Il lato oscuro dei media
La vicenda Veltroni-Villari sulla presidenza alla Vigilanza Rai è alla fin fine una buffonata come tutta la vicenda – con tutto il rispetto verso gli scioperi di Pannella. La questione più cruciale è un’altra, la questione della soppressione del canone Rai o se volete la soppressione della Rai stessa come entità “pubblica”. La sua privatizzazione, insomma, sic et simpliciter. Su questo fronte, o meglio sul fronte contrario, QN, Il Giorno – Il Resto del Carlino – La Nazione, ci informa che le cosiddette teste… pensanti in questo paese non mancano mai. La cosa salta fuori da una intervista a Giancarlo Mazzucca, commissario Pdl alla Vigilanza Rai, titolo: “Proposta antievasione. Mazzucca: «Il canone Rai nella bolletta della luce», siglata “e.g.p.”. Lascio al benevolo lettore ogni commento. Appare però evidente come, piuttosto che preoccuparsi della qualità del servizio, dei programmi inguardabili e degli sprechi milionari, ci si preoccupi della cassetta dell’elemosine, per dire, e si cerchi di “scaricare” sull’utente parte del peso della Rai in modo da liberare risorse provenienti da pubblicità a favore dei giornali (non a caso Mazzucca è ex direttore di quotidiano) e delle tv private, usando un argomento “nobile” quale la lotta all’evasione. Toh! Ma guarda caso, direbbe Di Pietro, il Pdl non è il partito di… E mi sa che questa volta ci azzecca.
«È necessario risolvere il problema dell’evasione del canone Rai una volta per tutte». Giancarlo Mazzucca, commissario Pdl della Vigilanza Rai, ha il quadro della situazione economica della tv pubblica piuttosto chiaro. «Per il prossimo anno – spiega – la Rai dovrà fare tagli per 110 milioni di euro e non è solo una questione legata alla crisi: c’è un problema enorme che riguarda il canone, e per risolverlo intendo presentare una proposta di legge».
A quale problema legato al canone si riferisce? «Prima di tutto l’adeguamento. I vertici Rai hanno chiesto un ritocco del canone, da 106 a 109 euro a famiglia, ma il sottosegretario Paolo Romani ha giustamente respinto la richiesta d’aumento e noi vogliamo bloccarlo per 4 anni. È però vero che il 25% delle famiglie italiane non paga, a fronte di un solo 8% della Germania e della Gran Bretagna, per non parlare poi della Francia dove il canone è legato alla tassa sull’abitazione».
Quindi? «Per cercare di superare questa evasione bisogna collegare il canone alla bolletta della luce, costringendo i vari gestori a dare alla Rai i nominativi degli utenti, partendo dal presupposto che chi ha la luce ha anche un televisore, quindi deve pagare il canone. Poi la Rai dovrà fare dei controlli».
Ma la Rai già fa molti controlli, senza grandi risultati…
«In questo caso, per non pagare il canone Rai (che arriverebbe insieme alla bolletta della luce, casomai con più bollettini ratealizzabili) bisognerebbe autocertificare di non avere la tv, ma questo atto darebbe il via a un controllo immediato da parte dell’autorità giudiziaria. Di certo, non si potrà arrivare a un totale azzeramento dell’evasione (che conta oggi 5 milioni di famiglie su 16 milioni e mezzo) che consentirebbe alla Rai di avere ben 500 milioni di euro in più, ma si può comunque cercare di contenere il più possibile il danno creato da chi non paga. Nell’ambito di questa proposta, abbiamo anche intenzione di operare delle riduzioni per quelle fasce di persone con reddito molto basso, sulla falsariga di quanto è già stato fatto nella precedente legislatura da Berselli (An) e Zavoli (Pd) a favore dei pensionati, ma che non è stata ancora attuata».
Avete pensato a sanzioni per chi non paga? «Con il meccanismo di collegamento alla bolletta della luce sarà più complicato non pagare, ma qualora succedesse si potrà fare in modo che il bollettino del canone non pagato possa trasformarsi in cartella delle tasse con tanto di mora molto onerosa».
Per la Rai potrebbe essere finalmente un modo per avere risorse certe… «… così sarebbe possibile mettere alla Rai dei tetti pubblicitari più bassi per liberare risorse a favore dei giornali e delle televisioni private».
Nelle passate legislature l’idea di collegare il canone alle bollette era già stata avanzata… «Sì, ma nessuno aveva pensato a creare un meccanismo anche di rateizzazione. Per molte famiglie 106 euro all’anno sono davvero tante».
Giancarlo Mazzucca (nella foto) è nato a Forlì il 25 luglio 1948, laureato in scienze politiche, è stato direttore del quotidiano QN-Il Resto del Carlino. È stato eletto alla Camera dei Deputati nella circoscrizione XI (Emilia-Romagna) nella lista “Il Popolo della Libertà”.
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