venerdì 9 luglio 2010

Strabismo

Mercoledì su LiberoMilano l'editoriale di Renato Besana incuriosiva: «Avvisate Salvini, ormai la Lega sembra quasi la Dc». Originale evocazione. Ma la rincorsa alla destra cattolica, quella del crocifisso sul muro «senza se e senza ma», la Borghezio politica non c'entra. Come si vedrà ciò che Besana rimprovera è una sorta di rammollimento sulla questione immigrazione. Una ritirata su posizioni finiane, un passaggio da un razzismo che paga ad una moderazione costruttiva. Alla faccia degli elettori delusi: «Non si dovrebbero propinare combattive parole d'ordine, che poi si traducono in decisioni scivolose, stile vecchia DC». Outing?
Scrive Besana: «Qualcuno avvisi Salvini: la Lega, sull'immigrazione, sta assumendo posizioni sempre più finiane, ovvero di mezza sinistra col birignao istituzionale. Sarà l'effetto del ponentino che soffia dolcemente sui colli fatali dell'Urbe, sarà l'ormai lunga frequentazione di Roma ladrona. che inevitabilmente induce ad assimilarne vizi e umori, ma anche il Bobo, del resto buon titolare degli Interni, s'è ormai convertito alla società multietnica e multiculturale». Insomma si prospetta una connivenza con il nemico. Ma il motivo?
Come sempre questione di danè. Continua Besana: «Dallo scarno bilancio del Viminale, per giunta scartavetrato dalla manovra di Tremonti, sono arrivati ben dodici milioni per i rom insediati a Milano. Cinque sono destinati alla costruzione del villaggio in via Idro, per la disperazione dei residenti. Sette milioni serviranno invece per trovare casa e fornire assistenza ai nomadi, che nomadi non sono più, visto che hanno messo radici». Ed ecco che scatta l'ipocrisia: «E i nostri poveri?».
Già, chissà perché dei poveri ci si ricorda solo in simili occasioni? Mah. Ed il buon Besana si risponde da solo: «Possono aspettare». In effetti è quello che comunque fanno da una vita. Perché non tolgono il sonno alla borghesia e ai suoi dattilografi. Come invece i rom: «La stessa Moioli ha dichiarato a LiberoMilano che al solo pensiero di quel che accadrà non riesce a dormire la notte, ma di giorno, quando è perfettamente sveglia, non fa niente per evitare la sciagura». Anche se, si affretta ad aggiungere nel timore di spuntare la frecciata alla Lega, «d'altra parte, lei è assessore, ma i fondi e le indicazioni su come spenderli vengono dal governo». C'è da chiedersi comunque dove stia la sciagura tanto paventata, e fissare il procurato allarme come espressione di una fobia da psichiatria, sarebbe riduttivo e, in fin dei conti, giustificante. Il razzismo aggravato da un tentativo di cavalcarne la tigre ha effetti incredibilmente devastanti sull'equilibrio del pensiero umano.
E quindi siamo alla paranoia nei riguardi di Maroni: «Ieri l'altro nuova uscita ministeriale. Da quando il Berlusca ha stretto accordi col colonnello Gheddafi, i clandestini non arrivano più a Lampedusa, ammassati sui barconi partiti dalle coste libiche. Adesso atterrano a Malpensa, come ha mostrato un'indagine commissionata dalla Sea. De Corato, che è [udite, udite!] persona seria (salvo quando promuove le multe a strascico) [vuoi vedere che il Besana è tra i pizzicati!], ha chiesto che all'aeroporto venisse aperto un Cie, ovvero un Centro d'identificazione ed espulsione, così da affrontare il problema con tempestività; inoltre in via Corelli di posto non ne è rimasto. Bobo Maroni ha pronunciato un sonoro niet. Che gli extracomunitari dilaghino pure». Evviva! Ma che gli ha fatto Maroni al Besana? Gli suonava con l'orchestrina di notte sotto casa?
Un momento, e la dietrologia dove la mettiamo? Basana abbozza un'ipotesi: «A favorire il rifiuto c'è forse il fatto che lo scalo è in provincia di Varese, contea leghista, e che il presidente di Sea, Bonomi, indossa la camicia verde. Il Cie sotto casa non lo vuol nessuno; meglio soprassedere, per non innervosire lo zoccolo duro».

Nessun commento:

Archivio blog