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/8662235512074901192'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/09/dubbi-sulliter.html' title='Dubbi sull&apos;Iter'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-3815880891023252541</id><published>2010-09-22T09:31:00.005+02:00</published><updated>2010-09-23T00:38:44.609+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Saint Christo en Jarez'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Brembio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tradizioni'/><title type='text'>Aprirsi al mondo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Venerdì 17, sabato 18 e domenica 19, una sparuta pattuglia di brembiesi, 21 persone più l'autista, hanno partecipato in terra francese all'incontro di gemellaggio tra Brembio e Saint-Christo en Jarez, rinnovando l'amicizia tra le due comunità. La data scelta dagli amici francesi per il viaggio era quella della locale &lt;i&gt;fête de la patate gourmande&lt;/i&gt;, una fiera che promuove un prodotto del posto, la patata, conosciuto in tutta la Francia per le sue caratteristiche di qualità e di prelibatezza. Ma quest'anno il programma, come momento topico, prevedeva nella giornata di sabato la visita alla vicina Lione, la metropoli ricca di storia e di tesori culturali, dichiarata dall'Unesco patrimonio mondiale dell'umanità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Impossibile in una giornata visitarla compiutamente tutta, così la scelta degli amici francesi per l'escursione è stata ristretta alle vestigia dell'antica Lugdunum, la capitale romana delle Tre Gallie e alla Vieux-Lyon: gli acquedotti, il colle di Fourvière, dunque, e alcuni aspetti della vecchia Lione come le &lt;i&gt;traboules&lt;/i&gt; e le &lt;i&gt;miraboules&lt;/i&gt;, le vie ricche di un patrimonio architettonico di notevole spessore e di curiosità, il museo Gadagne che raccoglie marionette di tutti i paesi e celebra il Théâtre de Guignol, il personaggio inventato dal lionese Laurent Mourguet nel 1808. È stata un'occasione per scoprire un meraviglioso sito dove la storia, dagli antichi Galli fino ad oggi, si mostra nella sua completezza all'attenzione del visitatore, un museo dinamico all'aria aperta; una città che forse per molti brembiesi ricorda solo il nome di una squadra di calcio incontrata dai propri beniamini in Champions League.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non sono mancati naturalmente i momenti tipici del gemellaggio, momenti ufficiali e momenti conviviali, come la cena di sabato nelle famiglie, che permettono di rafforzare l'amicizia non solo con le famiglie ospitanti, ma anche con gli altri partecipanti all'evento, e lo scambio di idee, informazioni sulle reciproche comunità, sulla vita di tutti i giorni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La cerimonia ufficiale si è svolta presso la nuova scuola di Saint-Christo, edificio che ospita l'equivalente nostro della scuola materna e della primaria, realizzato secondo i canoni della moderna didattica; e il cui fabbisogno energetico è fornito da un impianto fotovoltaico sul tetto. A rappresentare l'amministrazione comunale di Brembio il consigliere comunale Giorgio Marazzi, che ha letto una lettera del sindaco di Brembio, in cui si scusava con il sindaco di Saint-Christo per la propria assenza all'incontro e tentava una giustificazione della poca partecipazione brembiese all'incontro, rispetto ai precedenti, adducendo motivazioni quali la crisi che il mondo sta vivendo e l'insicurezza che spingerebbe la gente oggi a non muoversi da casa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il sindaco di Saint-Christo, Remy Guyot, intervenendo a sua volta, dichiarava di accettare le scuse del sindaco brembiese e garantiva la propria presenza in Italia il prossimo anno in occasione del nuovo incontro tra le comunità. Volgeva in positivo i contenuti della lettera riprendendo alcune affermazioni quali il fatto che il gemellaggio rappresenti «un valore enorme» e «un bene prezioso da conservare» e sia «un messaggio ai giovani» che «la speranza la si può trovare aprendosi al mondo».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo i saluti, seguiva lo scambio di regali tra le due comunità da parte delle due presidentesse dei rispettivi comitati di gemellaggio, Maria Grossi per Brembio e Mireille Voron per Saint-Christo en Jarez. Nel corso della cerimonia è stata ricordata l'opera della ex presidente del comitato brembiese, Marilena Parenti, attualmente residente a Londra, che è stata a Brembio il cuore dell'iniziativa di gemellaggio, e che ha voluto essere presente a questo incontro facendo il viaggio da Brembio con gli altri concittadini. La cerimonia ufficiale è stata chiusa da un lancio di palloncini nei rispettivi colori nazionali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa è la cronaca in sintesi del viaggio di quest'anno a Saint-Christo. Il foglio settimanale &lt;i&gt;Fatti e Parole&lt;/i&gt; presenta nel numero di domenica 26 un resoconto più ampio dedicando quattro pagine all'avvenimento. Inoltre alcuni video della cerimonia ufficiale saranno pubblicati sulla pagina di &lt;i&gt;BrembioYouTv&lt;/i&gt;. Per vedere &lt;i&gt;Fatti e Parole&lt;/i&gt; &lt;a href="https://sites.google.com/site/fattieparole2010/148"&gt;cliccare qui&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-3815880891023252541?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/3815880891023252541/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=3815880891023252541' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/3815880891023252541'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/3815880891023252541'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/09/aprirsi-al-mondo.html' title='Aprirsi al mondo'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-240386244883318636</id><published>2010-09-17T01:36:00.007+02:00</published><updated>2010-09-17T11:53:08.027+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parlamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Curiosità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Camera da letto</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Ormai visti i tempi in cui ci troviamo, gli esempi che ci sono in giro, queste frasi che vengono dette un po' in libertà, è chiaro che ne trovi di persone così. Ci sono, ci sono. Però si deve combattere a tutti i costi questo andazzo. Con la meritocrazia, con i sacrifici che ognuno può fare, se no è tutto quanto inutile... se no, anziché andare a scuola, è meglio andare a fare un corso di strip-tease», a parlare così è Alessandra Mussolini, intervistata dal Secolo XIX sulle esternazioni di Angela Napoli, deputata di Futuro e Libertà, che ha detto «non escludo che deputate si siano prostituite» e di Giorgio Clelio Stracquadanio, che ospite del programma Klauscondicio ha detto: «prostituirsi, se si vuol far carriera, è legittimo». Naturalmente il giudizio della Mussolini sulle due frasi è fortemente negativo: «Sono delle frasi che si commentano da sole. E non si possono buttare nemmeno queste cose sullo scherzo, ci dev'essere un'etica, un decoro. Qui si passa da un eccesso all'altro, non c'è via di mezzo, non c'è il buon senso, manca completamente il buon senso. Le cose più semplici del mondo, ovvero un po' di equilibrio e di ragionevolezza, pare che non esistano più». La Mussolini, ricordo, è presidente della commissione parlamentare bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I fatti sono noti. Angela Napoli e Giorgio Stracquadanio, in una sorta di contrappunto a distanza, hanno sollevato un grosso rumore sulle carriere politiche. Finiana la prima, più antifiniano di tutti gli antifiniani l'altro. Al «Non escludo che senatrici o deputate siano state elette dopo essersi prostituite», della prima il «È assolutamente legittimo che per fare carriera ognuno di noi utilizzi quel che ha, l'intelligenza o la bellezza che siano. Se anche una deputata o un deputato facessero coming out e ammettessero di essersi venduti per fare carriera o per un posto in lizza, non sarebbe una ragione sufficiente per lasciare la Camera o il Senato», dell'altro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stracquadanio, politico e giornalista, già esponente di spicco del Partito Radicale Transnazionale, per capire, è quello che ha detto anche che a Fini bisognava riservare il «trattamento Boffo». E vada che la politica è ciò che è; e vada che i suoi radicali candidarono Cicciolina. Va bene tutto, ma qualcuno nel Pdl ha fatto girare la battuta: «Ma questo qui, perché non se lo prende Fini?». Però ha detto una verità che in quanto tale è stata ridicolizzata per disinnescarla: «La politica ha anche una dimensione pubblica. Ci si presenta anche fisicamente agli elettori». Checché ne dica &lt;i&gt;Libero&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-240386244883318636?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/240386244883318636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=240386244883318636' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/240386244883318636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/240386244883318636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/09/camera-da-letto.html' title='Camera da letto'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-7785063279030744309</id><published>2010-09-16T20:14:00.006+02:00</published><updated>2010-09-17T00:41:48.082+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lodigiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>In cerca di unità</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rassicurare, sembra essere questa la parola d'ordine distribuita alla stampa dal Partito democratico lodigiano. Non sono le questioni nazionali a tener banco, seppure quel quasi sprezzante «Uno sbadiglio ci seppellirà» del giovane sindaco &lt;i&gt;democrat&lt;/i&gt; di Firenze, Matteo Renzi, all'annuncio di Bersani del Nuovo Ulivo, l'Ulivo ogm senza i geni della sinistra radicale, di Rifondazione, dovrebbe inquietare un po', perché Renzi va dicendo che i dirigenti, D'Alema, Bindi, Veltroni, per dirne qualcuno, hanno fallito e, dunque, che se ne vadano a casa. Come il fatto che il cinema democratico abbia cominciato a diffondere il trailer d'un nuovo, per dire, film: Veltroni 2 la vendetta. Un Veltroni «preoccupato della situazione, di quello che viene fuori dai sondaggi», parole sue. Che si preoccupa di poter dire le sue opinioni all'interno del Pd: «Spero che sia possibile dirle perché nei giorni passati ho visto cose che corrono il rischio di mettere in discussione la forza del partito: comunicati, dichiarazioni, interviste». O Beppe Fioroni che non fa che ripetere: «Siamo entrati nel Pd perché credevamo in un partito innovatore. Io non ho cambiato idea, se altri l'hanno fatto, non ci faremo sfrattare». No. niente di tutto questo. A tenere banco sono i contrasti interni al Pd lodigiano scoppiati nei primi giorni di luglio per la vicenda di una nomina in un ente pubblico, la Sal, che gestisce l'acqua lodigiana.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Così &lt;i&gt;Il Cittadino&lt;/i&gt; del 6 settembre ci informa già nell'incipit di un articolo siglato A.B. che «le polemiche interne sono ormai superate mentre ci si avvia a una riorganizzazione funzionale del gruppo consiliare in Provincia», per poi dirci alla fine che sull'unico, per una serie di motivi che saranno detti più in là, papabile a fare da capogruppo, il consigliere Luca Canova, «peserebbe il ruolo assunto nelle polemiche interne al Pd a proposito della nomina di Antonio Redondi alla guida della Sal». Ma nonostante questo il giornalista si affretta ad aggiungere: «E a proposito di quelle polemiche, è il segretario Mauro Soldati a mettere la parola fine su ogni ulteriore rilancio». Se lo dice lui possiamo crederci, o no? Perché sembrerebbe otto giorni dopo che dopo tutto il fuoco covi sotto la cenere se si titola l'articolo di Matteo Brunello «Il Partito democratico cerca l'unità». E che non stia cercando una copia del giornale diretto dalla Concita De Gregorio, ce lo dice, anche in questo caso, l'incipit dell'articolo: «Il Partito democratico prova a superare le divisioni interne».  Ma naturalmente si minimizza, come nel titolo: «Dopo le polemiche arriva la chiarezza». Eppure nell'articolo si legge questa dichiarazione di Gianfranco Concordati, esponente di spicco, attualmente consigliere provinciale: «Abbiamo avuto una discussione franca e serena. Avevamo posto alcune questioni e sono state discusse. Le nostre posizioni critiche rimangono tutte, ma l'obiettivo è quello di fare un passo avanti dopo le discussioni degli ultimi mesi». Buona volontà, da entrambe le parti forse, niente di più. Tant'è che «la frangia interna, che aveva contestato la guida del Pd lodigiano, ha presentato anche un documento per definire un "codice etico" nella selezione della classe dirigente per le aziende pubbliche», scrive Brunello. «Un ordine del giorno proposto da circa una decina di firmatari (su 60 circa) e che verrà rimandato alla direzione per un'ulteriore valutazione nel merito».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non è il caso qui di ripercorrere tutta la vicenda, anche perché ciò che interessa è la notizia data l'altra settimana, cioè che «senza dirlo apertamente, il Pd prepara l'addio dal consiglio provinciale dell'ex presidente Osvaldo Felissari e dell'ex vice Fabrizio Santantonio». L'addio del secondo è quasi del tutto scontato dopo la sua elezione a consigliere regionale. Al suo posto subentrerebbe il &lt;i&gt;democrat&lt;/i&gt; Franco Pinchiroli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Due sono invece i motivi che frenano l'uscita dell'ex presidente della Provincia, sconfitto alle scorse elezioni, Felissari. Le voci di un suo abbandono circolano da tempo, e se non intende continuare a svolgere il ruolo di capogruppo di minoranza, questo sarebbe il tempo più opportuno per sciogliere la riserva, si ipotizza sui giornali. Come si diceva, un primo freno alla sua uscita di scena in Provincia sarebbe il fatto che subentrerebbe al suo posto l'ex assessore Antonio Bagnaschi, ben visto per la «positiva collaborazione» nella ex giunta provinciale, ma con il piccolo «difetto» di essere di Rifondazione Comunista; e, dunque, il Pd dovrebbe cedere un posto in consiglio ad un partito alleato localmente, che però che intende tenere fuori dal Nuovo Ulivo di Bersani.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'altro motivo di freno è il fatto che ci sarebbero dei problemi per la sua successione a capogruppo in quanto, se il ruolo è improponibile per Mauro Soldati che è non solo segretario lodigiano del Pd ma anche vicepresidente dello stesso consiglio, Gianfranco Concordati avrebbe secondo le fonti giornalistiche manifestato delle riserve e su Luca Canova, come in precedenza si è anticipato peserebbe il ruolo avuto nelle polemiche interne al Pd. Non viene nominata la consigliera Margherita Fusar Poli, forse per la sua giovane età e la ridotta esperienza politica. Potrebbe invece forse essere quest'ultima un'idea quanto a rinnovamento del partito e al tanto megafonato superamento delle differenze di genere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ampliando poi l'orizzonte dei rapporti politici, sarà interessante vedere quale finiranno per essere le relazioni tra Pd lodigiani e Rifondazione dopo che il segretario nazionale ha escluso tali possibili alleanze, perché vanno bene a far da stampella, come in ambito nazionale - ha detto a Torino Bersani - per «un'alleanza democratica su due paletti, nuova legge elettorale e difesa della Costituzione», ma «poi è ovvio che si presenteranno con le loro liste». Già, più democratici di così...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-7785063279030744309?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/7785063279030744309/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=7785063279030744309' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/7785063279030744309'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/7785063279030744309'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/09/in-cerca-di-unita.html' title='In cerca di unità'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-3039094879781369297</id><published>2010-09-15T12:43:00.006+02:00</published><updated>2010-09-15T18:12:27.498+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Un sorriso</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Maurizio Belpietro ha intervistato un Cavaliere sollevato per l'evolversi positivo della situazione politica nazionale, «Non penso si debba andare a votare. La situazione è sotto controllo, siamo sereni, ci sono le condizioni in Parlamento perché si vada avanti fino al 2013. Gli italiani vogliono che il governo continui a lavorare per riformare l'Italia». L'intervista è stata pubblicata su &lt;i&gt;Libero&lt;/i&gt; martedì 14. Governo fino al 2013, dice Berlusconi, per fare le riforme previste nei cinque punti: fisco, federalismo fiscale per combattere l'evasione fiscale, giustizia, Mezzogiorno, sicurezza dei cittadini ed immigrazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'ottimismo poggia su due certezze, l'amicizia con Bossi innanzitutto, di cui dice: «Quella con Bossi è un'amicizia vera, un rapporto maturato nel tempo, c'è fiducia reciproca. Da questo rapporto è nata un'alleanza politica solida e duratura». La seconda certezza è che «la maggioranza resta quella che gli italiani hanno votato, i cosiddetti finiani hanno dichiarato a più riprese che saranno leali con gli italiani e rispetteranno il voto e il programma. Sono assolutamente sicuro di questo».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Berlusconi chiederà la fiducia del Parlamento a fine settembre per rilanciare le riforme le cui priorità sono i cinque punti citati. Non vi sarà il processo breve: «Non rientra tra i cinque punti. È una legge però importante. In Italia ci sono nove milioni di processi pendenti, di cui cinque sono cause civili, e la Corte di giustizia europea ci ha più volte condannato a pagare i danni di questi ritardi». Non ci sarà la legge elettorale: «No, perché questa legge elettorale ha tolto il Paese dall'ingovernabilità, quel periodo in cui i governi duravano pochi mesi e fa sì che un governo duri cinque anni, secondo il mandato degli elettori e secondo le regole di un Paese democratico e moderno».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'intervista di Belpietro, oltre ad essere un ottimo argomento di immagine per il suo giornale, punta a due obiettivi. Innanzitutto a mettere in luce l'azione positiva del governo. Già da subito, come antipasto, vengono riportate le parole del premier: «Molte riforme sono già state fatte: scuola, università, burocrazia, grandi opere, energia nucleare». Poi la situazione economica ed il modo di affrontarla: «Anzitutto Ue, Ocse, Fmi hanno osservato che il nostro governo ha gestito con efficacia la crisi più grave degli ultimi ottant'anni. Abbiamo tenuto sotto controllo i conti pubblici e se consideriamo il debito aggregato, l'Italia è addirittura tra i paesi Ue più forti, accanto alla Germania e davanti a Francia, Gran Bretagna e Svezia. Di questo dobbiamo ringraziare le imprese e gli italiani che risparmiano e che pagano regolarmente il mutuo e hanno i conti in banca in attivo. A questa solidità di fondo del Paese il nostro governo del fare ha saputo affiancare una politica di rigore nella spesa pubblica e poi nello sviluppo dell'economia, dando un sostegno adeguato alle banche, alle imprese e alle famiglie. Ora è iniziata la ripresa, sono ottimista per natura, non credo a una ricaduta. Anche perché abbiamo gestito una crisi grave facendo sì che l'Italia svolgesse un ruolo di leadership internazionale in alcune fasi», spiega Berlusconi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il secondo obiettivo è quello di mettere in luce la figura del premier, mostrando di lui un volto diverso da quello che viene dipinto sui giornali italiani. Così Belpietro chiede al Cavaliere quali siano i rapporti con gli altri leader internazionali, con quali abbia un rapporto forte come quello descritto recentemente da Tony Blair nella sua biografia. Berlusconi risponde così: «Con tutti. sono aperto all'amicizia. Blair ha scritto su di me ciò che pensano tutti i leader mondiali che mi hanno conosciuto e che hanno lavorato con me. Parafrasando uno spot sportivo, direi che ci sono due Berlusconi, diversi tra loro. Uno cattivo e impresentabile che si trova sui giornali italiani che sono in gran parte di sinistra. Un altro è il tycoon prestato alla politica che sa farsi apprezzare in tutti i vertici mondiali, per la sua esperienza politica, per la qualità delle sue proposte concrete».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Berlusconi, infine, «approfitta» dello spazio su &lt;i&gt;Libero&lt;/i&gt; per portare altra acqua al suo mulino riguardo a due questioni che tra le molte altre animano il dibattito politico di questi tempi. Innanzitutto i motivi per cui ha «pregato» i suoi parlamentari a non includere il processo breve tra i cinque punti: «Al Senato abbiamo già approvato un nuovo testo sul processo breve che limita a sei anni e mezzo la durata dei processi per i reati meno gravi. Non mi sembrano pochi. Ma quando ci sono di mezzo io, che sono la persona più inquisita al mondo, la sinistra parla di legge ad personam perché questa legge potrebbe incidere anche sui procedimenti che mi riguardano». La seconda questione riguarda la mancata sostituzione del ministro dello sviluppo economico. Afferma Berlusconi: «Non c'è stato nessun vuoto in questo periodo sotto il mio interim, ma anzi un "pieno" di oltre trecento decisioni. Come la legge Berlusconi che rivoluziona il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione. Ora il cittadino può fare tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge. Ad esempio, chi prima voleva aprire un albergo aveva bisogno di una quindicina di autorizzazioni preventive. Ora apre l'albergo e il controllo dell'autorità avverrà solo a posteriori. È una vera rivoluzione liberale».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'impressione è che basti il Cavaliere da solo - chi Bersani attacca dicendo di lui il «miliardario al quale l'ottimismo non costa nulla» - per svuotare di significato le grida di guerra lanciate dal palco di Torino. Ricordando la frase di Renzi, il sindaco Pd di Firenze, all'annuncio del Nuovo Ulivo, «Uno sbadiglio ci seppellirà», si può chiosare: uno sbadiglio ed un sorriso.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-3039094879781369297?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/3039094879781369297/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=3039094879781369297' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/3039094879781369297'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/3039094879781369297'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/09/un-sorriso.html' title='Un sorriso'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-5905748386036276167</id><published>2010-09-15T09:42:00.007+02:00</published><updated>2010-09-15T12:19:10.765+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Padania'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Europa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Veneto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Agricoltura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Federalismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>A Venezia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Fratelli padani, so di quella stupidaggine detta da Fini, che la Padania non esiste: come se noi non esistessimo. Però ognuno è libero di suicidarsi come vuole...». Così Bossi a Venezia ha dato la stura al suo discorso, sottolineando con questa semplice frase l'inadeguatezza politica del presidente della Camera a cogliere la realtà politica d'oggi. Decisamente &lt;i&gt;out&lt;/i&gt; uno che vuol far rinascere oggi l'Msi, la sua eredità, anche se sotto mentite spoglie. Ma le parole tradiscono l'abito. E per completare il messaggio che la Padania è molto più reale dell'Italia unitariamente «fascista» di Fini, non solo nella mente della gente del Nord, Bossi spiega nella parte centrale del suo intervento: «Sappiamo bene che l'Europa è molto attenta alla Padania: l'Europa è in crisi perché subisce la crisi di tutti gli Stati-nazione, e dovrà ricostituirsi basandosi non tanto sugli Stati-nazione, che sono falliti, ma sui popoli. E primo fra tutti il popolo padano, un grande popolo di grandi lavoratori, che ha anche forza economica costruita dalla gente. Noi non troviamo i soldi sulle piante, come pensa qualcuno, ma nascono da anni e anni di lavoro. Se non ci fossimo noi, lo sapete bene, all'Italia non aprirebbero la porta in nessun Paese del mondo. Invece aprono la porta ovunque perché ci sono la Lombardia, il Veneto, il Piemonte... Popoli laboriosi, conosciuti per la loro onestà, per la loro forza lavoratrice, per il mantenimento della parola data». E ancora: «Se ci pensate, a Londra esiste Lombard Street, non c'è «Roma Street», o «Italia street», giusto per chiarirci. Quindi i grandi popoli che oggi si uniscono nella Padania chiedono e otterranno la libertà davanti al mondo, anche nel nostro Paese, perché sono guidati nei loro bisogni da una forza politica che ci crede, che ci ha creduto ieri e che ci crederà domani. Caro Fini, i padani esistono e sono una volontà di fede del passato, di oggi e di domani. Grazie, fratelli padani e un abbraccio a tutti».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quanto a sé, Bossi, dopo aver detto «Questa volta, per la prima volta, ho capito che un po' il tempo passa, anche per me. Ero su in montagna l'altro giorno e mi mancava il fiato: per fortuna che c'era mio figlio che mi accompagnava lungo quella stradina tutta ciottoli e dissestata. E poi si sa che in montagna manca l'ossigeno. Ma andremo avanti fino alla fine. E poi, fortunatamente, con mia moglie Manuela ho tirato su una fila di figli, tutti leghisti: se esce uno, entra l'altro. La mia è famiglia leghista: non che io li obblighi, ma sentono di portare avanti la battaglia della libertà della Padania. Dopo di noi verranno i nostri figli, la battaglia non si fermerà mai. La lotta di grandi popoli per la libertà: arriveranno a bersaglio», più avanti al termine del discorso rassicura tutti: «Io, personalmente, andrò in pensione soltanto quando la Padania sarà libera e unita: un abbraccio, fratelli padani».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quanto all'attuale obiettivo prioritario del partito, il federalismo, Bossi assicura: «Il Federalismo è pronto, la va a giorni, la va a ore!». Un risultato che sarà ottenuto perché «questo Governo ha sostenuto con forza le riforme istituzionali». E, dunque, dice al suo popolo: «Quindi preparatevi: tocca a voi, tocca a tutti i paesi della Padania fare ciascuno una grande festa nella piazza principale, perché questa è una riforma fondamentale».&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E Bossi spiega in poche parole la riforma del federalismo fiscale: «Durante tutta l'estate io e Calderoli abbiamo seguito Tremonti e alla fine abbiamo trovato l'accordo con lui. Alle Regioni, cosa importante, competerà una specie di miscela di Irpef e di Iva. Quest'ultima, dicevamo, è una tassa rigida che paga un po' tutto il Paese, anche il Sud, mentre l'Irpef è una tassa più flessibile. Faccio un esempio: se Cota avesse la disponibilità dell'Irpef, tutte le imprese che fino a ora hanno delocalizzato all'Est le farebbe tornare in Piemonte. Sulla diminuzione di imposte come l'Irpef il Federalismo è uno strumento di grande flessibilità se non è più nazionale, non dovendo più passare prima per Roma. L'Europa di certo non ci concederebbe di abbassare l'Iva, anzi, se la tocca è solo per aumentarla». E poi il federalismo demaniale: «Abbiamo portato a casa un buon Federalismo: i laghi, i fiumi almeno sono tornati alle Regioni. Adesso sappiamo di chi sono le competenze. Stavano scomparendo nel nulla quei beni, ma adesso sono tornati a casa e mai più finiranno a Roma, a Roma ladrona, come dice la Lega».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma a Bossi non mancano gli spunti polemici: «In giro per Roma si vede un manifesto che dice che è la Lega ladrona per Roma: certo che chi gli tocca le cose che hanno guadagnato grazie alla vecchia partitocrazia non è bene accetto. Ma noi non ci spaventiamo. Andremo avanti a cambiare il Paese, volenti o nolenti: la nostra gente è stanca di mantenere un carrozzone che comunque sarebbe destinato ad andare a fondo senza le riforme». Non solo, ma rilancia: «Ora che il Federalismo è stato portato a casa, grazie a noi, ma anche a voi, fratelli padani, e alla vostra fede», ora che «la premiata ditta Calderoli-Bossi ce l'ha fatta», «c'è subito un'altra battaglia da fare: portare a casa un po' di ministeri, che adesso sono concentrati tutti a Roma». E spiega: «In Inghilterra il decentramento è stato fatto anni fa: a Londra non c'è più nessun ministero perché sono stati tutti distribuiti alle altre città, anche i ministeri importanti come quello della scuola. Tutto è stato distribuito. Ne ha guadagnato finanziariamente, ma soprattutto ha guadagnato in libertà. E questa è la strada che vogliamo seguire noi. Da "Roma Street" alle grandi capitali della Padania, ma anche del Sud, dove ci sono grandi città». Il motivo è anche economico: «Milano, Torino, Venezia: possibile che i nostri giovani non possano avere anche loro accesso ai posti in ministero? I ministeri sono una fonte enorme di posti di lavoro e di soldi. So che siete d'accordo, e quindi noi batteremo la strada del decentramento dei ministeri». La risposta, insomma al sacco di Roma col sacco di Roma. Ed è interessante come Bossi spieghi l'iniziativa: «Sappiamo sempre prima quello che vuole la gente perché noi siamo sempre in mezzo a voi», e non ci stava male un "perché noi siamo la gente".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La prima parte dell'intervento di Bossi è dedicata all'agricoltura: «Vedo che fra di voi ci sono molti agricoltori. Abbiamo ricevuto un gruppo di Cobas del latte l'altro giorno a Milano, alla sede della Lega; ci hanno portato anche una ruota di formaggio: io e Calderoli ne abbiamo approfittato, e li ringraziamo. Devo dire che, dopo avere sentito sia Tremonti sia Berlusconi, ho chiesto al Governo di impegnarsi a trattare in Europa per ottenere quel che si può riguardo alle quote latte. Non vi abbandoneremo, fratelli agricoltori, non lasceremo che scompaia l'agricoltura padana». E ancora: «Non ci interessa quello che ha detto Fini, o quello che va in giro a dire Casini. Noi sappiamo che siete della brava gente, lavoratori sfruttati, e non lasceremo che si mettano le mani sulle vostre stalle, sui vostri beni conquistati in una vita di lavoro. Altro quello che diceva Casini in Aula, che voi siete degli imbroglioni... No, noi non ci facciamo incantare da quella gente, li conosciamo. Fini dice che abbiamo costretto gli italiani a pagare per voi, ma questo non è vero, anzi: da quando è arrivato Zaia, l'Italia non paga più nessuna multa. Grazie, Luca... So che voi lo amate in maniera particolare e pensate che abbiamo sbagliato a mandarlo a fare il governatore del Veneto: in effetti, abbiamo perso un ottimo ministro dell'Agricoltura e al suo posto ci siamo trovati Galan». Galan, che come dice Bossi, «è stato l'unico ministro che ha denunciato il proprio Governo presso l'Europa e ha invitato la Ue a penalizzare il suo Governo perché aiutava la categoria degli agricoltori».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ed ecco il motivo del rinnovato sostegno: «Voi agricoltori l'altro giorno vi siete rivolti alla nostra premiata ditta per affrontare ancora il problema delle quote latte: lo affronteremo. Io voglio che voi veniate davanti a Berlusconi e a Tremonti a spiegare bene qual è la vostra situazione, impegnando il Governo ad andare in Europa a fare la battaglia, perché stanno succedendo cose vergognose: dalle indagini dei carabinieri sta uscendo che i numeri dati all'Europa sono tutti falsi. Quindi l'Europa deve fare il piacere di prendere atto della realtà drammatica di una categoria come quella degli agricoltori danneggiata da politici delinquenti, che erano gli antecedenti di quelli che adesso gridano contro di voi. Forse una volta, al tempo dei democristiani, le quote latte andavano bene, ma adesso dire che i delinquenti siete voi mi sembra troppo».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sulla situazione della maggioranza era stato Roberto Maroni ad intervenire: «Se ci saranno i 316 voti di fiducia Berlusconi andrà avanti, altrimenti si deve dimettere», cui aveva fatto eco Calderoli: «A noi non serve un governicchio per mangiare il panettone. A noi serve un governo per portare a casa le riforme». Come pure il capogruppo alla Camera Reguzzoni: «Non possiamo farci fermare dal pantano romano. Si va avanti solo se si può governare». Un discorso chiaro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-5905748386036276167?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/5905748386036276167/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=5905748386036276167' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/5905748386036276167'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/5905748386036276167'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/09/venezia.html' title='A Venezia'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-2349964530329932231</id><published>2010-09-13T20:06:00.006+02:00</published><updated>2010-09-14T20:08:56.845+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Pantofole e scarponi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un articolo di &lt;i&gt;Repubblica&lt;/i&gt; riassumeva il comizio di chiusura di Bersani alla Festa nazionale &lt;i&gt;democrat&lt;/i&gt; di Torino con una frase dello stesso segretario: «Siamo un partito di governo momentaneamente all'opposizione». Un «momentaneamente» certamente ottimista come il virgolettato nel titolo: «Guideremo il risveglio italiano». Chi? I &lt;i&gt;democrat&lt;/i&gt;? Proponendo cosa oggi se non la richiesta di un governo di transizione che vari una nuova legge elettorale, il progetto della speranza, un meccanismo elettorale che, sopperendo all'assenza di un programma concreto di sviluppo del Paese, riporti il Pd al governo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Opposizione durissima a qualunque governicchio», grida Bersani ai militanti, chiamandoli «compagni» - «applaudono quando pronuncia la parola», annota il cronista di &lt;i&gt;Repubblica&lt;/i&gt;. Cronista che aggiunge «A Bersani si capisce bene, non dispiacciono affatto i riti antichi come il comizio di chiusura, il palco con il gruppo dirigente schierato alle ali secondo uno stile che può ricordare il politburo. Una visione condivisa anche da Sallusti sul fronte del &lt;i&gt;Giornale&lt;/i&gt;, che scrive: «Il leader dell'opposizione moderata e riformista torna alle sue origini comuniste, e lo fa con l'orgoglio di chi resta saldamente legato a quella ideologia, messa formalmente da parte non per convinzione ma per spirito di sopravvivenza. E del comunismo, il leader del Pd nel suo discorso rispolvera tutta la retorica, la tristezza, il grigiore, la noiosità, soprattutto l'utopia». E più avanti, quando polemizzando sul «governicchio» scrive annotando che le risorse non sono infinite, ma hanno un limite ben preciso oltre il quale c'è solo la bancarotta: «Il compagno Bersani questo lo dovrebbe sapere bene. Il Pci, infatti, ha co-governato con la Dc l'Italia per cinquant'anni, approvando (e votando) il settanta per cento delle decisioni, soprattutto quelle più sciagurate che hanno fatto esplodere il debito pubblico, elevato la tassazione, consegnato il mondo del lavoro nelle mani dei sindacalisti. Ma non solo. Negli ultimi 18 anni, cioè dalla nascita della cosiddetta Seconda Repubblica, la sinistra ha governato in prima persona 10 anni contro gli 8 di Berlusconi e alleati. Non si capisce bene, dati alla mano, perché Bersani non processi se stesso invece che Berlusconi, al quale tutto può essere rinfacciato meno che di aver portato i conti pubblici in zona a rischio».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;All'antiberlusconismo si associa l'antileghismo: «Il premier e la Lega hanno tolto al Paese un'idea di futuro, gli hanno rubato l'orizzonte» e alla gioiosa macchina da guerra la possibilità di governare. E, dunque mettendosi a parlare col palazzo di fronte, quello della Regione Piemonte: «Può darsi che Cota mi senta. La Lega fa il sottovaso di Berlusconi, parla di Roma ladrona ma poi regge il sacco ai quattro ladroni di Roma. La loro è una commedia vergognosa». Che «opposizione durissima» ai «federalisti del week end», come li chiama, che a furia di stare accanto alle cricche e ai corrotti hanno perso la «tensione morale e popolare». E poi, vuoi mettere: «Il Carroccio non ha portato una cosa nuova all'Italia. Le ronde, forse. Niente di paragonabile agli asili nido, ai servizi per gli anziani, alle aree artigianali, all'urbanistica. Abbiamo inventato tutto noi. Loro niente». Perbacco, e questi pd non li si fa governare. E non manca la battuta: «Non siamo snob, parliamo chiaro. Attenzione: chi va troppo ad Arcore ci lascia la canottiera». E poi i dati drammatici della crisi sociale, l'apocalisse: «C'è una fibrillazione nel Paese. Se il governo continua a soffiare sul fuoco, a dividere il mondo del lavoro poi chi spegnerà i roghi?». Succede di tutto, un tripudio di bandiere, piovono applausi, fino a due malori in piazza provocati dal sole caldo e impietoso. E lo stesso Bersani si asciuga con un fazzoletto bianco il copioso sudore che inonda la fronte, ampia come sottolinea il cronista di &lt;i&gt;Repubblica&lt;/i&gt;. Per fortuna non piove, se no apriti cielo, quanto altro avrebbe portato a casa il governo su cui rimuginare. Scrive Sallusti sul &lt;i&gt;Giornale&lt;/i&gt;: «Crisi, disoccupazione, povertà, sacrifici: c'è da toccarsi ogni volta che parla. Soprattutto perché dall'altra parte, il leader del centrodestra, oltre che una visione liberale della vita e della società, ha anche il dono dell'ottimismo, e alle iatture di Bersani contrappone obiettivi difficili ma di altro genere. Tipo: vi abbasserò le tasse, sconfiggeremo il cancro e vivremo fino a 120 anni, tenete duro che grazie a voi la crisi passerà, viva le belle donne, chi si impegna ce la farà a fare carriera, sappiate sorridere e ridere che fa bene e porta buono e altre cose simili».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E Sallusti si chiede: «Ora, se escludiamo il pugno di intellettuali e qualche moralista pubblico, secondo voi, la nazione a chi si dovrebbe affidare? A un becchino o a un Cavaliere, mettiamo pure sognatore?». Scriveva il consigliere provinciale lodigiano Luca Canova del Pd nel suo blog qualche giorno fa: «All'italiano medio, sbaglierò ma non credo, non interessa il futuro della scuola, dell'università, del welfare; è più interessato a sapere se quello fra Fini e Tulliani fu vero amore, se Noemi era o meno vergine, se Silvio regalerà lo scudetto, se è possibile sgarrare senza danni, se è possibile convivere con la mafia. Insomma se si può rimanere italiani, un po' cialtroni e un po' furbastri, un po' mattoidi e un po' seri, un po' genialoidi e un po' delinquenti nel mondo che avanza, dove anche i più poveri sono diventati, con metodo e tenacia, seri e credibili e non fanno sconti a nessuno, figurarsi all'Italietta di Silvio Berlusconi». Insomma, la realtà per Canova è che «alla maggioranza del ceto medio italiano, inutile illudersi, piace quest'ominicchio che ne legittima la volgarità, l'arroganza, l'ignoranza di fondo». Un'Italia fatta «in gran parte di sudditi, non di protagonisti. Di Cicchitti, di Gasparri, di La Russa e di Brambille e non di Falcone, di Borsellino, di insegnanti che tirano avanti con i denti, di medici che sclerano nelle corsie d'ospedale. Fa male dirlo, ma noi siamo fatti in maggioranza così». Per Canova è sbagliata «la strategia di fondo del Pd», perché basata su un'equivoco su cui il partito rischia di schiantarsi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«La gente ha bisogno di sogni, possibilmente di vittoria. Parola, quest'ultima, assente dal discorso di Bersani, che non osa pronunciarla neppure accostata al nome del suo partito», continua Sallusti. «Tanto che come soluzioni dei problemi non ha detto: dai ragazzi, facciamo cadere Berlusconi che andiamo a votare e vinciamo. No, ha detto (sintetizzo): speriamo che Fini riesca nella sua azione di mandare in crisi la maggioranza, così andiamo dal compagno Napolitano e ci facciamo fare un bel governo tecnico insieme a chiunque ci sta». Ecco, dice Sallusti: «Ma se non ci crede lui che la sinistra può essere una grande forza alternativa al centrodestra, chi diavolo vuole convincere?».&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-2349964530329932231?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/2349964530329932231/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=2349964530329932231' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/2349964530329932231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/2349964530329932231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/09/pantofole-e-scarponi.html' title='Pantofole e scarponi'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-5664063227227030231</id><published>2010-09-12T01:40:00.004+02:00</published><updated>2010-09-12T12:32:08.954+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parlamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Reloaded</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Nel 2001 sono stato eletto con la Margherita-Ulivo e non mi sono mosso; nel 2006 con la Margherita-Unione e non mi sono mosso; nel 2008 con il Pd e nemmeno da lì mi sono mosso. Semmai mi hanno cacciato, espulso. Altro che poltronista o corrotto. Io sono coerente e non ho mai avuto, mai ripeto, un avviso di garanzia». A parlare è Riccardo Villari intervistato da Fabrizio d'Esposito per &lt;i&gt;il Riformista&lt;/i&gt;. Il senatore napoletano, oggi nel gruppo misto, ha incontrato nel bel mezzo dell'estate a Palazzo Grazioli Silvio Berlusconi e per questo viene considerato un potenziale esponente del gruppo di parlamentari «responsabili nazionali» pro Berlusconi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come si ricorderà, Villari tenne banco sulle cronache con la sua elezione alla presidenza della commissione di Vigilanza Rai con i voti del centrodestra in quanto il Pd di Walter Veltroni allora tentennava sul nome del presidente e non sapeva che pesci pigliare.  Villari pressato dal suo stesso partito e da una vera e propria faida trasversale pilotata dai &lt;i&gt;democrat&lt;/i&gt;, abbandonò all'inizio del 2009, dopo che la gran parte dei commissari «molto democraticamente» si dimisero per farlo decadere, lasciando la poltrona al fido grande vecchio della Rai Sergio Zavoli. Così Riccardo Villari racconta cosa gli successe dopo: «Quando fui cacciato dal Pd da un segretario capriccioso e incapace, sono stato vittima di una vergognosa epurazione staliniana. Il segretario era Veltroni e pretese anche di cancellare il mio nome dai costituenti del partito. Una vera damnatio memoriae». Poi, «ho continuato a fare politica. Io sono un parlamentare di territorio, non di salotto. Dopo la condanna a morte emessa da Veltroni ho avuto sostegno e il conforto di molti che mi hanno detto: "Riccardo tu ci devi essere". Sono andato avanti e nel frattempo il Pd ha avuto altri due segretari, Franceschini e Bersani. Nessuno di loro ha chiamato. Ci sono rimasto male, io sono una persona perbene».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E sulla sua storia personale di persona perbene ritorna più avanti ancora nell'intervista: «C'è una cosa che mi ha fatto davvero male nella vicenda. Fu quando Di Pietro mi chiamò «corrotto» senza nemmeno conoscermi e non uno dei miei amici moderati del Pd si alzò per difendermi. E da allora nessuno più mi ha chiamato. Eppure di amici moderati nel Pd ne avevo tanti». Come «Dario Franceschini ed Enrico Letta. Dario è anche venuto a Napoli parecchie volte, alle mie feste di compleanno. Ma lo dico senza recriminazioni. Adesso guardo avanti e sia chiaro che gioco all'attacco. Non mi devo difendere da nulla. E poi, diciamola tutta, il Pd se la passa davvero male». E spiega: «Ha una deriva giustizialista e ha dimenticato completamente il valore del garantismo. E oggi i volti del Pd che appaiono sono quelli che appartengono a quell'altra storia, quella comunista».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come detto, a fine luglio Riccardo Villari ha incontrato Silvio Berlusconi. Dell'incontro dice: «Non lo conoscevo. L'ho incontrato per la prima volta in vita mia. Io sono un soggetto politico, epurato dal suo partito. In quanto tale ho un'agibilità che rivendico. Ma non faccio trattative. Non le ho mai fatte. E senza una trattativa mercantile sfido chiunque a dire che sto sbagliando. Quando nel 2000 venni eletto consigliere regionale in Campania con 15 mila voti, Bassolino mi offrì un posto da assessore. Rifiutai». Oltretutto, va detto, Villari è senatore e al Senato, come ricorda il giornalista i numeri non sono un problema per Berlusconi. Nascerà anche lì un gruppo di «responsabilità nazionale» anti-Fli? «Non lo so. Io so solo che Berlusconi è stato molto disponibile e che posso contare sulla sua disponibilità. Ma alla luce del sole. Eppoi ho già votato a favore della maggioranza. Oggi c'è ancora un sistema bipolare e io dialogo con chi mi cerca. Dico grazie a Berlusconi ma anche a Casini e Rutelli. Chi vivrà vedrà». E quanto alla sua collocazione, nel centrodestra?, risponde: «No, non sono organico. Sono un parlamentare senza vincolo di mandato». Quanto al governo, Villari dice: «Mi auguro che questo governo governi», un altro governo «non sarebbe una buona cosa. Berlusconi è stato eletto. Ma lo direi anche se fossi dall'altra parte». Su Fini, che firmò la sua revoca: «La cosa mi diverte e mi amareggia, allo stesso tempo. C'è stato qualcuno che ha fatto paragoni con il mio caso. In effetti la mia cacciata è stata un vulnus costituzionale causato da motivi politici non giuridici. Non era mai successo prima. In quel momento è stato azionato un meccanismo mortale che può colpire chiunque. Adesso è il turno di Fini».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Villari ritorna in gioco, un napoletano verace, moderato di sinistra, per cui «Napoli rappresenta il più grande fallimento del centrosinistra nazionale».&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-5664063227227030231?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/5664063227227030231/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=5664063227227030231' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/5664063227227030231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/5664063227227030231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/09/reloaded.html' title='Reloaded'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-4152701878643365582</id><published>2010-09-12T00:47:00.002+02:00</published><updated>2010-09-12T01:28:39.019+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Flop</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stefania Craxi è stata intervistata sabato da &lt;i&gt;QN&lt;/i&gt;. Senza peli sulla lingua: «Con certi personaggi se gratti la patina liberale, esce fuori il fascista». Ma con chi se la prende il sottosegretario agli Esteri? «Con chi si è permesso di dare del "cani da guardia bavosi" a quegli esponenti di An che hanno liberamente scelto di non seguire Fini». Certo, hanno voltato le spalle a Fini, «questo è sotto gli occhi di tutti. Ma non si può negare che chi ha preso le distanze da Fini è stato eletto sotto le insegne del Pdl».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«E poi c'è un altro punto», continua Stefania Craxi. «Nessuno di loro ha replicato in modo scomposto. Non hanno perso la testa neppure di fronte al fatto che Fini a Mirabello abbia detto "sono colonnelli alla ricerca di un generale". Hanno dato una lezione di stile». E quelli che gli sono rimasti fedeli? Pochi, non pochi, la Craxi non ha dubbi non pochi «ma neanche così tanti come si vuol far credere. Se guardiamo bene, con Fini sono rimasti proprio i nostalgici del saluto romano. A mio parere, la scissione di An si è rivelata un vero flop».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un dato di fatto, però, che al momento quei pochi voti dei finiani possono mettere in crisi il governo. Dice la Craxi: «È vero, si vedrà con chiarezza se Fini vuol vivere di ricatti. Se lo farà posso solo dire che non mi sembra un bel mestiere». Il pericolo di elezioni anticipate scongiurato? per il sottosegretario sembrerebbe di sì, «a parte gli eventuali ricatti», e comunque «gli ultimi eventi dimostrano che il Pdl è in piedi, e non ha timore di affrontare né la prova di governo, né quella elettorale».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nuccio Natoli, il giornalista che ha raccolto l'intervista, alla fine le chiede il suo pensiero circa il voto anticipato. Stefania Craxi risponde: «Lo ritengo un disvalore assoluto. Sia perché tradisce la volontà degli elettori, sia perché il Paese non ha bisogno di una tornata elettorale infuocata. Se qualcuno le vorrà a ogni costo se ne assumerà la responsabilità». Nessun dubbio in proposito come sul fatto che l'elettorato saprà ben giudicare l'evento, separando la realtà dei fatti da quella virtuale della propaganda.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-4152701878643365582?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/4152701878643365582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=4152701878643365582' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/4152701878643365582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/4152701878643365582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/09/flop.html' title='Flop'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-9155032498500210716</id><published>2010-09-11T23:19:00.005+02:00</published><updated>2010-09-12T00:39:11.910+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Padania'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>In sordina</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il monito del ministro della Semplificazione normativa Roberto Calderoli, come riporta sabato &lt;i&gt;la Padania&lt;/i&gt; è fermo e netto: «Attenzione, se qualcuno dovesse pensare a Governi, diversi da quelli votati, in Parlamento allora stia attento, perché in questo caso il Nord se ne va». Nessun gioco di palazzo, dunque, nessun ribaltone, nessun oltraggio alla volontà popolare che si è espressa democraticamente con il voto alle ultime elezioni politiche. Messaggio chiaro, altrimenti il Nord, che economicamente mantiene l'intero Paese, non ci starebbe più.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A Pian del Re, alle sorgenti del Po sul Monviso dice spiegando: «Parlando di una possibile sfiducia, Umberto Bossi ha voluto dare una grossa mano a chi sta cercando di raccogliere consensi per la fiducia, perché la paura non fa solo 90, ma anche 320 e a volte 360. Quello che abbiamo voluto chiarire è che deve esistere una maggioranza, una maggioranza vera e convinta. Sappiamo che il Parlamento garantisce determinate maggioranze ma quello che noi abbiamo voluto chiarire è che deve esistere una maggioranza che non può essere messa in discussione il giorno dopo». E quanto alle elezioni anticipate scongiurabili o meno aggiunge: «Come si dice in questi casi? Mai dire mai. Le elezioni nei regimi democratici ci sono sempre, dipende dai momenti, ripeto se è possibile andare avanti e realizzare tutto il programma e le riforme previste, a condizione però che questo si faccia. Diversamente l'unica strada è restituire la parola al popolo».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Servono, dunque, numeri e coerenza: «A fine mese si va a vedere le carte e si conta e se ci sono i numeri si va avanti. Nuovi ingressi nella maggioranza? Solo se qualcuno è realmente convinto della bontà delle riforme che hanno trovato anche un consenso crescente, come il federalismo, credo che l'allargamento sia possibile, per convenzione, ma non lo può essere per una campagna acquisti».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Calderoli è netto anche su Fini e sulla sua esternazione a Mirabello: «Noi leghisti per il bene del Paese abbiamo fatto i pompieri per tutta l'estate, cercando di mediare tra le parti e di raffreddare gli animi. Ma dopo il discorso di Mirabello mi pare che tutti questi sforzi siano stati vanificati. Il discorso di Mirabello non è stata una mano tesa per la pace tra le parti. È stato un discorso da leader, ma da leader dell'opposizione». E il ministro non manca di elencare i torti fatti alla Lega e al popolo che la Lega rappresenta: «Il signor Fini ci ha detto che la Padania non esiste, che non esiste la terra in cui siamo nati e cresciuti, la terra che, con il suo lavoro, mantiene il resto del Paese e contribuisce a far pagare le buste paga di tutti, compresa quella del signor Fini. L'ho già detto: non possiamo accettare una maggioranza dei se, dei ma e però. E Fini dal palco di Mirabello ha pronunciato una sfilza di se, ma e però. Tipo il federalismo va bene, ma trattiamo, con i soliti se e però. Eh no, il Federalismo si fa se si è convinti, e ormai lo sono tutti, che è una cosa buona e serve a tutti, come oggi sostengono anche i sindaci di Roma e Reggio Calabria».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma ultimo aspetto raccolto da Fabrizio Carcano, di quanto Calderoli ha dichiarato ai giornalisti presenti sulla spianata erbosa e rocciosa dove nasce il più grande fiume della Padania è la corretta esposizione dei motivi d'una necessità di salire al Colle per conferire con il presidente della Repubblica: «Dal presidente della Repubblica si andrà a rappresentare non una questione di fiducia o non fiducia ma questioni rispetto ad aspetti costituzionali e regolamentari perché è evidente che qualche conflitto d'interesse in questo momento alla Camera c'è. Ricordo che nei prossimi giorni dovranno essere distribuiti i resti nelle commissioni parlamentari, alla luce della nascita del nuovo gruppo parlamentare del Fli, di cui Fini fa parte ed è proprio a lui che compete questa distribuzione di due o tre parlamentari per commissione. Se abbiamo fatto bene i conti c'è il rischio che alla fine l'attuale maggioranza si ritrovi in minoranza addirittura in nove delle quattordici commissioni parlamentari. E il prossimo 5 ottobre dovranno essere rinnovate le presidenze  delle commissioni. È evidente che la funzionalità di uno dei due rami del Parlamento è a rischio e che il presidente della Repubblica, in base all'articolo 88 della Costituzione, è interessato al funzionamento di un ramo del Parlamento». Già, perché, ci dice Calderoli, i ribaltoni si possono fare in sordina, anche così.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-9155032498500210716?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/9155032498500210716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=9155032498500210716' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/9155032498500210716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/9155032498500210716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/09/in-sordina.html' title='In sordina'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-7746328881952588866</id><published>2010-09-10T23:51:00.007+02:00</published><updated>2010-09-11T20:14:18.185+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lodigiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lombardia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Brembio'/><title type='text'>Il nulla</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Capanno, Lodi, festa democratica provinciale; dirigenti &lt;i&gt;democrat&lt;/i&gt; lodigiani di peso fanno la voce grossa, mostrano i muscoli contro Foroni e la sua giunta.  Davanti ai militanti &lt;i&gt;yes&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;we can&lt;/i&gt;. Le frasi più pesanti contro l'amministrazione provinciale governata fino a poco più un anno fa dai Pd, così bene da metterla nelle condizioni di sforare il patto di stabilità, le raccoglie un articolo di Andrea Bagatta sul &lt;i&gt;Cittadino&lt;/i&gt; di qualche giorno fa. Un evento «storico» par di capire. Lo «scoop» sul quotidiano lodigiano è aperto dal consigliere provinciale Luca Canova: «Difficile commentare il nulla». Incipit di gran effetto per scaldare i militanti. Seppure forse un tantino troppo filosofico. «Nessuna proposta concreta sulle attività produttive, nessuna prospettiva seria per lo sviluppo del territorio, un piano di opere pubbliche ridicolo». Più comprensibile, però tutto da dimostrare naturalmente, ma, si sa, i militanti sono di bocca buona purché si parli male dell'avversario; e soprattutto hanno scarsa memoria. «Il governo della provincia da parte del centrodestra è stato fatto finora solo con parole arroganti, accuse infondate, propositi e proclami. Per azioni incisive, progetti od opere stiamo ancora aspettando». Si sa, il Pd è esperto dell'argomento, a Lodi come a Roma. Ma poi questi poveri leghisti e pidiellini che hanno preso in mano il governo poco più di un anno fa, 15 mesi per essere precisi, mica hanno bacchette magiche, soprattutto dopo i guasti trovati e denunciati di cui si trovano a governare le conseguenze. Suvvia. Siamo ragionevoli. E giù invece una valanga di domande: «Cosa si sta facendo per il rilancio della produzione locale? E come si vuole gestire lo smaltimento dei rifiuti? Quale visione si ha dello sviluppo del Lodigiano?». Mancava solo la domanda se la provincia intenda o meno costruire un razzo per Marte. Certo c'è da mostrarsi zelanti davanti al segretario regionale Maurizio Martina, che partecipa alla festa, sancendo come dice Bagatta «l'inizio di una nuova e più incalzante azione politica della minoranza segnata "d'ora in poi da una costante e puntuale analisi critica degli atti adottati dalla nuova amministrazione"».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ed ecco, a seguire, le dichiarazioni del consigliere provinciale Gianfranco Concordati, grande navigatore della politica lombarda: «Come opposizione seria abbiamo atteso dei provvedimenti prima di dare un giudizio, ma oggi il tempo delle accuse a chi veniva prima è finito e aspettiamo il centrodestra sui fatti concreti». Che si può anche interpretare come un "il tempo per mettere a posto i nostri guasti è finito, aspettiamo adesso la realizzazione del vostro programma". Giustissimo. Ma un po' di iperboli non guastano: «L'assessore alla viabilità sta facendo pochi metri di ciclabili e mette in discussione i 200 o 300 chilometri fatti dalle amministrazioni precedenti. Lo stesso assessore ci aveva assicurato che i rapporti con Trenitalia sarebbero cambiati e invece il trasporto su ferro va peggio di prima. Il presidente Foroni polemizza con Auchan su libere scelte commerciali senza preoccuparsi delle possibili conseguenze sulle centinaia di lavoratori dell'azienda». È evidente che gli argomenti sono non argomenti e che a batterci sopra le mani può essere solo un militante entusiasta quanto distratto. Ma saranno le parole di Foroni, il presidente provinciale, più avanti a dare l'adeguata risposta. Qui invece la ciliegina sulla torta politica di Concordati: «Con la sua inattività l'attuale amministrazione sembra fare di tutto per convincere i cittadini che le province sono enti inutili», il colmo per un leghista, insomma, insinua l'ex consigliere regionale. Il massimo dell'insulto politico. Chissà gli sghignazzi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E poi, la neofita della politica locale e lodigiana ha il suo turno sul palcoscenico del Capanno. Dice la consigliera provinciale Margherita Fusar Poli: «Foroni nel suo discorso d'insediamento aveva detto che sarebbe stato il presidente di tutti, ma nei fatti non lo è, e le commissioni consiliari non lavorano più». Parole che le minoranze di Brembio, dal momento che è anche consigliera comunale di maggioranza e nell'ultimo consiglio comunale ha svolto il ruolo di capogruppo, dovrebbero annotare, come si dice, a futura memoria, visto quanto le stesse minoranze in quel consiglio hanno lamentato relativamente a commissioni non convocate. E poi la chiusa: «Al di là dei proclami sui risparmi della giunta perché si va a mangiare in pizzeria invece che al ristorante, l'amministrazione non spiega come vuole affrontare la crisi, quali sono le priorità del territorio e se davvero si lotta per eliminare gli sprechi». Temi che coerentemente dovrebbero essere oggetto da parte sua di utili interpellanze, scambiato cappello, in consiglio comunale a Brembio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho detto della presenza del segretario regionale &lt;i&gt;democrat&lt;/i&gt; Maurizio Martina. Paese che vai, parole di circostanza le trovi, talvolta inquietanti. Dopo aver affermato apoditticamente che «anche a livello regionale il tempo della propaganda leghista è finito», aggiunge: «Il Pd lombardo è pronto a fare la sua parte guardando anche al modello lodigiano, un mix di forte identità del partito e di apertura alla società civile», il mix che ha portato Guerini a riconfermarsi in comune a Lodi. Certo, dopo l'esperienza del bitrombato Penati qualunque cosa può andar bene. E poi, va riconosciuto, Guerini finora, come presidente della provincia prima e poi come sindaco, non ha mai perso. Che il Pd dovunque in Lombardia soffra la presenza della Lega, che al partito di Bersani porta giorno dopo giorno via voti da sinistra, e non è un paradosso, lo testimoniano anche le parole del consigliere regionale lodigiano Fabrizio Santantonio riportate dal cronista: «Prima di tutto c'è la sfida alla Lega sul terreno della concretezza, smascherando le sue affermazioni sempre senza seguito». Poi verrà tutto il resto. Quando verrà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E veniamo alle risposte a stretto giro di giornale da parte del presidente della provincia Pietro Foroni e di alcuni membri della sua giunta. Cambia il giornalista, è la volta di Alberto Belloni. Dice Foroni: «Non mi stupiscono la critica, diritto sacrosanto della minoranza, e nemmeno il momento in cui è uscita, visto che proprio nei giorni scorsi erano stati i militanti stessi del Pd a suonare la sveglia ai loro rappresentanti. Resto perplesso invece di fronte ai "non contenuti". È sintomatico che ci accusino di non fare nulla, proponendo il nulla: troppo facile sparare a caso senza mettere sul piatto proposte concrete, suggerimenti. Del resto, alla scarsità di programmazione e concretezza, il centrosinistra ci aveva abituato nei cinque anni precedenti». Quanto all'accusa di mettere a rischio centinaia di posti di lavoro con la polemica sui prodotti dello «speciale Ramadan» all'Auchan, rivoltagli da Concordati, Foroni ricorda il proprio «coraggio di battermi per le mie idee e per i miei principi, difficilmente comprensibile a chi accetta che il mondo vada come qualcun'altro decide» e spiega al giornalista come proprio il suo impegno «per ottenere tempi record per il ponte provvisorio e per quello definitivo sul Po» sia stata una concreta risposta all'auspicio dell'Auchan «di salvare i posti di lavoro».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quanto alle affermazioni del consigliere &lt;i&gt;democrat&lt;/i&gt; Canova, Foroni afferma: «Credo che resterà con il cerino in mano leggendo i giornali e apprendendo di quattro opere pubbliche in partenza contemporaneamente». Sono come ricorda il cronista del Cittadino, la tangenziale di Livraga, le rotatorie di Bertonico e alla Malpensata e le manutenzioni sulle ciclabili. Foroni, poi, aggiunge: «Eppure solo qualche settimana fa l'assessore Devecchi aveva annunciato una pioggia di milioni per opere su strade ed edilizia scolastica, frutto di una saggia programmazione: con lo straordinario piano di opere pubbliche, infatti, non siamo che all'inizio». La stessa Nancy Capezzera, assessore alla viabilità, risponde nell'articolo, attaccando gli schemi viabilistici condivisi, che erano uno dei «simboli della passata amministrazione», «un metodo che incarnava il libro dei sogni, tanta condivisione di idee e zero progetti realizzati: anche i sindaci non vedevano l'ora che venisse modificato». Libro dei sogni di cui anche a Brembio si sa qualcosa quanto a mancate realizzazioni. E cita per contro l'imminente partenza dei lavori della tangenziale di Livraga.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alle parole, quelle della «pizzeria», della consigliera Fusar Poli è l'assessore al bilancio Devecchi a rispondere: «Visto che banalizza l'argomento al fatto che noi si mangi in pizzeria e non al ristorante, le specifico che l'argomento è un altro: noi si mangia a spese nostre».&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-7746328881952588866?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/7746328881952588866/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=7746328881952588866' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/7746328881952588866'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/7746328881952588866'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/09/il-nulla.html' title='Il nulla'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-5665467263107134258</id><published>2010-09-09T23:29:00.011+02:00</published><updated>2010-09-10T22:32:18.377+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lodigiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Malessere</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Grillini e popolo viola prima, centri sociali poi, sinistra dell'antipolitica e sinistra radicale, irrompono a Torino alla Festa nazionale del Pd: cosa sta succedendo al partito di Bersani al punto da non incutere più al popolo della sinistra quel mitico rispetto che un tempo il Pci, comunque, riusciva a mantenere? Dopo le proteste verbali contro il  presidente del Senato Renato Schifani, la volta del sindacalista Angelo Bonanni, accolto dai centri sociali prima con fischi, urla - «Il denaro è un buon servo e un cattivo padrone», «Marchionne comanda e Bonanni obbedisce» - e lanci di banconote finte, poi raggiunto da un fumogeno che gli ha bruciato il giubbotto senza però ferirlo. Ed Enrico Letta, così come Fassino, sbigottito a gridare: «Voi non avete niente a che fare con la democrazia. Siete il contrario di cui ha bisogno il Paese. Siete antidemocratici». E il commento successivo del segretario Pierluigi Bersani: «Si è trattato di un atto di intimidazione e di vera e propria violenza, un attacco squadrista. È inconcepibile che una festa popolare, che vive nel pieno centro della città, possa essere attaccata in questo modo. Attendiamo di conoscere dal ministero dell'Interno quali misure preventive e repressive siano state prese per impedire un episodio del genere». Certo, si tratta, come ha detto il presidente del Senato, di un intollerabile gesto che nega la democrazia e che deve essere assolutamente condannato, ma una riflessione il Pd dovrebbe farla alla fine.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è un evidente malessere diffuso in quel partito. Traspare dalle dichiarazioni dei leader, dei più autorevoli portaborse, dei tanti amministratori che infoltiscono le fila della dirigenza ad ogni livello. Traspare dalle numerose dichiarazioni di militanti che le televisioni hanno mandato in onda, come cronaca e come colore, dopo i fattacci, quel «alla festa dell'Unità non sarebbe successo» sentito più e più volte da compagni di sempre che vivono male, oggi, quel prefisso «ex» che all'epiteto si è soliti attaccare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'impressione è che la creazione del Pd con quel distacco netto dalla sinistra voluto da Veltroni come preciso calcolo politico per far scomparire definitivamente dalla politica parlamentare gli ex alleati scomodi dell'Unione, che avevano portato sì ad una vittoria ma anche al rapido tracollo, abbia avuto alla fine un costo importante per il partito, quello di metterlo in una sorta di «cassa integrazione» politica in attesa di una collocazione futura, non si sa quando, non si sa dove. Senza una leadership spendibile, tant'è che Vendola non a caso si propone come in Puglia a fare da Mosè verso la terra promessa d'un governo duraturo. Senza un progetto concreto innovativo. E non si dica il contrario. Basta leggere ogni dichiarazione dove si parla di mani vuote e d'una ricerca d'un qualcosa, che dia un minimo d'identità, d'avviare; sempre, dal livello alto della segreteria al livello più basso del piccolo insignificante dirigente di provincia. Ed un distacco, poi, sempre più crescente dai cittadini, dalla loro quotidianità, dai loro bisogni; da una società in continua frenetica evoluzione, accecati da un esiziale antiberlusconismo ed internamente da torbidi giochi di corrente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Luca Canova è un consigliere della minoranza Pd nella Provincia di Lodi. Nel suo blog scrive sullo «stato dell'arte» del partito considerazioni particolarmente degne di attenzione. La sua analisi parte dal tema del giorno, l'ultimo coniglio dal cilindro sul tema della «distruzione» di Berlusconi, Futuro e Libertà, ma ritrovando analogie sul modo di interpretare l'attuale società italiana, o meglio sull'incapacità ad interpretarla, arriva inevitabilmente a parlare del suo partito. Scrive Canova: «"Il Pd è nato per unire due riformismi", si diceva qualche tempo fa, dimenticando generosamente che sia la sinistra sia i centristi hanno rappresentato oggettivamente anche un asse conservatore, in Italia. Le circonvoluzioni in cui si dibatte il Pd ne sono la miglior conferma: anziché unire il meglio del contenuto riformista dei partiti originari (che so: la vicinanza ai lavoratori dei Ds e la solidarietà sociale della Margherita) ci si confronta e contrasta sul peggio di antiche eredità (che so: una certa ingordigia democristiana per cariche pubbliche e un incomprensibile culto della personalità per l'area ex Ds). Risultato: un risottone sciapo che non piace nemmeno ai militanti più convinti». E prova a dare una risposta all'ovvia domanda del perché accada: «Perché anche nella sinistra prevale un conservatorismo e un conformismo di fondo che rende automaticamente eretica e degna di ostracismo qualsiasi proposta coraggiosa o che ponga con coraggio i problemi e le soluzioni. Si guardi alla questione dei DICO, oppure il caso Englaro, o le leggi sui diritti di coppia, sulla RU 486 ma si guardi soprattutto alle leggi approvate su questa scia ideologica sanfedista». E correttamente pone la domanda: «Come si può pensare, ragionevolmente, di essere "alternativa politica" se non si propongono soluzioni politicamente alternative?». Molto giusto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E Canova si risponde: «Non si può, e infatti si perde. Risultato ovvio di una strategia che è in sé perdente, che insegue il mito di un ceto medio moderato che non esiste e che, se esiste, ha già scelto con convinzione la peggiore destra europea, come a suo tempo non storse bocca di fronte all'operetta mussoliniana, agli attentati di Cosa Nostra, al baratro dell'opera pubblica. Un ceto medio moderato che esiste solo nella testa di politologi da salotto; non esiste ceto medio in Italia, se per ceto medio si intende una borghesia laica, acculturata, liberale ed europea. E non esiste alcuna moderazione in quel grumo sociale che a tale classe sociale si avvicina, ma solo un feroce e rozzo estremismo». Ed inevitabilmente conclude: «Noi, inseguendo questo mito, abbiamo perso consenso e credibilità».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Uno dei miti oggetto del dibattito nel Pd è la cosiddetta «vocazione maggioritaria». Che cosa significhi il termine ce lo spiega Piero Fassino intervistato alcuni giorni fa da &lt;i&gt;Europa&lt;/i&gt;: «La vocazione maggioritaria significa che il Pd deve avere un consenso largo ma che non è esclusivo e che ha la capacità di guidare una coalizione. Nessuno ha mai pensato di poter prendere il 51 per cento». Con una simile visione del «compito» è evidente che, come dice Fassino, «il nodo delle alleanze è ineludibile. In tutta Europa il modello bipolare è pluripartitico: in Italia non ci sono due partiti ma due coalizioni».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A smuovere di nuovo in tal senso le acque è stato recentemente Veltroni. «Note nostalgiche comprensibili, visto che ha legato la sua esperienza di leader a quella stagione. Ma la vocazione maggioritaria è una politica abbondantemente sperimentata e purtroppo abbondantemente sconfitta. Se l'interpretazione di Veltroni è questa, è un ritorno all'indietro», commenta Nicola Latorre, voce dalemiana e vicepresidente dei senatori del Pd, intervistato da &lt;i&gt;Il Mattino&lt;/i&gt;. Latorre spiega: «La nostalgia per un sistema bipartitico è legittima, ma la pratica è stata archiviata dal congresso e dai fatti. E i congressi non si fanno per perder tempo. Lì si sono confrontate diverse ipotesi di legge elettorale e l'indicazione è stata chiara: serve un sistema che restituisca ai cittadini la scelta dell'eletto, non faccia arretrare dal sistema dell'alternanza, non istituzionalizzi un bipartitismo rifiutato dalla società italiana». Insomma non volendo vedere al proprio interno, nel vuoto di proposta, la causa della sconfitta, si «inventa» che la legge che ha eletto Prodi «interrompe il rapporto tra elettore ed eletto» - pareva a tutti allora che qualcosa non quadrasse - ma soprattutto quella legge «nasce come legge di una maggioranza imposta ad una minoranza». Vero, ma la «porcata» di Calderoli  era tanto una porcata che ha fatto vincere alla sua prima applicazione l'avversario della sua coalizione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è, poi, la questione della leadership. Figure come i sindaci di Torino e di Firenze, Chiamparino e Renzi fanno scuola e rilanciano velleità di altri. Anche dalle nostre parti dove sembra concretizzarsi il progetto all'interno del Pd di una corrente di sindaci e amministratori. Ambizioni di salita nel ranking del partito si attribuiscono a Guerini, sindaco di Lodi, che si schermisce: «Ho un impegno come sindaco di questa città e intendo portarlo avanti».  E poi è uno che dice: «Ci vuole un grande progetto per l'Italia e un rinnovamento. Il partito non abbandoni la sua vocazione maggioritaria e non si perda in formule troppo tattiche che fanno perdere uno slancio di programma», che non pare proprio in linea con la segreteria Bersani. E ancora: «Certo il tema delle alleanze non si può eludere, ma io credo che sia necessario fare uno scatto in avanti. Proporre Fini come nostro possibile alleato credo non sia in linea con la missione che ci siamo posti quando abbiamo iniziato l'avventura del partito democratico. Il problema non è quindi mettere insieme tante forze, ma ragionare su un progetto riformista e maggioritario; in questa logica dovremo attrezzarci visto che potremmo non farcela, però ritengo che la direzione sia quella giusta». C'è chi, come Colizzi, presidente del consiglio comunale di Lodi, alla «corrente» dei sindaci ci crede, augurandosi che il Pd a livello nazionale «possa davvero valorizzare gli amministratori che valgono», come nel caso di Guerini. «Non essendoci più le scuole dei partiti, ora sono gli enti locali le vere palestre della nuova classe dirigente», sostiene Colizzi. Sperando che non sia un abbaglio estivo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-5665467263107134258?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/5665467263107134258/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=5665467263107134258' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/5665467263107134258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/5665467263107134258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/09/malessere.html' title='Malessere'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-648619896397157520</id><published>2010-09-08T17:05:00.004+02:00</published><updated>2010-09-09T20:44:37.647+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Il balletto</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Non siamo inglesi. Ma ciò non giustifica il balletto - maggioranza, opposizione, Presidenza della Repubblica - che da noi, va in scena ogni volta che si profila una crisi di governo», scriveva Piero Ostellino qualche settimana fa sul &lt;i&gt;Corriere della Sera&lt;/i&gt;. E aggiungeva: «Né assolve i media che fanno il tifo per le parti in conflitto e tirano il presidente della Repubblica per la giacca, fingendo di difenderne ovvero di discuterne le prerogative». Insomma, dice Ostellino, «le istituzioni fanno acqua da tutte le parti. Se non le si adegua allo "spirito del tempo" la macchina dello Stato va fuori giri».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quale sia il nocciolo della questione, è presto detto: «L'articolo 1 della Costituzione recita: "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". Non spetta agli eletti dal popolo, che ne hanno solo l'esercizio, porre limiti alla sovranità popolare. Che non deve trovare nelle procedure un ostacolo, bensì la propria piena realizzazione. Il soggetto è la sovranità, non sono le forme e i limiti nei quali il popolo la esercita». Dice Ostellino: «È quanto aveva presente Costantino Mortati - il grande costituzionalista che aveva messo in bella calligrafia una Carta pasticciata - quando parlava di prassi (ciò che noi, oggi, chiamiamo impropriamente "Costituzione materiale"). Che egli non intendeva in contrapposizione alla "Costituzione formale", ma a sua integrazione».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nella realtà delle cose, sottolinea il notista, i guai arrivano dal fatto che «il nostro sistema istituzionale è una parodia delle monarchie costituzionali dell'Ottocento, quando il re aveva l'ultima parola e la democrazia rappresentativa faceva i primi passi. La parte del re la fa il presidente della Repubblica in un contesto politico che non è lo stesso in cui operava la monarchia. Ma le sue "prerogative", in quanto tali, finiscono con avere persino un margine di discrezionalità più ampio dei "poteri" codificati del sovrano». Ostellino spiega: «Innanzi tutto, il re era ritenuto "sopra le parti", anche se, poi, non lo era affatto. Non è così per il presidente della Repubblica. Per il solo fatto di essere appartenuto a una parte politica, che lo ha indicato e votato, egli è inevitabilmente percepito come "uomo di parte". Del resto, di parte, e non di rado, lo sono stati - più o meno esplicitamente - tutti gli inquilini del Quirinale. In secondo luogo, la sua stessa funzione di "filtro" del processo legislativo - che esercita rimandando alle Camere i progetti di legge per vizio di costituzionalità - finisce con essere percepita, più che una garanzia, un'indebita interferenza nell'attività del governo e sull'indipendenza dello stesso Parlamento».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il notista del &lt;i&gt;Corriere&lt;/i&gt; confronta il nostro sistema con quello inglese, dove «nessuno potrebbe insinuare che la regina congiuri contro il primo ministra in carica». Tra le molte differenze che vengono elencate, vi è anche quella che in Inghilterra è il primo ministro che decide di verificare se nel Paese gode ancora del consenso che ha perso in Parlamento, di sciogliere le Camere e indire nuove elezioni. «Chi, da noi, ha proposto un siffatto sistema istituzionale è stato tacciato di fascismo dai custodi della (ben scarsa) sacralità istituzionale», è il netto commento di Ostellino, che aggiunge: «I giornali fiancheggiatori del centrosinistra - che teme di perderle - sono contro eventuali elezioni anticipate e a favore di una maggioranza parlamentare alternativa a quella uscita dalle urne. Peccato che dello stesso avviso non siano quando in gioco è un governo diverso, ad essi gradito. Dicono che il sistema parlamentare puro, senza vincolo di mandato, sarebbe una garanzia per l'indipendenza dei parlamentari rispetto alle oligarchie dei partiti. Peccato che la realtà sia opposta. L'articolo 67 della Costituzione - "Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato" - esautora il popolo della sua sovranità, in quanto ne affida l'esercizio alla discrezionalità dei suoi rappresentanti, conferendo istituzionalmente un carattere elitario, oligarchico, trasformista e autoritario alla democrazia rappresentativa così intesa». Verissimo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma l'articolo di Ostellino contiene un passo illuminante sulle vicende di quest'ultimo mese e mezzo, che riguardano la condotta istituzionale dell'on. Fini. Scrive Ostellino: «Nei sistemi istituzionali anglosassoni, chi presiede i lavori di un ramo del Parlamento è lo &lt;i&gt;Speaker&lt;/i&gt;. Il suo è un "lavoro" - &lt;i&gt;his&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;her job&lt;/i&gt;, si dice della sua funzione - che consiste nel dare la parola a chi la chiede. È del tutto impensabile che si metta in concorrenza con il primo ministro, costruisca un proprio gruppo parlamentare distinto e promuova "politiche" diverse da quelle del governo. Se lo &lt;i&gt;Speaker&lt;/i&gt; della Camera dei Comuni inglese lo facesse, nessuno ne chiederebbe le dimissioni. Finirebbe in manicomio».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Secondo il notista del &lt;i&gt;Corriere&lt;/i&gt;, «a difendere il sistema istituzionale vigente sono rimasti gli epigoni di oligarchie politiche e sociali fondamentalmente ostili alla democrazia liberale. Gente convinta che la democrazia non debba essere "il governo del popolo" - ancorché esercitato dai suoi rappresentanti - ma la Repubblica dei filosofi di Platone, lo Stato etico di Hegel, la "volontà generale" di Rousseau, la "avanguardia del proletariato" marxista-leninista. È la Reazione, malattia senile del progressismo».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ancora un brano dell'articolo di Piero Ostellino va raccolto per evidenziare l'assurdità nel centrosinistra di un atteggiamento politico propagandato dall'alto e accettato dalla base militante acriticamente. Dice Ostellino: «Avevo sempre pensato che il (solo) modo di cambiare i governanti senza spargimento di sangue fossero, in democrazia, le libere elezioni. Ma pare che molti non la pensino così. I miei lettori di sinistra (...) vogliono cacciare Berlusconi, ma aggiungono anche di non voler votare. Contano, se cade il governo, che il presidente della Repubblica non indica nuove elezioni e confidano nelle "manovre" parlamentari dell'opposizione. Un singolare caso di abdicazione alla propria sovranità!». Davvero! Ma Ostellino va giù ancora a ragione più duro: «Mi chiedo se, di questo passo, non arriveranno a volere l'abolizione delle elezioni quando ci fosse la prospettiva che a vincerle siano "gli altri"». Basta girare un po' per le piazze dei piccoli borghi, dove si presidia per il partito, per capire che una tale volontà non ci metterebbe due minuti a concretizzarsi, magari anche per le comunali.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-648619896397157520?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/648619896397157520/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=648619896397157520' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/648619896397157520'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/648619896397157520'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/09/il-balletto.html' title='Il balletto'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-1356255591056070448</id><published>2010-09-07T17:27:00.004+02:00</published><updated>2010-09-08T10:46:24.792+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Padania e Terronia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Parlando dell'on. Gianfranco Fini e delle ultime vicende che scuotono la politica italiana, non si può far finta che la vicenda della casa di Montecarlo non esista, forse non tanto per il fatto in sé, che se confermato non sarebbe altro che un malaffare dei tanti della politica nostrana, quanto per il modo con cui è stata ed è, ancora martedì nell'intervista rilasciata a Mentana, gestita. Sprezzante soprattutto verso quella sovranità popolare di cui ci si erge a baluardo, che ha tutto il diritto di avere da chi ha votato una parola chiara subito e non alle calende greche della magistratura. Non si può far finta che non esista, ma chiudiamola lì con le parole di Luciano Sardelli, deputato di Noi Sud che in un'intervista di quasi un mese fa, rilasciata a &lt;i&gt;Il Giornale&lt;/i&gt;, lapidariamente sintetizzava: «No. Non ha chiarito un bel nulla. La storia fa acqua dall'inizio alla fine. Viene venduto un appartamento a Montecarlo, ma viene venduto a una società offshore. chi c'è dietro questa società? E come mai il prezzo è così basso? E perché An rifiuta offerte ben più allettanti? E poi non credo proprio che Fini non sapesse nulla della destinazione finale della casa. Ci abita il cognato e lui casca dalle nuvole. Imbarazzante». Una situazione «più grave di quella che ha portato Scajola alle dimissioni per la casa al Colosseo. Qui c'è un'operazione ben più complessa», aggiunge Sardelli, che nel 1996 fu schierato da Pinuccio Tatarella per contrastare Massimo D'Alema nell'inespugnabile Gallipoli e ci andò vicino con il 45 per cento dei voti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'evocazione del deputato di Noi Sud non è a caso, soprattutto per una frase dell'intervista, «Fini non ci rappresenta più», che se ha nel contesto un riferimento al suo ruolo istituzionale, può, vista la connotazione politica dell'onorevole Sardelli, offrire lo spunto per una sua estensione più ampia, per così dire, territoriale. Nel discorso di Mirabello, a leggerlo attentamente, risulta evidente che Fini si propone come leader di una sorta di Lega Sud contrapposta a Bossi. Del resto già, per così dire, in tempi non sospetti, ai primi di agosto, Gaetano Quagliarello, vicepresidente dei senatori Pdl, in un'intervista al &lt;i&gt;Sole 24 Ore&lt;/i&gt;, evidenziava l'evidente: «È chiaro che un centro autonomo cercherà di configurarsi come partito del Sud. Perché lì l'elettorato è più mobile, dunque, è un terreno di sfida che vale molto. E loro cercheranno di schiacciarci sulle posizioni della Lega per accreditarsi come i nuovi interlocutori, in nome dell'unità nazionale». Quagliarello dichiarava quindi la volontà del Pdl di non essere la vittima sacrificale di tutta la vicenda, «Ma non ci faremo scippare questa battaglia. Solo il Pdl ha una connotazione nazionale», ed elencava le difficoltà della battaglia: «Certo, dovremo calibrare la giusta richiesta di una parte dell'opinione pubblica del Nord, insofferente a un abuso di spesa pubblica, con un cambiamento del Sud. Ma non si può fare con un colpo di bacchetta magica: la spesa usata come ammortizzatore sociale, spesso si è trasformata in diritti che è difficile eliminare. Dovremo lavorare su politiche contrattuali territoriali, fiscalità di vantaggio».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un disegno, quello paventato, ormai alla luce del sole. Sud contro Nord, la troica Fini-Rutelli-Casini contro Bossi sul cadavere di Berlusconi? Fantapolitica, anche se ha il fascino di uno sviluppo possibile. Si andrà al voto. Quando parla di patto di legislatura, Fini non è credibile, lo stesso tono della voce lo tradisce, a Mirabello, da Mentana al Tg de La7. Si sente che è finto, recitato, per far credere alla gente, che lo ha votato come cofondatore del Pdl, un «non vi manco di rispetto, non sono io il primo che ha tirato il sasso». Ma se dal voto, che con molta probabilità ci sarà, uscisse un Senato come quello che ha affondato Prodi? Il Partito della Libertà è l'unico partito dello Stivale realmente nazionale ed unificante. Morto, che succederà? Si festeggeranno i centocinquanta anni di unità ritornando ai confini del dopo 1943, cancellati dalla vittoria alleata? Spaccando definitivamente l'Italia in due? Padania e Terronia? Così come la sta mettendo Fini, il campione senza valore dell'unità nazionale, è una prospettiva che si sta materializzando all'orizzonte, una nebbiolina impalpabile che può all'improvviso diventare consistente. Ma certamente, diciamolo per tranquillizzare, se si ha fiducia nella gente italica, che mostra di sapersi «governare» molto meglio di quanto sanno fare i suoi politici, si possono dormire sonni tranquilli, e classificare simili ipotesi come mere fantasie.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-1356255591056070448?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/1356255591056070448/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=1356255591056070448' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/1356255591056070448'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/1356255591056070448'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/09/padania-e-terronia.html' title='Padania e Terronia'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-5817781077529146447</id><published>2010-09-06T19:42:00.005+02:00</published><updated>2010-09-07T16:05:07.062+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Padania'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Europa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Veneto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Federalismo'/><title type='text'>Piccole patrie</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualche settimana fa Luca Zaia spiegava su &lt;i&gt;La Padania&lt;/i&gt; la nuova Carta fondamentale del Veneto, uno statuto incentrato su due parole d'ordine: federalismo e identità. Nell'intervista di Alvise Schiavon, il governatore veneto rispondeva alle polemiche suscitate dalla bozza del documento preparata da Pdl-Lega Nord, particolarmente legate a indicazioni che avvantaggerebbero chi dimostra un particolare legame con il territorio. A tali critiche, Zaia rispondeva: «Ci siamo presentati in campagna elettorale con un programma ben preciso. Anzi, lo slogan che ci rendeva riconoscibili dagli altri candidati era, appunto, "Prima il Veneto". Perché avremmo dovuto deludere le aspettative dei cittadini che ci hanno votato - oltre il sessanta per cento degli elettori veneti - cambiando le carte in tavola? Poi, mi sembra che l'indicazione di principio contenuta in quella frase sia di assoluto buon senso. Sfido chiunque a non voler portare avanti gli interessi del proprio territorio e di chi lo abita e contribuisce al suo sviluppo. Questo vale per la Campania di Caldoro o l'Emilia Romagna di Errani. La Puglia, tanto per citare, aveva previsto il finanziamento di master all'estero per i giovani, a patto però che questi tornassero per mettere a frutto le competenze acquisite a vantaggio della propria terra. Non è una posizione egoistica, ma il riconoscimento che non può esistere un territorio senza una comunità che lo animi e lo faccia crescere. E infatti nella bozza c'è scritto: "Il Veneto è costituito dal popolo veneto e dal suo territorio". Quindi quella comunità va aiutata e sostenuta».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A chi accusa lo statuto di razzismo e discriminazione, Zaia ricorda la terza parte dell'articolo 4: «La Regione, in conformità con la tradizione storico-culturale cristiana del suo popolo, con le proprie tradizioni di libertà di scienza e di pensiero e di laicità ispira la propria azione ai principi di eguaglianza e di solidarietà nei confronti di ogni persona di qualunque provenienza, cultura e religione. Promuove processi di partecipazione e di integrazione nei diritti e nei doveri, rifiutando pregiudizi e discriminazioni e considerando come valore fondamentale la pacifica convivenza dei popoli».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma c'è un'altra parte dell'intervista pubblicata da &lt;i&gt;La Padania&lt;/i&gt;, che risulta interessante da annotare e riguarda il progetto delle «piccole patrie». Dice Zaia: «Ricordo una battuta dello studioso di autonomismo Gilberto Oneto, chiarissima e molto efficace: "Quando si vuole costruire una matrioska si deve per forza partire dal pezzo più piccolo". Questo significa avere il coraggio della visione, immaginando un progetto europeo alternativo a quello perseguito fino ad oggi. Un progetto che si fondi, appunto, sul principio delle piccole patrie ridefinendo in modo graduale gli assetti internazionali che hanno prevalso finora. È in questo modo che potremo costruire una alternativa allo sradicamento e alla mondializzazione in atto a livello globale, ed anche a livello europeo, evitando al contempo quei fenomeni di nazionalismo che hanno portato in passato a conflitti sanguinosi. Credo che un percorso diverso dal centralismo degli Stati-nazione sia non solo possibile ma necessario. Ecco il perché del mio riferimento [ampio nell'intervista] alla Catalogna e a tutte le autonomie che, nei diversi paesi europei, hanno ormai una storia antica e solida e che contribuiscono, con la loro identità, allo sviluppo di tutta la nazione. Il Veneto può diventare veramente, ed è questo lo spirito della bozza di Statuto, l'avamposto di modernità dell'Italia intera». E, dunque, un occhio di riguardo va riservato al Veneto, regione che vuole essere l'avanguardia di quell'Europa dei popoli che è il nostro futuro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-5817781077529146447?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/5817781077529146447/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=5817781077529146447' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/5817781077529146447'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/5817781077529146447'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/09/piccole-patrie.html' title='Piccole patrie'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-6655457326223169808</id><published>2010-09-05T18:15:00.006+02:00</published><updated>2010-09-06T18:19:46.626+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Di male in peggio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il tamtam insistente di questi tempi sulla necessità della modifica della legge elettorale in realtà nasconde altre necessità, diverse per i diversi sostenitori della riforma. Se ne discute oggi, perché nel 1993, sull'onda di tangentopoli una battaglia referendaria, sostenuta particolarmente da chi vedeva in essa, allora come oggi, una possibilità di stabilirsi saldamente al potere, affossò la vecchia legge elettorale, che se non aveva garantito la certezza di un governo per tutta la legislatura, permetteva almeno al Parlamento un ruolo centrale nell'attività legislativa e di controllo dell'esecutivo. I sostenitori del maggioritario dicono che quello sciagurato referendum «tracciava la giusta direzione per un nuovo sistema elettorale che attribuiva agli elettori il potere di scegliere i loro parlamentari». Ma non dicono che esso ha portato ad un regime bipolare tanto esiziale per il nostro paese, che allontanando i cittadini dalla politica, o meglio allontanando la politica dai reali bisogni dei cittadini, alla fine ne causerà la dissoluzione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Modificata una volta la legge secondo i propri bisogni, la strada per i partiti di adattamento dello strumento alle proprie esigenze è stata spalancata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Secondo i sostenitori della modifica il fattaccio non sarebbe avvenuto già nel 1993, ma nel 2005 quando la coalizione Berlusconi-Bossi l'affossò e la rimpiazzò con una nuova legge. Dicono: «La legge elettorale varata da Berlusconi toglie ai cittadini il diritto di scegliere i parlamentari e lo trasferisce alle oligarchie dei partiti, attraverso lo strumento delle liste bloccate. Il risultato è un Parlamento composto da signorsì, la cui rielezione dipende non dalla volontà dei cittadini, bensì da interessi organizzati che hanno il potere di alterare le regole democratiche a proprio beneficio. Non sorprende che la legge sia stata definita una "porcata" subito dopo che era stata varata dal suo stesso ideatore, il ministro Calderoli».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poiché per lo più il tamtam proviene da sinistra, si dimentica, va evidenziato, di dire che proprio quella legge iniqua, quella «porcata» così definita anche dal suo ideatore, il leghista Calderoli, che favorirebbe sfacciatamente la sopravvivenza di Berlusconi, perché questo è il motivo di fondo, ebbe alla sua prima applicazione la «sventura» di far vincere Romano Prodi e la sua esiziale armata Brancaleone dell'Unione. Veltroni successivamente ha dimostrato che senza l'impossibile Unione non si può conquistare il potere, né con né senza gioiose macchine da guerra, in un'Italia che ha scelto il centrodestra a guidarla e dà fiducia all'odiato nemico, l'«ottavo nano», l'uomo di Arcore, il Cavaliere Nero, Berlusconi insomma. E, dunque, se lo strumento non permette al momento Prodi di sorta, va sostituito con altro, che almeno offra una chance tarpando le ali all'avversario e alle sue televisioni. Insomma il referendum del 1993 ha aperto la strada a leggi truffa nel nome del diritto del cittadino di scegliersi, giustamente, chi lo rappresenta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma è proprio l'ultimo «parvenu» del cambiamento che a Mirabello ha evidenziato la cifra dell'ipocrisia della questione dicendo: «La sovranità popolare significa che le elettrici e gli elettori devono avere il diritto di scegliere i propri parlamentari, perché è vergognoso che ci sia una lista prendere o lasciare». Davvero? Ma mi dica l'on. presidente Fini dove sta l'oltraggio? Se il partito, cui tendenzialmente darei il voto, mi presenta una lista di impresentabili, mica mi ritrovo una pistola alla tempia in cabina elettorale che mi obbliga a votarla; posso non votarla e votare un'altra lista che mi dà maggiore affidamento quanto a candidati, oppure posso non votare affatto, o se voglio mandare istericamente a fare in culo tutti quanti annullando la scheda. Perché nel caso che si sponsorizza di questi tempi così animatamente, non è che io possa votare il mio vicino di casa; posso solo scegliere, se non sono fan di qualcuno, al più il meno peggio in una lista comunque fabbricata dal partito, e se si andasse all'uninominale non mi si dica che la pagliacciata delle primarie risolverebbe. La lista «prendere o lasciare», quanto a Fini, non sta bene perché non ha ancora deciso se tagliare o no il cordone ombelicale con i suoi ex colonnelli. Perché ritrovarsi, poi, fuori lista per ritorsione postuma, non è cosa furba da accettare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La verità è che chi ha un progetto serio ed una reale volontà di mettersi al servizio del paese, non ha il problema di nascondersi dietro una falsa priorità qual è quella, contrabbandata tale, della legge elettorale, che oltretutto serve a nascondere la propria nullità politica. E lo dicono anche, che l'obiettivo è un altro: «Mobilitiamoci ora che è stata formata una forte coalizione per cambiare la legge elettorale, altrimenti il rischio è di andare nuovamente alle elezioni con la "legge porcata" e di ritrovarci altri 5 anni di governo Berlusconi, mettendo così definitivamente in pericolo la nostra democrazia». Già, l'obiettivo è solo uno, impedire a Berlusconi di vincere ancora. E, così come è stato fatto per il referendum costituzionale, mobilitare la gente su falsi obiettivi - è stato allora dimostrato - è estremamente vantaggioso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'aver modificato nel 1993 l'allora legge elettorale è stato un fallimento. Questa è la realtà delle cose, l'unica verità che può essere propagandata. Un ritorno al proporzionale è però impossibile, perché proprio chi oggi maggiormente fa la voce grossa sulla modifica della legge elettorale sa che, se quella fosse la legge, come partito si dissolverebbe in un batter d'occhio. Non scherziamo, dunque, sulla democrazia, quella vera e se si vuole sconfiggere Berlusconi si dia veramente mano ad un progetto che metta realmente il cittadino al centro e lo Stato al suo servizio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-6655457326223169808?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/6655457326223169808/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=6655457326223169808' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/6655457326223169808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/6655457326223169808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/09/di-male-in-peggio.html' title='Di male in peggio'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-7004882434643939779</id><published>2010-09-05T11:23:00.008+02:00</published><updated>2010-09-05T18:10:38.609+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Padania'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Media'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Per la sua strada</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nella politica italiana c'è un «convitato di pietra». Indubbiamente, la Lega. L'uso che i media fanno del partito di Bossi va dallo sbeffeggio a Berlusconi al babau agitato per intimorire l'elettorato sullo sfascio di questo paese massonico che celebra i suoi centocinquanta anni. Il problema è che la Lega non dà cibo ghiotto per il gossip. Le parolacce e le uscite demenziali di Borghezio o di Salvini durano al più lo spazio della colazione di primo mattino, il linguaggio da bar non fa più notizia perché ormai è di uso comune. Anche il Trota non richiama più gli appassionati della presa in giro. Insomma, quel partito, un partito che continua a crescere quanto a consenso della gente, non interessa più di tanto alla carta stampata. Non una escort, non una casa in posti chic, niente fashion né pulp. E poi è gente che non molla una lira alla provocazione. Se a Cota chiedeste chi sarebbe il nemico, il primo avversario nel caso di un voto anticipato, il Pd, i finiani o chi altro, vi risponderebbe: «Ma la Lega va sempre per la sua strada. Questa è la sua forza. Non è mai contro qualcosa o qualcuno, ma per costruire qualcosa. E noi abbiamo la coscienza a posto, perché lavoriamo nell'interesse della gente». O magari, sull'affair Fini gli ricordereste il detto "dai nemici mi guardo io, dagli amici mi guardi Iddio", vi direbbe: «Diciamo che in politica c'è la politica con la "P" maiuscola, fatta di ideali, e c'è una politica con la "p" minuscola che è fatta di cose un po' meschine. Ma questo non è il punto. Il punto è che in questo momento chi ha i voti sono solo due persone: Bossi e Berlusconi. Sono loro i due leader».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo stesso Bossi, di questi tempi, è di poche parole. Così ad esempio chiamato a commentare &lt;i&gt;Famiglia Cristiana&lt;/i&gt; che bolla la riforma federale come secessionista: «Chi lo dice è uno scemo e ignorante».  O del governo: «Non può tirare a campare. Deve fare le riforme. Non può restare nella palude». O su Fini: «Per quanto stupido uno possa essere non andrà mai con la sinistra»; e su Casini: «Per l'amor di Dio, abbiamo già altri casini...». E Calderoli, ormai, qualche battuta sì, per non perdere il vizio, tipo: «Il Nord se ne andrebbe in caso di colpo di Stato e il governo tecnico, nel caso, lo sarebbe». Ma preferisce parlare del federalismo: «Se a settembre chiudiamo con il decreto sui costi standard della sanità e quello sull'autonomia impositiva di Regioni e Province, avremo portato a casa il 90% della riforma», o ancora: «La riforma andrà avanti anche con un governo dimissionario». Per molti media «centralisti» spiegare che le dimissioni del governo non influiranno sul cammino del federalismo non è facile, e questo per la legge delega sul Federalismo e per la direttiva Prodi varata nel 2008, che permette di approvare i decreti legislativi legati alla legge delega , come i decreti urgenti, anche in caso di governo dimissionario o sfiduciato. E, dunque, meglio sorvolare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma il problema del gossip è un grosso problema. È proprio Calderoli a sottolinearlo ad Alzano Lombardo: «Mi pare incredibile che certi argomenti si leggano non solo sulle riviste di gossip come &lt;i&gt;Chi&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;Novella 2000&lt;/i&gt; ma anche su &lt;i&gt;Corriere&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Repubblica&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Stampa&lt;/i&gt;. Questo è un problema». E ancora, «Alla gente che non riesce ad arrivare a fine mese non interessa nulla delle case a Montecarlo o delle escort. E non è possibile far sembrare che tutta la vita ruoti attorno a Montecarlo. Questo è un brutto modo di far politica. Gli schiaffi sono volati, da entrambe le parti, ma adesso mi auguro che gli scontri, da una e dall'altra parte, siano messi nel cassetto. Ora torniamo a parlare di politica. Il peggior errore è stato quello di spostare sul piano personale il contrasto. E pensare poi di buttare tutto all'aria per questo. Il problema è che questi sono soltanto discorsi da Palazzo, ma se vai in un mercato e parli con la gente i cittadini ti dicono: ma sono matti a voler buttare all'aria tutto per dei contrasti personali? Per questo, dico, torniamo a parlare dei contenuti, di quanto stabilito nel programma sottoscritto con gli elettori. E chi non intende rispettarlo si assumerebbe la responsabilità di un tradimento davanti al popolo».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Niente gossip dalla Lega, dunque, ma contenuti e programmi. E serietà politica, nessuna maggioranza dalle porte aperte: no agli ondivaghi centristi dell'Udc «intanto perché non può esserci nessuna maggioranza al di fuori di quella che è venuta dal voto. La maggioranza se c'è si trova nella maggioranza. Diversamente si va al voto. E comunque no a qualunque ingresso dei democristiani, che possono chiamarsi Cesa o Casini. No, inoltre, perché non sono stati eletti dai cittadini che nel 2008 li hanno mandati all'opposizione scegliendo un'altra maggioranza. E no, infine, perché sono loro, i democristiani, i primi a voler fare la pelle a Berlusconi in prima battuta e alla Lega a seguire».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E poi, diciamocelo, come può interessare ai giornali della borghesia un movimento che irride l'ultima trovata anti-berlusconi e il suo miglior campione? Così Calderoli senza mezzi termini: «Il terzo polo? Con questa legge elettorale che ho scritto il terzo polo è fatto per fare il terzo pollo. Il manuale di trucchi di questa legge non l'ho tirato fuori, ma ce l'ho. Montezemolo? Se uno che è stato scacciato da Confindustria, scacciato da Fiat, che non riesce a far vincere la Ferrari, vuole venire a darci lezioni, siamo a posto...».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Basta gossip e basta fantapolitica. L'invito, insomma, che arriva dalla Lega è netto: «Ora torniamo a parlare di politica, torniamo a parlare di contenuti che interessano realmente alla gente».&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-7004882434643939779?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/7004882434643939779/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=7004882434643939779' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/7004882434643939779'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/7004882434643939779'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/09/per-la-sua-strada.html' title='Per la sua strada'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-2798614489385396136</id><published>2010-09-04T18:17:00.003+02:00</published><updated>2010-09-04T22:03:08.318+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Finanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>L'eredità</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In agosto, per la precisione il dieci, il Riformista ha pubblicato una conversazione con Ugo Sposetti, il deputato ultimo tesoriere dei Democratici di sinistra, l'uomo che gestisce da nove anni il patrimonio che fu del Partito comunista. Un patrimonio, come ha spiegato Sposetti, «che è frutto soprattutto del lavoro di autofinanziamento e di qualche lascito. Centinaia di migliaia di militanti hanno creduto in una storia, in un'idea».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Va detto subito che al momento della nascita del Pd, con il matrimonio «d'amore, ma con separazione dei beni» dei Ds con la Margherita, l'uomo della vendita della sede storica di Via Botteghe Oscure è un tesoriere senza partito e come tale ha intrapreso un lungo percorso di «archiviazione» di tutto il patrimonio che fu della Quercia, dagli immobili, ai verbali dei congressi, ai debiti. Già, perché come vedremo ci sono anche quelli. Scrive Serenella Mattera, l'autrice del pezzo sul &lt;i&gt;Riformista&lt;/i&gt;: «Un lavoro "molto complicato", confessa, soprattutto "perché non ci sono esperienze precedenti cui fare riferimento"». Ed evidentemente, al contrario di quanto in quei giorni avveniva per An, il «sistema» di Sposetti di gestione del patrimonio dei Democratici di sinistra «"finora ha funzionato" grazie ad una struttura fatta di fondazioni, ma soprattutto a un ferreo rispetto delle regole».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Già le regole. Il problema risiede tutto lì per Sposetti, sia per i partiti vivi, sia per quelli estinti: «Bisogna avere regole certe, valide per tutti. E invece i partiti italiani sono ancora associazioni non riconosciute. Se il legislatore avesse attuato l'articolo 49 della Costituzione [sulla libertà di associarsi in partiti] forse alcune discussioni di questi ultimi anni non ci sarebbero state». Ma i Ds? Che differenza c'è tra l'essere il tesoriere di un partito che ha degli elettori cui rendere conto o esserlo di un partito che non c'è più e Sposetti risponde: «Gli elettori ci sono stati: i Ds sono vivi. E poi c'è il rispetto della storia, di quelli che non esistono più». I Ds sono vivi e, dunque, «solo le regole che ci siamo dati, di partecipazione e controllo democratico, possono mettere al riparo anche il tesoriere della più piccola organizzazione territoriale».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma vediamo cosa cosa riferisce &lt;i&gt;il Riformista&lt;/i&gt; di quanto Sposetti racconta nel colloquio telefonico avuto: «Il perno del sistema ideato da Sposetti per gestire l'enorme patrimonio dei Ds (2.400 solo gli immobili) sono le fondazioni. Una forma giuridica attorno alla quale si è iniziato a ragionare già nel 2003-2004, quando il tesoriere ha posto alla Quercia la questione di una "separazione tra la politica e l'amministrazione, vista l'esperienza che ci aveva portato a sacrificare il patrimonio per risanare i debiti accumulati a causa di scelte politiche. All'inizio del 2000, in particolare - racconta - si era fatto ricorso alla vendita di immobili di pregio come Botteghe Oscure e le Frattocchie. Un sacrificio che fu non solo un dolore finanziario, ma un dolore denso di storia, di passioni, di simboli". Un momento, quello, che Sposetti ricorda come il più difficile della sua lunga esperienza di tesoriere: "In quelle decisioni non puoi non essere solo. Era una scelta che toccava a me e nessun altro la voleva prendere"». &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È andata, dunque, così, scrive &lt;i&gt;il Riformista&lt;/i&gt;: «Al momento della nascita del Pd, l'eredità dei Ds si è deciso di affidarla a decine di fondazioni sparse sul territorio. Queste fondazioni hanno "autonomia patrimoniale" (spetta ad esempio a loro la vendita degli immobili). E ogni tesoriere è sottoposto a "una vigilanza molto stretta del comitato di tesoreria, composto da persone rappresentative di quella realtà territoriale, per storia e sensibilità politiche". Il risultato è un «sistema in cui c'è una partecipazione e un controllo democratico». Le fondazioni si occupano anche del patrimonio immateriale, dagli elenchi degli iscritti, ai loghi e le bandiere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Resta ancora un aspetto evidenziato nell'articolo: il debito di 180 milioni che ancora grava sul partito. Dichiara Sposetti: «Il debito è una battaglia tra me e le banche, che sono i creditori. E allora, lunga vita al debitore».&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-2798614489385396136?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/2798614489385396136/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=2798614489385396136' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/2798614489385396136'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/2798614489385396136'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/09/leredita.html' title='L&apos;eredità'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-8853541483149319386</id><published>2010-09-03T17:36:00.007+02:00</published><updated>2010-09-04T00:42:51.495+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Il sogno e l'anatema</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Le ha chiamate "ammucchiate fuori del tempo". E le ha condannate senza appello. Silvio Berlusconi la pensa esattamente come Walter Veltroni che, in vista di un personale rilancio, aveva espresso una posizione letteralmente sovrapponibile a quella del Cavaliere il quale, a sua volta, è alle prese con un rilancio, quello della sua maggioranza», scriveva così qualche giorno fa &lt;i&gt;il Riformista&lt;/i&gt;. Un esempio di quanto sia rimasto della lettera di Veltroni inviata al &lt;i&gt;Corriere della Sera&lt;/i&gt; nell'area amica. Certo tutta quella roboante pretesa di scrivere agli italiani finita in un «no ad ammucchiate» consonante con il Silvio-pensiero, non un grande risultato alla fine.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E dire che Veltroni si faceva forte d'un motivo «forte»: «Mi permetto di scrivere agli italiani solo perché sento di avere un minimo di titolo per farlo. In fondo due anni fa, un secolo di questo tempo leggero e bulimico, quasi quattordici milioni di italiani fecero una croce sul simbolo che conteneva il mio nome come candidato alla presidenza del Consiglio». E di un rimpianto forte: «Se un milione e mezzo dei 38 milioni di votanti avesse scelto il centrosinistra riformista invece di Berlusconi ora saremo noi a guidare il Paese». Una prospettiva che più d'uno dirà agghiacciante se si fosse verificata stante il vuoto democratico, nel senso del partito, d'oggi. Quel vuoto stesso che lo spinge ad intervenire ora, dopo essersi messo da parte volontariamente, per dettare una linea, «Vi dico cosa farei», come titola il &lt;i&gt;Corriere&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma a chi si rivolge Veltroni? Vediamo: «Scrivo al mio paese. Scrivo agli italiani che tornano a casa, a quelli che non si sono mossi perché lavoravano o perché non possono lavorare. Scrivo agli imprenditori che fanno e rifanno i conti della loro azienda chiedendosi perché metà del loro lavoro di un anno debba andare a finanziare uno Stato che non riesce a finire da sempre la costruzione di un'autostrada come la Salerno-Reggio Calabria o che alimenta autentici colossi del malaffare come quelli emersi in questi mesi. Scrivo ai lavoratori che sentono che si è aperto un tempo nuovo e difficile, in cui, per resistere alla pressione di una globalizzazione diseguale, dovranno rinegoziare e ritrovare un equilibrio nuovo tra diritti e lavoro. Scrivo ai nuovi poveri italiani, i ragazzi precari, che arrivano a metà della vita senza uno straccio di certezza, senza un euro per la pensione, senza un lavoro sicuro, senza una casa, senza la sicurezza di poter mettere al mondo dei figli. E senza che politica e sindacati si occupino di loro». La retorica del patetico che suona come un appello: «sfigati di tutto il mondo unitevi» nella nuova «armata», non più gioiosa macchina da guerra, ma lo squinternato manipolo di un nuovo Brancaleone, da Bettola. Per che cosa? Per una speranza. Bello, no? Già, meraviglioso secondo l'estetica del Tafazzi: «Spero che si concluda rapidamente l'era Berlusconi. Ma forse con una visione opposta a quella di alcuni protagonisti della vita politica italiana. Spero che finisca questo tempo non per tornare a quello passato. Non per mettere la pietra al collo al bipolarismo e riportare l'orologio ai giorni in cui pochi leader decidevano vita e morte dei governi, quasi sessanta in cinquanta anni, come l'andamento del debito pubblico testimonia in modo agghiacciante. Anche perché quei partiti avevano storie grandi che affondavano nel Risorgimento o nelle lotte bracciantili e quei leader avevano fatto, insieme, la Resistenza o la Ricostruzione. Berlusconi è stato un limite drammatico per il bipolarismo, perché la sua anomalia (una delle tante, troppe della storia italiana) ha costretto dentro recinti innaturali, pro o contro, una dialettica politica che avrebbe potuto e dovuto esprimersi nelle forme tipiche della storia del moderno pensiero politico occidentale. Senza Berlusconi in Italia potremo finalmente avere un vero bipolarismo, schieramenti fondati sulla comunanza dei valori e dei progetti, capaci di riconoscersi e legittimarsi reciprocamente in un Paese con una politica più lieve e perciò più veloce ed efficiente nella capacità di decisione del suo sistema democratico. Solo così sarà possibile affrontare, in un clima civile, l'indifferibile esigenza di ammodernamento costituzionale per dare alla democrazia la capacità di guidare davvero la nuova società italiana». Il bipolarismo perfetto, insomma. Il sogno, «I have a dream».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E, dunque, a tanta enunciazione segue a complemento l'anatema: «Se saremo invece tanto cinici da pensare che il declino di Berlusconi possa aprire la strada a un nuovo partitismo senza partiti e alla sottrazione ai cittadini del potere di decidere il governo, finiremo con l'allungare l'agonia del berlusconismo e l'autunno italiano». &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Veltroni, nonostante lo sforzo profuso con la sua lunga lettera, di cui sono stati citati solo alcuni passi, non convince. Non convince per un motivo semplice. Perché quello «scrivo al mio Paese» è solo un banale esercizio retorico per dare forza ad una lettera interna indirizzata alla direzione del partito carente di quella progettualità e novità politica necessaria per risollevare le sorti del centrosinistra e animare una prospettiva di un'alternanza al governo&lt;i&gt;. &lt;/i&gt;Del resto è significativo un passo della lettera, questo: «Sono stato tra i pochi che si sono fatti da parte davvero (caricandomi responsabilità certo non solo mie). Non ho chiesto alcun incarico, non ho fatto polemiche, non ho alimentato veleni. Ho semmai taciuto e ingoiato fiele, anche di fronte a varie vigliaccherie».&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-8853541483149319386?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/8853541483149319386/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=8853541483149319386' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/8853541483149319386'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/8853541483149319386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/09/il-sogno-e-lanatema.html' title='Il sogno e l&apos;anatema'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-273816307250939322</id><published>2010-09-02T18:48:00.008+02:00</published><updated>2010-09-03T00:08:12.901+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lodigiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Padania'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Europa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Immigrazione'/><title type='text'>Polenta e cuscus</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mauro Soldati, segretario provinciale del Pd del Lodigiano, intervenendo sul &lt;i&gt;Cittadino&lt;/i&gt; con una lettera sulla polemica, innescata dal presidente della Provincia Pietro Foroni nei riguardi dell'Auchan di San Rocco al Porto contro il reparto dedicato allo «speciale Ramadan», dice cose di buon senso come: «Anziché fare polemiche sui giornali o annunciare lettere, il Presidente (o l'assessore all'agricoltura) dovrebbe semplicemente farsi un giro nei supermercati, verificare la situazione dei punti vendita e instaurare una collaborazione positiva, basata in particolare sulla segnalazione di quei prodotti che vengono trasformati e offerti lavorando materia prima proveniente dal lodigiano (latte, suini, carne, orticole), senza contrapporsi ad altri prodotti qui trasformati, ma con materia prima proveniente da altri territori. L'importante, infatti, è lavorare per garantire informazioni corrette al consumatore». Per capire, il presidente della Provincia era sbottato già nel fine settimana, «La grande distribuzione deve avere rispetto per questo territorio», dopo aver appreso, con stupore dicono le cronache, che il centro commerciale Auchan di San Rocco al Porto tra le sue corsie aveva inaugurato il reparto speciale «Sapori d'Oriente» con i prodotti dedicati al periodo del Ramadan. Non utilizzando, se non «di striscio»  questa volta, però, per la crociata la religione, come certa Lega è solita fare a proprio uso e consumo, ma la difesa del marchio «Lodigiano Terra Buona»: «Si promuovono questi prodotti e si ignorano quelli lodigiani, inutile far finta di nulla, perché tutto questo ha anche un impatto culturale». E giustificando così la sua presa di posizione: «Mi hanno segnalato che l'Auchan ha allestito un reparto specializzato in occasione del Ramadan, prendo atto di questa scelta commerciale, non lancio anatemi anche se non la condivido, ma non posso ignorare che questo territorio ha una radice cattolico-cristiana. In ogni caso, dal momento che la catena ha deciso di promuovere prodotti che non sono lodigiani e nemmeno italiani o europei, chiedo la stessa attenzione per il nostro territorio e per le produzioni locali».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Naturalmente la catena francese si è difesa, dicono i giornali locali, spiegando che all'interno del suo supermercato si è sempre cercato di valorizzare le eccellenze delle diverse regioni, tra cui la Lombardia. Ma ciò che più conta è che col suo intervento sopra le righe il presidente della Provincia di Lodi ha fatto un autogol dando modo all'opposizione di esaltare l'operato delle giunte del centrosinistra uscito sconfitto dalle ultime elezioni. Scrive Soldati, che tra l'altro è consigliere provinciale: «L'ideazione e l'avvio del marchio "Lodigiano Terra Buona", ad opera dei produttori associati e delle giunte provinciali di centrosinistra e dell'assessore Santantonio, ora consigliere regionale del Pd, trova nei governi Prodi le innovazioni e le normative per favorire le presenze di prodotti tipici locali nella Grande Distribuzione. Anche nel nostro territorio i più grandi supermercati hanno predisposto specifici scaffali dedicati ai prodotti del Lodigiano, mentre in altri sono esposti insieme ai prodotti tipici di diverse Province, come nel caso dell'Auchan dove si può verificare la presenza del gorgonzola Croce, del Grana Tipico Lodigiano, della Raspadura, del lardo e dei salumi del Lodigiano, del vino di San Colombano, eccetera».  E aggiunge: «Si può fare di più? Sicuramente sì. Ma perché il Presidente della Provincia, anziché proporre si inventa una polemica con i prodotti arabi, quando tutti i supermercati italiani hanno la stessa strategia commerciale nei confronti dei prodotti provenienti dall'Oriente? Siamo davvero arrivati al punto di voler far passare l'idea che vi sia una prevaricazione del cous cous sulla raspadura?», e, dopo aver indicato alcune proposte di valorizzazione dei prodotti lodigiani, osservando in conclusione che il momento non è dei più felici in quanto «la Lega e la Destra stanno offrendo in questi giorni uno spettacolo indecoroso con il "circo" di Gheddafi a cui vengono concesse iniziative umilianti, dando atto che la questione religiosa è stata toccata solo di sfuggita, Soldati chiude chiedendosene il motivo in tono ironico: «Questione di tempo in attesa di una discussione sull'origine cattolica cristiana della polenta?».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma Foroni persevera, rafforzando l'affermazione di Soldati «Non mi piace questo modo di amministrare, che utilizza la confusione e la polemica come unico strumento di iniziativa politica». Dice Foroni: «Alla luce delle incredibili dichiarazioni del colonnello Gheddafi sulla necessità di islamizzazione dell'Europa sono sempre più convinto della bontà e tempestività della mia presa di posizione sull'iniziativa dell'Auchan di San Rocco al Porto di promuovere uno "speciale Ramadan" legato al cibo. Gheddafi vada ad islamizzare casa sua, l'Europa è cristiana e tale rimarrà». Anche Foroni però dovrebbe essere più attento alle cose, tant'è che la sua ultima frase è smentita dalle parole di Angela Filote che a nome della Commissione europea ha affermato proprio in riferimento alle parole di Gheddafi: «Noi come d'abitudine non commentiamo le dichiarazioni dei leader politici, ma vogliamo ricordare che l'Ue non è uno spazio fondato sulla religione ma sui valori, e che vegliamo a che la libertà religiosa sia garantita nell'Unione in quanto fa parte dei diritti dell'uomo». Un'Europa laica, insomma, è la nostra. Ma tornando a Foroni, nella lettera del 2 settembre ribadisce i concetti espressi sull'importanza del cibo: «Il cibo ricopre un'importanza tale da inserirsi in una polemica che coinvolge la religione, specie per un paese come il nostro dove il cibo è cultura, storia, identità e, di converso, per una religione che certi cibi li rifiuta. Per questo la Gdo e l'Auchan in particolare devono rendersi conto che determinate politiche commerciali non possono che avere anche un grande impatto culturale e per questo continuo ad essere fortemente contrario con lo "Speciale Ramadan" indetto da Auchan».  Un'assurdità, davvero, con tanto cinese, giapponese, indiano, messicano, brasiliano, africano, per non dire dei McDonald's, che si mangia in giro, dovunque. Scommettiamo che se sull'insegna fosse solo stato scritto «Sapori del Vicino Oriente» senza quella aggiunta «Speciale Ramadan», nessuno vi avrebbe fatto caso? &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Lega ad avviso di chi scrive non dovrebbe dimenticare di essere un «partito di scopo», che molto del suo consenso, cioè, lo deve alla difesa del Nord indirizzato su una strada ben precisa, che è quella, chiaramente intesa dal partito di Bossi prima con la secessione, poi con la devolution ed infine con la scommessa del federalismo. Il folclore ci può stare, come i riti celtici, il Borghezio antislamico che fa a botte in tv, o l'inguardabile Salvini, e quant'altro ormai fa parte della tradizione del Carroccio. Ma il folclore non è la «linea politica» principale e determinante su cui si raccoglie la gran parte del voto. Anche se a livello strettamente locale si può avere una simile percezione del motivo del successo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A conclusione mi permetto di riportare integralmente una lettera firmata pubblicata dal quotidiano &lt;i&gt;Il Cittadino&lt;/i&gt; assieme alla lettera del presidente della Provincia. È uno scritto pieno di buon senso che merita attenzione e riflessione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Approfitto di questo vostro spazio di dialogo, per sottolineare la tristezza che in questi giorni viviamo come lodigiani, assistendo al pietoso botta e risposta sul "caso Auchan–Ramadan". Io mi chiedo se con tutti i problemi seri che ci sono in Italia, legati anche agli stranieri tra integrazione onesta e gente che viene da altri paesi per fare il furbo e sfruttando la bontà del nostro assistenzialismo, mi domando se davvero si debbano sprecare tempo energie per questioni come la realizzazione di uno spazio di alimentari per l’oriente e il ramadan.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli ipermercati, come molte altre attività, gestiscono il commercio nel rispetto della legge come meglio credono. E da anni in Italia si vedono settori "specialità regionali" ecc… E non ci vedo nulla di male. Il mercato che vanno a coprire è internazionale, per cui, a maggior ragione, differenziano l’offerta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Queste realtà devono inoltre rispondere al mercato: ci sono più clienti stranieri di prima?  Rispondo anche (e sottolineo anche) alle loro esigenze. E se l’Auchan fa il suo mestiere a norma di legge e con onestà nessuno a casa degli altri va a dire come preparare la tavola. Valorizzare i prodotti lodigiani è importante e intelligente ma impedire di valorizzare anche altre tipicità è sbagliato. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riguardo alle sbandierate radici cristiane: ci sono e sono da rispettare e importanti, perché non&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;vanno negate. Veniamo da lì, tutti più o meno. Anche il nostro calendario è scandito sul tempo cristiano. Ma non sbandieriamo il cristianesimo a parole: viviamolo, senza dirlo. E porterà frutto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E occhio a restringere troppo il campo alle grandezze lodigiane… potremmo trovarci il piatto vuoto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Spero che il dibattito politico e amministrativo si elevi ad argomenti più urgenti e interessanti.»&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-273816307250939322?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/273816307250939322/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=273816307250939322' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/273816307250939322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/273816307250939322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/09/polenta-e-cuscus.html' title='Polenta e cuscus'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-7571395454275451548</id><published>2010-09-02T12:36:00.005+02:00</published><updated>2010-09-02T16:51:26.125+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>All'ultima spiaggia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scriveva &lt;i&gt;il Riformista&lt;/i&gt; qualche giorno fa, con la penna di Stefano Cappellini, che era bastato da parte di Pierluigi Bersani evocare la definizione "nuovo Ulivo" per suscitare reazioni le più disperate: «Ci sono i prodiani di rito ortodosso che applaudono, i prodiani eretici che mugugnano, Di Pietro che si fa avanti, il comunista Paolo Ferrero che è disponibile alla Santa Alleanza ma non al governo, il verde Bonelli che ci sta a tutte e due, e giù giù a scendere fino a un Enrico Gasbarra che si domanda inquieto: "Se la formula dell'Unione è superata, ancor di più lo sarebbe l'idea di un partito che prima unisce dentro di sé i progressisti dell'ex Unione e che quindi, privo dell'identità cattolico-moderata, va a cercare alleanze verso altre forze politiche che sono state forti avversarie proprio dell'Ulivo". Un sudoku, più che un dubbio».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vero è che nell'articolo ci si chiede se «il "nuovo Ulivo" evocato da Bersani, che quindi prenderà il posto del "vecchio Ulivo", sarà più simile al "grande Ulivo" di era prodiana o al "piccolo Ulivo" di era successiva» e se c'è «ancora in giro qualcuno in grado di spiegarne le differenze». E poi, «in che cosa consisterebbe la differenza con l'Unione? Nel fatto che ne farebbero parte meno partiti? Non sarebbe una gran discriminante», conclude Cappellini. Che chiosa subito dopo: «Il sospetto è che Bersani abbia voluto lanciare nell'arena la proposta per dimostrare che, parallelamente alla strategia "difensiva" della Santa Alleanza, è già in campo anche una soluzione in positivo, più identitaria. Insomma, una &lt;i&gt;pars construens&lt;/i&gt; per testimoniare che pure su questo fronte non c'è il rischio di rimanere indietro rispetto alla linea "offensiva" di Veltroni». Una risposta insomma, nulla più. Nessuna strategia ma solo un espediente tattico per di più rivolto al possibile avversario interno preannunciato dalla lettera al &lt;i&gt;Corriere&lt;/i&gt;. Ma lasciamo il Pd alle sue beghe interne per annotare un paio di considerazioni suggerite da un editoriale di &lt;i&gt;Europa&lt;/i&gt; di una settimana fa. Era il giorno dopo l'incontro tra Bossi e Berlusconi, e a parte la presa di autocoscienza che Bossi «può essere scambiato per un leader invincibile solo da una sinistra che abbia paura della propria ombra», &lt;i&gt;Europa&lt;/i&gt;, come il partito di riferimento, prova a «tirare a campare» con il «tirare a campare» del centrodestra. &lt;i&gt;Europa&lt;/i&gt; come &lt;i&gt;l'Unità&lt;/i&gt;, non si comprende bene chi sia il suo lettore di riferimento, se un improbabile lettore elettore di centrodestra, uno che non vota ma guarda a destra, o uno di sinistra, ma che si ritiene forse che abbia portato, da bravo «compagno», di quelli vecchi con &lt;i&gt;l'Unità&lt;/i&gt; nella tasca della giacca, il cervello all'ammasso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un giornale di centrosinistra, se non altro per quel rimasuglio di sinistra che rimane nel nome dell'area, dovrebbe proporre la strada, non fantasiosa, concreta, reale, che porta verso quel sole radioso dell'avvenire, rappresentato dal trionfo di quelle idee di progresso, di equità e giustizia sociale, di civiltà di cui la sinistra è da sempre portabandiera. Un progetto da realizzare, un'azione di fatti e non di parole, che porti sempre più la gente a scommettere sul proprio domani e sul domani dei propri figli, a sconfiggere le forze che frenano lo sviluppo di una società italiana più democratica e partecipata, capace di dare realmente la sovranità al popolo togliendola dalle mani dei poteri forti. Già.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E invece non si trova di meglio che disquisire del fatto che i capi della destra sono «un giorno rodomonti, il giorno dopo con la coda fra le gambe». «E chissà dove ha messo lo spadone con cui battezza i cavalieri celtici, il Bossi che esce dal summit con Berlusconi: più doroteo dei dorotei», si domanda l'editoriale, facendo indirettamente capire la propria delusione riguardo la qualità dell'arte pupara della dirigenza &lt;i&gt;democrat&lt;/i&gt;, che già sperava nel harakiri del centrodestra: «Il capo leghista comunica che "si va avanti così". Che "per adesso non si fa nulla". Che elezioni "non se ne parla". E che nessuno sarà chiamato in soccorso della maggioranza, perché l'ex tonitruante presidente del consiglio preferisce provare a ricucire, a rimediare, a recuperare, magari a ricomperare qualcuno dei parlamentari che hanno abbandonato il Pdl». Come deludono questi capi del centrodestra la dirigenza del Pd, che li faceva fessi al punto giusto, pronti al soccorso rosso d'un partito senza un progetto, che altro non sa fare che darsi alla botanica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Comunque, &lt;i&gt;Europa&lt;/i&gt; mostra d'aver capito che di far uscire dalla desolazione il suo partito per grazia divina il buon Bersani  di chance non ne ha proprio: «Alla fine, tante complicazioni si riassumono in un concetto banale: nessuno di coloro, a cominciare da Casini e Fini, che si sono imbarcati nella missione di far cadere Berlusconi può più permettersi di fermarsi, né tanto meno di tornare indietro. E siccome non hanno fretta, il loro ideale è proprio il "tirare a campare" uscito come linea berlusconiana dal summit». Che peccato, era troppo bello per essere vero, insomma. E tutto perché «al di là della mitologia sul Cavaliere coraggioso, la verità è che l'uomo non ama il rischio se non è sicuro di vincere facile. Non diciamo un codardo, ma insomma». Non così idiota però, giusto sottolinearlo, come il Pd di Bersani sperava. Una speranza davvero da ultima spiaggia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-7571395454275451548?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/7571395454275451548/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=7571395454275451548' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/7571395454275451548'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/7571395454275451548'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/09/allultima-spiaggia.html' title='All&apos;ultima spiaggia'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-4478662086125120989</id><published>2010-09-01T18:58:00.007+02:00</published><updated>2010-09-01T22:39:41.583+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>L'editoriale</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A tenere banco nel teatrino politico di fine settimana, oltre all'epistolario democratico, c'era anche l'editoriale di Beppe Del Colle su &lt;i&gt;Famiglia Cristiana&lt;/i&gt;. Un articolo che è parso subito incentrato sul difficile rapporto di Berlusconi con la Costituzione, argomento affrontato con «rigida» osservanza dei canoni della vulgata propagandata dagli agit-prop del centrosinistra. Tanto che il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi si affrettava a commentare: «&lt;i&gt;Famiglia Cristiana&lt;/i&gt; sembra diventata la fotocopia de &lt;i&gt;Il Fatto&lt;/i&gt; e de &lt;i&gt;L'Unità&lt;/i&gt;, e non mi pare che questa sia la caratteristica di un settimanale cattolico». E per contro le «lodi» del senatore Pd Giovanpaolo: «Famiglia Cristiana coglie il senso di un partito mai nato che nega in essenza l'articolo 49 della Costituzione. Il partito-azienda creato da Berlusconi nel 1994 prima con funzionari Fininvest e transfughi del Caf prosegue sotto altre forme nel Pdl».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La frase incriminata, per così dire, che ha scatenato la bagarre è l'incipit dell'articolo, dove Beppe Del Colle scrive: «Berlusconi ha detto chiaro e tondo che nel cammino verso le elezioni anticipate - qualora il piano dei "cinque punti" non riceva rapidamente la fiducia del Parlamento -  non si farà incantare da nessuno, tantomeno dai "formalismi costituzionali". Così lo sappiamo dalla sua viva voce: in Italia comanda solo lui, grazie alla "sovranità popolare" che finora lo ha votato. La Costituzione in realtà dice: "La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". Berlusconi si ferma a metà della frase, il resto non gli interessa, è puro "formalismo"». Sarebbe fin troppo facile ribaltare il ragionamento dell'editorialista, annotando che specularmente gli «altri», il Pd in primis, salta a piè pari la prima parte per gongolarsi dell'esistenza della seconda, perché ben sanno che in tempi brevi difficilmente possono avere il popolo dalla loro parte, che gesuiticamente continua a premiare Berlusconi. Cioè, ad ogni vittoria del Cavaliere, invece di preoccuparsi di preparare l'eventuale successo elettorale alla prossima tornata, ci si butta a disarcionarlo sperando in una ammucchiata parlamentare antipopolare. Curioso che nessuno ricordi mai il fatto che il parlamentare è eletto senza vincoli di mandato. Già, perché dichiararli liberi da Berlusconi, e quindi dal voto popolare, torna comodo; liberarli del tutto, anche dalle proprie segreterie, no, proprio no, non va bene.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma, come spesso accade, l'aspetto più sconcertante dell'editoriale di Beppe Del Colle è un altro, poco colto tanto che del solo Buttiglione si cita una frase in merito tra i pochi immediati ritagli che ho scorso. Ad un certo punto dell'editoriale si viene insomma al dunque: «La discesa in campo di Berlusconi ha avuto come risultato quello che nessun politico nel mezzo secolo precedente aveva sperato: di spaccare in due il voto cattolico (o, per meglio dire, il voto democristiano)». La precisazione inserita fra parentesi, correggendosi Del Colle di fatto, esplicita la realtà innanzitutto dell'inesistenza d'un voto cattolico, la cui essenza, se accettata e accertata la consistenza, per iperbole rimanderebbe il pensiero ad un accostamento coll'integralismo islamico. Ciò che preme è il voto reale, concreto, quello che la Democrazia Cristiana attraeva, voto di cattolici, ma non solo, così ben strumentalizzato nella prima repubblica dalle gerarchie ecclesiali come voto cattolico. Per chiedere e chiedersi quale delle due fette in cui la torta democristiana è stata suddivisa con la discesa in campo deve fare abiura: «Quale delle due metà deve fare "autocritica": quella che ha scelto il Cavaliere, o quella che si è divisa fra il Centro e la sinistra, piena di magoni sui temi "non negoziabili" sui quali la chiesa insiste in questi anni?», scrive Del Colle. Ma la domanda giusta era un'altra: esiste ancora, caratterizzabile, quel voto? Così come il vecchio voto comunista, che si dice che va in gran parte oggi alla Lega. C'è da chiedersi se esista ancora un elettorato attento a propaganda del tipo "nel segreto dell'urna Dio ti vede, Stalin no", e la risposta non può che essere negativa. Solo il gerontocomio dei porporati può ancora illudersi di pilotare come un tempo veniva fatto un popolo formalmente cattolico ma concretamente laico nella sua generalità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Beppe Del Colle, dopo la doverosa quanto ovvia citazione del filosofo e sociologo Ivan Illich, non ha dubbi su chi deve abiurare: «Il berlusconismo sembra averne fatto una regola: se promette alla Chiesa di appassionarsi (soprattutto con i suoi atei-devoti) all'embrione e a tutto il resto, con la vita quotidiana degli altri non ha esitazioni: il "metodo Boffo" (chi dissente va distrutto) è fatto apposta». Poiché è dalla sua discesa in campo che Berlusconi è combattuto a prescindere con una sorta di metodo Boffo ante-litteram, vien da chiedersi da chi abbia dissentito tanto, da meritarsi, giusto o non giusto, la persecuzione della gioiosa macchina da guerra.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-4478662086125120989?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/4478662086125120989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=4478662086125120989' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/4478662086125120989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/4478662086125120989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/09/leditoriale.html' title='L&apos;editoriale'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-4361982338313180198</id><published>2010-08-31T19:05:00.003+02:00</published><updated>2010-08-31T20:05:42.499+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Profezie come terapia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Francesco Piccolo su &lt;i&gt;l'Unità&lt;/i&gt; del 23 agosto titola la sua scrittura di «terapia» con una profezia apocalittica: «Il patto con Bossi lo distruggerà». Quel «lo» è riferito a Berlusconi. Ormai non occorre più nominarlo, tanto tutti sanno che il pensiero unico del Pd e dintorni è la distruzione del mostro politico di Arcore, di Berlusconi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nell'incipit pone una domanda a dir poco inquietante: «Ma Berlusconi è a favore del federalismo?», una domanda retorica ovviamente perché il nostro sa già la risposta: «Né sì né no». E spiega: «L'unico governante nella storia di questo paese che potrebbe attuarlo, ne è del tutto disinteressato». Ohibò, che ci racconta! Dice Piccolo: «Lo ha semplicemente barattato in cambio delle leggi che gli servivano». E ti pareva! «In questo consiste il patto di sangue con Bossi», ma non basta perché sa che sulle bacheche dei paesi, quando l'incaricato non è in ferie, i militanti leggono &lt;i&gt;l'Unità&lt;/i&gt;: «Soltanto Berlusconi poteva fare un accordo così spietato e ignorante delle conseguenze: perché nessun altro sarebbe completamente disinteressato alla cosa pubblica». E già. I cenni d'assenso si trasmettono nell'etere dall'ombra delle bacheche dove ferve il dibattito politico sul campionato che sta per partire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E Piccolo, per far capire meglio l'idiozia del Berlusca, mette i giusti puntini sulle «i» in modo che anche il più tonto dei militanti abbia ben chiara la questione. Dice: «Ma il federalismo - almeno quello imposto dalla Lega - nessuno lo vuole». Grasse risate. «Non lo vuole la sinistra, non lo vuole Casini (uno dei motivi principali per cui si è sfilato), non lo vuole Fini (il motivo principale per cui è andato allo scontro)». D'accordo, ma il Pd? Si sarà chiesto il militante inesperto nell'arte del mimetismo: chi è il Pd? La sinistra, Casini, Fini? Chi? Non pervenuto; com'era ovvio le porte non si chiudono mai, anche se la giusta critica non si lesina mai: «La Lega è al governo da molti anni, è sempre stata vicinissima al conseguimento del risultato, e di nuovo è costretta a chiedere un altro voto per cercare di avere il bottino pieno. Ogni volta, però, gli alleati sono di meno». Perbacco. C'è davvero il rischio che la Lega resti sola, il solo partito al governo. No? Ho capito male?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Il federalismo è una cosa seria, di cui si dovrebbe discutere a fondo, capirne le ragioni, i vantaggi e gli svantaggi. Ma non succede». Forse perché le cose serie, le si fanno, non le si discutono all'infinito con lo scopo di non farle dicendo di volerle fare. E poi Piccolo informa il lettore che è proprio sul federalismo-contro «che si sta compattando nei fatti un fronte unico». Tutti contro Berlusconi o tutti contro il federalismo? Ora c'è anche la possibilità di scegliere lo slogan per la maglietta. Scherza, scherza, pennivendolo da quattro soldi: «il motivo per cui Berlusconi ha preso così saldamente il potere in Italia (senza la Lega non ce l'avrebbe fatta) è il motivo per cui potrebbe perderlo per sempre (non può più scrollarsi di dosso la Lega)». Uno scenario decisamente pulp. Ed ecco il tocco apocalittico che piacerà sicuramente, Piccolo lo sa, al militante in piazza che all'ombra d'un pino si legge in bacheca il quotidiano fondato da Gramsci (sempre che l'incaricato del cambio quotidiano non sia in ferie): «Berlusconi si sta autodistruggendo con le stesse armi con le quali aveva fondato la supremazia politica di questi anni: il patto con Bossi». Una volta la scena poteva essere sfumata sulle note di "Bandiera rossa", ma oggi? Che tristezza, manco un "Per fortuna che Pierluigi c'è".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-4361982338313180198?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/4361982338313180198/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=4361982338313180198' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/4361982338313180198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/4361982338313180198'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/profezie-come-terapia.html' title='Profezie come terapia'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-3324404196327524156</id><published>2010-08-29T19:35:00.004+02:00</published><updated>2010-08-30T19:35:06.708+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Apocalisse</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dell'appello di Paolo Flores d'Arcais su &lt;i&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/i&gt;, rivolto a Di Pietro e a Nichi Vendola, non si è sentito molto, forse perché, stante il filosofo, quel pezzo lo si è associato all'Apocalisse di Giovanni, classificandolo come un moderno esercizio letterario di preveggenza dell'Armageddon politico italiano. Certo, anche se Flores d'Arcais mette le mani avanti: «Forse sono io che prendo lucciole per lanterne, ottenebrato da un pessimismo ingiustificato», lo scenario che viene descritto nell'appello è semplicemente allucinante: «Se Berlusconi vince le elezioni anticipate diventa il prossimo presidente della Repubblica, trasforma la Corte costituzionale in una privatissima "corte dei miracoli", cambia la costituzione come più gli piace, e per sfregio nomina Previti e Dell'Utri senatori a vita». Al confronto la fantasia dell'evangelista Giovanni ha generato una favola per ragazzini. E per dare più forza alla sua apocalisse si rivolge supplice a Di Pietro e Vendola così: «Vi chiedo perciò una volta di più: avete un solo argomento (argomento razionale, non "pio desiderio") per convincermi che esagero? Sarei felicissimo di ascoltarlo e darvi credito». Ma, «ma empiricamente parlando Berlusconi ha dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio che appena può fa strame di democrazia senza il minimo ritegno e con ogni mezzo. Se vince attuerà il suo programma originario, confessato a suo tempo per interposto Previti: non farà prigionieri».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di fronte a tale situazione, che lo angoscia, per il filosofo l'atteggiamento delle forze non berlusconiane è agghiacciante: «Neppure da irresponsabili ma da allucinate, in una cecità volontaria (e dunque più che mai colpevole) di fronte all'esito che il loro piccolo cabotaggio rende scontato: l'assassinio della democrazia italiana nata dalla Resistenza». Ci siamo, avrete pensato. Ma Flores d'Arcais, nella sua furia agostana antiberlusconiana, va oltre: «Berlusconi vuole le elezioni al più presto perché sa tutti i crimini che ha commesso (o che hanno commesso i suoi più stretti sodali e complici), e che ogni giorno potrebbero venire scoperti, malgrado la rete ormai evidente (perché nella punta dell'iceberg intercettata) di toghe di regime che ha approntato. Deve perciò strangolare definitivamente la possibilità che la legge possa valere "eguale per tutti", prima che il disvelamento giudiziario di ennesime ruberie o mafiosità faccia traballare e tracollare i suoi consensi». Mamma mia. E se la prende con tutte le forze di opposizione cieche di fronte ad un «eccidio costituzionale annunciato».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma perché, qualcuno si sarà di certo chiesto,  si rivolge a Di Pietro e a Vendola e non si rivolge in primis al Pd? Perché, oltre a far dire a Di Pietro «tanto il Pd non ci starà mai», aggiunge «il Pd non sa quello che vuole, e comunque quello che vorranno e faranno gli altri dipende sempre, almeno in parte, da quello che vogliamo e facciamo noi (da quanto e come lottiamo). Altrimenti sarebbe più logico accoccolarsi fatalisticamente sulla riva del fiume». E poiché non si deve stare a guardare propone una strategia d'azione su 3 linee.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La prima è «preparare per fine settembre una grande manifestazione nazionale di tutta la società italiana ancora civile, con l'obiettivo "Fuori Berlusconi, elezioni democratiche, basta criminali al potere, governo di legalità"». E ancora, secondo punto, «proporre una nuova legge elettorale a tutte le forze non berlusconiane». Terzo, «lanciare una martellante campagna informativa e propagandistica sulla sicurezza dei cittadini, dimostrando come le leggi di berlusconi (ma purtroppo anche tante del centrosinistra) la mettano vieppiù a repentaglio favorendo ogni genere di criminalità. E come i diritti dei lavoratori, oggi calpestati, siano l'altra faccia della liberazione dalle cricche».  Questo il programma elettorale di Paolo Flores d'Arcais.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma per un momento il dubbio filosofico ha la prevalenza: «È possibile che tutto ciò non serva». Perché «malgrado un'ondata di passione civile, e di resipiscenza e intelligenza delle forze politiche, Berlusconi riesca a imporre le elezioni secondo il quando e il come della sua volontà». Ma allora? Nessun timore, la certezza ritorna: «In tal caso le affronteremo, anche se non democratiche». Ma perché non dovrebbero essere democratiche? La «porcata» di Calderoli è una «porcata» perché c'è il forte rischio che Berlusconi vinca ancora? Se vince Berlusconi le elezioni non sono democratiche, se le vince un altro, Prodi ad esempio, sì? Grande pensiero filosofico. Per Flores d'Arcais c'è una consolazione: «Ma aver dispiegato il massimo di lotta per impedire elezioni truccate avrà intanto accresciuto le chance dell'opposizione». Perché così è avvenuto mezzo secolo fa, contro la legge truffa: «Le opposizioni non si dedicarono a minuetti, mobilitarono il Paese». Già, allora però.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E veniamo al nocciolo della questione: le elezioni comunque bisogna vincerle. E il nostro filosofo che fa? Catechizza: «Ma soprattutto si tratterrà di andare alle urne senza ripetere gli errori del passato». Grande scoperta. La linea giusta Flores d'Arcais ce l'ha: «Per parlarci chiaro: si tratta di trovare un candidato da contrapporre a Berlusconi che non regali all'aspirante duce la carta dell'antipolitica, risorsa strategica sulla quale dal 1994 si vincono e si perdono le elezioni». Ma allora non è la legge elettorale la causa di tutti i mali, dirà qualcuno. No, il problema sta nel gestire a proprio vantaggio l'antipolitica, di cui Flores d'Arcais si affretta a dire «che poi "antipolitica" non è, ma sacrosanta voglia di una politica autentica, non più sequestrata dalle nomenklature partitocratiche». Ahinoi, si fa dura. Già, e oltretutto, per rafforzare il concetto, sottolinea: «Già nel '94 la vittoria era certa, se il narcisismo non avesse spinto il Pds a candidare un politico di mestiere e per sovrammercato l'ultimo segretario del Pci. Bastava una figura di indipendente di sinistra, di cui era ricca la società civile». Tant'è che «bastò un "mezzo e mezzo", rispetto al ceto politico di mestiere, quale era Prodi, per vincere due volte». Dunque, Chiamparino no, Vendola no. Chi allora così capace «davvero di raccogliere tutto il potenziale di passione civile che credo sia già maggioritario nella società e che va traghettato integralmente nelle urne»? Mah. Però, forse a pensarci un'idea viene. Paolo Flores d'Arcais? L'hai detto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-3324404196327524156?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/3324404196327524156/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=3324404196327524156' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/3324404196327524156'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/3324404196327524156'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/apocalisse.html' title='Apocalisse'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-4178233370831338629</id><published>2010-08-27T17:47:00.006+02:00</published><updated>2010-08-28T16:45:21.085+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Campane</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«È giunto il tempo infatti di suonare le nostre campane», così chiude la lettera che Pierluigi Bersani ha inviato a &lt;i&gt;Repubblica&lt;/i&gt; e che il quotidiano ha pubblicato ieri. Le campane sono la «grande campagna di mobilitazione sui temi sociali e della democrazia» che il Partito democratico organizzerà per l'autunno. Sulla lettera ritornerò in altro articolo; qui mi piace citare quanto Stefano Cappellini scrive oggi su &lt;i&gt;il Riformista&lt;/i&gt;: «Tra i danni collaterali della "lettera al Paese" inviata da Walter Veltroni al &lt;i&gt;Corriere della Sera&lt;/i&gt; quello più prevedibile era l'effetto emulazione. Per spiegare la sua linea, antitetica a quella dell'ex leader, il segretario ha infatti a sua volta preso carta e penna (...). E il timore è che nel giro di pochi giorni l'epistolario &lt;i&gt;democrat&lt;/i&gt; si arricchisca di nuove puntate, perché altri big potrebbero non resistere alla tentazione di dire la propria». Insomma, Cappellini mette il dito sul «vizio consolidato del gruppo dirigente democratico (e prima ancora pidiessino, diessino, margheritino...), cioè la marcatura reciproca. Una coazione a reagire che spinge i principali esponenti del centrosinistra italiani a ingarellarsi in sfide mediatiche: se parla Tizio, Caio deve rispondere a stretto giro, se Caio propone A sul tal giornale, Tizio si sente in obbligo di ribattere B. Lo stesso Veltroni ha battuto un colpo subito dopo che Dario Franceschini (...) aveva battezzato come "Alleanza costituzionale" la possibile coalizione elettorale di tutte le forze interessate a chiudere la stagione del berlusconismo e scrivere le regole della Terza Repubblica».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma torniamo a Bersani. Claudio Sardo, per citarne uno, riportava sul &lt;i&gt;Messaggero&lt;/i&gt; lunedì queste parole del segretario &lt;i&gt;democrat&lt;/i&gt; al ritorno dalle ferie: «Parleremo di lavoro e di Costituzione e dimostreremo, dati alla mano, che gli otto anni dei governi Berlusconi non hanno portato nulla agli italiani». Il riferimento era all'agenda fittissima, un tour nelle feste di partito cominciato ieri a Reggio Emilia, poi sabato 28, domani, l'inaugurazione della Festa nazionale. E poi il porta a porta, la campagna eletta a evento. «Il partito è più unito» ma ora «deve tornare a guardare negli occhi gli italiani». Per cosa? Trovare ancora rassicurazione di un possibile voto non ancora predestinato alla Lega, definitivamente? Diciamocelo fuori dai denti, l'argomento «Costituzione» è stato abusato più volte, la più colossale al tempo del referendum costituzionale, tanto che più d'uno di quanti oggi hanno contribuito a bocciare quella riforma, sono lì lì per dirsi pentiti. Memoria lunga dell'elettorato di sinistra? Certo, come si fa dire, una parola d'ordine oggi, che si vuole una legge elettorale che «restituisca agli elettori la scelta dei loro rappresentanti oltre alla scelta del proprio governo» (Giovanna Melandri, ma anche altri) quando in quella «porcata» e nella precedente ci si è sguazzato dentro indecentemente come gli altri? E il lavoro? Ma stiamo scherzando? Si pensa che la gente che vive sulla propria pelle la crisi non legga i giornali? Per suonare le proprie campane bisogna prima avere le campane. E non si ha nemmeno il campanello del chierichetto quando si leggono, non certo su giornali di destra, frasi così: «Ma la novità che Bersani vuole introdurre è riattivare in modo stabile il contatto con i tre milioni di elettori alle primarie». Che tristezza! Sulle mollette verdi consegnate agli elettori delle ultime primarie c'era scritto «ci tengo». Già, gli elettori che si sono recati a votare ci tenevano e come a esprimersi e a dare un contributo straordinario al partito di sei milioni di euro. Ma il partito? Finite le mollette? Parrebbe. Ci racconta &lt;i&gt;Il Messaggero&lt;/i&gt; che «una società esterna da un paio di mesi è al lavoro per produrre una banca-dati, fruibile dal partito». Incredibile, no? Cosa leggerà, dunque, il partito negli occhi degli italiani?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E notizie come questa, sempre data da Sardo: «L'idea [è] di costruire una rete più ampia dei circoli e farne un tessuto connettivo per la campagna elettorale, copiando qualcosa della "rete" di Obama, di cui Bersani ha chiesto dettagliate informazioni nella recente visita a Washington», è quasi istigazione al suicidio. Ma non ci si lasci prendere dallo sconforto. Perché, «se si precipitasse ad elezioni, sarà lui [Bersani] a lanciare un appello a tutti i partiti che colgono nel comportamento di Berlusconi un rischio per la Costituzione: "A quel punto chi dicesse di no si assumerebbe le proprie responsabilità davanti al Paese"». Ahinoi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una chiusa amara nell'attesa della disamina attenta delle due lettere che hanno tenuto banco in questi giorni nel dibattito del centrosinistra e di rimbalzo nel centrodestra. Bersani parla nella lettera di «anni di illusione berlusconiana». Vero non vero, non è questo il problema. Quale è l'alternativa? Un suono di campane? Qualche volantino distribuito casa per casa da militanti che magari non lo hanno neppure letto?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-4178233370831338629?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/4178233370831338629/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=4178233370831338629' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/4178233370831338629'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/4178233370831338629'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/campane.html' title='Campane'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-1254463515634442805</id><published>2010-08-27T11:38:00.004+02:00</published><updated>2010-08-27T14:36:29.683+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>La strada che non c'è</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricordando un articolo di Stefano Ceccanti su &lt;i&gt;Europa&lt;/i&gt;, ho scritto che il Pd ormai affida le proprie chance alla legge dei grandi numeri. Sullo stesso argomento, una settimana più tardi, sempre su &lt;i&gt;Europa&lt;/i&gt;, si è cimentata Giovanna Melandri. «La stagione del fango gettato a piene mani sta disarticolando irreparabilmente il partito del predellino: roba che la fusione a freddo del Partito democratico sembra un pranzo di gala a confronto». I toni roboanti, quell'«irreparabilmente» per capirci, fanno parte del bagaglio agit-prop che viene da lontano di molto Pd, tanto da non notare il contrasto con il «piccolissimo», aggettivo usato subito dopo per descrivere l'insperata possibilità: «In questo frangente da basso impero [i toni alti è un vezzo irrinunciabile, che forse nasce da una sorta di rabbia impotente], si è aperto, per le forze progressiste, un piccolissimo spiraglio».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giovanna Melandri sa di non contarci molto, sullo spiraglio, tant'è che subito aggiunge: «Voglio essere chiara su questo: così come si è aperto questo varco, lo spiraglio potrebbe prontamente richiudersi, confinando il Pd nuovamente ai margini del dibattito politico». La lingua, insomma, continua a battere dove il dente duole: sulla marginalità politica vissuta da un partito abituato a fare dell'egemonia la sua carta vincente fino all'ultimo Veltroni. La politica del &lt;i&gt;loft&lt;/i&gt; ha scardinato rapporti e vecchie prospettive trascinando il Pd in un vicolo cieco, senza un orizzonte, dove ci si continua a dibattere per inventarsi un'uscita che non sia il ritorno indietro sui propri passi, la fine.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scrive ancora la Melandri: «Non so se ci siano le condizioni politiche per un governo "istituzionale" che riesca a cambiare la legge elettorale restituendo ai cittadini il diritto di poter scegliere i propri rappresentanti». E non se lo augura, perché, citando Michele Salvati, ciò comporterebbe per il Pd «scelte difficili sulla natura del sistema politico italiano e sulla stessa identità» propria.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«È chiaro infatti che il ritorno a una legge elettorale proporzionale allo stato attuale sembra essere il comune denominatore dell'&lt;i&gt;unione sacra contro Berlusconi&lt;/i&gt;; mentre un'altra legge maggioritaria che superi la "porcata" e restituisca agli elettori la scelta dei loro rappresentanti oltre alla scelta del proprio governo non sembra essere verosimile in questa legislatura», scrive la Melandri, aggiungendo: «Per il Pd questa è una scelta sulla propria natura e identità non da poco. E senza retorica vorrei dire: ne va della sopravvivenza del progetto politico del Pd». Appare evidente che se la questione personale indirizza l'attività governativa di Berlusconi, la classe dirigente &lt;i&gt;democrat&lt;/i&gt; è impelagata in una questione altrettanto vitale: la propria sopravvivenza. In un caso e nell'altro i problemi reali del paese sono una questione marginale del dibattito politico. Ogni tanto si lancia qualche slogan, da una parte e dall'altra, solo per giustificare la domanda di consenso che si chiede nel momento elettorale. Ma restringendo sul Pd, il nocciolo della questione sta, dunque, nel fatto che la classe dirigente è troppo impegnata nell'osservare il proprio ombelico, invece di giocare la posta di un programma concreto, fatto di soluzioni vere alla quotidianità che assilla la gente che fa fatica a sbarcare il proprio lunario. L'errore del &lt;i&gt;loft&lt;/i&gt; è stato di credere di potersi chiudere in una torre d'avorio, a farsi vicino ad un caminetto di "oh, come siamo bravi", pensando che fuori il popolo avrebbe preso i voli intellettuali per parole di lotta. Il distacco dalle «masse» così definitivamente sancito, non è però stato metabolizzato, e la Melandri lo testimonia: «E tuttavia non credo sia utile in questo momento fissare la nostra iniziativa su chi possa essere la figura di garanzia di un simile percorso, come molti si sono esercitati a fare in queste settimane. La priorità del Partito democratico è quella di lavorare alla costruzione di una coalizione che possa contendere il governo del paese a ciò che resterà dell'ordalia del centrodestra in un confronto elettorale con l'attuale legge». Cioè, smettiamola di farci del male cercando un leader, cosa che non è dopo Berlinguer nel dna di quel soggetto politico mutante che oggi è Pd, e pensiamo invece alla prossima ammucchiata. Certamente nella situazione attuale non si vince se non ci si accompagna con l'escort di turno, ma il problema è di non essere l'escort. Che tradotto significa che si deve avere un programma reale, un progetto che può richiamare consenso, piedi ben piantati tra la gente. Il Pd ha tutto questo? L'eredità di una base, zoccolo duro fermo per molti aspetti a prima del muro, più che un vantaggio è un disvalore. Perché la corsa elettorale è una corsa a handicap: si crede di partire davanti, ma in realtà quella dello zoccolo è una percentuale che ti tiene indietro. Non solo falsa la cognizione del proprio consenso, ma soprattutto frena. Frena nuove possibilità, e la fine ingloriosa, e per molti versi immeritata, di Veltroni in fin dei conti ne è la dimostrazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giovanna Melandri pone in chiari termini lo stato dell'arte della ricerca di una prospettiva: «Alle nostre spalle, c'è la fallimentare esperienza della rissosa Unione. È chiaro che non possiamo ripresentarci ingessati in una coalizione destinata a naufragare alla prima difficoltà, anche perché gli elettori del centrosinistra ci hanno dimostrato in questi anni di avere una memoria molto lunga. Così come, è altrettanto lapalissiano che una corsa solitaria del Pd riconsegnerebbe l'Italia a un centrodestra edulcorato della componente moderata, e, dunque, sempre più prigioniero della Lega. La strada è davvero stretta». Forse, messa così, non c'è proprio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-1254463515634442805?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/1254463515634442805/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=1254463515634442805' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/1254463515634442805'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/1254463515634442805'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/la-strada-che-non-ce.html' title='La strada che non c&apos;è'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-6281730102103470541</id><published>2010-08-25T23:48:00.004+02:00</published><updated>2010-08-26T23:27:08.267+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Prima o poi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Facciamo un passo indietro a due settimane fa. In un articolo pubblicato su &lt;i&gt;Europa&lt;/i&gt;, dal titolo significativo «Proporzionale morte del Pd», Stefano Ceccanti, che aveva iniziato il suo pezzo con un «Il bipolarismo è in crisi come il capitalismo, del secondo però diciamo spesso che ha i giorni contati, anche perché chi ha provato a uscirne non ha prodotto di meglio. Vale anche per il bipolarsmo», scriveva ad un certo punto: «Fa quindi bene il segretario Bersani a ricordare che il bipolarismo appare ben radicato tra i cittadini»; e, contando su tale autorevolezza, per dire alla fine che la soluzione migliore della crisi politica era «tornare presto a una migliore fisiologia bipolare con una legge elettorale diversa, meglio se a doppio turno di collegio, non con la proporzionale pura che miri a privare gli elettori della scelta diretta del governo». Siamo nel centrosinistra ed il concetto di collegialità, seppur di derivazione del centralismo democratico, c'è ancora; se l'articolista fosse stato di centrodestra, avrebbe concluso con «scelta diretta del premier».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'obiezione evidente è se sia poi proprio vero che il bipolarismo sia radicato come l'edera, e Ceccanti l'avverte tant'è che prosegue più avanti così: «La domanda da farsi è la seguente: al di là della questione se i cittadini siano o no attaccati al bipolarismo (ma lo scarso successo delle forze che l'hanno contestato dovrebbe dirci qualcosa) una legge che cercasse di smantellarlo cosa produrrebbe?». Ecco il vero problema. Ma prima di vedere il perché mi permetto una chiosa su la considerazione di Ceccanti messa tra parentesi. Si può assumere come postulato che nessuna forza politica intenda fare harakiri, e dunque sostenga quanto a modalità elettorale la forma migliore che può garantire la sua sopravvivenza. Quindi la scelta del modello proporzionale o del maggioritario come propria rivendicazione dipende dalla forza elettorale, dai voti che può prendere. Il calcolo bipolare di Veltroni non era sbagliato e l'uso che ha fatto della porcata calderoliana per togliersi dai piedi la «litigiosa» sinistra era ben meditato. Gli è andata male perché dall'altra parte non c'era la stessa esigenza, anzi c'era la volontà di vincere facile come dice uno spot televisivo. E, dunque, il predellino era quello di un autobus, seppure travestito da automobile. Il prezzo sono gli screzi di adesso, sicuramente messi in conto già da allora, tant'è che di Fini si è fatto un presidente della Camera e non un ministro, cercando così di marginarlo con «reciproca» soddisfazione. Una legge elettorale che mantenga in vita il bipolarismo è d'interesse solo per le due forze che parafrasando Grillo possiamo chiamare Pd-l e Pd+l. La questione è che fino a che Berlusconi rimane in politica quella L (Lega) è determinante nel risultato d'una votazione. Le crociate antiberlusconiane significano questo: eliminare l'anello (Berlusconi) che tiene saldamente uniti Pdl e Lega.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E Ceccanti, per ritornare all'articolo, ben lo sa tanto è che scrive: «Se ora tornassimo indietro dalle regole bipolari anche il Pd sarebbe a rischio: la proporzionale pura evoca partiti monoculturali, che usano le elezioni per confermare le identità e che sono dopo si pongono il problema del governo». Cioè un possibile smembramento e dunque la fine del soggetto politico Partito democratico, come ipotizza lo stesso Ceccanti: «In un simile schema il Pd sarebbe portato a rifluire in parte verso l'opa di Vendola e in parte verso l'opa di Casini, quello che sta accadendo perché le regole appaiono già in discussione». Dunque, boia chi molla sul bipolarismo, soprattutto dice Ceccanti, «nella fase che vedrà Berlusconi uscire di scena». Più che un albero dalle profonde radici tra i cittadini, il bipolarismo sembra piuttosto una sorta di irrinunciabile arca di Noè capace di trasportare in balia delle onde gli ex pci convertiti alla democrazia e la sinistra democristiana verso un orizzonte che forse, per la legge dei grandi numeri, porterà ad un approdo governativo, prima o poi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-6281730102103470541?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/6281730102103470541/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=6281730102103470541' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/6281730102103470541'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/6281730102103470541'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/prima-o-poi.html' title='Prima o poi'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-5974506500417993450</id><published>2010-08-24T22:20:00.000+02:00</published><updated>2010-08-24T22:21:21.569+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lodigiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beni culturali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Brembio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tradizioni'/><title type='text'>È un altro mestiere</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;La prima parte di questo articolo è il post «&lt;/i&gt;&lt;a href="http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/contro-il-cemento-senza-se-senza-ma.html"&gt;&lt;i&gt;Contro il cemento senza se senza ma&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;».&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un articolo di Andrea Bagatta pubblicato sabato dal &lt;i&gt;Cittadino&lt;/i&gt; fornisce dati relativi ai censimenti agricoli, utili per capire l'andamento dell'attività agricola nel territorio lodigiano in termini di numero di aziende. I dati riportati, che partono dal 1982, ci dicono che in quell'anno le aziende agricole effettive, che effettuavano la conduzione di terreni o la pratica dell'allevamento, erano 2530. Da allora ad oggi c'è stato un continuo decremento: 2286 nel 1990, 1776 nel 2000, 1554 nel 2006, l'ultimo dato fornito dal Piano Agricolo Territoriale della Provincia di Lodi. In 24 anni, cioè sono state chiuse 976 aziende, il 39% rispetto al 1982. Se la moria è continuata o meno negli ultimi anni ce lo dirà la rilevazione che partirà il 24 ottobre. È difficile dire quanto sia determinante il mercato sulla mortalità delle aziende agricole e quanto concorra nel karakiri un certo tipo di imprenditorialità agricola che non riesce a rendersi autonoma dagli aiuti statali. Va aggiunto anche che solo in tempi recentissimi gli enti locali lodigiani hanno cominciato a capire che l'agricoltura nostrana è una attività produttiva da salvaguardare e da incentivare, ad esempio con l'istituzione di marchi ad hoc per i prodotti del territorio. Ma non è questa la questione che si vuole qui affrontare. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«La cascina è uno degli elementi fondamentali del paesaggio agrario del Lodigiano e dell'area irrigua padana: suo centro nevralgico sul piano produttivo e sociale», scrive Ercole Ongaro nel suo libro "Il Lodigiano. Itinerari su una terra costruita", realizzato con la collaborazione di altri studiosi, tra cui l'architetto Giacomo Bassi e arricchito da fotografie di Valerio Sartorio. «La tipica cascina lodigiana è la dimora "a corte" chiusa della grande e media azienda agricola capitalistica, condotta dal proprietario o spesso da un affittuario con un indirizzo colturale foraggero-cerealicolo-zootecnico. La cascina si è sviluppata in connessione con il processo di costruzione del sistema agrario avviato dalla bonifica idraulica e dalla capillarizzazione dell'irrigazione». La disponibilità di acqua è stata fondamentale nello sviluppo degli insediamenti agricoli lodigiani: «Infatti il potenziamento dell'irrigazione, con lo scavo di una roggia, innescava non solo lavori di adattamento del suolo, di razionalizzazione degli appezzamenti, una estensione dei seminativi, ma anche un rafforzamento del patrimonio edilizio: in tale contesto si colloca la genesi della cascina». Fu a partire dal Quattrocento che la «costruzione» del territorio lodigiano ebbe un grande impulso grazie a cospicui investimenti fondiari da parte di famiglie nobili o di enti morali. Investimenti che «portarono allo scavo di nuove rogge in derivazione della Muzza, a una estensione delle superfici a prato, a uno sviluppo degli edifici rurali, a una riformulazione dei precedenti contratti agrari». Sull'importanza della cascina sul piano produttivo e soprattutto sociale ricordo i due ottimi testi di don Peppino Barbesta, Giacomo Bassi, Aldo Carera e Renzo Cattaneo, "Vivere di cascina" e "Gente da vivere", che raccolgono testimonianze di vita e di lavoro del mondo rurale lodigiano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un mondo quello rurale che per secoli si è sviluppato secondo canoni ben precisi, legati allo sfruttamento produttivo della terra e delle risorse naturali e che solo di recente ha subito un repentino mutamento. Scrive Ongaro: «La cascina, a partire dalla metà del Novecento, è cambiata notevolmente per le trasformazioni avvenute sul piano dell'organizzazione del lavoro o delle attività stesse dell'azienda agricola in correlazione al grande esodo dei salariati e delle loro famiglie. Nella sua struttura sono apparsi elementi nuovi (silos-trincea, sale di mungitura meccanica, recinti per la stabulazione aperta) ed è stato modificato o del tutto abbandonato l'uso di altri (stalla di cavalli, caseificio, ghiacciaia); l'abbandono più rilevante ha riguardato il settore delle abitazioni contadine. Perciò oggi la cascina vive soprattutto come azienda, come unità produttiva, non più come comunità o aggregato sociale: ha cessato di essere "unità di insediamento e di produzione", ossia polo produttivo e insieme comunitario».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel contesto della cascina, oggi, convivono le testimonianze d'un mondo ormai scomparso, d'una civiltà agricola che ha fatto del territorio lodigiano un patrimonio unico da salvaguardare, e le esigenze di una moderna azienda sempre più tecnologica. E sempre più si sta allargando il «conflitto» determinato dallo iato tra il modello di azienda tipico della vecchia civiltà contadina  e il modello nuovo dell'azienda moderna al passo con lo sviluppo produttivo basato sull'ampio impiego di nuove tecnologie. Le cascine storiche sono l'elemento che più ne fa le spese. Non solo un crescente abbandono di vecchi insediamenti, ma anche all'interno di siti pienamente produttivi l'abbandono di quelle parti non più utili o consone per l'attuale attività e le nuove modalità di produzione. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, conclude così Ongaro il suo scritto sulla cascina, «pur nella sua attuale ridotta realtà, la cascina non solo continua a costituire il cuore del sistema agrario del Lodigiano e dell'area attigua, ma resta anche a testimoniare un passato in cui tra uomo e terra si era instaurato un più equilibrato rapporto». Tuttavia la considerazione conclusiva espressa dallo storico si presta ad un equivoco di fondo, e che cioè ci debba essere una coincidenza di interessi tra salvaguardia del patrimonio edilizio storico e lo sviluppo dell'attività produttiva. Forse da questo «equivoco» nascono tutti i guasti cui stiamo assistendo nei nostri comuni, dove il degrado di edifici rurali di interesse storico-architettonico sono sotto gli occhi di tutti, sia tra gli insediamenti dismessi in toto quanto ad attività produttiva, sia quelli dove l'attività continua. Per un semplice motivo economico: salvaguardare il patrimonio edilizio ha un costo; e se non si dà un senso di profitto alla sua salvaguardia, è una pura perdita, che soprattutto in questa fase di crisi un'azienda agricola non può permettersi. E a maggior ragione se l'imprenditore agricolo non è il proprietario del sito della sua azienda.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un concetto, cioè deve essere ben chiaro, che salvaguardare un bene storico-architettonico o paesaggistico è un mestiere ben distinto dal condurre un'attività produttiva agricola di conduzione d'un fondo o zootecnica. Ma questo vale anche per altri aspetti di salvaguardia del territorio, come ad esempio la manutenzione di vecchie strade o percorsi rurali abbandonati perché non più funzionali alle attività di produzione, ma ricchi, ad esempio, di potenzialità per il tempo libero o in un contesto turistico. A chi, dunque, spetta l'«onore» e l'onere della salvaguardia dei beni culturali che costituiscono le vestigia del passato di questo territorio? La risposta è ovvia: agli enti locali, Comune e Provincia, e alla Regione. Sta a questi enti programmare il recupero, progettare gli interventi, «inventarsi» gli incentivi, diretti ed indiretti, per cui chi usa il bene o comunque lo ha nella sua disponibilità trovi un qualche tornaconto nel procedere alla sua salvaguardia. E soprattutto finalizzarne il recupero in modo che vada a vantaggio della intera comunità. Non è cosa facile. Vero. Ma se si vuole essere qualcosa di più d'un amministratore d'un piccolo condominio, uno che lo fa al massimo per puntare magari domani ad un palazzo nel capoluogo, la sfida deve essere raccolta seriamente, con i fatti non con le solite parole al vento buone per una foto su di un giornale e che portano forse qualche voto, utile sicuramente per «tirare a campare» ma niente di più. Non è un caso che lo strumento urbanistico oggi si chiami "piano di governo del territorio": la parola "governo" esprime un ruolo normativo e nel contempo esecutivo di finalità che interessano la comunità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una cosa è certa. Non si aiuta la conservazione degli edifici che costituiscono le vecchie cascine offrendo alla cementificazione altro terreno agricolo perseguendo il miraggio di arrivare così ad un incremento in termini di oneri di urbanizzazione delle entrate comunali. Perché non invece pensare ad una «integrazione» delle cascine nel tessuto urbano fornendo servizi utili ad eliminare le differenze tra il vivere in paese e il vivere in cascina? Anche con le poche risorse a disposizione. Bastano idee e capacità di progettazione e programmazione e di dialogo con tutte le componenti la comunità. Certo, sono risorse ben più ardue da trovare. Ripensare il territorio è l'unica strada per uno sviluppo armonico sostenibile nel Lodigiano.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-5974506500417993450?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/5974506500417993450/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=5974506500417993450' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/5974506500417993450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/5974506500417993450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/e-un-altro-mestiere.html' title='È un altro mestiere'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-1993802736873215792</id><published>2010-08-23T16:28:00.006+02:00</published><updated>2010-08-23T20:15:16.986+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lodigiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beni culturali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Brembio'/><title type='text'>Contro il cemento senza se, senza ma</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Nel Lodigiano che "divora" territorio sono troppe le cascine abbandonate», titolava così in prima pagina, sabato 21 agosto, il quotidiano &lt;i&gt;Il Cittadino&lt;/i&gt; di Lodi. «Da una parte il continuo consumo del suolo, dall’altra le tante, troppe cascine abbandonate. Una delle tante contraddizioni urbanistiche del Lodigiano». Il giornale diretto da Ferruccio Pallavera è da sempre sensibile verso la tutela ambientale, la conservazione di quei tratti peculiari del territorio lodigiano che ne fanno una terra caratteristica e unica. La denuncia - per fare un esempio dei temi di grande attenzione del quotidiano - della troppa facilità con cui i sindaci, col solo intento di «fare cassa», aprono alla speculazione che con la prospettiva d'un facile guadagno induce agricoltori a cedere ad un mercato edilizio, oggi oltretutto fermo quanto a domanda, terreni fertili e produttivi per la loro irreversibile cementificazione. Editoriali che in più occasioni hanno aperto un dibattito. Un allarme giustissimo perché io credo che se si andasse a fare la somma delle nuove costruzioni previste nei Piani di governo del territorio (PGT) dei comuni lodigiani ne uscirebbe fuori un'esigenza irreale, il fabbisogno equivalente di una nuova città. Abitata poi da chi?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualche settimana fa toccava a Matteo Brunello lanciare l'allarme cementificazione sul &lt;i&gt;Cittadino&lt;/i&gt;. Si trattava della cascina Carazzina, situata ai margini della tangenziale di Lodi, in zona San Grato, dove l'amministrazione comunale di centrosinistra prevede nuovi insediamenti produttivi. Uno spazio già circondato dai capannoni della logistica e che ora, informava Brunello, potrebbe essere ulteriormente minacciato da traffico e cemento, visto che il comune di Lodi con il nuovo Piano di governo del territorio ha previsto nella zona nuovi spazi per lo sviluppo artigianale e produttivo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Così Brunello descrive il podere Carazzina, oltre 33 ettari coltivati a colture cerealicole e foraggere: «Distese di campi coltivati a mais, geometrie di canali che si perdono nel verde e un vecchio cascinale. Uno stupendo angolo di verde, a pochi chilometri dal centro del capoluogo. Il cascinale è molto ampio e comprende una casa padronale, case coloniche ed edifici di deposito e di servizio. Strutture che sono state recuperate, nel rispetto dei criteri dettati dall'architettura storica. Nei pressi della cascina si notano inoltre campi coltivati, alberature, corsi d'acqua e strette strade bianche». Proprietario del podere è Guido Prato Previde di Milano, che ha riferito al giornalista alcuni dati storici e di difesa dell'area: «Ci siamo adoperati per anni nel difendere i valori di questa terra, nel rispetto delle migliori caratteristiche del paesaggio agrario tradizionale del Lodigiano e per tutelare i fabbricati della cascina risalente ai secoli scorsi; il fondo è pervenuto alla mia famiglia ancora verso la fine dell'Ottocento e da allora ci siamo dati da fare per mantenerlo in modo molto attento. Lo abbiamo fatto anche cercando di difenderlo da iniziative che per noi erano discutibili e ci siamo per questo tutelati in sede legale. Ad esempio nel caso della costruzione di un vicino magazzino di logistica». Ma tutto questo non interessa alla giunta di centrosinistra, capeggiata dal sindaco Lorenzo Guerini: il Piano di governo del territorio che disegna la «Lodi del futuro», come già accennato, nei pressi della cascina Carazzina prevede una zona di espansione produttiva, non lontano da vie importanti di comunicazione come la ferrovia e la tangenziale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La proprietà a fine giugno ha presentato alcuni rilievi al documenti urbanistico del comune che sottolineano un'incongruenza del testo con le previsioni per l'area rispetto alla programmazione provinciale ed ha evidenziato, come riporta nel suo articolo Brunello, che «una trasformazione edificatoria delle aree del fondo a nord della ferrovia distruggerebbe di fatto il tessuto ambientale». &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma c'è un'altra frase del proprietario trascritta da Brunello che mi piacerebbe e che credo piacerebbe a tutti sentire da altri proprietari di terreni agricoli, a Lodi, a Brembio, in tutto il Lodigiano: «Il cambio di destinazione d'uso di terreni di nostra proprietà, che potrebbero diventare produttivi, aumenterebbe il valore delle aree. Ma non è questo ciò che a noi interessa, l'importante per noi è la valorizzazione di un contesto agricolo e paesaggistico che in questo modo andrebbe disperso».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;(continua)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-1993802736873215792?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/1993802736873215792/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=1993802736873215792' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/1993802736873215792'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/1993802736873215792'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/contro-il-cemento-senza-se-senza-ma.html' title='Contro il cemento senza se, senza ma'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-4857008642073357143</id><published>2010-08-21T23:51:00.004+02:00</published><updated>2010-08-22T00:54:27.515+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Il terzo incomodo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/i&gt; ha pubblicato mercoledì 18 agosto un'intervista al senatore Ignazio Marino, che è stato il terzo incomodo nelle primarie per la designazione del segretario del Partito democratico. Già il titolo sintetizza in maniera forte la portata delle affermazioni contenute nel testo dell'articolo: «Basta tessere e segrete stanze: così è un partito da buttare». E nella presentazione, la giornalista Wanda Marra parte con questo virgolettato di Marino: «Il Partito Democratico o diventa un partito contendibile o non è un Partito democratico. E a quel punto è meglio che si sciolga». Estremamente eloquente, posta così, la questione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le domande della giornalista partono focalizzando l'attenzione sulle primarie, dibattito all'ordine del giorno nel centrosinistra dopo che la possibilità di un voto anticipato si è resa concreta soprattutto per insistenza della Lega Nord, ed una serie di autocandidature, alternative a quella di bandiera dell'attuale segretario del Pd Bersani: Vendola, De Magistris, Chiamparino. Dice Marino: «Dobbiamo insistere ancora di più sulle primarie, in un momento in cui, con questo sistema elettorale, di fatto i parlamentari sono nominati da 4 o 5 capi-partito. È una grave ferita della nostra democrazia. E per quel che riguarda i candidati sindaci delle grandi città, le consultazioni sono molto importanti, perché fanno sì che chi scende in campo prenda impegni e responsabilità con le persone che lo devono eleggere». La giornalista, però gli fa notare che non tutto il partito è d'accordo sullo strumento: «Non si tratta certo dei nostri elettori... Serve la possibilità di scegliere una classe dirigente nuova, con energie fresche», ribatte Marino. Insomma il nuovo di Bersani è il vecchio di sempre. Ma la sua interlocutrice gli osserva che le primarie come sono state fatte fino ad ora, non hanno selezionato nessun «nuovo talento», ma piuttosto sono servite a legittimare le scelte dei vertici. E, quindi, dove sta il senso delle primarie? Marino risponde: «Quelle sono proprio le primarie che non vorrei [la giornalista aveva citato quelle vinte da Prodi e quelle vinte da Veltroni]. Per esempio, io mi sono presentato candidato segretario, senza un'organizzazione, senza avere dalla mia le tessere del partito, e sono arrivato quasi al 15 per cento. Bisogna andare in quella direzione. Quanto potrà resistere la classe antica, chiusa nelle stanze del potere? Dobbiamo lavorare tutti insieme perché prenda il sopravvento la possibilità di una competizione davvero alla pari: ci sono pochi dirigenti del secolo passato che riescono a influenzare le linee del Pd. Ma le persone seguiranno chi indica percorsi trasparenti di democrazia e merito». Effetto collaterale delle parole di Marino è che ne esce in fin dei conti una radiografia del Partito democratico che lo mostra non molto dissimile ai Ds e quindi al vecchio partito comunista quanto a chiusura e gestione interna del potere. Non il sogno di modernità tentato da Veltroni, abortito con l'inevitabile sconfitta subito dopo le elezioni. E quanto alle ultime primarie, quelle per la segreteria, la giornalista del &lt;i&gt;Fatto&lt;/i&gt; evidenzia che anche esse non sono state niente altro che un modo per contarsi nel partito, tra chi sosteneva Bersani e chi Franceschini. «I cambiamenti non si fanno in una notte. Abbiamo avviato un percorso». Vabbè, e Marino cita e si dilunga sull'esempio americano «dove spesso è difficile immaginare chi saranno i candidati leader». Cose d'un altro mondo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E poiché si sta sfociando nell'utopia, la giornalista cerca di rimettere il discorso con i piedi per terra: «A cosa si riferiva parlando di "pochi dirigenti del secolo passato" che influenzano il partito?». E Marino spiega: «Alla mancata trasparenza e giovinezza, che non è una questione di età anagrafica, ma di spirito, che si è vista in molte circostanze. Per esempio, si è notato nella segreteria Bersani o nella gestione di Dario Franceschini, in occasione della scelta dei candidati al Csm. Fino alla mattina della votazione i parlamentari non conoscevano chi avrebbero scritto sulla scheda». Nulla di nuovo, insomma, sotto il sole. Inutile dilungarsi oltre.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da annotare soltanto ancora la risposta all'ultima domanda, il possibile ritorno di Prodi voluto nel Pd da molti sostenitori delle primarie. Questa la risposta: «Ho molto rispetto per Prodi. Ma credo che possiamo anche immaginare una figura che non sia stata capo del Governo o Ministro nel secolo passato». Un esercizio intellettuale decisamente arduo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-4857008642073357143?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/4857008642073357143/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=4857008642073357143' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/4857008642073357143'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/4857008642073357143'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/il-terzo-incomodo.html' title='Il terzo incomodo'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-1615594170294421078</id><published>2010-08-19T11:38:00.003+02:00</published><updated>2010-08-19T12:28:34.987+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Un grande vecchio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Forse il miglior modo per rendere a Cossiga la giusta memoria, più che con i tanti coccodrilli che riempiono le pagine dei giornali e le molte lacrime di coccodrillo che sono scorse a fiumi, è quello di ricordarlo citando brani tratti dall'intervista pubblicata da &lt;i&gt;Il Mattino&lt;/i&gt; all'uomo che di cui il presidente emerito fu un «rude avversario».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scriveva Teresa Bartoli il 18 agosto: «Achille Occhetto non nasconde il suo stupore per il coro di elogi di queste ore: "Pur nel cordoglio sentito, farei un torto a lui, rude e schietto, se non fossi sincero nel ricordarlo come un personaggio dalle molte ombre"». Occhetto, che fu l'ultimo segretario del Pci, guidò il Pds nel primo ed unico tentativo di messa in stato d'accusa di un presidente della Repubblica. La richiesta di impeachment fu archiviata per le dimissioni di Cossiga, anticipate di qualche settimana sulla scadenza naturale del settennato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dice nell'intervista Occhetto: «Per me in lui prevalgono le ombre. In un certo senso, è stato un personaggio inquietante: aveva un'intelligenza acuta, che gli permetteva di esprimere idee che sembravano muoversi sul terreno della razionalità pura. Ma, allo stesso tempo, faceva scelte che le contraddicevano in maniera clamorosa. Indubbiamente fu tra i pochissimi nella Dc dell'89 a capire che, con la caduta del muro di Berlino, cambiava il mondo. Per questo apprezzò la svolta della Bolognina e sferzò lo scudo crociato a cambiare, a rendersi conto che il sistema politico stava cambiando e non ci sarebbe stato più per esso il ruolo centrale della prima Repubblica. Ma, fatta quella analisi, nei fatti si adoperò per inciuci e "mastellate", lavorando anche nell'ombra per far saltare il sistema bipolare e tornare a quanto di più simile al vecchio sistema politico fosse possibile».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quanto al suo periodo di presidente della Repubblica, Occhetto così lo ricorda: «Picconò il palazzo, ha avuto una funzione puramente demolitoria. Ed ha svolto il suo settennato aprendo di fatto la strada ad una deriva presidenzialista. Ma coltivando, in modo contraddittorio, anche il sogno di un ritorno al vecchio sistema. Insomma ha unito il peggio del presidenzialismo con la nostalgia per la prima Repubblica. E, altra ombra indelebile, ha operato perché nascesse in Italia un governo per la guerra nel Kosovo». Il governo D'Alema. Afferma Occhetto: «Cossiga ha ammesso di averlo appoggiato perché in grado, più di un cattolico come Prodi, di tener buona la sinistra e garantire l'obiettivo amerikano, col k, della guerra. Finita la funzione, ha lasciato andare allo sbaraglio quel governo».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cossiga ha portato con sé molti misteri. Di questo avviso è anche Occhetto: «Sicuramente non ha detto tutto quel che sapeva di Gladio, del caso Moro, sui rapporti con gli Usa e la strategia della tensione». Un grande vecchio della politica italiana, dunque, è morto, uno che se avesse voluto, poteva mettere una parola definitiva su molte oscure vicende della Repubblica italiana. Teatrale fino alla fine, con quelle quattro lettere inviate alle massime autorità dello Stato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-1615594170294421078?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/1615594170294421078/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=1615594170294421078' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/1615594170294421078'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/1615594170294421078'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/un-grande-vecchio.html' title='Un grande vecchio'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-6774519046298798240</id><published>2010-08-18T17:57:00.009+02:00</published><updated>2010-08-18T23:56:15.737+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Senza domani</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«È del resto molto difficile immaginare un governo che tenga insieme Fini e Bersani, Casini e Di Pietro», scriveva ieri &lt;i&gt;il Riformista&lt;/i&gt;, un governo di tutti i nemici di Berlusconi, che non ha i numeri al Senato per la fiducia. Eppure stiamo quotidianamente assistendo ad un siparietto dove il governo del Presidente (l'eventuale governo cui Napolitano potrebbe dare l'incarico per gestire le elezioni) viene propagandato come ultima ratio prima del voto. Al di là delle urla di orrore per un «colpo di stato» di fatto, «costituzionale», l'idea continua ad essere propagandata con i media, pur magari dicendo, come fa &lt;i&gt;il Riformista&lt;/i&gt;, che il fronte berlusconiano spara contro un nemico sostanzialmente immaginario». Arrivando a chiedere sic et simpliciter le dimissioni del premier, come unica possibilità per andare al voto che secondo il centrosinistra è apoditticamente il progetto del centro destra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se palude c'è, è nei giornali. Giornali che ormai, invece di fare cronaca della quotidianità, si sono arrogati il ruolo non solo di fare la politica delle lobbies e schieramenti di riferimento, ma di costruire loro la realtà politica e amministrativa italiana. Apriamo gli occhi: un governo c'è, che sta governando, di cui ancora non è stato dimostrato che non abbia il sostegno di una maggioranza in Parlamento sulla realizzazione del programma elettorale votato alla grande dagli elettori. Questo governo può piacere o non piacere, ma dovrebbe essere messo nella condizione «psicologica» di governare. Ed invece, dal primo secondo dopo la divulgazione dei risultati elettorali si è fatto di tutto per affossarlo e affossare con esso la volontà popolare, giusta o sbagliata che sia. Si sono usate tutte le truppe cammellate a disposizione, dalle escort ai futuristi. Riuscendo anche ad armare la mano di un esaltato, purtroppo. Incredibile poi che chi per primo non rispetta la democrazia, pur etichettandosi con essa, e di conseguenza in definitiva la costituzione, si faccia bodyguard della Carta. E giorno dopo giorno inventi e dia fiato a leggende metropolitane, l'unica possibilità evidentemente rimastagli di «far politica».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prendiamo &lt;i&gt;Europa&lt;/i&gt;, ieri. L'incipit di un articolo di Giorgio Merlo: «Il dibattito surreale a cui stiamo assistendo in questi giorni dalle parti del centro destra è semplicemente inguardabile. Accuse a colpi di dossier, scarso senso delle istituzioni anche da parte di chi fa della legalità la sua bandiera ideologica momentanea, scontri istituzionali che possono mettere in crisi lo stesso sistema. Il tutto in una cornice dove emerge in modo sempre più inquietante una concezione proprietaria delle istituzioni e dello stato». Un film, «reale» sui giornali e nella testa dei «dattilografi». Quanto realmente reale? Quanto quello che il giornalista aggiunge riguardo il Pd? Non dimentichiamo che &lt;i&gt;Europa&lt;/i&gt; è «organo» del Pd. «Ma al di là delle contraddizioni e della situazione che caratterizza il centro destra, credo sia importante sul versante opposto, chiarire un aspetto che non può essere semplicemente ridicolizzato o sottaciuto. E cioè, la coalizione riformista e democratica che il Pd vuol costruire non può e non deve essere confusa con una alleanza che dovrebbe essere messa in campo per "liberarsi" da Berlusconi». In parole povere, viene così svelato l'unico obiettivo del Pd oggi, quello di sempre dalla batosta subita dalla gioiosa macchina da guerra: liberarsi da/i Berlusconi. Sì, vero il Pd non era nato con questo solo scopo, ma se qualcosa d'altro c'era, è morto con Veltroni. Un tema politico quello sottolineato da Merlo, che non può essere liquidato banalmente, perché bisogna fare i conti con gli altri gruppi politici che possono anche non starci. Aggiunge l'articolista: «Anche perché la linea del pallottoliere rischia di infrangersi contro gli scogli delle convenienze e delle suscettibilità dei singoli partiti. Non è un caso se, ad esempio, l'Udc già pone dei paletti fermi per evitare l'alleanza con Vendola e soci e lo stesso Di Pietro mal digerisce una alleanza organica con il partito di Casini». Cioè, difficile fare una crociata con l'armata Brancaleone. E poi, dice, le pregiudiziali politiche o morali che arrivano dai quei partiti, che comunque sono minoritari, conta poco, perché il nodo è un altro: «la concreta iniziativa politica che assumerà il Pd». Già. Assumerà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E qui arriva di supporto la fantasia e l'immaginazione, dal momento che a tutti è noto che, tolto l'obiettivo citato, finora la segreteria Bersani altro non ha prodotto, cosa che con immenso eufemismo viene anche detta così: «Sino ad oggi Bersani ha colto nel segno quando ha evidenziato le profonde contraddizioni del governo Berlusconi e quindi ha posto le condizioni per superarlo per poi, in un secondo momento, dar vita alla futura coalizione di governo». Fantapolitica. Tant'è che il periodo che segue è: «Un tema, questo, che va però affrontato senza reticenze e ipocrisie». Dire "non  sappiamo che cazzo fare" non giustifica un giornale. E allora parole in libertà. Futurismo che torna di moda. E difatti: «È indubbio, infatti, che il Pd non può riproporre la logica dell'Unione se vuol essere credibile agli occhi anche dei moderati nel nostro paese. Una parentesi, quella dell'Unione, che va archiviata definitivamente a meno che qualcuno pensi che il destino del centrosinistra in Italia sia quello di essere condannato all'opposizione senza possibilità di appello considerando le profonde contraddizioni che si annidano al suo interno». E attenti, attenti: «È banale ricordare che difficilmente si costruisce una coalizione di governo seria e credibile - e destinata a durare in caso di vittoria - sommando i giustizialisti con i comunisti di varia natura, i riformisti autentici con i forcaioli incalliti. Una macedonia impazzita che supererebbe a malapena il dopo elezioni destinata a naufragare quando si passa dalla comoda fase della protesta a quella più impegnativa della proposta programmatica». A parte il fatto che non so chi mai abbia visto una macedonia impazzita, ma l'errore metaforico è banale, molto sostanzioso (e comodo) invece è l'attribuire alla sinistra la disfatta dell'Unione e non ai Ds e Margherita stessi. Ma non divaghiamo, andiamo oltre.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Proposta programmatica si dice: «Un compito a cui il Pd non si può sottrarre perché la vita politica italiana non può essere confusa con una eterna emergenza democratica e costituzionale. E tutti sappiamo che non è possibile declinare una strategia di governo sommando aritmeticamente l'attuale opposizione al centro destra». Insomma dopo tanto inchiostro, siamo ancora al «che fare?».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Beh, «non si tratta di riscoprire l'ormai tramontata "vocazione maggioritaria", suggestiva ma pur sempre insufficiente». Per vincere è necessaria una politica delle alleanze e poiché «è indubbio che non tutte le alleanze sono funzionali per il governo del paese», allora «compito del Pd oggi e della sua classe dirigente è soprattutto quello di costruire una coalizione di governo credibile, trasparente e duratura». Perbacco che trovata! E per rafforzare la «linea» con penna stentorea: «Una responsabilità a cui non ci si può sottrarre e a cui si deve porre la giusta attenzione per evitare che l'opposizione a Berlusconi sia solo un espediente momentaneo e del tutto privo di valenza politica strategica». Provate ad immagine come devono risuonare nelle orecchie dei militanti queste parole. Fuffa per incantare poveri cristi. E dire che non ci siamo ancora mossi dalla linea di partenza. Non sono io a evidenziarlo ma &lt;i&gt;Europa&lt;/i&gt;: «Insomma, la stagione politica convulsa e densa di incognite che sta attraversando il nostro paese richiede adesso lungimiranza e senso di responsabilità. E il Pd, partito perno della futura alleanza riformista, non può liquidare la pratica come un fattore secondario. Abbiamo il dovere di costruire una prospettiva politica duratura, coerente e seria. Senza questa consapevolezza politica, culturale e programmatica dovremmo nuovamente assistere ad uno scenario dove si confronta uno schieramento chiassoso, vivace ma minoritario ed una maggioranza con poco senso dello stato ma condannata a governare per le contraddizioni del campo avverso». Ed il grande consiglio finale è: «È meglio pensarci su prima che questo scenario si consolidi definitivamente». Vabbè. E poi meravigliamoci che la Lega catalizzi sempre più consensi nell'area dove pesca il Pd.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-6774519046298798240?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/6774519046298798240/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=6774519046298798240' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/6774519046298798240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/6774519046298798240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/senza-domani.html' title='Senza domani'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-4007794836855487142</id><published>2010-08-17T18:14:00.004+02:00</published><updated>2010-08-17T19:44:20.578+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Evidenze</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il 12 agosto scorso, su &lt;i&gt;Liberazione&lt;/i&gt; è stata pubblicata una "Lettera aperta ai segretari dei partiti di opposizione", firmata da Paolo Ferrero. La lettera contiene una serie di osservazioni che può essere utile tenere nella dovuta considerazione, anche perché rappresentano un reale punto di vista di quella che oggi è la sinistra italiana, isolata fuori dal Parlamento, sorte peggiore di quella vissuta per molti lustri dalla destra italiana orfana del fascismo. Scriveva Ferrero: «A me pare del tutto evidente che la crisi interna al centro destra più che determinare la fine del berlusconismo stia producendo un ulteriore imputridimento della crisi politica. Che i destini del governo e per certi versi della repubblica - visti i propositi anticostituzionali di Berlusconi - siano riassumibili nella diatriba legal giornalistica su un appartamento di Montecarlo non è null'altro che il segno di un degrado senza fine». E aggiunge con molto equilibrio: «Nessuno può pensare che il fango tocchi solo gli altri».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prima di continuare con le citazioni, mi permetto un inciso sull'inciso in cui si ricordano i propositi «anticostituzionali» di Berlusconi. Con tutto quello che si sente e si legge in questi giorni appare difficile tracciare una linea netta tra ciò che è «costituzionale» e ciò che non lo è. Tutta l'azione dell'opposizione di centrosinistra, dell'area parlamentare che è etichettata «partito democratico», ad esempio, dalle ultime elezioni politiche ad oggi, quella di sfrattare «ad ogni costo» l'attuale inquilino di Palazzo Chigi, non so, seppure sia formalmente non eversiva, quanto si sposi con una corretta visione della nostra democrazia costituzionale, così come è delineata nella Carta. Della Costituzione viene fatto spesso un uso strumentale, più da foglietto di carta da usare in solitudine, piuttosto che un documento fondante la nostra convivenza sociale e civile secondo principi riconosciuti da tutti. Con un richiamo fondato su un simile uso si sono bocciate modifiche con un referendum costituzionale propagandato come l'ultima salvezza prima dell'abisso. E forse, col senno di poi, si è fatto male a bocciare quelle proposte. Un po' come con un altro risultato referendario ottenuto cavalcando lo stato d'animo vissuto dagli italiani in quel momento buio, quello che ha sepolto il proporzionale, che poteva aver prodotto sì gli eccessi della prima repubblica, ma niente in confronto alle oscenità della seconda prodotte dai suoi sostituti nella ricorsa a produrre strumenti di voto che dessero, possibilmente agli eredi della gioiosa macchina da guerra, stabilmente il potere senza il bisogno e la fatica di costruire quotidianamente il consenso. Ha vinto nel '94 Berlusconi. Ha rivinto dopo, ha rivinto ancora. Non c'è verso di mandarlo a Sant'Elena. Perché la gente è con lui come un tempo era con la Democrazia cristiana. Un dato di fatto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tornando a Ferrero: «Questa crisi ha indebolito il Berlusconi presidente del consiglio ma certo ha rafforzato il disgusto per la politica che milioni di italiani provano verso una classe dirigente che è incapace anche solo di ragionare sui temi che riguardano la vita quotidiana dei propri concittadini. Non so se sarà ancora Berlusconi a beneficiare di questo degrado o se sarà qualcun altro ma so che la ricerca di uomini della provvidenza si è oramai drammaticamente generalizzata. La carica antidemocratica di questa domanda non sarà semplice da smaltire».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quanto al governo del Presidente dice: «Per questo la proposta di un governo di garanzia a me pare oramai completamente inadeguata. Non l'ho mai condivisa ma ne potevo capire la ragione nelle settimane scorse». E spiega il perché dal suo punto di vista: «Vi pare seriamente che si possa continuare così ancora a lungo, con le destre che ammorbano il panorama, la Lega che si erge a paladina della moralità e il paese che sprofonda dentro la crisi? Questo scenario potrebbe durare per mesi. Vi pare possibile che lo sbocco di questo putridume sia un governo istituzionale frutto di una manovra di palazzo, privo di mandato democratico e che avrebbe probabilmente l'unico effetto di permettere a Berlusconi di dipingersi - una volta ancora - come vittima?».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La lettera chiude con la proposta che è «di cambiare registro, di prendere atto della gravità della situazione e del fatto che per uscire da questo pantano occorre una proposta politica forte e netta». Elezioni e uno schieramento democratico con cui presentarsi alle elezioni, e un programma che Ferrero indica: «difesa della costituzione e il ristabilimento pieno delle regole democratiche, la modifica della legge elettorale in senso proporzionale, una politica sociale redistributiva». Le sinistre ci sono, ma il centrosinistra, il Pd? Come può starci a buttar via il maggioritario, il Pd che fonda le sue (scarse) fortune proprio su quel modello di legge elettorale? Sarebbe spegnere la macchina  che lo tiene in vita.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-4007794836855487142?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/4007794836855487142/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=4007794836855487142' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/4007794836855487142'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/4007794836855487142'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/evidenze.html' title='Evidenze'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-2560934990060809023</id><published>2010-08-17T17:10:00.003+02:00</published><updated>2010-08-17T18:03:56.274+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Le corna del diavolo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Dicono che è tornata la Dc? Se mi dà gli estremi di questi signori vado a costituirmi parte civile», così iniziava un'intervista di Marco Gorra a Gianfranco Rotondi pubblicata su &lt;i&gt;Libero&lt;/i&gt; nei primi giorni d'agosto. Erano i giorni dell'annuncio dell'improbabile «Terzo polo», il polo per polli. «E l'hanno fatta rinascere Fini, Casini e Rutelli? Ma per piacere La Dc ha unito i due terzi degli italiani che non volevano il Pci al governo, prendendo i voti di metà ed assicurandosi gli altri mediante alleanze laiche. Cosa c'entrano Casini e Fini che semmai sono riusciti a dividere anche i propri partiti?».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sempre ironico il ministro per l'Attuazione del programma, democristiano doc lui: «Anche perché lo sa che cosa facevano Rutelli, Fini e Casini mentre Martinazzoli - politico che amo per la coerenza con cui ha sbagliato tutto quello che poteva e per la lealtà con cui ne ha pagato il prezzo - chiedeva a noi democristiani di gettare il cuore oltre la gioiosa macchina da guerra e oltre Silvio? Rutelli stava con Occhetto, Fini abiurava il fascismo per abbracciare il berlusconismo e Casini abbandonava la Dc che affondava». Serviti barba e capelli. Rotondi è netto: per far rinascere la Dc ha titolo «chi l'ha accompagnata in lacrime al cimitero, non chi l'ha combattuta».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è ancora un passo interessante di quell'intervista, quello in cui Rotondi dice: «Per un democristiano è essenziale un progetto di sistema-Paese come lo ebbero De Gasperi e Fanfani e come lo ha Berlusconi. Il dc non guarda le due squadre in campo per mettersi in mezzo e far vincere quello che gli conviene. Il vero democristiano allestisce una squadra. Io posso avere dubbi su tutto, ma su una cosa no: Berlusconi è l'erede della tradizione democristiana».  E al giornalista che gli ribatte: «Ma non era socialista?», dice: «Fu propagandista ed elettore della Dc. E fu amico di Craxi. Berlusconi di errori ne ha fatto uno solo: non ricostruire esplicitamente la Dc». Nel '94 si sarebbe trovato la gente coi forconi sotto casa, commenta di rimando il suo interlocutore, ma Rotondi conferma il suo pensiero: «Ma se Berlusconi ha elaborato l'ispirazione popolare e cristiana che ne fa l'erede della Dc».  E butta lì il «Sa cosa gli manca?» per poter esplicitare la lacuna, il tallone d'Achille: «Gli manca un progetto di partito che dia autonomia e carburante alla sua proposta politica». Quel qualcosa che permetteva alla Dc  fare voti a prescindere dal governo. Lo strumento che avrebbe reso inutile il contratto di matrimonio d'interesse tra Forza Italia, che portava in dote il consenso popolare e An che in dote portava la struttura di partito mancante. Ma come si sa nei matrimoni d'interesse è proprio l'interesse personale il diavolo che ci mette le corna.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-2560934990060809023?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/2560934990060809023/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=2560934990060809023' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/2560934990060809023'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/2560934990060809023'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/le-corna-del-diavolo.html' title='Le corna del diavolo'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-5737302047823821860</id><published>2010-08-16T20:15:00.001+02:00</published><updated>2010-08-16T20:18:05.629+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Massoneria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Respinto</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Notizia d'oggi: «L'onorevole Verdini non è iscritto, né lo è mai stato, alla Massoneria del Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani». Lo afferma oggi il Gran Maestro Aggiunto, Massimo Bianchi smentendo quanto pubblicato ieri in un articolo de &lt;i&gt;la Repubblica&lt;/i&gt;, a firma di Alberto Statera, che qualifica arbitrariamente il coordinatore del PDL come affiliato al Grande Oriente. «La sua storia politica, imprenditoriale e le vicende di altra natura che di recente lo vedono coinvolto, a torto o a ragione, non sta a noi sindacarlo - riguardano esclusivamente l'onorevole Verdini. Il Grande Oriente d'Italia respinge pertanto ogni accostamento a costui». Un'altra bocciatura.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-5737302047823821860?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/5737302047823821860/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=5737302047823821860' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/5737302047823821860'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/5737302047823821860'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/respinto.html' title='Respinto'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-261138829140527121</id><published>2010-08-16T19:35:00.003+02:00</published><updated>2010-08-16T20:06:41.363+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Irrealtà</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Su quali basi si può parlare di un governo di transizione, senza Berlusconi poi? Questa proposta dimostra che il Pd sta facendo un'analisi irrealistica della attuale crisi: pensano che Berlusconi sia scomparso. E non lo è affatto, così come non lo è la maggioranza. Si può pensare ad un governo di responsabilità nazionale. Guidato dal Cavaliere, che comunque avverte il senso della responsabilità verso il Paese». Così Rocco Buttiglione in un intervista a &lt;i&gt;Libero&lt;/i&gt; del 10 agosto. Il pezzo, intitolato «Mai alleanze tra Udc e futuristi» il presidente dell'Udc scartava la possibilità di accordo col presidente della Camera Gianfranco Fini in caso di voto anticipato: Con Gianfranco Fini e i finiani non abbiamo molto in comune, se non un certo sentimento della legalità, del rispetto istituzionale, dell'idea che non si può condurre eternamente una lotta contro le magistrature».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ferdinando Adornato, deputato oggi Udc, intervistato due giorni dopo dal &lt;i&gt;Sole 24 Ore&lt;/i&gt;, dopo aver detto «Noi in tempi non sospetti parlammo di un governo di responsabilità nazionale come unica via d'uscita a una doppia crisi, economica e istituzionale. questo vale ancora per il presente» e ricordato che «per il futuro invece abbiamo fatto appello alle forze moderate presenti in tutti gli schieramenti per la nascita di un partito della nazione», si trova davanti la domanda che mette a nudo il nocciolo della questione: «Tra i moderati c'è o no il Pd? Bersani è un alleato?». E Adornato così risponde: «Un Pd che rompesse con Di Pietro e facesse sua l'attitudine a un'area di responsabilità - non solo in caso di voto - potrebbe essere una novità per tutta la scena politica. Il nostro invito a Bersani è di rompere con l'Idv e con l'area antagonista». E cosa intenda per area antagonista lo specifica subito dopo: «Per area antagonista intendo quella prima rappresentata da Bertinotti, poi da Di Pietro, ora anche da Vendola. Credo che tutte meritino di essere rappresentate ma non tutte sono di governo».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Finiani no, almeno per ora. Pd no, se non rompe definitivamente con la sinistra. Chi altro c'è? Rutelli!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-261138829140527121?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/261138829140527121/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=261138829140527121' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/261138829140527121'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/261138829140527121'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/irrealta.html' title='Irrealtà'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-3589635328505891827</id><published>2010-08-16T19:22:00.003+02:00</published><updated>2010-08-16T19:28:46.547+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Tartine</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Montezemolo piace a sinistra, lo sanno tutti. Resta un mistero come un partito che dovrebbe guardare agli operai, alla classe media, ai diritti, ai pensionati, a quelli che hanno meno ma aspirano a volere di più, possa incoronare come suo alfiere un signore che rappresenta un mondo opposto. Montezemolo è elitario, ha una storia personale e professionale blasonata, ovattata, ricca, colma di aristocrazia. Fa parte di diritto del "club dei migliori". È il segno che il Pd non riesce a scendere dalla terrazza con le tartine per farsi un giretto in strada. Pazienza». Parole di Mario Secchi dal suo articolo su &lt;i&gt;Il Tempo&lt;/i&gt;, «Un altro in Ferrari» di venerdì 13 agosto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-3589635328505891827?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/3589635328505891827/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=3589635328505891827' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/3589635328505891827'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/3589635328505891827'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/tartine.html' title='Tartine'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-3958711840264386805</id><published>2010-08-16T14:41:00.004+02:00</published><updated>2010-08-16T16:14:08.016+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teorie della cospirazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>La madonna pellegrina</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È difficile capire a cosa possano giovare i toni della «campagna» politica che il centrosinistra, l'area d'interessi di cui il Pd è la struttura rappresentativa, sta conducendo praticamente dal minuto successivo alla presa di coscienza della sconfitta di Veltroni, di aver perso le elezioni. Sembra più un «muoia Sansone con tutti i filistei» che la costruzione di una alternativa, fatta di progetti, di una ricerca concreta di soluzioni condivisibili ai problemi del paese. Sono agghiaccianti frasi come questa di Fassino a &lt;i&gt;L'Espresso&lt;/i&gt;: «Siccome il nostro popolo non ne può più di vedere Berlusconi a Palazzo Chigi, chiunque appaia come in grado di mandarlo a casa, penso alla candidatura di Nichi Vendola, viene abbracciato come la Madonna Pellegrina». Stato d'animo che la rivista efficacemente sintetizza nel titolo «Purché vada via». Qualunque cosa, ahinoi, il Pd è ben ridotto male. O quest'altra di Filippo Penati a &lt;i&gt;gli Altri&lt;/i&gt;, che viene presentato, come incredibilmente è, «capo segreteria politica Pd», lui il bitrombato: «Il primo obiettivo del Pd è quello di staccare la spina che tiene in vita questo governo». Manco fosse Eluana Englaro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono giorni che la stampa borghese, quella che più sponsorizza la bandiera del «progressismo» continua a descrivere la situazione italiana come quella d'un paese terremotato, distrutto da uno tsunami politico, investito da una pioggia di meteoriti, sull'orlo di collassare in un abisso senza fondo. Piano, diamoci una calmata. Che gran casino possono aver fatto quarantaquattro gatti che si sono messi in fila per sei col resto di due? Oltretutto continuano a dire che se il governo mantiene fede al programma elettorale il loro sostegno non mancherà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Suvvia, ragazzi (citazione d'obbligo) siamo pazzi? Che pensa la gente che legge d'un siparietto come questo su &lt;i&gt;Repubblica&lt;/i&gt; tra la Bindi ed il giornalista che la intervistava? Osserva quest'ultimo: «Il Pd però appare diviso e, nonostante le rassicurazioni, molto preoccupato dal rischio elezioni». Più che una domanda, era una constatazione. Ma la Bindi: «Nient'affatto. Siamo di fronte ad una maggioranza sgretolata [Ma la domanda...]. Ed è per questo che chiediamo che la crisi venga ufficializzata in Parlamento. [Poi focalizza] Non è il Pd ad essere spaccato e siamo pronti all'alternativa. Noi in campagna elettorale avremmo mille argomenti contro Berlusconi [Avremmo, non abbiamo? In campagna elettorale, non ora?]. Che vuol provocare una crisi istituzionale per risolvere i contrasti interni, e con quale concezione della democrazia è facile intuirlo [Ma perché lasciare all'immaginario, alla pura fantasia? perché, porca miseria, non ce la dici tu quale sia?]». Ed il giornalista: «Ma con chi allearsi per evitare la corsa alle urne?». Risposta: «Con le forze del centrosinistra [Cioè con se stessi?] e dell'opposizione. Con chi è disposto ad evitare lo sfascio del paese e delle istituzioni [Disposto? Solo? Così, tanto per gradire?]. E impedire che Berlusconi vada al voto chiedendo tutti i poteri per sé, stravolgendo la Costituzione». Basta! Non diciamo stronzate. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Pd, Ds prima, ha tirato troppo la corda puntando sul fatto che gli italiani sono troppo impegnati ad arrivare in qualche modo a fine mese per aver tempo di andare a verificare le frottole che il centrosinistra da tempo racconta loro. Io credo che sia il tempo, questo, a sinistra di domandarsi se questo partito, il Pd, rappresenti ancora seppure alla lontana gli interessi di quanti si autocertifica di rappresentare, e non sia, al pari dell'omologo finiano, mero strumento nelle mani di quei «poteri forti» che mal sopportano la presenza al governo del «rivoluzionario» Silvio Berlusconi, e che lo hanno osteggiato da subito, dal momento della sua discesa in campo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se l'«illuminata» dirigenza Pd pensa alla rimpatriata con la destra «illuminata» finiana nel tentativo di cacciare Berlusconi prima, per il voto dopo; per paradosso anche quella sinistra che ancora non vota Lega dovrebbe cominciare a riflettere sull'opportunità di un voto realmente utile. E non sarebbe l'apoteosi del «tanto peggio tanto meglio».&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-3958711840264386805?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/3958711840264386805/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=3958711840264386805' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/3958711840264386805'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/3958711840264386805'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/la-madonna-pellegrina.html' title='La madonna pellegrina'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-10430836676663637</id><published>2010-08-15T19:02:00.004+02:00</published><updated>2010-08-15T20:26:47.271+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parlamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teorie della cospirazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Il diavolo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sul &lt;i&gt;Tempo&lt;/i&gt; di ieri, Angela Pellicciari parla di «cose che non tornano». L'articolo parte con un raffronto sintetico tra tre vicende, quella di Berlusconi e delle escort (dove «siamo arrivati alla trascrizione sui maggiori quotidiani di colloqui molto privati, di nessuna rilevanza penale, carpiti all'insaputa del presidente del Consiglio, da una prostituta finita a palazzo Grazioli»); quella del caso Marrazzo di lì a poco («E il mondo di transessuali frequentato dal Governatore è stato scosso da più di un omicidio») e oggi quella «del più fiero rappresentante della legalità che sieda in Parlamento: Gianfranco Fini» («Fatti, non conversazioni private carpite alla buonafede del malcapitato, sono stati addebitati al presidente della Camera»). In particolare, la giornalista ricorda che per quanto riguarda il premier «l'indignazione pubblica per una simile vergogna è stata assordante. Nel senso che Berlusconi è stato lasciato cuocere nel suo brodo, con nessuno che reclamasse la fine del linciaggio mediatico del premier eletto dagli italiani. Anzi. Tutti che pontificavano sulla necessità di una maggiore moralità da parte di chi governa».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché le cose non tornano? «Perché a difesa di Fini si è mosso mezzo mondo, anche istituzionale, mentre a difesa di Berlusconi, a suo tempo, non si era mosso nessuno». Buon ultimo, osserva la giornalista, prendendo la parola in modo durissimo, il presidente della Ferrari Montezemolo: «Con toni ultimativi Montezemolo intima al governo di governare e a Berlusconi, Fini e Bossi di mettersi d'accordo per farlo. Davvero curioso». Giusta sottolineatura. E aggiunge: «Ma, viene da chiedersi, chi è Montezemolo? Quale istituzione popolare rappresenta?». Già.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Pellicciari passa poi ad illustrare un'altra coincidenza curiosa: «Nel mese di giugno, se non vado errato, dopo che per quasi due anni i distinguo di Fini nei confronti di Berlusconi e del suo governo, erano stati amplificati oltre ogni misura dalla stampa, il &lt;i&gt;Corriere della Sera&lt;/i&gt; si è distinto per una campagna a favore di un governo dalle larghe intese. Un governo istituzionale. Ohibò! Ma cos'è il &lt;i&gt;Corriere&lt;/i&gt;, oltre un quotidiano? In nome di quale popolo invoca un governo istituzionale? E come mai il &lt;i&gt;Corriere&lt;/i&gt; dava per scontato che di questo ci fosse bisogno? Come mai non dava il necessario risalto ai concreti risultati del governo Berlusconi, dando invece per ovvia e scritta nei fatti la sua inconcludenza, al punto da sponsorizzare la sua "democratica" sostituzione con un governo più adatto alla bisogna?». Buone domande.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E chiude: «Ora che l'immagine di Fini è stata, diciamo, un po' appannata, si fa peccato a pensare che ci fosse una cordata molto seria, molto potente, quanto poco democratica, a favore di un cambio della guardia a Palazzo Chigi? Cambio della guardia democraticamente giustificato con la foglia di fico della partecipazione del cofondatore e covincitore delle elezioni insieme a Berlusconi, Gianfranco Fini?». E, dunque: «Si fa peccato a pensare che l'inusualmente dura uscita di Montezemolo risponda ad un grido di dolore per la mancata possibilità di attuare un disegno tanto a lungo accarezzato?». Prudentemente il quotidiano titola il pezzo «Sospette coincidenze per colpire il governo», ma la sensazione è reale. E colpisce l'osservazione di Gianfranco Rotondi, il ministro, uno che da buon vecchio democristiano la sa lunga, espressa, dialogando con un giornalista de &lt;i&gt;Il Riformista&lt;/i&gt;, intervista riportata venerdì. «Non mi dica che vede già Montezemolo a Palazzo Chigi...», butta lì il giornalista, Marco Sarti. «Non scherziamo. È ovvio che io non ce lo vedo. Curiosamente ci si vede lui. Ma è scontato che non ci andrà mai», risponde Rotondi. «Anche in caso di voto anticipato, rischia di essere il vostro principale avversario», insiste Sarti. «Vero, e sa perché?». Ribatte il ministro e al «Me lo dica lei» del suo interlocutore, spiega: «Perché al contrario di Berlusconi, Montezemolo non ama rischiare. Lo dimostra la sua storia. Se per entrare in politica fosse costretto a fare un mutuo sulla sua barca, magari per pagare qualche sezione di partito, sono certo che sceglierebbe la barca. Ma davanti a uno schieramento grande ed eterogeneo, di sinistra e di destra, popolare e raffinato, lui è prontissimo a scendere in campo». Sarti, di rimando, osserva: «Il capogruppo dell'Idv Donadi ha detto che pur di liberarsi di Berlusconi loro sono pronti ad allearsi anche con il diavolo». E Rotondi: «Appunto, Montezemolo. Il diavolo è lui».&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-10430836676663637?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/10430836676663637/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=10430836676663637' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/10430836676663637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/10430836676663637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/il-diavolo.html' title='Il diavolo'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-1424929673152116179</id><published>2010-08-15T10:41:00.004+02:00</published><updated>2010-08-15T11:48:57.047+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fascismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Il salvatore</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non so quanti siano i lettori di &lt;i&gt;Libero&lt;/i&gt;. In particolare poi tra quanti guardano al centrosinistra. Eppure Belpietro pubblica sul suo giornale di tanto in tanto articoli trasversalmente interessanti per formarsi una «visione del mondo» che non sia «integralista», a senso unico. Uno di questi è il pezzo di Pietrangelo Buttafuoco, pubblicato venerdì 6 agosto scorso. Titolo: «Quando c'era solo lui... Camerati, a noi. Silvio ci ha salvati».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'articolo andrebbe letto completamente. Qui mi limito a riportare i primi due paragrafi e l'ultima parte, quella su Fini. Scrive, dunque, Buttafuoco: «Camerati, a noi è toccato il ruolo di essere i becchini del berlusconismo, bene. Ma almeno un esame di coscienza lo possiamo fare? Ancora due giorni prima delle elezioni, quelle del 1994, la gloriosa macchina da guerra di Achille Occhetto si scontrava con quei fantastici citrulloni dalla cravatta con il nodo grosso, i primi militanti di Forza Italia. E c'era il &lt;i&gt;Corriere della Sera&lt;/i&gt;, il giornale dei moderati e dei borghesi, che la buttava proprio chiara: "No a Berlusconi". Uno degli argomenti forti, certamente quello più scandalizzato, era l'imbarazzante apparentamento con il Movimento sociale Italiano, il partito nel cui emblema, sotto la fiamma, c'era ancora visibile la bara di Benito Mussolini.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Camerati, a noi in quei giorni venne in sorte di vederci cambiata la vita: dall'oggi all'indomani. Due giorni dopo, incredulo, lo stesso &lt;i&gt;Corriere&lt;/i&gt; raccontava l'inaudito: vinceva le elezioni l'uomo della plastica, il ricco non elegante, quello delle televisioni cui faceva contorno un'idea d'Italia senza salotti e senza le terrazze di Ettore Scola. Solo arredi Aiazzone. E quella "storia italiana" poi, il depliant propagandistico di un animatore da villaggio intento a curare i fiori nel proprio giardino».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E Buttafuoco continua la sua interessante storia dei camerati nell'era Berlusconi. Procuratevelo, l'articolo, da conservare.  E veniamo all'oggi ed alla conclusione: «E va bene, allora, è finita, sarà finita ma io non pretendo di verificare il grado di futurismo di Gianfranco Fini». Curioso «ragazzo», Gianfranco Fini. che un &lt;a href="http://bit.ly/9bqLmZ"&gt;sondaggio in Sicilia&lt;/a&gt; dà nel popolo del centrosinistra quale primo leader politico in cui riporre la propria fiducia: 56% contro il 51% di Di Pietro e il 50% di Bersani. Chissà che non accarezzi l'idea di candidarsi, lui pure, alle primarie del Pd. Ma torniamo a Buttafuoco. Scrive poi: «Ma mentre capisco certe uscite di Fabio Granata (è grazie a Granata se le anime belle, oggi, devono inghiottire la smagliante verità di una foto, quella di Paolo Borsellino in coppia con Pippo Tricoli, ospiti di Granata con tanto di croce celtica sullo sfondo), m'indignano gli anatemi di un Gianni Alemanno contro lo stesso Fabio (proprio lui, parla, il sindaco, lui che si sucò fin nel midollo i ragazzi di Siracusa, suoi fedeli pretoriani; parla proprio lui, la fighetta, che per non fare la figura del fascio allo Strega ha ostentatamente votato Silvia Avallone e non Antonio Pennacchi). Continuo a non chiedere a Fini di gettare il cuore oltre l'ostacolo ma di parlare con voce sua, sua politica voce, e non per tramite di avvocati, e di spiegare la casa di Montecarlo, quanto meno a soli camerati, proletari e fascisti. quelli che non avendo manco da tenersi le pezze al culo le trovavano cento lire per la sottoscrizione. È il senso di vergogna che prende me che non sono più un elettore ma solo uno che se n'è andato o, forse, cacciato da ogni destra. E mi vergogno nei confronti di quelli che venivano in sezione per restarci anche se fuori, nelle piazze, gli altri, ci volevano morti. I beni immobiliari del Msi (altro che An, altro che Pdl) esistono in virtù di un istinto di sopravvivenza: le compravano le case perché nessuno ce le affittava. Nessuno ci ha mai voluto tra i piedi. Per i piedi a noi ci appendevano. Camerati, a noi!». &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, per concludere, il titolo di &lt;i&gt;Libero&lt;/i&gt; nella pagina interna, cui l'articolo viene rimandato dalla prima, riassume molto bene il concetto di fondo del pezzo: «Camerati, senza Silvio saremmo in una fogna».&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-1424929673152116179?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/1424929673152116179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=1424929673152116179' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/1424929673152116179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/1424929673152116179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/il-salvatore.html' title='Il salvatore'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-4519847371334458523</id><published>2010-08-15T10:01:00.003+02:00</published><updated>2010-08-15T10:40:53.622+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simboli'/><title type='text'>Nomenclatura</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Definire «democratico» un esponente o un militante del Pd non è &lt;i&gt;politically correct&lt;/i&gt;, nel senso che parrebbe in tal modo voler definire «antidemocratico» ogni appartenente, militante o esponente, di un qualunque altro partito. È un trucchetto propagandistico che viene da lontano: scuola democratica, ricordate?, magistratura democratica, ecc. Sarebbe più corretto creare un neologismo, dal momento che dirli «piddini» per contro nell'immaginario fa troppo rima con «piccini» o le compagne e amiche «piddine» con le piadine tanto care alla tradizione emiliano-romagnola e, dunque, certamente anche al segretario bettolese. Proporrei l'italianizzazione del termine americano &lt;i&gt;democrat&lt;/i&gt;, tanto caro del resto al primo autista del pullman democratico Veltroni, termine che potrebbe diventare «democrate» e al plurale «democrati», inteso come persona che fonda il suo potere (a parole) sul popolo. Niente di più giusto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-4519847371334458523?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/4519847371334458523/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=4519847371334458523' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/4519847371334458523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/4519847371334458523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/nomenclatura.html' title='Nomenclatura'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-6158934882142525024</id><published>2010-08-14T23:09:00.004+02:00</published><updated>2010-08-14T23:57:23.008+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parlamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>La fregola</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È il 6 agosto. &lt;i&gt;La Repubblica&lt;/i&gt; titola: «Mi opporrò alle elezioni anticipate, in Parlamento tantissimi i contrari». L'intenzione evidente (anche se poi a leggere attentamente il pezzo c'è di che rimanere delusi), eppure l'articolo di Claudio Tito, proprio in zona Cesarini spiattella una verità vera che l'area di riferimento del quotidiano sembra snobbare. È un'intervista a Beppe Pisanu, della serie «mostriamo che il fronte non è compatto», come fa &lt;i&gt;Libero&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Il Giornale&lt;/i&gt;, tutta la carta stampata di qua o di là più o meno schierata o simpatizzante. Tito chiede a Pisanu: «Si può parlare di fine del berlusconismo?», buona buona per chiudere il bellezza, e Pisanu risponde così: «Io non so cosa sia esattamente il berlusconismo. So bene però che attraverso Berlusconi parlano ancor oggi milioni di italiani. Con loro bisogna fare i conti, senza per questo accendere ipoteche sul nostro futuro». &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pisanu poi aggiunge: «Sento però il respiro affannoso delle cose vecchie che muoiono, con tutti i rischi che questo comporta, e sento il bisogno di persone prudenti e coraggiose che si mettano alla ricerca delle cose nuove che devono nascere». E cosa nuova non è certo il ribaltone la cui fregola tiene svegli di notte i &lt;i&gt;democrat&lt;/i&gt; a rimuginare su come portarlo a compimento. Anzi: «La mia impressione è che siano in fase di destrutturazione sia il centrodestra sia il centrosinistra: in parte per la loro evidente inadeguatezza rispetto ai grandi problemi dell'Italia e in parte per la crisi di questo bipolarismo immaturo, e a tratti selvaggio, che mette insieme forze troppo disaffini e in sorda concorrenza tra loro».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è molta gente che legge soltanto i titoli dei giornali. Chissà per quale fretta o forse semplicemente per pigrizia. Il titolo poteva dare addito ad una sorta di dissenso verso Berlusconi. Ma così non pare se si leggono le risposte date da Pisanu, che riporto una di seguito all'altra senza l'intercalare delle domande del giornalista: [Sulla maggioranza] «No, la maggioranza non si è dissolta. Semmai si è articolata diversamente, con la nascita quasi obbligata di un altro gruppo parlamentare di centrodestra che, peraltro, può creare nuovi spazi di dialogo con l'opposizione a tutto vantaggio della governabilità. [Crisi] Con le premesse che ho detto si può soltanto ipotizzare una crisi pilotata da Berlusconi in quanto leader dello schieramento maggioritario. [Elezioni anticipate] Mi opporrei. Perché lo scioglimento anticipato delle Camere piomberebbe come un macigno sulla fragile situazione economico sociale del nostro Paese, spianando la strada agli speculatori della finanza internazionale. Sono comunque sicuro che la contrarietà alle elezioni anticipate sia molto più ampia di quanto non appaia, tanto nella società quanto nelle aule del Senato e della Camera. In ogni caso, e per nostra fortuna, la decisione finale spetta al Presidente della Repubblica. [Tremonti] Mi pare che la Lega Nord lo abbia escluso e io comunque resto della mia opinione: un governo di solidarietà nazionale guidato da Silvio Berlusconi». Già.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-6158934882142525024?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/6158934882142525024/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=6158934882142525024' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/6158934882142525024'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/6158934882142525024'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/la-fregola.html' title='La fregola'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-6997650644205833593</id><published>2010-08-14T21:59:00.004+02:00</published><updated>2010-08-14T23:05:23.109+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Padania'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Europa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Federalismo'/><title type='text'>L'ipotesi antipatica</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fu Lamberto Dini nel 1995 a guidare il governo di transizione che sostituì alla guida del paese il primo governo Berlusconi. Ed è stato proprio Dini qualche giorno fa a dire, intervistato sulla possibilità di un governo tecnico da Andrea Cangini per &lt;i&gt;QN&lt;/i&gt;: «Non è chiaro cosa dovrebbe fare un eventuale governo di transizione, mentre è chiarissimo che ad invocarlo  è chi ha perso le elezioni e spera di rientrare in gioco». Per Dini quella del 1995 è «un'esperienza irripetibile, anche perché allora era venuta meno la maggioranza che sosteneva il governo, mentre stavolta i finiani giurano lealtà all'esecutivo». È interessante anche l'opinione espressa dall'ex direttore generale di Bankitalia sull'eventualità che in autunno Berlusconi rimetta il mandato nelle mani del presidente della Repubblica: «Credo che, essendoci una maggioranza che ha vinto anche le ultime elezioni regionali, il Quirinale dovrebbe riaffidare il mandato a Berlusconi». Dopo di che, «la Costituzione gli impone di verificare l'esistenza di una maggioranza in Parlamento, ma lo ripeto, a soluzioni trasversali non credo. Sarebbe come mettere insieme il diavolo e l'acqua santa: un'ipotesi davvero antipatica sia per chi ha votato per la destra sia per chi ha votato per la sinistra».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Su tutta la vicenda forse il giudizio più azzeccato è quello dato una settimana fa da Roberto Calderoli al &lt;i&gt;Corriere della Sera&lt;/i&gt;: «Le elezioni riporterebbero al governo il Pdl e la Lega, e a furor di popolo. altre strade, quelle di cui parla il Pd, non esistono. E del resto, è prova dell'impazzimento generale che il Pd predichi un governo tecnico che segnerebbe la sua dissoluzione». Insomma, i leghisti continuano a dire che da parte loro un nuovo 1995 non è possibile. Questo, ad esempio, Luca Zaia, governatore del Veneto ed ex ministro dell'agricoltura: «L'intesa tra il segretario della Lega nord e il Cavaliere va ben oltre i deliri di chi prevede governi tecnici o porcherie simili». Parole raccolte da &lt;i&gt;La Padania&lt;/i&gt;, lo stesso giorno. E proprio lo stesso Zaia evidenzia perché la Lega sia un ostacolo insormontabile per i «cospiratori»: «Ne va della nostra vita amministrativa e del nostro progetto politico, il federalismo e l'autonomia». C'è il rischio, dunque, che una brusca frenata come la caduta del governo, l'eventuale intermezzo di un improbabile governo del Presidente ed infine le elezioni, coagulino attorno al partito di Bossi, al Nord, un fronte di difesa del progetto politico, un voto trasversale di quanti vedono nel federalismo il «futuro e la libertà» delle regioni settentrionali dal centralismo burocratico che si incarna nei fatti in partiti come il Pd e L'Udc (e se si vuole, l'ipotetico terzo polo) e la rinascita della penisola finalmente libera dalle catene che vengono da lontano, dall'unità del paese centocinquanta anni fa, in un'ottica di una Europa delle Regioni, tutta da costruire, che restituisca finalmente a tutte le genti italiche la loro identità. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-6997650644205833593?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/6997650644205833593/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=6997650644205833593' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/6997650644205833593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/6997650644205833593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/lipotesi-antipatica.html' title='L&apos;ipotesi antipatica'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-7252074528432425605</id><published>2010-08-14T18:18:00.004+02:00</published><updated>2010-08-14T19:59:11.271+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teorie della cospirazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><title type='text'>L'operazione</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È una verità storica: il governo attuale era nato con la maggioranza più forte della storia repubblicana; sembrava destinato a durare per tutti e cinque gli anni della legislatura. Ma evidentemente il predellino d'un'automobile non è il posto giusto per formare una comitiva seria e soprattutto integerrima. Si tira su dalla strada chi è disposto a salirci, per i motivi più vari. Soprattutto si rischia la compagnia di personaggi che vanno bene per qualche ora, ma che poi, alla fine, diventano scomodi, pesantemente scomodi. Scajola, Brancher, Cosentino e alla fine, ma era pronosticato, lo stesso Fini. Con Fini non è bastata la carta della presidenza della Camera, che in precedenza con Casini aveva funzionato. Un uomo di mondo come il Cavaliere avrebbe dovuto stare ben accorto. E fors'anche, buttiamola lì, la vicenda D'addario avrebbe dovuto insegnare qualcosa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È sempre più evidente che invece di cooperare a portare il paese fuori dalle secche della crisi, una parte della politica dell'arco parlamentare, per assenza di idee, di progetti, piuttosto che rimboccarsi le maniche e contribuire con proposte concrete ad indirizzare positivamente l'azione legislativa e del governo, perso inesorabilmente il treno delle elezioni, ha preferito dedicarsi al gioco di provare a buttar giù l'Ercolino sempre in piedi degli ultimi quindici anni. In tutti i modi. Per prendere surrettiziamente quel potere che la gente della strada, il popolo gli ha negato decisamente, in modo inequivocabile. Di fronte all'«all-in» di Veltroni, chi in quel momento aveva consapevolmente carte migliori non ha rischiato le fiches perseguendo un progetto simmetrico. E adesso siamo al naufragio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualche giorno fa Belpietro confessava al &lt;i&gt;Giornale di Sicilia&lt;/i&gt; il suo stupore: «La scissione dei finiani è stata superiore a qualunque previsione. Per molti versi una sorpresa (...). A carte scoperte si è invece saputo che sono in numero sufficiente a far cadere il governo per lo meno a Montecitorio». E nell'operazione entra il cambiamento della legge elettorale venduto come panacea dei mali d'Italia, anzi del «male» d'Italia, il Cavaliere. Diceva il direttore di &lt;i&gt;Libero&lt;/i&gt;: «Come qualche tempo fa avevamo previsto prendendoci pure le accuse di essere troppo disfattisti se verranno lasciati fare questi avversari del governo organizzeranno un ribaltone e subito dopo cambieranno la legge elettorale per impedire che Berlusconi possa tornare a vincere. Un'operazione trasformista in piena regola che se non troverà ostacoli già entro la fine dell'anno potrebbe raggiungere il suo scopo». Ieri ed oggi ad aprire politicamente una breccia nella diga ci ha pensato il presidente Napolitano, col suo ineccepibile richiamo alla prassi costituzionale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E chi, come Cota per fare un esempio, continua a dire che «un governo tecnico o di larghe intese [o del Presidente, è il caso di aggiungere] sarebbe qualcosa che va contro la volontà popolare. Il popolo con il suo voto ha scelto la Lega, ha scelto Bossi e Berlusconi. Ha scelto la Lega e il Pdl, non altro. Se si pensa di fare diversamente allora si va contro il popolo», parla al vento. Spreca il fiato. Quando mai partiti come il Pd, la stessa finiana An finché c'era, e altri, sono stati partiti «popolani»? Il popolo interessa loro solo quando mette la scheda nell'urna. Poi è un'altra storia, al governo nazionale, regionale, locale. Lo insegna la storia della Repubblica. Quella in atto, per prenderci gusto con la teoria della cospirazione, è un'«operazione» in atto da qualche tempo, da subito dopo le elezioni. Tracce di segnali evidenti sparsi ovunque nella stampa quotidiana. Sputtanamento prima, disgregamento dopo. Obiettivo l'apoteosi della liberazione d'Italia dal lanzichenecco Cavaliere nero il prossimo anno. Volutamente il prossimo anno. Un appuntamento cercato. Questo si prefigge la cospirazione in atto, che potremmo definire suggestivamente «Operazione Centocinquantenario dell'Unità d'Italia».&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-7252074528432425605?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/7252074528432425605/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=7252074528432425605' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/7252074528432425605'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/7252074528432425605'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/loperazione.html' title='L&apos;operazione'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-9027375014617858870</id><published>2010-08-13T19:34:00.004+02:00</published><updated>2010-08-13T20:34:36.952+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Aforismi d'opposizione</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Pippo (Giuseppe) Civati&lt;/b&gt; è un consigliere regionale della Lombardia del Pd. Ha detto intervistato martedì scorso dal &lt;i&gt;Riformista&lt;/i&gt;: «Se continuiamo a parlare su noi stessi, quell'altro [cioè Berlusconi] continua a prendere voti. Ci sono troppi primi della classe. Evitiamo di imitare chi nel centrodestra, durante la caduta del governo Prodi, si mangiava la mortadella in Parlamento». E ancora: «C'è un'azione politica da portare avanti. Serve un Bersani di lotta... e poi di governo». Su Vendola: «Pone delle questioni importanti, indica delle priorità. Se queste sono necessarie perché le dobbiamo rifiutare?». Meglio Vendola o Casini: «Noi con Vendola e Di Pietro siamo già alleati. Se Casini vorrà fare matrimoni, ci dica chi sarà la sposa».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Debora Serracchiani&lt;/b&gt; oggi intervistata dal &lt;i&gt;Riformista&lt;/i&gt;: «Credo che Bersani stia lavorando bene, in modo molto convincente. Sta soprattutto evitando la "grande ammucchiata", facendo ragionare tutte le opposizioni, con cui spesso la collaborazione è stata difficile. Credo che Bersani vada verso la giusta strada di un'opposizione europea che si pone obiettivi programmatici». Felice di apprenderlo. E ancora, scontato: «Non vedo nessun esponente dell'attuale esecutivo a capo di un futuro governo tecnico». Sogna Mario Monti, infatti. Anche: «Nessuno che ora si autocandida fa il bene del paese: alcuni dovrebbero essere più cauti e prudenti».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Antonio Di Pietro&lt;/b&gt; citato oggi dal &lt;i&gt;Messaggero&lt;/i&gt;: «Una volta votata la sfiducia a Berlusconi bisogna che il capo dello Stato valuti se ci sono le condizioni per fare un governo tecnico che in novanta giorni faccia una nuova legge elettorale e una nuova legge sul pluralismo dell'informazione. Io ci credo poco. Anche per questo sono disposto ad andare a votare subito». Sempre Di Pietro martedì scorso intervistato da &lt;i&gt;QN&lt;/i&gt;: «Il Pd si tolga dalla testa l'idea di pensare a governi tecnici e alleanze improbabili. Sarebbe cecità strategica. Se anche mettessero in piedi un governo tecnico che portasse avanti la legislatura otterremmo il solo risultato di ridare un po' di fiato agli epigoni della Balena bianca della Prima Repubblica e regalare a Berlusconi una nuova vittoria. È la premessa che è errata. Fini non è un alleato potenziale. Fini per definizione non si potrà mai alleare alla sinistra. Vuole solo logorare Berlusconi, mettere in crisi la sua leadership per prendere il suo posto. Lui non glielo permetterà e, dato che non ci sono i numeri, si andrà alle elezioni. E noi invece di cincischiare dovremmo cogliere al volo le contraddizioni insite nelle destre e presentarci davanti agli elettori».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Rosy Bindi&lt;/b&gt;, citata oggi dal &lt;i&gt;Messaggero&lt;/i&gt;: «Dobbiamo riuscire a creare un fronte delle opposizioni compatto, che ponga fine al berlusconismo e ridia all'Italia quel progetto di rilancio di cui ha bisogno». Cioè, morte a Berlusconi e per il resto fuffa. E sulla candidatura di Vendola al posto di Bersani: non sarebbe in grado di «fare una sintesi delle diverse componenti del centrosinistra».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Andrea Orlando&lt;/b&gt;, riportato dal &lt;i&gt;Corriere della Sera&lt;/i&gt; martedì scorso: «La portata dello scontro attuale tra Pdl e finiani dimostra che non si tratta solo di una crisi interna a una coalizione, ma dell'incapacità della destra di tenere insieme l'animo populista berlusconiano con quello più europeo rappresentato da altri. È un modello che vacilla, e bisogna ragionare su come uscire da un semiregime». E ancora: «È necessario che si accorcino le distanze tra tutti coloro che vogliono mandare a casa Berlusconi».  Su Fini: «Preferirei vedere nel cofondatore del Pdl un avversario con il quale si condivide l'idea di democrazia, piuttosto che un alleato». Sulle alleanze: «Non si può più ripetere l'esperienza dell'Unione. Ognuno deve indicare un programma di governo credibile, senza porre veti; e mi sembra che già su questo la sinistra radicale si chiami fuori».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi fermo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-9027375014617858870?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/9027375014617858870/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=9027375014617858870' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/9027375014617858870'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/9027375014617858870'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/aforismi-dopposizione.html' title='Aforismi d&apos;opposizione'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-3480634326960524703</id><published>2010-08-13T17:09:00.003+02:00</published><updated>2010-08-13T18:12:26.058+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parlamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Voto e fantasia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scriveva Massimo Adinolfi per &lt;i&gt;Il Mattino&lt;/i&gt; qualche giorno fa: «Poniamo che in autunno il governo cada, e che al voto Berlusconi vada con l'alleato della Lega: niente Fini (e niente Casini). Magari qualche piccola formazione politicamente residua, qualche Storace o qualche Nucara, ma, nella sostanza, Berlusconi e bossi e loro due soltanto. Nel caso vincessero, si saprebbe con grande chiarezza cosa vincerebbe: nulla di neanche lontanamente accostabile a quella che fu la prima Repubblica - e il federalismo e la "questione settentrionale" come discriminante politico-istituzionale e motore del governo». Bene, progetto e leadership ben definite e buona vicinanza con i desiderata dell'elettorato attuale. Scriveva ancora Adinolfi: «Nel caso invece vincesse l'attuale opposizione? Non si va molto oltre la semplice constatazione, se si afferma che non è affatto chiaro chi o cosa in tal caso andrebbe al governo. O forse, per il momento, si può dire soltanto: qualcosa di ancora (confusamente) accostabile alle tradizioni politiche della prima Repubblica». Cioè mancando il baricentro della vecchia Democrazia cristiana semplicemente il caos. Quale sia il possibile scenario vincente è scontato. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è molta fuffa nel fronte dell'opposizione. Ci si inventa incredibili fantasie pur di dirottare sulla propria pochezza l'attenzione della gente, quella rara che realmente ancora segue la politica oggi. Del resto, quando si accarezza il nulla, la fantasia aiuta. Così oggi, intervistata da &lt;i&gt;Il Riformista&lt;/i&gt;, la giovane Debora Serracchiani una «semplicemente democratica»: «Penso a un governo con un nome dal profilo europeo. Mario Monti è uno di questi. Barroso gli ha dato fiducia nell'ultimo anno dandogli un nuovo incarico. Gode di grande autorevolezza e conosce molto bene l'attuale situazione economica». Anche se poi ridiscesa con i piedi a terra il buonsenso dovuto alla sua giovane età politica le fa dire: «In questa fase credo sia sbagliato cercare un nome invece che cercare un piano strategico. L'obiettivo è certamente quello di mandare a casa Silvio Berlusconi, però non può essere solo quello. E incominciare dai nomi mi sembra l'errore più grave».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da aggiungere, en passant, soltanto che alcuni punti fermi ormai si stanno delineando. Innanzitutto la conferma della leggenda metropolitana che il voto rappresenterebbe l'addio al federalismo, il motivo per cui la Lega «dovrebbe» sostenere il «governo del Presidente» sognato dal &lt;i&gt;democrat&lt;/i&gt; di Bettola. Lo ha spiegato più volte Calderoli: «Essendo una legge delega supera la legislatura e resta aperta anche per il futuro governo. Certo, si perdono i due o tre mesi di campagna elettorale ma poi si ripartirebbe dalla stesso punto». E ancora sulla &lt;i&gt;Padania&lt;/i&gt; del 7 agosto: «Entro il 15 settembre voglio portare a casa l'autonomia impositiva e i costi standard. Allora il 90 per cento del Federalismo sarebbe fatto». E poi «il Federalismo oggi non è più una scelta ma un obbligo. Lo sa la gente, la Corte dei Conti, gli enti locali». L'unico modo che resta per arginare una spesa pubblica che continua a crescere e che nessuna manovra riesce ad arginare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un secondo è che con tutta probabilità in settembre l'allarme fine legislatura terminerà, e non solo perché in questo agosto Berlusconi si dedichi alla pesca «miracolosa», pur continuando ad affermare: «Se sarà necessario, dobbiamo essere pronti per le urne» e attrezzati per «rivincere le elezioni». Insomma, non c'è poi tutta questa necessità di «ghigliottinare» Fini con «armi segrete» tipo «Se dalle indagini in corso emergesse un qualche coinvolgimento di persone riconducibili all'entourage del presidente della Camera, ci troveremmo di fronte a evidenti agevolazioni di interessi privati» (Mario Mantovani). Basta, come Ugo Magri ricordava su &lt;i&gt;La Stampa&lt;/i&gt;, ricorrere al «piano B», cioè, dare la caccia a qualche finiano in crisi, o ramazzare cani sciolti nell'Udc e perfino nell'Idv, dove pare se ne contino almeno una manciata. O extrema ratio accontentarsi del «piano C», cioè la stipula a settembre con i finiani di un accordo «onesto» sui quattro punti del programma. Due giorni fa &lt;i&gt;Libero&lt;/i&gt; assicurava: «Dieci (uno in più, uno in meno) stanno già ribussando alla porta del Pdl. Altri arriveranno». E informava che lo stesso premier, lui in persona, aveva rivelato: «Ricevo telefonate» da gente che si dice «pentita» di aver seguito Fini e che adesso vorrebbe tornare sui propri passi. Aggiungendo come sottolineatura: «E anche la stampa che ha sempre sostenuto il presidente della Camera adesso lo sta abbandonando». E se non basta il quotidiano di Belpietro ci ha informato che si stanno mettendo in atto iniziative per scavalcare i finiani a destra, cioè per dare a vedere agli elettori che i veri camerati stanno col Cavaliere nel Pdl. Per stroncare l'idea che Futuro e Libertà sia la fenice di An che dalle ceneri riprende il volo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-3480634326960524703?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/3480634326960524703/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=3480634326960524703' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/3480634326960524703'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/3480634326960524703'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/voto-e-fantasia.html' title='Voto e fantasia'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-3838166194803949011</id><published>2010-08-13T15:44:00.003+02:00</published><updated>2010-08-13T16:07:42.817+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Il sesso degli angeli</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di che si sta parlando? «Berlusconi ha i dovere di governare: non può sottrarsi. Non gli toglieremo mai la fiducia, fino all'ultimo giorno della legislatura. La sensazione è che qualcuno cerchi l'incidente, lo scontro, per ricorrere al voto nella speranza di addossarci la colpa della impossibilità di portare a termine il programma. Noi non ci staremo», così Italo Bocchino intervistato da &lt;i&gt;La Repubblica&lt;/i&gt; il 9 agosto scorso. E ancora, stesso luogo, «Dico solo che noi in parlamento voteremo tutto. Tutto. E il medico non ci ha prescritto neppure di dialogare: il programma di governo vale come mansionario».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Alchimie, formule archeologiche. Evitiamo esercizi intellettualistici. I fatti dicono che la maggioranza c'è», Silvano Moffa, coordinatore di Futuro e Libertà, il 9 agosto intervistato dal &lt;i&gt;Corriere della Sera&lt;/i&gt;; e ancora, «Noi sosteniamo il governo con grande lealtà. Chi pensa che forzando i toni si possa raccogliere consenso, magari col voto anticipato, gioca d'azzardo».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E sul fronte opposto, Penati intervistato da &lt;i&gt;Il Mattino&lt;/i&gt; l'11 agosto: «Perché andare di corsa alle elezioni se esiste ancora una maggioranza? Berlusconi non ha fatto una verifica parlamentare e Fini non ha detto di essere fuori dalla maggioranza». E quanto all'eventuale candidato premier del centrosinistra: «Il candidato a Palazzo Chigi, se il Pd va da solo al voto, è Pierluigi Bersani, scelto un anno fa con primarie vere. Se si costruirà una coalizione attorno a un progetto, il nostro candidato resterà Bersani».&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-3838166194803949011?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/3838166194803949011/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=3838166194803949011' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/3838166194803949011'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/3838166194803949011'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/il-sesso-degli-angeli.html' title='Il sesso degli angeli'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-4561104402689417383</id><published>2010-08-13T08:41:00.006+02:00</published><updated>2010-08-13T12:09:25.245+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Allegria di naufragi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Facciamo qualche passo indietro, fino all'altro ieri, un secolo fa. &lt;i&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/i&gt; pubblicava un'intervista a Giuseppe Fioroni. Per capirci, Peppe Fioroni, ex ministro dell'Istruzione di Prodi, era il personaggio che &lt;i&gt;Il Giornale&lt;/i&gt; esattamente un mese fa dava come lo strumento nelle mani di Casini per il suo «piano» di trasmigrazione: «la scissione del Pd in dote a Berlusconi». Una favola di Laura Cesaretti, «A Casini sorride assai l'idea di portare in dote ad un futuro, ipotetico governo di "larghe intese" la scissione dei cattolici del Pd»; da nonno Feltri raccontata a fini preventivi, «anche se in casa Udc c'è un crescente scetticismo sulla possibilità che si concretizzi: "Il Cavaliere vorrebbe, ma lo preoccupa troppo l'idea di aprire una crisi e di vedersi poi soffiare il pallino da un asse Napolitano-Fini-Casini". In fondo al cuore, pensano in casa centrista, Berlusconi continua a preferire l'idea di elezioni anticipate, proprio quelle che l'Udc vuole evitare. E il Pd vede come la peste bubbonica, come è facile immaginare: a parte i voti, gli mancano anche un'alleanza con l'Udc e un candidato premier». Questo un mese fa, dicevo, perché Il Giornale chiedeva ai suoi lettori di «prendere coscienza» che «nel principale partito di opposizione la minoranza ex democristiana è in crisi profonda di identità, e si chiede "che ci stiamo a fare in un partito destinato all'opposizione e dominato dai Ds", come sintetizza un post Ppi oggi anima in pena. Soprattutto, molti tra i parlamentari si interrogano su un tema fondamentale: chi li rieleggerà, la prossima volta? Ecco quindi che il movimentismo casiniano finisce per esercitare un fascino difficilmente resistibile».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tornando al &lt;i&gt;Fatto&lt;/i&gt;, il quotidiano un mese dopo evidenzia il perdurare d'un Pd diviso su strategie, alleanze e possibili capi. Punto di partenza dell'intervista a Fioroni sono le primarie. La bacchetta magica con cui il partito di Bersani da Prodi in avanti ha nascosto la propria insostenibilità di «partito degli italiani» ed il superamento mai pervenuto dell'egemonia diesse in una nuova forma partito capace di coagulare intorno a sé consensi più ampi. Troppi sono gli interessi per mollare l'osso al primo venuto. Per Fioroni le primarie «sono uno strumento importante posto a fondamento del Pd, ma non possono essere una scorciatoia e una semplificazione della complessità che viene richiesta per l'individuazione del candidato premier». Per Fioroni «prima bisogna definire il progetto, poi scegliere gli alleati e poi vedere se gli alleati sono concordi nel procedere alle primarie». Cosa che non si fa, che non avviene. «Quando si parla di primarie, spunta un nugolo di candidati e viene il sospetto che queste consultazioni servano più a mettersi in evidenza che a far vincere la coalizione che deve governare il Paese». Insomma, tanti amministratori di condominio che «vogliono» governare a Palazzo: «Molti puntano sul colpo ad effetto. sembra che a scendere in campo sia chi ha interessi modesti, come prendere mezzo punto in più o comandare solo nel partito».  Cioè, basta pensare ad un Penati candidato governatore della Lombardia, che nulla ha fatto per ottenere un risultato superiore ad una vicepresidenza nel parlamentino regionale. E dire che adesso fa anche la spalla del segretario di Bettola. Proprio una copia di comici come Gianni e Pinotto, Stanlio e Olio. Quando parla in tv ci si aspetta sembra che pronunci la fatidica frase «vieni avanti cretino».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fioroni è netto al riguardo: «Cercare la figura più adatta a rappresentarci. Più che trovare un capo mandriano che amministra, dovremmo trovare qualcuno che apra i recinti e porti nuovi consensi». E ancora: «Dovremmo cercare di individuare qualcuno che riesca a prendere i consensi dell'Italia profonda, che tenga conto del blocco sociale dei sindacati, della piccola e media impresa, delle associazioni dei commercianti, degli artigiani, della cooperativa e dei coltivatori diretti». Ma esiste una figura del genere nell'orbita del centrosinistra, chiede il giornalista: «Ma pensa che se ci fosse qualcuno rispetto a queste candidature alle primarie e all'impressione di avere davanti una coalizione che guarda al proprio ombelico uscirebbe allo scoperto?». Già.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E poi ci si meraviglia se qualche giorno fa Rosy Bindi si lamentava sottovoce che «l'iniziativa è in mano ad altri». Come potrebbe essere diversamente se il principale partito di opposizione è inesistente sul piano dell'opposizione e autorefenziale sul piano dell'iniziativa politica. E Bersani - sempre qualche giorno fa - dichiarando improbabile un ricompattamento a settembre del centrodestra, diceva: «La realtà è che Fini e Casini, collocati a lungo nel centrodestra, hanno rotto con Berlusconi e hanno aperto così una nuova fase politica», aggiungendo che il Pd «non deve avere paura della nuova stagione ma giocare le sue carte». C'è da chiedersi realmente se di carte il Pd ne abbia in mano. È ormai ovvio che un governo di transizione, il Frankenstein di Calderoli, non sia possibile. «Al Senato non sono possibili alternative. Lega e Pdl, anche senza i finiani, hanno la maggioranza», sottolineava il leghista Bricolo qualche giorno fa, come del resto tanti altri. «Lo ripeto, se alla Camera mancassero i voti a questa maggioranza, la strada maestra è il voto». E, dunque, o si va avanti così magari fino al 2013 o lo scenario alternativo sono le elezioni anticipate. Per il Pd il naufragio definitivo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-4561104402689417383?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/4561104402689417383/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=4561104402689417383' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/4561104402689417383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/4561104402689417383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/allegria-di-naufragi.html' title='Allegria di naufragi'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-1712615790881397893</id><published>2010-08-12T18:42:00.004+02:00</published><updated>2010-08-12T19:38:16.324+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Finanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Federalismo'/><title type='text'>Teoria e realtà</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scriveva &lt;i&gt;La Padania&lt;/i&gt; alcuni giorni fa presentando una intervista al ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, intitolata «Pagare meno ma pagare tutti»: «Meno tasse per i cittadini e più risorse per le casse degli Enti locali. Sono questi lo spirito e il fine ultimo del Federalismo fiscale. Ovvero avvicinare l'amministrazione pubblica al territorio e al cittadino, garantendo la responsabilità di chi è incaricato di amministrare e la trasparenza e il conseguente potere di controllo da parte del cittadino, ottimizzando le risorse, diminuendo gli sprechi e punendo i furbi, compresi gli evasori fiscali. Un sistema che andrà completamente a regime quando saranno stati emanati e attuati tutti i decreti attuativi della riforma federalista, ma che già entro breve produrrà i primi effetti, attraverso un anticipo di federalismo. E conseguentemente un anticipo del risultato finale, ovvero meno tasse per i cittadini e più risorse per le Amministrazioni locali». Ottimo a parole, «sulla carta» per così dire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel senso che il controllo pubblico, dei cittadini, sull'operato dell'amministrazione può funzionare in comuni al di sopra di un certo numero di abitanti. Ben più difficile nei piccoli e piccolissimi comuni dove le sorti del voto sono decise trasversalmente da un numero ristretto di famiglie, di clan se volete, e da interessi particolari di qualche personaggio, qualche piccola lobby, influente nell'economia locale. Luoghi siffatti esistono in tutta l'Italia, ad ogni latitudine, e per rendersene conto basta confrontare la difformità di voto, spesso contraddittoria, tra i risultati delle politiche e delle amministrative e tra elezione amministrativa e elezione amministrativa, come ad esempio regionali o provinciali e comunali. Si arriva a situazioni in cui, per dire, voti di Forza Nuova e della Lega vanno localmente al Pd che ringrazia, o a situazioni analoghe altrove sul fronte opposto. E non è quasi mai una questione di buona amministrazione come si riscontra facilmente seguendo la cronaca locale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il problema ha un suo peso sugli amministrati di un piccolo comune, dove parte della popolazione gode direttamente o indirettamente di benefit derivanti dalle decisioni amministrative a scapito spesso dell'altra. Se si decidesse ad esempio di aumentare le tasse a fronte di servizi di pessima qualità, i clan, le famiglie che «gestiscono» il voto locale insorgerebbero? Come vuole la teoria? Ho seri dubbi, in quanto i piccoli privilegi che rischierebbero altrimenti di perdere, compensano il disagio di un esborso aggiuntivo. È sicuramente un aspetto «pessimista» della situazione che andrebbe soppesato. La soluzione potrebbe essere quella di imporre contemporaneamente con l'entrata in vigore del «federalismo municipale» la unificazione dei comuni inferiori ai quindici-ventimila abitanti a formare entità amministrative almeno di quelle dimensioni minime.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si spezzerebbe così quella sorta di piccole autocrazie locali, si attuerebbero sicuramente dei risparmi e riduzioni di spesa e nel contempo si migliorerebbe la qualità degli amministratori della cosa pubblica inducendo una sorta di competizione tra chi finora, grazie ai confini determinati dai campanili, si è spartito il «potere» locale.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-1712615790881397893?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/1712615790881397893/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=1712615790881397893' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/1712615790881397893'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/1712615790881397893'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/teoria-e-realta.html' title='Teoria e realtà'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-5138684436696583125</id><published>2010-08-12T12:44:00.004+02:00</published><updated>2010-08-12T12:57:19.455+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simboli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parlamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Satira'/><title type='text'>8 cult</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certo che fissare l'8 settembre come giorno di ripresa dei lavori della Camera è una bella sfida con la storia e con la sfiga. O una speranza? La fuga del re e la nascita della repubblica di Salò. Del resto l'altezza del re è più o meno la stessa, forse difetta un po' nel fisico il duce. Ma a quanto pare intanto le camicie nere hanno disertato in massa. E non insignificante particolare, Bersani non ha i baffetti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-5138684436696583125?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/5138684436696583125/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=5138684436696583125' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/5138684436696583125'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/5138684436696583125'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/8-cult.html' title='8 cult'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-5076665456257460392</id><published>2010-08-12T00:26:00.005+02:00</published><updated>2010-08-12T01:39:20.722+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>AAA cercasi vincente</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Su &lt;i&gt;L'Unità&lt;/i&gt; del 9 agosto Francesco Piccolo scriveva una nota intitolata «Basta che vinca», che detto così ricorda molto quel «basta che respiri» di chi ormai va in bianco da secoli. Scriveva Piccolo: «Il problema, per il Pd, arrivati a questo punto, è come sempre: chi ci può far vincere, con chi possiamo vincere». Già, perché: «Non è stato costruito un progetto per far capire chi rappresenta e cosa vuole il partito, né un cammino di condivisione. Quindi, ci si può alleare con chiunque. Basta che chiunque abbia questo programma: eliminare Berlusconi. Che non è un brutto programma, ma è striminzito». E ancora più avanti nel testo: «Se chiedete a uno qualsiasi del Pd chi deve essere il candidato premier, dice che ci vuole uno che assicuri la vittoria. Caratteristica unica. Cioè, prima si costruisce un leader e un'alleanza che possa far vincere; e poi, se si vince, ci si pone il problema di quale politica mettere in atto». Che tristezza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E dire che solo tre giorni prima la capogruppo Pd in Senato Anna Finocchiaro, sempre sull'&lt;i&gt;Unità&lt;/i&gt;, che pur tuttavia riconosceva la disillusione degli elettori del Pd - «Sento forte il pericolo che anche nel nostro popolo si diffonda lo smarrimento» - anche se aggiungeva un «Vorrei dire con molta chiarezza: non siamo nelle condizioni di nutrire scoramento né smarrimento» perché «siamo a una svolta che porta buone notizie», vestiva i panni della &lt;i&gt;pasionaria&lt;/i&gt; e da brava agit-prop di partito declamava: «Un partito è pronto alle elezioni per definizione. Abbiamo un segretario eletto da poco con milioni di voti, 320 fra deputati e senatori, migliaia e migliaia di quadri e amministratori. Un popolo che è pronto a mobilitarsi solo che lo si chiami». La gioiosa macchina da guerra sempre ben oliata e pronta... alla prossima sconfitta. Ma l'enfasi non si ferma qui: «Sul terreno delle alleanze abbiamo una crisi di abbondanza: siamo il secondo partito del paese, il primo di opposizione». Allora si va alla guerra? Ad abbattere il «tiranno» col voto? E no! Però, già c'è un però: «Poi, aggiungo però: vogliamo andare a votare con una legge elettorale che priva i cittadini della possibilità di scegliere gli eletti?». No, no, naturalmente: «Io dico di no. Fare una nuova legge elettorale è una responsabilità da assumersi di fronte al Paese, non una scusa per evitare il voto». Dai, raccontane un'altra che questa non fa ridere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E la Finocchiaro lo fa davvero, tira fuori la storiella del «governo del Presidente». Chiamato così dalla senatrice perché «la scelta è nelle mani del presidente della Repubblica, sempre che si verifichino alcune condizioni».  Che sono: uno Berlusconi deve dimettersi, due che la Lega sostenga il governo del Presidente (già, perché i numeri al Senato non ci sono per un governo di «salute pubblica» da Di Pietro a Fini). Ma perché la Lega dovrebbe farlo? Semplice, per coerenza: «La Lega vuole un sistema dove i cittadini chiedano conto direttamente agli amministratori. Questo deve valere oltre che a livello locale anche sul piano nazionale, se c'è coerenza. Bossi pure farà quello che gli conviene». Di questo ne siamo tutti certi. Ma non saranno certo motivazioni come quella accennata dalla Finocchiaro - «Vuole ottenere il federalismo fiscale, ha sopportato nell'attesa l'oltraggio di sostenere il governo degli affari di quella che chiamava la Roma ladrona. anche i suoi elettori possono perdere la pazienza» - a fargli cambiare strada soprattutto con una prospettiva elettorale favorevolissima.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma poi, che governo è un governo del Presidente? Beh, dice la Finocchiaro: «L'incarico lo dà il presidente della Repubblica», inutile dunque arrovellarsi sul nome del premier. Ma udite, udite: «Un governo tecnico ha un mandato circoscritto: non deve governare». Sì, avete letto bene. Non deve governare, «deve fare una cosa», la legge elettorale. Già ma intanto il Paese? Tranquilli governerebbe comunque, tant'è che aggiunge: «Sarebbe difficile anche per me dal punto di vista simbolico e politico accettare un eventuale governo che non segni discontinuità col passato, ma bisognerebbe per una volta non pensare alla convenienze di partito: dovremo pensare a quel che serve per voltare pagina». Insomma, un governo Berlusconi senza Berlusconi che faccia la legge elettorale. L'«immondizia da spazzare via» per la Finocchiaro, dunque, è il solo Berlusconi in persona. Eliminato lui dal governo sparirebbero d'un botto «illegalità, furberie. pratiche illecite come sistema», «un attacco senza precedenti alle forme del vivere democratico». Berlusconi come il diavolo, forse per questo Tartaglia a suo tempo ha usato il simulacro del duomo di Milano nel suo gesto inconsulto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-5076665456257460392?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/5076665456257460392/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=5076665456257460392' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/5076665456257460392'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/5076665456257460392'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/aaa-cercasi-vincente.html' title='AAA cercasi vincente'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-3917541823474508971</id><published>2010-08-11T18:04:00.004+02:00</published><updated>2010-08-11T18:56:34.385+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Un lungo agosto</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il mondo della politica è in fibrillazione. Ormai fa tendenza agitare il babau del voto anticipato. Tutti, anche chi come Penati dal voto è rimasto scottato personalmente due volte. Battute a parte, due giorni fa in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera aveva delineato con precisione quanto fosse nelle intenzioni della maggioranza per verificare la possibilità di proseguire la legislatura, preferibilmente fino alla sua scadenza nel 2013, e la precisa prassi che sarebbe stata seguita per arrivare in settembre ad una decisione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Aveva detto Cicchitto rispondendo al giornalista: «Si è scelto di procedere a una verifica non nel senso tradizionale del termine. Mi spiego: definiti i contenuti e gli strumenti legislativi per realizzarli, la discussione avverrà prima a livello di governo, un livello nel quale sono rappresentate tutte le forze in campo, compresi autorevoli rappresentanti finiani. Il chiarimento avverrà senza avere atteggiamenti pregiudiziali. Voglio dire: né cercheremo un'intesa a tutti i costi, né avanzeremo proposte provocatorie fatte apposta per rompere. Verificheremo se c'è in Parlamento la maggioranza uscita vincitrice nelle elezioni del 2008. Nel Paese sappiamo che c'è. E quindi se sarà possibile, proseguiremo questa esperienza per altri tre anni, altrimenti accerteremo che non c'è più la maggioranza e, in questo caso, sulla base di una scelta, anch'essa corretta istituzionalmente, si dovrà tornare a votare».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche su chi dovrebbe guidare la verifica, Cicchitto è stato molto chiaro: «Evidentemente il presidente del Consiglio. Bisognerà evitare su questo terreno le continue trattative avvenute intorno alla legge sulle intercettazioni. Vogliamo, cioè, evitare uno stillicidio di polemiche e di negoziati estenuanti. siamo ad un punto decisivo. Le scelte devono avere un alto profilo programmatico e riscuotere il consenso. Insomma, la sede del governo è la più idonea a questo scopo. Ovviamente se fallisce questa verifica si va diritti alle elezioni anticipate».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nella stessa intervista il capogruppo Pdl aveva anche dato indicazioni sulle scelte dei temi a fondamento della verifica: «Dal punto di vista politico si va verso una concentrazione delle scelte, evitando uno sparpagliamento in molteplici direzioni dei quattro argomenti che sono giustizia, federalismo e riforme istituzionali, fisco e e Mezzogiorno. Nel caso del riassetto istituzionale si vuole rendere più efficiente il sistema, mentre le altre materie interessano milioni di cittadini».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un percorso, dunque, non lasciato al caso e alle emozioni del momento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Due giorni prima lo stesso Cicchitto aveva dato sul &lt;i&gt;Giornale&lt;/i&gt; una risposta pesante al segretario &lt;i&gt;democrat&lt;/i&gt; Bersani e la ventilata idea di un governo ponte a guida Tremonti: «È il logoro ragionamento di Bersani, che ha una paura folle delle elezioni e dunque è pronto a qualsiasi manovra di palazzo per mandare via Berlusconi. Per far questo dal '94 la sinistra cambia in continuazione i giudizi: la Lega è la quintessenza del razzismo e in altri momenti costola della sinistra... Solitamente il Pd descrive Tremonti come una sorta di oppressore del sud, ma adesso da Bersani viene considerato un potenziale "buono". Per eliminare Berlusconi, Bersani propone un assemblaggio delle forze più varie, da Di Pietro a Fini. Un grottesco golpe di palazzo».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quanto a polemiche siamo solo agli inizi; ci aspetta un lungo agosto di chiacchiere e vudù.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-3917541823474508971?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/3917541823474508971/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=3917541823474508971' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/3917541823474508971'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/3917541823474508971'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/un-lungo-agosto.html' title='Un lungo agosto'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-8453225108896558977</id><published>2010-08-11T16:33:00.004+02:00</published><updated>2010-08-11T17:28:27.697+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parlamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Paese senza futuro ma con futuristi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Seconda parte della rassegna stampa odierna.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Il Mattino&lt;/b&gt; ha pubblicato un ironico commento di Felice Casson: (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbtk7.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;), e l'intervista a Filippo Penati: &lt;i&gt;Penati rompe il fronte Pd: a questo punto meglio tornare alle urne&lt;/i&gt; (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbtpn.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ferdinando Adornato è intervistato da &lt;b&gt;Libero&lt;/b&gt;: «Non abbiamo paura delle elezioni anticipate ma in questo momento serve un governissimo» (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbr3k.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;), mentre &lt;b&gt;Avvenire&lt;/b&gt; intervista Sabino Pezzotta: &lt;i&gt;«Dottrina sociale al centro»&lt;/i&gt; (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbt6e.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;). E ancora, &lt;b&gt;Libero&lt;/b&gt; intervista Donna Assunta Almirante: «Il tesoriere di An non c'entra. Qualcuno lo ha costretto. L'appartamento? In beneficenza» (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbr44.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Segnalo ancora due interviste, la prima del &lt;b&gt;Fatto Quotidiano&lt;/b&gt; all'avvocato Alessandro Sammarco (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbq0q.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;); la seconda del &lt;b&gt;Corriere della Sera&lt;/b&gt; al vescovo Luigi Negri (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbrnq.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Segnalo ancora alcuni articoli, cominciando da quello di Antonio Sciortino su &lt;b&gt;Famiglia Cristiana&lt;/b&gt;: &lt;i&gt;«Un paese senza leader e politici che litigano su tutto»&lt;/i&gt; (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbvwy.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;). Poi Mario Sechi su &lt;b&gt;Il Tempo&lt;/b&gt;: &lt;i&gt;Venduta a scatola chiusa&lt;/i&gt;. Le società nei Caraibi costituite poco prima dell'affare. Voci su un «italianissimo proprietario». Il tesoriere di An non sapeva chi acquistava. (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbrcg.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;). Quindi l'editoriale di Maurizio Belpietro su &lt;b&gt;Libero&lt;/b&gt;: &lt;i&gt;Il Lodo Gianfranco che impedisce ai Pm di aprire un'inchiesta&lt;/i&gt; (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbqgr.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;). E ancora l'articolo di Marco Lillo su &lt;b&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/b&gt;: &lt;i&gt;Il Palazzo nell'appartamento&lt;/i&gt; (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbp6p.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;); due articoli su &lt;b&gt;L'Unità&lt;/b&gt;: &lt;i&gt;Pd, l'attacco di Rossi: «Basta con la girandola di nomi e candidati»&lt;/i&gt; (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbr4w.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;), &lt;i&gt;Eppure dico: è il momento del Pd&lt;/i&gt;, di Gavino Angius (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbr5j.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;); l'articolo su &lt;b&gt;Europa&lt;/b&gt;: &lt;i&gt;Proporzionale morte del Pd &lt;/i&gt;(&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbqzk.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;). Ed infine l'articolo di Paolo Flores d'Arcais su &lt;b&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/b&gt;: &lt;i&gt;«Mettete da parte i personalismi e cercate un candidato forte»&lt;/i&gt;. Flores d'Arcais scrive a Di Pietro e Vendola: "Non si vince né con Chiamparino, né con Bersani, né con lo stesso Nichi" (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbq19.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-8453225108896558977?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/8453225108896558977/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=8453225108896558977' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/8453225108896558977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/8453225108896558977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/paese-senza-futuro-ma-con-futuristi.html' title='Paese senza futuro ma con futuristi'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-3684284663686696907</id><published>2010-08-11T11:06:00.004+02:00</published><updated>2010-08-11T13:19:22.510+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parlamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Fini finito</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Piccola rassegna stampa personale anche questa mattina. Comincio con un articolo de &lt;b&gt;La Padania&lt;/b&gt;: &lt;i&gt;«Fini a casa, bisogna uscire dalla palude». Bossi i voti ce li abbiamo noi e Berlusconi&lt;/i&gt;. Il Segretario federale ad Alassio: «La maggioranza non ha più fiducia nel presidente della Camera» (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbscm.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;). Che fa il paio con l'intervista pubblicata dal &lt;b&gt;Secolo XIX&lt;/b&gt; di Genova: &lt;i&gt;Bossi: «Siamo nella palude. Ormai non c'è alternativa al voto»&lt;/i&gt;. «Al posto di Berlusconi quel Fini l'avrei cacciato via subito. Ma noi padani siamo già pronti alle urne» (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbsoo.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;). Sullo stesso argomento anche un articolo di &lt;b&gt;La Repubblica&lt;/b&gt;: &lt;i&gt;Bossi attacca Fini: deve lasciare, chi l'ha eletto non ha più fiducia&lt;/i&gt; (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbqni.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Segnalo l'articolo su &lt;b&gt;La Stampa&lt;/b&gt; di Ugo Magri: &lt;i&gt;Il Cavaliere tentato dal "colpo di grazia"&lt;/i&gt;. La strategia: schiacciare Fini sotto il peso degli "interessi privati" (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbr65.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;). E di seguito su &lt;b&gt;Libero&lt;/b&gt; l'articolo: Ci sono già dieci finiani pronti a tornare da Silvio (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbr3p.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Moltissime le interviste oggi. Un buon inizio è questa de &lt;b&gt;Il Giornale&lt;/b&gt; a Denis Verdini: &lt;i&gt;«Fini è causa del suo male: fare il più puro è rischioso»&lt;/i&gt;. Il coordinatore Pdl: «Chi fa battaglie strumentali per la legalità poi dovrebbe rispondere con trasparenza». E annuncia: «Ecco come sarà il nuovo partito» (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbqoz.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;). &lt;b&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/b&gt; intervista Chiara Moroni: &lt;i&gt;«Via dal gregge di Papi e ora mi massacrano»&lt;/i&gt; (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbpyp.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;). L'articolo è di Luca Telese. &lt;b&gt;La Repubblica&lt;/b&gt; ritorna sulla vicenda della casa di Montecarlo intervistando Antonino Caruso: &lt;i&gt;«Il partito non valutò l'offerta da 1 milione». Parla il pdl Caruso: su Montecarlo Fini vittima di una debolezza&lt;/i&gt; (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbqu1.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;). Sempre &lt;b&gt;La Repubblica&lt;/b&gt; intervista Rosy Bindi: &lt;i&gt;Bindi: il voto non ci spaventa, apprezzo Fini, ma chiarisca tutto&lt;/i&gt; (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbqy1.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;), e Italo Bocchino: &lt;i&gt;«Si dimettano Berlusconi e i ministri imputati, il premier è il mandante di tutta l'operazione&lt;/i&gt; (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbqsk.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il &lt;b&gt;Corriere della Sera&lt;/b&gt; intervista Maurizio Gasparri (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbqsk.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;), &lt;b&gt;La Stampa&lt;/b&gt; Adolfo Urso (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbr5l.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;), l'uno contro l'altro armati. &lt;b&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/b&gt; intervista Carmelo Briguglio: &lt;i&gt;Caccia al Finiano&lt;/i&gt;. Briguglio: «Noi spiati da pezzi deviati dei servizi». Dossier contro i parlamentari non graditi (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbpz4.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Avvenire&lt;/b&gt; intervista Souad Sbai: &lt;i&gt;«Pronta ad andarmene»&lt;/i&gt; (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbt76.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;) e &lt;b&gt;Il Riformista&lt;/b&gt; Filippo Rossi, direttore di Farefuturo (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbq2t.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;), e Luca Zaia (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbq2n.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;). &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;La Discussione&lt;/b&gt; intervista Giovanni Collino: &lt;i&gt;«Al Pdl serve un'organizzazione militante»&lt;/i&gt;. Il responsabile degli Enti locali chiede una struttura più radicata dal territorio al vertice, vuole più dibattito e meno battitori di mani. È l'ora dei congressi e del coordinatore unico (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbtys.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;); intervista anche Alberto Alboni: &lt;i&gt;Un esproprio. Almirante? Si rigirerebbe nella tomba...&lt;/i&gt; (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbtvx.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;). &lt;b&gt;Il Giornale&lt;/b&gt; intervista il deputato di Noi Sud Luciano Sardelli: &lt;i&gt;«Gianfranco non ci rappresenta più. anche Tattarella oggi firmerebbe»&lt;/i&gt; (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbqrc.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;). Il quotidiano di Feltri intervista anche Giuseppe Ciarrapico: &lt;i&gt;«Gran brutta storia. E temo non sia l'unica»&lt;/i&gt; (&lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100811/tbqpg.pdf"&gt;&lt;i&gt;leggi tutto&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per il momento mi fermo qua. La seconda parte della mini rassegna in un post successivo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-3684284663686696907?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/3684284663686696907/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=3684284663686696907' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/3684284663686696907'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/3684284663686696907'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/fini-finito.html' title='Fini finito'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-1601961456726589016</id><published>2010-08-10T16:31:00.002+02:00</published><updated>2010-08-10T17:52:01.393+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parlamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Istria'/><title type='text'>Pentiti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Facevo scorrere i fogli dell'ultimo faldone che raccoglie i ritagli stampa delle ultime settimane. Quanti titoli che ormai sembrano descrivere un passato già lontano e sono solo di giorni fa. Come quello di Bruno Vespa su &lt;i&gt;QN&lt;/i&gt; di cinque giorni fa, d'effetto: «E ora aspettiamo lo sparo di Sarajevo». Più che uno sparo di Sarajevo, sembra quello di Mayerling. Vespa allora aveva scritto riferendosi al voto alla Camera, che aveva sancito la fine della maggioranza uscita dalle urne: «Umberto Bossi, dopo la votazione, ha detto che il governo reggerà, ma che la Lega farebbe il pieno in eventuali elezioni anticipate. Sul secondo punto ha ragione. Ma sul primo? Silvio Berlusconi fa campagne acquisti da sedici anni. Cominciò alla fine del '94 con la Lega di Umberto Bossi, lo ha fatto più recentemente con gli uomini di Prodi, poi di Casini e adesso con quelli di Fini. È il piccolo cabotaggio, con qualche possibilità di riuscita se si rafforzasse il rischio di elezioni e molti seggi dovessero traballare». E tutto per concludere: «È tattica, non può essere strategia». Forse nel senso che un governo non può reggersi comunque da qui al 2013 su precari puntelli improvvisati. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Quel che è certo è che non ci sono i margini per un governo sorretto da maggioranze diverse da quella scelta dagli italiani», come ribadiva tre giorni fa Giorgia Meloni cui rompere con i «futuristi» è costato. «Chi ha seguito Fini non si presterà a un cambio di maggioranza. Ho parlato con loro, li conosco. Mi sento di escluderlo». E poi sottolineava: «La destra c'è, esiste e vive nel Pdl. L'addio dei finiani non vuol dire che si torni a Forza Italia. Noi ci siamo, ci faremo sentire. Faremo quello per cui siamo entrati nel Pdl» e che per logica conseguenza i finiani non sono stati capaci di fare. E, dunque, l'incognita di un qualche seguito nell'elettorato può pesare e come sui singoli. I «futuristi» dovrebbero dare una risposta convincente alla domanda che la Meloni si pone: «Mi chiedo ancora cosa stia capendo la nostra gente di quanto accade, del perché una maggioranza forte come nessun'altra in passato stia dando questa prova». E dopo il clamore della vicenda monegasca giustificarlo con una questione morale è sempre più arduo, non basta più.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E sebbene Berlusconi mostri di non temere le elezioni, e non si vede perché dovrebbe quando la sua reale opposizione sono quarantaquattro gatti in fila per sei col resto di due, ed un Di Pietro che predica nel deserto, è pensabile  realmente che punti ad una campagna acquisti, a lusingare qualche figliol prodigo a tornare a casa. Se non altro come Giancarlo Galan diceva ieri al giornalista del &lt;i&gt;Mattino&lt;/i&gt;: «Prima delle elezioni viene l'interesse del Paese. Anche per scaramanzia, visto che chi si presenta al voto senza aver concluso la legislatura viene di solito punito dagli elettori». E di dubbiosi ce ne sono. Già il 7 luglio &lt;i&gt;Libero&lt;/i&gt; titolava un pezzo «Il dilemma di Consolo: "Ho scelto Gianfranco, sono già combattuto"». Giuseppe Consolo, uno «che è diventato futurista, ma in lui batte ancora un cuore pidiellino», che al momento del voto sulla mozione è uscito dall'aula e che in quella intervista rilasciata al quotidiano di Belpietro diceva rispondendo ad una domanda: «La situazione era troppo tesa e il bubbone è scoppiato. Ma, secondo me, si è in tempo per fare tutti un passo indietro». Uno che alla domanda «Lei sarebbe disposto a sacrificare il Fli sull'altare di una riappacificazione?» risponde: «Certo. Sarei disposto a fare qualsiasi cosa Fini e Berlusconi decidessero insieme». Naturalmente bisognerebbe rifare oggi, solo tre giorni dopo, la stessa domanda per avere una risposta aggiornata. Però, di quella intervista rimane una piccola conferma. Chiede il giornalista: «Il Berlusca con lei c'ha provato?». E la risposta è «Ce l'ha una domanda di riserva?».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A fissare bene i paletti della questione è ieri Gaetano Quagliariello intervistato dal &lt;i&gt;Tempo&lt;/i&gt;, rispondendo a tre domande di fila. Gli chiede Alberto Di Majo: «Ma nel caso dovesse cadere il premier Berlusconi, crede sia possibile un governo di transizione, magari con la guida del ministro Tremonti?». Risposta: «No. Non ci sono i numeri in Senato e non ci sarebbe neppure la volontà di Tremonti». «E se si andasse ad elezioni, cerchereste un'intesa con i finiani?». Risposta: «Se la legislatura finisce per l'atteggiamento assunto dai finiani nei confronti del governo, è evidente che nessuna alleanza elettorale sarà possibile con loro». Ed ecco la porta aperta: alla domanda «Nel caso invece i finiani pentiti vi chiedessero di rientrare nel Pdl, li accettereste?», Quagliariello risponde: «Il Pdl non è una buvette ma resta un partito aperto. Se c'è condivisione di principi di fondo e la volontà di metter fine allo stillicidio di un'opposizione interna quotidiana e preconcetta, le porte sono aperte, anche a posizioni critiche. Checché se ne dica, nel Pdl si è discusso e si è votato come mai era accaduto in Forza Italia e in Alleanza nazionale, e noi non abbiamo vendette da consumare».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E a confermarci che qualcuno ci sta pensando è oggi Osvaldo Napoli, vice-presidente dei deputati Pdl, che rispondendo ad una domanda in un'intervista sul &lt;i&gt;Messaggero&lt;/i&gt; dice: «Non ci sono dubbi che alcuni facciano un passo indietro. Risulta che siano 8-10 i deputati disposti a una mossa chiarificatrice».&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-1601961456726589016?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/1601961456726589016/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=1601961456726589016' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/1601961456726589016'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/1601961456726589016'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/pentiti.html' title='Pentiti'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-4467982807890745255</id><published>2010-08-10T15:16:00.002+02:00</published><updated>2010-08-10T16:22:10.607+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parlamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Parole altre</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa seconda parte della mia personale rassegna stampa di oggi riguarda l'opposizione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il &lt;i&gt;Corriere della Sera&lt;/i&gt; intervista Andrea Orlando del Pd: &lt;b&gt;«Fini aggredito. Allearsi con lui? Solo in casi estremi»&lt;/b&gt; - &lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100810/tb2ku.pdf"&gt;leggi l'articolo&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/i&gt; intervista Giuseppe Fioroni: &lt;b&gt;«Non siamo credibili»&lt;/b&gt;. Candidato premier cercasi: il Pd diviso su strategie, alleanze e possibili capi - &lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100810/tb161.pdf"&gt;leggi l'articolo&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Il Riformista&lt;/i&gt; dà spazio a Pippo Civati: &lt;b&gt;«Il Pd sta parlando troppo in politichese. Chiamparino? È in ritardo di un anno»&lt;/b&gt; - &lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100810/tb161.pdf"&gt;leggi l'articolo&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;QN&lt;/i&gt; intervista Antonio Di Pietro: &lt;b&gt;«Spiegazioni tardive. Ora fini ci dica a chi è andata la casa»&lt;/b&gt; - &lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100810/tb17d.pdf"&gt;leggi l'articolo&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Libero&lt;/i&gt; intervista Rocco Buttiglione: &lt;b&gt;«Mai alleanze tra Udc e Futuristi»&lt;/b&gt;. Buttiglione scarta l'accordo col presidente della Camera in caso di voto anticipato. «Tra di noi posizioni troppo differenti su molti temi». Ma il vero timore è che Gianfranco Fini faccia perdere voti - &lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100810/tb2iy.pdf"&gt;leggi l'articolo&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ultima intervista che segnalo, quella de &lt;i&gt;Il Riformista&lt;/i&gt; a Ugo Sposetti: &lt;b&gt;«Ecco come è gestito il patrimonio dell'ex Pci»&lt;/b&gt;. Ugo Sposetti spiega come le proprietà sono state inglobate dalle fondazioni (solo gli immobili sono 2400). Sui rischi: «Quando finisce la storia di un grande partito, serve la vigilanza di più persone» - &lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100810/tb1ap.pdf"&gt;leggi l'articolo&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Infine due editoriali: quello di Maurizio Belpietro su &lt;i&gt;Libero&lt;/i&gt;: &lt;b&gt;Il diavolo fa i cognati ma non i coperchi&lt;/b&gt; - &lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100810/tb1il.pdf"&gt;leggi l'articolo&lt;/a&gt;; e quello di Antonio Polito su &lt;i&gt;Il Riformista&lt;/i&gt;: &lt;b&gt;L'immoralità della questione morale&lt;/b&gt; - &lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100810/tb0os.pdf"&gt;leggi l'articolo&lt;/a&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-4467982807890745255?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/4467982807890745255/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=4467982807890745255' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/4467982807890745255'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/4467982807890745255'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/parole-altre.html' title='Parole altre'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-7846062968838488016</id><published>2010-08-10T12:26:00.004+02:00</published><updated>2010-08-10T14:49:26.874+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parlamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Parole in libertà</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Segnalare qualche articolo è, più che una moda, quasi una necessità per prendere quotidiana coscienza di non stare sognando. Cioè per confermare a se stessi che quel mondo che lo tsunami informativo fa irrompere in casa è, purtroppo, la realtà, di squallore e degenerazione politica, con cui dobbiamo fare i conti. Una necessità vitale, ormai, quella di capire a chi, ad ogni livello, da quello comunale a quello governativo, abbiamo dato la nostra delega in bianco a governare. Così anche oggi ne segnalo qualcuno, cominciando con questo de &lt;i&gt;Il Tempo&lt;/i&gt;: &lt;b&gt;Ecco tutti i segreti del bilancio di An&lt;/b&gt;. Dal telefono ai manifesti: i conti salati, &lt;a href="http://bit.ly/cKN1l9"&gt;http://bit.ly/cKN1l9&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Su &lt;i&gt;Repubblica&lt;/i&gt; due interviste: la prima, &lt;a href="http://bit.ly/dmbS3a"&gt;http://bit.ly/dmbS3a&lt;/a&gt;, a Benedetto Della Vedova, finiano vegetariano, &lt;b&gt;«Assalto da stalinisti, la richiesta di dimissioni per noi è irricevibile»&lt;/b&gt;, per Benedetto insomma Fini ha fornito spiegazioni sufficienti sulla casa; sul fronte opposto quella a Stefania Prestigiacomo: &lt;b&gt;«Noi pronti alle elezioni, sulla legalità Gianfranco fa campagne strumentali»&lt;/b&gt;, per il ministro è giusto rompere con i finiani: volevano logorarci - &lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100810/tb1uk.pdf"&gt;leggi l'articolo&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;La Stampa&lt;/i&gt; intervista Maurizio Gasparri: &lt;b&gt;«Difficile fare un accordo partendo dalle coppie gay»&lt;/b&gt;, per il ministro i margini per trattare ci sono, ma bisogna mettere da parte posizioni che sono sempre state minoritarie nel Pdl - &lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100810/tb2jr.pdf"&gt;leggi l'articolo&lt;/a&gt;. Mentre &lt;i&gt;Il Giornale&lt;/i&gt;, con un'intervista a Alfredo Mantovano insiste sull'affair Fini: &lt;b&gt;«Fini non ha chiarito nulla. Tra noi c'è grande disagio»&lt;/b&gt;. Per Mantovano molti particolari restano ancora oscuri e non si può vendere a una società off shore e parlare di legalità - &lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100810/tb1xo.pdf"&gt;leggi l'articolo&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Il Manifesto&lt;/i&gt; intervista il senatore Andrea Augello: &lt;b&gt;«Tulliani spieghi. Se fini sapeva, si dimetterà»&lt;/b&gt;. Da leggere e &lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100810/tb274.pdf"&gt;per leggere l'articolo cliccare qui&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;La Padania&lt;/i&gt; intervista il leghista Roberto Cota: &lt;b&gt;«O la palude o il voto»&lt;/b&gt;. Cota: solo due i leader - &lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100810/tb3wc.pdf"&gt;leggi l'articolo&lt;/a&gt;. Infine, su &lt;i&gt;Il Riformista&lt;/i&gt; l'intervista a Donato Lamorte: &lt;b&gt;«L'off-shore? Non so non parlo inglese»&lt;/b&gt; - &lt;a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/100810/tb0j0.pdf"&gt;leggi l'articolo&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-7846062968838488016?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/7846062968838488016/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=7846062968838488016' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/7846062968838488016'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/7846062968838488016'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/parole-in-liberta.html' title='Parole in libertà'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-1014528551990794628</id><published>2010-08-09T22:21:00.003+02:00</published><updated>2010-08-10T00:47:59.169+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parlamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Dieci passi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Facciamo un po' di ordine. Non starò qui a riprendere o confutare quanto ha detto Fini. In fin dei conti interessa poco. Ormai la mucca è scappata. Vediamo piuttosto alcune esternazioni di contorno che possono arricchire il quadro. Comincio con Flavia Perina, deputata, che ovviamente ha aderito al neonato gruppo parlamentare di Futuro e libertà, e direttore del quotidiano &lt;i&gt;Il Secolo d'Italia&lt;/i&gt;. Dice: «Fini ha dato sulla casa di Montecarlo una risposta chiara, che toglie alibi alla campagna diffamatoria avviata contro di lui e il nostro mondo». La Perina è chi andava dicendo solo qualche giorno fa (il 6 agosto su &lt;i&gt;Repubblica&lt;/i&gt;) alla richiesta di chiarezza a Fini da parte degli ex An Gasparri e Matteoli: «Già, ma la cosa bizzarra è che la cessione dell'immobile di Montecarlo fu messa a bilancio nel 2008, quando esisteva ancora An e alla guida c'erano i triumviri: La Russa, Matteoli e Alemanno».  Anche se aggiunge: «Insomma, chi gestiva il partito in quella fase ebbe tante occasioni per interessarsi. E non lo fece». Ma intanto lo stesso giorno sul giornale che dirige pubblicava un eloquente Enzo Raisi, deputato anche lui finiano ed amministratore del &lt;i&gt;Secolo d'Italia&lt;/i&gt;, che affermava interrogato da Stefano Petroselli: «La vendita della casa è stata iscritta a bilancio nel 2008. La data è molto importante. Forse non tutti si ricordano che, all'epoca, Gianfranco Fini non era più il presidente di Alleanza nazionale. Il partito infatti era gestito da una reggenza di tutti i cosiddetti colonnelli con Ignazio La Russa come &lt;i&gt;primus inter pares&lt;/i&gt;. Quindi chi vuole sapere i particolari di quella transazione dovrebbe andare a chiedere proprio a La Russa e non a Fini». E, tanto per rincarare la dose del «depistaggio», all'osservazione che Storace chiede invece proprio a Fini delucidazioni, dopo il «doveroso» apprezzamento, «Guardi, la Destra di Francesco Storace è nata con il solo obiettivo di dare fastidio ad Alleanza nazionale... E non mi stupisce il fatto che si parli da qualche tempo di un riavvicinamento tra Storace e Silvio Berlusconi. Qualche cosa vorrà pur dire...», insiste: «Perché Storace non chiede a La Russa del perché ha venduto quella casa a quel prezzo e in quel modo?». Per «fortuna» che Fini abbia deciso di fare outing, dopo una serie di verifiche «autorizzai il sen. Pontone alla vendita come accaduto altre volte in casi analoghi», così sappiamo di prima mano che quanto La Russa diceva il giorno dopo al &lt;i&gt;Fatto Quotidiano&lt;/i&gt; era pura verità: «Per scrupolo. siccome alle volte si firmano tante cose per il ruolo che si ha, e in quel caso bisognerebbe farsene carico, ho fatto controllare l'atto, e bene: non solo in quella cessione la mia firma non c'è, ma è anche scritto che tutto era fatto da Pontone, con delega di Fini». E quanta più forza ha oggi la sua risposta alla domanda del &lt;i&gt;Fatto&lt;/i&gt; «Quindi smentisce Raisi?»: «Sì e voglio dare un consiglio agli inchiestisti del &lt;i&gt;Secolo d'Italia&lt;/i&gt;: visto che stanno sullo stesso pianerottolo di An, facciano dieci passi, bussino alla porta, si facciano dare l'atto e pubblichino quello, sempre che ne abbiano il coraggio». E oggi, intervistato dal &lt;i&gt;Corriere&lt;/i&gt;, La Russa può con tutta serenità spiegare: «Fini ha confermato che fu lui ad autorizzare il tesoriere del partito, Pontone, a vendere». Fini aveva già lasciato la presidenza di An per la presidenza della Camera, ma: «Mi dissero che esisteva un atto separato dal quale risultava che era sempre lui responsabile dell'amministrazione del partito e del &lt;i&gt;Secolo d'Italia&lt;/i&gt;. Quell'operazione immobiliare mi fu taciuta completamente. Non ebbi alcuna notizia, neanche generica. E non è che vendessimo immobili tutti i giorni... Non c'era l'obbligo di comunicarmi acquisti e vendite, ma il dovere politico direi di sì». E alla domanda «Non poteva leggere il bilancio?», «Nei bilanci non ci sono i dettagli delle compravendite!».  Frase quest'ultima che sminuisce di molto il valore dell'affermazione di Fini nella sua nota: «In nessuna occasione, a partire dalle assemblee nazionali convocate secondo lo statuto per l'approvazione dei bilanci, alcun dirigente di An contestò o sollevò perplessità sulle avvenute vendite».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma altri punti dell'intervista di oggi a La Russa sono degni di attenzione. Il giornalista, Andrea Garibaldi, chiede: «Secondo Fini, la società proposta da Tulliani offrì per la famosa casa una cifra - trecentomila euro - superiore ai valori di mercato», e La Russa così risponde: «Però, il senatore Antonino Caruso, che si occupò della casa quando fu lasciata in eredità ad An, ha raccontato più volte di un'offerta - ricevuta a fine 2001 - da sei milioni di franchi, circa un milione di euro». QN oggi riportava in un articolino le dichiarazioni del senatore del Pdl Antonino Caruso, l'avvocato civilista che curò l'accettazione dell'eredità: «Posso confermare quello che ho già riferito nei giorni scorsi, alcuni mesi dopo che mi recai a Montecarlo per disbrigare gli adempimenti formali dell'eredità della signora Colleoni fui raggiunto da una telefonata a Roma, nel corso della quale mi fu chiesto se An era interessata a vendere l'appartamento. Non fu una proposta formale, l'offerta valeva all'incirca sei milioni di franchi. Riferii la telefonata al senatore Pontone che non mancherà di confermare la circostanza perché era il soggetto che rappresentava il proprietario. Pontone mi rispose che la cosa in quel momento non interessava e, per quanto mi riguarda, la stessa finì e nulla più seppi fino ai giorni nostri. Se ci furono offerte formali, allora o nel frattempo, credo che le stesse siano conservate da Pontone o Lamorte. In caso contrario vorrà dire che l'appartamento di Montecarlo non interessò a nessuno per dieci anni, sia per un eventuale affitto che per un acquisto».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E curiosa è anche la risposta data da La Russa all'osservazione del giornalista, «Questo caso appare anche una perfetta arma politica nello scontro Berlusconi-Fini; dice il ministro: «Mi sono informato: il caso è scoppiato semplicemente per la denuncia di un vicino di casa che voleva comprare quell'appartamento e si sentiva da anni preso in giro». Che fa il paio col suo commento all'osservazione «Fini dice che dopo la vendita scoprì che l'appartamento di Montecarlo era stato preso in affitto da Tulliani e provò disappunto»; dice La Russa: «Questa affermazione si commenta da sola. Mi hanno anche raccontato che Fini fu visto andare in quella casa...». Insomma, come non assentire all'affermazione del ministro «Seguo con tristezza la vicenda della casa a Montecarlo»? Soprattutto dopo aver letto Enzo Raisi dire: «Quella casa era fatiscente e prevedeva un costo di restauro enorme. Non è un mistero che molti sono andati a Montecarlo per un possibile acquisto. Ma che dopo averla vista in quelle condizioni non se n'è fatto nulla... L'investimento era troppo impegnativo per una casa del genere». Ed ecco il miracolo, ovvero con le parole di Fini: «Nel 2008 il sig. Giancarlo Tulliani mi disse che, in base alle sue relazioni e conoscenze del settore immobiliare a Montecarlo, una società era interessata ad acquistare l'appartamento, notoriamente abbandonato da anni», addirittura con un'«offerta di acquisto [che] era superiore al valore stimato». E ancora, tornando all'intervista del &lt;i&gt;Secolo&lt;/i&gt; a Raisi curiosa è pure la domanda sulla società offshore ed ovviamente poi la risposta. Ma attenti alla domanda: «E per quanto riguarda la scelta di una società offshore come acquirente?». L'avete letta attentamente, proprio attentamente? Raisi poi risponde: «Anche un bambino sa che a Montecarlo la maggior parte degli appartamenti sono di proprietà di società offshore». Che caspita, «Se vuoi vendere un immobile nel Principato di Monaco devi quasi obbligatoriamente vendere a società offshore. È la normalità». Che postaccio Montecarlo!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;La Repubblica&lt;/i&gt; si è sentita dire da Altero Matteoli: «Scoprire oggi che una proprietà del partito è stata sfilata in quel modo non è accettabile. È oggettivamente imbarazzante». «Ma davvero di quella casa voi dirigenti di An non sapevate nulla?», gli domanda il giornalista nell'intervista pubblicata oggi. E Matteoli: «Io l'ho appreso dai giornali. qualcuno degli amici di Fini ha tentato di coinvolgere La Russa, me... Solo per difendere lui. Voglio che sia chiaro, come sta emergendo, che noi non ne sapevamo nulla».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A questo punto, forse, per finalmente chiudere questo post, niente di meglio delle parole di Mario Mantovani rilasciate il 5 luglio scorso a &lt;i&gt;Il Giornale&lt;/i&gt;: «A me pare che violare la volontà testamentaria di una militante che ha creduto nella buona battaglia della destra sia la cosa più triste e negativa che si possa fare. Peggio, molto peggio di qualsiasi vicenda che abbia potuto interessare membri di questo governo. Anche perché Fini è arrivato a mettere in discussione il suo rapporto con il premier Berlusconi e si è fatto scudo per violare il mandato popolare proprio con motivazioni morali. A maggior ragione ora che è coinvolto in una vicenda nella quale è sospettato di aver favorito affari privati, il gesto che ne consegue dovrebbero essere le dimissioni». Ma naturalmente non finisce qui.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-1014528551990794628?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/1014528551990794628/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=1014528551990794628' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/1014528551990794628'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/1014528551990794628'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/dieci-passi.html' title='Dieci passi'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-7509862038008104051</id><published>2010-08-09T17:22:00.004+02:00</published><updated>2010-08-09T19:06:08.160+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parlamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Nel segno di Fini</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ancora qualche segnalazione dalla stampa quotidiana di oggi, e sempre sulla vicenda che vede coinvolto il presidente della Camera Gianfranco Fini.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Innanzitutto l'articolo pubblicato da &lt;i&gt;La Stampa&lt;/i&gt;, &lt;b&gt;La Tulliani-dynasty: mamma e fratello, gossip, politica e Rai&lt;/b&gt;, &lt;a href="http://bit.ly/djSYAN"&gt;http://bit.ly/djSYAN&lt;/a&gt;. Il titolo di per sé è autoesplicativo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E passiamo ad una serie di interviste cominciando con quella a Ignazio La Russa pubblicata sul &lt;i&gt;Corriere della Sera&lt;/i&gt;, &lt;a href="http://bit.ly/aYAVtf"&gt;http://bit.ly/aYAVtf&lt;/a&gt;, &lt;b&gt;La Russa: una vicenda che fa tristezza&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;«Imbarazzante scoprire come ci è stata sfilata una casa donata a tutta An»&lt;/b&gt;. Matteoli: reagiremo al ricatto dei 33, &lt;a href="http://bit.ly/9t7y74"&gt;http://bit.ly/9t7y74&lt;/a&gt;, su &lt;i&gt;La Repubblica &lt;/i&gt;intervista a Altero Matteoli. E sempre su &lt;i&gt;Repubblica&lt;/i&gt; l'intervista a Italo Bocchino, &lt;a href="http://bit.ly/bk3tD3"&gt;http://bit.ly/bk3tD3&lt;/a&gt;,&lt;b&gt; «Vicenda senza illeciti ma il Cavaliere ha avallato la bastonatura mediatica"&lt;/b&gt;. Bocchino: per noi il governo va avanti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E ancora l'intervista de &lt;i&gt;Il Giornale&lt;/i&gt; a Bruno Socillo, il finiano di Viale Mazzini, &lt;a href="http://bit.ly/cIibDm"&gt;http://bit.ly/cIibDm&lt;/a&gt;, &lt;b&gt;«Pressioni da Gianfranco? In Rai è un male comune»&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Segnalo ancora quattro interviste sulla situazione politica, cominciando con quella a Fabrizio Cicchitto sul &lt;i&gt;Corriere della Sera&lt;/i&gt;,  &lt;a href="http://bit.ly/97XotX"&gt;http://bit.ly/97XotX&lt;/a&gt;, &lt;b&gt;Cicchitto: siamo in alto mare. No a intese ad ogni costo&lt;/b&gt;. Poi quella a Gaetano Quagliarello su &lt;i&gt;Il Tempo&lt;/i&gt;, &lt;a href="http://bit.ly/9NMg3g"&gt;http://bit.ly/9NMg3g&lt;/a&gt;, &lt;b&gt;«Il Pdl è un partito aperto anche per i finiani pentiti»&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Su &lt;i&gt;Il Mattino&lt;/i&gt; intervista al ministro Giancarlo Galan, &lt;a href="http://bit.ly/aQ47Jr"&gt;http://bit.ly/aQ47Jr&lt;/a&gt;, &lt;b&gt;Galan: «A Silvio consiglio prudenza. Il voto può riservare molte sorprese»&lt;/b&gt;. E infine,  &lt;a href="http://bit.ly/bTBV42"&gt;http://bit.ly/bTBV42&lt;/a&gt;, sul &lt;i&gt;Corriere della Sera&lt;/i&gt;, &lt;b&gt;Moffa contro i «falchi» «Anatemi e pregiudizi non ci aiutano. Il confronto è possibile»&lt;/b&gt;, intervista a Silvano Moffa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chiudo con altri due articoli, il primo la nota di Gianfranco Fini sul &lt;i&gt;Corriere della Sera&lt;/i&gt;, &lt;a href="http://bit.ly/d3xgBl"&gt; http://bit.ly/d3xgBl&lt;/a&gt;, &lt;b&gt;«Disappunto quando seppi che il signor Giancarlo abitava nell'appartamento»&lt;/b&gt;, e da Il Tempo, &lt;a href="http://bit.ly/cISNPS"&gt;http://bit.ly/cISNPS&lt;/a&gt;, &lt;b&gt;Le otto risposte sono un boomerang&lt;/b&gt; di Mario Secchi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-7509862038008104051?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/7509862038008104051/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=7509862038008104051' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/7509862038008104051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/7509862038008104051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/nel-segno-di-fini.html' title='Nel segno di Fini'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-918530162565439948</id><published>2010-08-09T12:55:00.005+02:00</published><updated>2010-08-09T17:06:13.289+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parlamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Fini nei casini</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riporto l'incipit dell'articolo di Corrado Zunino su &lt;i&gt;la Repubblica&lt;/i&gt; di oggi: «Undici giorni di silenzio sulla casa di Montecarlo. Poi, ieri mattina, dalla villa di Ansedonia, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha deciso di scrivere una nota. Lunga, dettagliata. Per rispondere, entrando nel merito, alla storia dei 169 metri quadrati di Boulevard Princesse Charlotte 14, l'appartamento di Palazzo Milton ereditato da An da una militante di Monterotondo, quindi venduto per 300 mila euro a una finanziaria con sede nelle Piccole Antille e oggi preso in affitto da Giancarlo Tulliani, il fratello della compagna di Fini». Questa in sintesi la storia che tiene banco sui quotidiani nazionali di oggi. Naturalmente sulla questione dell'appartamento di Montecarlo sarà un'inchiesta della magistratura ad accertare se nella vicenda sono state commesse irregolarità o violazioni di legge. Ciò che cattura l'attenzione è il disappunto sbandierato nella nota diffusa da Fini: «Ho appreso da Elisabetta Tulliani che il fratello Giancarlo aveva in locazione l'appartamento. La mia sorpresa ed il mio disappunto possono essere intuiti». Cosa che fa titolare Feltri «Fini come Scajola».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E Feltri sottolinea: «Non ha detto niente. Niente che chiarisca i dubbi sulle modalità della vendita. Anzi, Fini ne rafforza uno, il principale: perché l'alloggio sia ora nella disponibilità del fratello di Elisabetta Tulliani, compagna dello stesso Fini». E più avanti: «Questa è bella. L'ha saputo dalla signora. In pratica il presidente della Camera e leader del nuovo soggetto politico staccatosi dal Pdl, Futuro e libertà, è come Claudio Scajola che, poverino, è diventato proprietario di una casa ma ignora la provenienza dei soldi con cui è stata pagata. Difetti di memoria? Forse pura inconsapevolezza tipica di chi, avendo tanti impegni istituzionali ai quali far fronte, non si perde in certe quisquilie?».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è da ricamarci sopra e Vittorio Feltri non se lo fa dire due volte, col nobile scopo di «riabilitare» l'ex ministro Scajola, della serie mal comune mezzo gaudio. C'è da chiedersi, però, chi possa ridere. Provvede alla bisogna &lt;i&gt;La Stampa&lt;/i&gt;, che ci informa d'un Berlusconi «felice come una Pasqua». Ma torniamo a Feltri che va giù senza guanti: «Per l'ex ministro alle Attività produttive ballavano 800 o 900 mila euro. Per Fini suppergiù. L'alloggio, ricevuto da An in eredità dalla contessa Colleoni nel 1999, fu valutato all'epoca 450 milioni di lire e fu venduto nel 2008 a 300 mila euro. Il che pone due interrogativi. Primo, sulla valutazione di 450 milioni che per Montecarlo è un po' bassina, dato che il Principato non è la Magliana. Secondo sul prezzo di cessione, nove anni più tardi: 300 mila euro, una miseria. Due camere, una sala, un bagno e una cucina più terrazzo a quella cifra? I casi sono due. O chi ha trattato l'affare è uno sciocco cui sarebbe imprudente affidare anche il cane per i suoi bisognini; oppure è un furbo che ha agito su commissione di un altro furbo e ha fatto sparire un bel po' di grana». E non finisce qui. Feltri rigira ancora il coltello nella ferita: «Ma tutto questo è ancora nulla in confronto alla dichiarazione di Fini circa il fatto che il quartierino, dopo essere rimbalzato da una società all'altra (società anonime con sede addirittura nelle Antille, paradiso fiscale per antonomasia), sia finito proprio a Giancarlo Tulliani all'insaputa del presidente della Camera, il quale presidente della Camera ancora oggi sarebbe ignaro della circostanza se, tra un bacetto e un altro, la sua compagna Elisabetta Tulliani non avesse provveduto a informarlo».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Feltri lancia una campagna firme per «mandare a casa» Fini, fondandola proprio sulle parole del leader di Futuro e libertà: una carica istituzionale è meglio non coprirla se manca la chiarezza indispensabile. Perché, dice Feltri, «sara lecito, ma è anche molto brutto che il paladino della legalità alieni a prezzo stracciato una casa donata ad An da un'iscritta e che poi quella casa risulti abitata dal «cognato».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho ricordato il titolo «godereccio» della &lt;i&gt;Stampa&lt;/i&gt; sul Cavaliere. A dire la verità non è lui a dichiararsi tale, ma i suoi palafrenieri che gridano ai quattro venti che «si gode il suo trionfo». Scrive Ugo Magri: «Era tempo, aggiungono, che non assaporava una vendetta così zuccherosa: Fini costretto a giustificarsi "in modo debole, goffo, inefficace su accuse di profilo morale».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi si è scritto molto sulla vicenda. Fini nella sua nota espone la sua difesa in otto punti che qui riassumo servendomi di &lt;i&gt;Repubblica&lt;/i&gt;: 1. L'appartamento di Montecarlo, di modeste dimensioni, fu valutato e iscritto nel bilancio di An per 450 milioni di lire; 2. L'appartamento fu visitato dall'onorevole Lamorte e dalla segretaria di Fini, signora Marino. Riferirono che la casa era in condizioni fatiscenti; 3. Né a me, dice Fini, né all'amministratore senatore Pontone, furono avanzate proposte formali di acquisto dell'appartamento; 4. Nel 2008, Giancarlo Tulliani mi informò che una società era interessata ad acquistare l'appartamento di Montecarlo; 5. Ho autorizzato Pontone alla vendita, avendo verificato che l'offerta (300mila euro) era superiore al valore stimato (450 milioni di lire); 6. Con la stessa procedura sono stati venduti altri immobili donati dalla contessa Colleoni. Mai nessun dirigente di An contestò queste operazioni; 7. La vendita è avvenuta il 15 ottobre 2009 dinanzi al notaio Caruso. Sulla natura della società acquirente non so assolutamente nulla; 8. Qualche tempo dopo Elisabetta Tulliani mi informò che il fratello Giancarlo aveva in locazione la casa. &lt;i&gt;Repubblica&lt;/i&gt; elenca, però, quattro interrogativi ancora aperti: 1. In che modo, e da chi, Giancarlo Tulliani ha avuto l'informazione che An aveva messo in vendita una casa a Montecarlo? 2. Chi è l'effettivo acquirente della casa, che ha utilizzato per l'operazione una società finanziaria? 3. A quale titolo Giancarlo Tulliani risiede nell'appartamento di Montecarlo? 4. Quando Fini ha saputo che Giancarlo Tulliani era inquilino a Montecarlo? Perché non ha preteso che abbandonasse la casa? Buone domande.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi piace chiudere questo post con una citazione tratta da un'intervista del 12 luglio per &lt;i&gt;Il Piccolo&lt;/i&gt; di Marina Nemeth a Fabio Granata, che andava dicendo allora: «Per noi la difesa della legalità è un punto centrale e irrinunciabile». Proprio ad una domanda sulla questione morale rispondeva: «La verità è che in questo momento tutta la politica deve fare un passo avanti deciso e coraggioso. E costringere le lobby che tramano, nella migliore delle ipotesi per gestire affari, a farne uno indietro. Al di là delle questioni giudiziarie e dei coinvolgimenti penali delle persone esiste una questione politica e un'etica della responsabilità da parte di chi gestisce la cosa pubblica». Appunto. Belle parole, purtroppo non c'è un pulpito credibile in tutto l'arco parlamentare. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Aggiungo solo che l'articolo citato di Zunino chiudeva il lancio in prima pagina così: «Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha intanto chiamato Napolitano per comunicargli: «Ho la maggioranza e intendo andare avanti nella legislatura».  Parole che avranno pure un significato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-918530162565439948?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/918530162565439948/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=918530162565439948' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/918530162565439948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/918530162565439948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/fini-nei-casini.html' title='Fini nei casini'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-1637609679644234969</id><published>2010-08-09T09:01:00.003+02:00</published><updated>2010-08-09T22:08:58.360+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Target Fini</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa mattina segnalo dai giornali alcuni editoriali. Il primo è quello di Angelo Panebianco sul &lt;i&gt;Corriere della Sera&lt;/i&gt;, &lt;b&gt;Tre idee opposte di repubblica&lt;/b&gt;, Berlusconi, l'opposizione, la Lega, &lt;a href="http://bit.ly/bDlU6B"&gt;http://bit.ly/bDlU6B&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il secondo è di Vittorio Feltri su &lt;i&gt;Il Giornale&lt;/i&gt;, &lt;b&gt;Fini come Scajola&lt;/b&gt;, La «verità» del presidente della Camera: suo cognato gli disse a chi vendere, poi finì in quell'appartamento a sua insaputa, &lt;a href="http://bit.ly/btMS4G"&gt;http://bit.ly/btMS4G&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il terzo quello di Ferrara su Il Foglio, &lt;b&gt;Qui si accasa l'asino, cronache tristanzuole da Montecarlo&lt;/b&gt;, &lt;a href="http://bit.ly/9cakMK"&gt;http://bit.ly/9cakMK&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ultimo su Il Messaggero, di Mario Ajello, Una scelta di rigore e quel punto da chiarire, Dichiarazione di guerra che allarga il solco. Fini: «il mio stile opposto a quello del Cavaliere». E denuncia il vizio della "complottite", &lt;a href="http://bit.ly/aBwn0O"&gt;http://bit.ly/aBwn0O&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I giornali di oggi dedicano molto spazio alla vicenda Fini. Segnalo solo alcuni, cominciando da &lt;i&gt;Il Giornale&lt;/i&gt;: &lt;a href="http://bit.ly/dyEGlH"&gt;http://bit.ly/dyEGlH&lt;/a&gt; di Paola Setti, &lt;b&gt;Gianfranco per battezzare il Fli ruba ad An la sua festa storica&lt;/b&gt;. E ancora, &lt;b&gt;Fine dei Rapporti. Berlusconi lo liquida: quello è un bugiardo&lt;/b&gt;, di Adalberto Signore, &lt;a href="http://bit.ly/c6xcUk"&gt;http://bit.ly/c6xcUk&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Su &lt;i&gt;La Stampa&lt;/i&gt;, di Ugo Magri, La rivincita di Berlusconi «Felice come una Pasqua», &lt;a href="http://bit.ly/cF2Ry6"&gt;http://bit.ly/cF2Ry6&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Su &lt;i&gt;la Repubblica&lt;/i&gt;, di Corrado Zunino, &lt;b&gt;Montecarlo, la verità di Fini:  «Non ho nulla da nascondere»&lt;/b&gt;. Difesa in 8 punti. «Io non me la prendo con i giudici comunisti», &lt;a href="http://bit.ly/afEKtN"&gt;http://bit.ly/afEKtN&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Su &lt;i&gt;Il Tempo&lt;/i&gt;, &lt;b&gt;Gli ex colonnelli «Stupiti pure noi»&lt;/b&gt;, &lt;a href="http://bit.ly/9onXLu"&gt;http://bit.ly/9onXLu&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1599297722492645886-1637609679644234969?l=sergiofumich.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sergiofumich.blogspot.com/feeds/1637609679644234969/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1599297722492645886&amp;postID=1637609679644234969' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/1637609679644234969'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1599297722492645886/posts/default/1637609679644234969'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sergiofumich.blogspot.com/2010/08/target-fini.html' title='Target Fini'/><author><name>Sergio Fumich</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04673482033302740097</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_7of5lLQDHig/SSwA8euD1HI/AAAAAAAAAag/P_XPrB1IbQc/S220/io_high.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1599297722492645886.post-304110788089877397</id><published>2010-08-08T18:48:00.005+02:00</published><updated>2010-08-08T20:03:26.106+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Dna non sfiga</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Forse i giudizi sul Pd espressi nei due precedenti articoli saranno sembrati eccessivi. Ma la critica più pesante arriva dall'interno del partito, come testimonia su &lt;i&gt;Europa&lt;/i&gt; un articolo di Gianluca Susta, pubblicato venerdì in prima pagina. Scrive Susta: «Chiamata alle armi per che cosa? Per vincere le elezioni, mi si dirà. Ma vincere per fare che? E guidati da chi? Da Pierluigi Bersani, da Nichi Vendola o da Emma Bonino? Ma dobbiamo vincere le regionali in Emilia, in Puglia (con l'Udc che sta autonoma è anche abbastanza facile...) o le politiche in Italia? Dobbiamo parlare al paese o alla solita minoranza militante e urlante? Mi dispiace doverlo dire con crudezza e durezza: così non andiamo da nessuna parte. Dal congresso a oggi non una scelta chiara, non un programma». Che si vuole di più? Come può sinceramente poi proporsi Bersani come alternativa di «salute nazionale»? Che Berlusconi continui pur con un governo di «minoranza» sul programma votato dagli elettori e sottoscritto anche da Fini e soci fino al 2013, piuttosto che un salto nel buio di un improponibile governo «istituzionale» destinato già a nascere dalle premesse paralizzato, diversamente disabile, peggio di quello buonanima di Prodi. Oppure si vada al voto subito.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scrive ancora Susta: «Che si parli di Pomigliano, di legge elettorale, di collocazione europea, di servizi pubblici e di referendum sull'acqua, di giustizia, di risanamento e di sviluppo, sentiamo solo risposte balbettate che, ormai, hanno portato il paese a concludere che il Pd è lì, il maggior partito in un "recinto" del 30/35 per cento, quello proprio della sinistra italiana da quasi vent'anni, dalla "gioiosa macchina da guerra in poi"». Si balbetta e quando va male si rincorrono col fiatone i movimenti. Che politica è mai questa, è la domanda implicita: «Non è mia intenzione combattere la battaglia decisiva innalzando il popolo viola o la rete dei movimenti o l'icona di Carlo Giuliani o il giustizialismo come stendardi dell'ennesima guerra di religione, mentre i lavoratori in cassa integrazione, gli imprenditori che hanno rivoltato come un calzino le loro aziende per adeguarle alle nuove sfide globali, i giovani che hanno aperto "bottega" con una precaria partita iva, gli studenti delle scuole e delle università serie imprecano contro quelle che regalano i "100" alla maturità o che sono esamifici, in silenzio, senza mobilitazioni permanenti, senza chiamate alle armi dal sapore retorico, si fanno "un mazzo così" per andare avanti! Il Pd era nato per dare una speranza a questi, non per confondere le battute con la politica, per incoronare controfigure di Obama o affidare alla migliore espressione del giacobinismo radicale di casa nostra il futuro del paese». Colpito e affondato per dirla col gergo d'un noto passatempo scolastico. Già, e dire che per il colmo dell'ironia il Pd si ritrova un segretario che fa solo battute, manco fosse un comico a Zelig. «No. Non è questa l'alternativa a questa destra penosa e pericolosa e al suo "padrone"», trancia Susta e passa alla critica di un altro caposaldo della «strategia» &lt;i&gt;democrat&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Non si vince al centro, ma chiamando alle armi il nostro elettorato. Sarà! Ma quale elettorato? Quello che dalle mie parti seguiva quelli come me contro la destra e contro la Lega: quello che ancora fino al 2004/2005 ci faceva vincere province e città, non c'è quasi più! Quell'elettorato, moderato e riformista insieme, "di centro che guarda a sinistra" è con noi in minima parte! E se verrà definitivamente cancellato il "partito a vocazione maggioritaria" in cui uno come me ha creduto, il consenso di quell'elettorato verrà del tutto meno e il Pd sarà... quello che è, il "capofila" - appunto - del 30/35 per cento dell'elettorato italiano o poco più». E più avanti aggiunge: «Se lo schema è quello della "sinistra" che si allea col "centro riformista" è di tutta evidenza quale diventa lo spazio politico di riferimento per quelli come me. Milioni di cittadini l'hanno già capito e ce l'hanno fatto capire nel segreto dell'urna, ma questo pare che al vertice del Pd non interessi». L'alternativa c'è, dice Susta: «Il problema non sta (solo) nel "chiamare alle armi" il proprio elettorato, ma nel proporre al paese reale una valida alternativa di governo, che è fatta di contenuti, di proposte, di visioni.  Ed è anche fatta di simboli e se i simboli sono il "popolo viola", Carlo Giuliani, le "feste dell'Unità", i corsi di formazione ribattezzati "Frattocchie 2" e potrei continuare, non sono i simboli di una larga fetta dell'elettorato italiano che non sta con la destra e non si riconosce in questa sinistra. Contenuti, leader e simboli! Sono i tre elementi essenziali di un partito e su questo si deve fondare il senso di appartenenza». E sottolinea: «Questo paese ha bisogno di legalità, moderazione, austerità, senso del dovere, pacatezza, pacificazione, sicurezza; deve incoraggiare gli investimenti produttivi per allargare la base occupazionale, colpire le grandi rendite parassitarie, creare vere condizioni di eguaglianza, tutelare il lavoro anche dalla demagogia di alcuni pessimi presunti professionisti di questa pratica. Tutto ciò solo in parte coincide con chi esaspera i conflitti, "tifa" per gli uni contro gli altri, divide il paese in buoni e cattivi teorizzando la superiorità "morale" della sinistra, giudica ideologicamente l'azione della magistratura, contrappone "padroni" e "sindacati" come se fossimo nell'Italia degli anni '50». E la chiusa del ragionamento non può che essere questa: «Non era questo il Pd che volevamo e non è questo il Pd che può vincere. Se non risponde a questi bisogni il Pd non riuscirà mai a ottenere la "fiducia" della maggioranza degli Italiani». Amen.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align
