venerdì 17 settembre 2010

Camera da letto

«Ormai visti i tempi in cui ci troviamo, gli esempi che ci sono in giro, queste frasi che vengono dette un po' in libertà, è chiaro che ne trovi di persone così. Ci sono, ci sono. Però si deve combattere a tutti i costi questo andazzo. Con la meritocrazia, con i sacrifici che ognuno può fare, se no è tutto quanto inutile... se no, anziché andare a scuola, è meglio andare a fare un corso di strip-tease», a parlare così è Alessandra Mussolini, intervistata dal Secolo XIX sulle esternazioni di Angela Napoli, deputata di Futuro e Libertà, che ha detto «non escludo che deputate si siano prostituite» e di Giorgio Clelio Stracquadanio, che ospite del programma Klauscondicio ha detto: «prostituirsi, se si vuol far carriera, è legittimo». Naturalmente il giudizio della Mussolini sulle due frasi è fortemente negativo: «Sono delle frasi che si commentano da sole. E non si possono buttare nemmeno queste cose sullo scherzo, ci dev'essere un'etica, un decoro. Qui si passa da un eccesso all'altro, non c'è via di mezzo, non c'è il buon senso, manca completamente il buon senso. Le cose più semplici del mondo, ovvero un po' di equilibrio e di ragionevolezza, pare che non esistano più». La Mussolini, ricordo, è presidente della commissione parlamentare bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza.
I fatti sono noti. Angela Napoli e Giorgio Stracquadanio, in una sorta di contrappunto a distanza, hanno sollevato un grosso rumore sulle carriere politiche. Finiana la prima, più antifiniano di tutti gli antifiniani l'altro. Al «Non escludo che senatrici o deputate siano state elette dopo essersi prostituite», della prima il «È assolutamente legittimo che per fare carriera ognuno di noi utilizzi quel che ha, l'intelligenza o la bellezza che siano. Se anche una deputata o un deputato facessero coming out e ammettessero di essersi venduti per fare carriera o per un posto in lizza, non sarebbe una ragione sufficiente per lasciare la Camera o il Senato», dell'altro.
Stracquadanio, politico e giornalista, già esponente di spicco del Partito Radicale Transnazionale, per capire, è quello che ha detto anche che a Fini bisognava riservare il «trattamento Boffo». E vada che la politica è ciò che è; e vada che i suoi radicali candidarono Cicciolina. Va bene tutto, ma qualcuno nel Pdl ha fatto girare la battuta: «Ma questo qui, perché non se lo prende Fini?». Però ha detto una verità che in quanto tale è stata ridicolizzata per disinnescarla: «La politica ha anche una dimensione pubblica. Ci si presenta anche fisicamente agli elettori». Checché ne dica Libero.

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