mercoledì 23 aprile 2008

Prove di "degna" accoglienza

Non c’è Genova col suo G8. In assenza di un’occasione così ghiotta come quella d’allora, ci si arrabatta come si può per preparare una “degna” accoglienza al nuovo governo del Cavaliere che ancora non c’è.
Ci sono le elezioni romane che travalicano l’interesse locale, perché la capitale è ancora la capitale del Paese. E, dunque, la grancassa dei giornali dei poteri forti nazionali che dal 2006 appoggiano senza più pudore alcuno Prodi e discendenti politici va alla grande strombazzando ogni minimo motivo di sberleffo pur di lasciare al lettore un retrogusto di discredito della compagine scelta a grande maggioranza dagli italiani il 13 e 14 aprile.
Così oggi apprendiamo che il comitato del candidato sindaco di Roma in competizione con “Er cipria” tenterebbe di raccogliere voti per il ballottaggio con telefonate sconcertanti: “Signora, non ha paura di essere violentata?”. E ancora, il Comandante Provinciale dei carabinieri, Colonnello Vittorio Tomasone, violando la normativa militare, avrebbe consentito a Gianni Alemanno di svolgere campagna elettorale all'interno della sua caserma. L'episodio sarebbe accaduto lunedì mattina nella sede del Comando Provinciale, a Piazza San Lorenzo in Lucina, dove Alemanno avrebbe incontrato i rappresentanti “sindacali dell'Arma” di Roma. A denunciarlo è il Sinacc, il Sindacato Nazionale Carabinieri in congedo che nella denuncia tra l’altro ostenta “grande rispetto” per le stesse proprie istituzioni: “Considerando la vittoria della destra al governo e la campagna elettorale che si sta svolgendo all'interno delle caserme, a favore del Popolo della Libertà nutriamo forti dubbi sulla punizione del manchevole”. Il manchevole sarebbe il citato colonnello. Poco giova nell’economia dell’articolo che alla fine si dia voce al comitato elettorale chiamato in causa che così precisi: ”Le visite dei parlamentari alle strutture militari sono consentite dalla legge n. 206 del 1998, pertanto l'onorevole Alemanno era nel suo pieno diritto nel momento in cui, nel rispetto del dettato della normativa citata, ha preannunciato e poi svolto una visita alla sede del Comando provinciale dei carabinieri in piazza San Lorenzo in Lucina a Roma. Ovviamente l'incontro è stato sollecitato per acquisire informazioni utili all'attività parlamentare sul versante della sicurezza e soltanto una persona in malafede può assimilare un'iniziativa di questo genere a un comizio elettorale”. Perché, è superfluo aggiungerlo, bastano piccole sfumature per sollecitare riprovazione.
E tanto per gradire si offre una piccola galleria fotografica dedicata a Fini con questa didascalia: “Mancano pochi giorni al ballottaggio per il Comune di Roma e Gianfranco Fini sceglie il quartiere di Boccea per appoggiare Gianni Alemanno passeggiando fra i cittadini. Ma stavolta il presidente della Camera in pectore non si limita a stringere mani e ad ascoltare i passanti ma, nella insolita veste di pubblico ufficiale, chiede in due occasioni il permesso di soggiorno ad alcuni immigrati, per verificarne la regolarità”.
E infine, chi si tira in ballo? Mediaset! Così Repubblica online presenta la cosa: “Fedele Confalonieri sarà processato per frode fiscale. Lo ha stabilito oggi il gup di Milano Gloria Gambitta, che ha rinviato a giudizio il presidente di Mediaset. Il processo prenderà il via a partire dal 21 ottobre prossimo davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Milano”. Naturalmente poi si precisa: “La procura contesta a Confalonieri presunti reati commessi in un periodo compreso tra il 2001 al 2003. Una contestazione suppletiva mossa dal pm Fabio De Pasquale nell'ambito del procedimento, già in fase dibattimentale, sui presunti fondi neri nella compravendita di diritti televisivi e cinematografici”. E alla fine si dà spazio alla parte chiamata in causa che meglio precisa: “Il dottor Confalonieri non è mai stato indagato per le presunte frodi fiscali tra il 1995 e il 2000. Improvvisamente il pm formula una contestazione suppletiva per fatti dal 2001 al 2003 per i quali il dottor Confalonieri c'entra ancor meno. Siamo fiduciosi del fatto che il Tribunale riconoscerà la sua estraneità ai fatti”. Ma intanto ciò che resta è: “Fedele Confalonieri sarà processato per frode fiscale”. Mezzucci.
C’è infine il XXV Aprile da strumentalizzare. Oggi così Liberazione con nel titolo d’apertura questo singolare appello “Adesso andiamo in piazza e, per favore, votate Rutelli”: “Dopodomani è il 25 aprile. C'è chi vorrebbe cancellare la memoria del fascismo. Rispondiamo con i cortei e le manifestazioni. E, a Roma, bocciamo Alemanno”.

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